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PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE 2015
Inviato da Alba il 7/9/2015 8:40:00 (752 letture) News dello stesso autore


PAROLA DELLA SETTIMANA




Leggiamo nel primo capitolo del Libro della Genesi che quando terminò la Creazione, «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno».  Quando noi facciamo qualche cosa, possiamo fare una cosa non buona, oppure fare una cosa buona, ma facendola male, oppure fare una cosa buona e farla bene. Quasto è quello che fa Dio, perché non può volere il male, ma solo il BENE e questo lo fa BENE! Perché allora nel mondo ci sono cose cattive? Dio ha dato, sia agli angeli che all'essere umano il Dono della LIBERTÀ, che permette di fare delle scelte. Satana, e altri angeli con lui, hanno scelto il male e l'umanità, messa alla prova, ha pure scelto il male. Così sono entrati nel mondo la cattiveria, la malattia e la morte.

È arrivato il Figlio di Dio, Gesù che, pur non togliendo all'uomo la libertà, ha offerto Se stesso al Padre, per darci la possibilità di essere salvati.

Nel brano del Vangelo di oggi, noi ci troviamo di fronte ad un sordomuto, che viene portato davanti a Gesù, perché lo guarisca. Questa persona rappresenta ciascuno di noi quando è nel peccato: diventiamo sordi e muti sia verso noi stessi, sia verso gli altri, sia verso Dio. Non vogliamo accorgerci del male che sta in noi e accusiamo gli altri, non vediamo le necessità degli altri, ma solo i loro errori, non sentiamo le loro richieste di aiuto e non sentiamo le ispirazioni di Dio. Non siamo capaci di parole buone e di incoraggiamento e non sappiamo pregare Dio. Siamo chiusi in noi stessi, credendo di poter essere felici, ma poi non lo siamo. Solo Gesù può guarirci, come ha fatto a quel sordomuto e a tanti altri malati. Quello che Gesù compie per questo sordomuto, lo abbiamo avuto anche noi nel Battesimo. Il Sacerdote ha compiuto alcuni gesti ed ha pronunciato la parola "EFFATÀ",  che significa "APRITI"! È un'apertura delle orecchie e della lingua, che non ha tanto valore fisico quanto spirituale, perché impariamo a sentire e a parlare, ma soprattutto ad aprire il Cuore a Dio e ai fratelli. Dobbiamo imparare a non travisare la realtà e a vederci come siamo realmente. Dobbiamo ascoltare Dio e pregarlo con tutto il cuore, nel silenzio come faceva Gesù col Padre. Dobbiamo accorgerci delle necessità degli altri e dire loro parole buone e annunciare la Parola di Dio a chi non la conosce e anche a dire a tutti, non solo con la parola, ma soprattutto con la vita, quanto è buono il Signore!




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