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PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI MARZO 2015
Inviato da Alba il 9/3/2015 18:00:00 (658 letture) News dello stesso autore


             PAROLA DELLA SETTIMANA



 

Gesù combatte il vuoto legalismo. Molti credevano di essere in regola per il numero di sacrifici (offerta di animali) che compivano, addirittura trasformando il Tempio in un luogo di commercio.

Gli Israeliti, col loro formalismo religioso, avevano una illusoria sicurezza di essere in pace con Dio, ma il modo formale che avevano nel compiere i loro atti religiosi non era tale da influire realmente nella loro vita. Il gesto di Gesù provoca una forte opposizione da parte dei Giudei. Non comprendevano che dal momento in cui Gesù è presente in mezzo a loro, solo attraverso la sua Persona può avvenire il vero incontro con Dio. Egli è il Santuario della presenza divina.

Gesù sa che presto sarà Lui l'unico sacrificato per la salvezza degli uomini. E' quindi necessario aderire a Lui con tutto il cuore; occorre sapere offrire se stessi con obbedienza e con la volontà di convertirsi.

Anche per noi oggi il Cristianesimo non si fonda su una "buona coscienza" fatta di Messa domenicale, formule meccaniche e frettolose di preghiera ed eventualmente qualche devozione a qualche Santo, sentito come un parafulmine. Se non ci decidiamo a impostare tutta la nostra vita e tutte le piccole o grandi scelte quotidiane sulla Parola di Dio, non potremo essere in armonia con Dio.

La prima Lettura, che ci presenta i Comandamenti di Dio, non vuole essere un pesante giogo, ma piuttosto un'istruzione per comprendere in quale modo possiamo corrispondere al dono di Dio e all'alleanza che Egli ha stipulato col Suo popolo. Le "Dieci Parole" infatti, sono precedute dalla premessa: «Io sono il Signore Tuo Dio», quello che ti ha liberato dalla schiavitù dell'Egitto. «Non avrai altri dei all'infuori di me!». Nessun idolo, dunque, nessuna superstizione, nessun potere, nessuna presunzione di essere "qualcuno". Se crediamo di essere più liberi quando non accettiamo la Legge del Nostro Creatore, sbagliamo enormemente: saremo infatti certamente schiavi di qualcuno ed in particolare delle tentazioni di satana che ci porta ad adeguarci alle nostre debolezze, così saremo decisamente schiavi di noi stessi. Questa è una delle peggiori schiavitù, perché a noi pare di non essere schiavi.

Se osservata con animo servile, la Legge appare un giogo, mentre se l'anima della Legge è l'amore, l'osservanza della legge è impegnativa, ma lieta.

Gesù dice: «Distruggete questo Tempio e io in tre giorni lo farò risorgere». Non viene capito, ma Egli parla del Tempio del Suo corpo. Questo ricorderà l'Evangelista Giovanni dopo la Pasqua di Risurrezione!

Questo è il nuovo modo di Dio per liberare il suo popolo dalla schiavitù del peccato, è il modo della Croce.

L'amore è capace di farci giungere a scelte di vita che altrimenti risulterebbero incomprensibili, come la scelta volontaria della povertà, della castità, di rinunciare a carriere prestigiose per essere più disponibili per i fratelli ammalati, o vecchi, o emarginati...

Anche una vita apparentemente monotona e banale può comunque essere il volto feriale della Croce, se si realizza una vera comunione con Dio!
 




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