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IL SAPERE IN PILLOLE : 22^ - LA MORTE
Inviato da Alba il 28/3/2009 11:20:00 (852 letture) News dello stesso autore


                                     Ventiduesima pillola

                                            LA MORTE:

                                   EVENTO TERRIFICANTE

 O PASSAGGIO DOLOROSO, MA  NATURALE PER IL CRISTIANO

Della morte molti di noi non vogliono nemmeno sentir parlare.

E’ comprensibile, ma è anche strano.

Per ogni evento che dobbiamo affrontare, cerchiamo normalmente di prepararci, per affrontarlo al meglio. Proprio per la morte, che ci porta ad una situazione senza ritorno, non sentiamo la necessità di mettere in atto una preparazione adeguata.

Non tutti noi abbiamo avuto l’occasione di assistere da vicino, e con partecipazione del cuore, alla morte di una persona cara.

La META del cristiano è il PARADISO. Siamo in viaggio e sappiamo che per giungere al traguardo dobbiamo passare attraverso la morte.

E’ un evento a cui nessuno sfugge ed a cui si è sottomesso anche il Figlio di Dio incarnato, Gesù Cristo.
La sua è stata una morte accompagnata da estremo dolore sia fisico che morale, una morte ignominiosa, riservata ai più abbietti stranieri dell’Impero romano.

Ma è stata una morte offerta, che ha portato la salvezza del mondo.

Anche per chi assiste alla decadenza fisica, giorno dopo giorno, di un parente o di un diletto amico è sicuramente molto doloroso ma è un mezzo di purificazione. Si percepisce il graduale, ma enormemente triste distacco da tutto e da tutti. In questo caso è compito di chi è accanto aiutare il malato terminale ad accettare e ad offrire la propria sofferenza in unione a quella di Cristo Signore, per la salvezza dei fratelli. La sofferenza infatti è un valore da non disperdere.

In quei momenti si vive senza pudore lo scambio di affetto, lo scambio di un amore purificato, lo scambio di un amore riconoscente per i momenti trascorsi precedentemente insieme.

Poi il distacco definitivo, il cuore spezzato…, ma non c’è mai la disperazione, se chi ci ha lasciato fisicamente perché ha terminato il suo “viaggio”, ha lasciato in noi una ragionevole speranza che abbia raggiunto la META, il PARADISO!

E allora, pur nel dolore per la sua perdita concreta, non solo preghiamo per lui, ma osiamo anche pregare lui, come nostro avvocato presso Dio.




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