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IL SAPERE IN PILLOLE : 24^ - IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO CRISTIANO (1^ parte)
Inviato da Alba il 21/6/2009 18:00:00 (975 letture) News dello stesso autore


                        Ventiquattresima pillola

IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO CRISTIANO   

                                                                                                                                  Prima parte

Genesi 1, 27 . 31a      

“E Dio creò l’uomo a sua immagine;

a immagine di Dio lo creò:

maschio e femmina li creò.  

Dio vide quanto aveva fatto,

ed ecco,  era cosa molto buona.” 

Genesi 2, 24      

“Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre

e si unirà a sua moglie,

e i due saranno un’unica carne.” 

Il Matrimonio è un Sacramento di amore, la più intima unione possibile che esclude per sempre di vivere con altri la stessa unione intima, a meno che non intervenga la morte di uno dei coniugi.

Il Matrimonio cristiano non è annullabile, come alcuni credono.

E’ solo possibile verificare l’eventuale nullità per situazioni che stanno alla radice stessa dell’unione e non importa se siano stati procreati figli o no.
Può esserci il caso di separazione in caso di gravi difficoltà nella convivenza, ma questo fatto non rende lecita nessuna unione con terze persone.

Per la Chiesa, quindi anche per chi vive da vero cristiano, il divorzio ha solo effetti civili e non annulla né diminuisce gli impegni assunti col Sacramento del Matrimonio.

Se a qualcuno è richiesto dal coniuge di concedere il divorzio, quindi viene a trovarsi solo, con o senza figli, rimane legato dal Sacramento e non gli è lecito “rifarsi una vita” nel senso più comune del termine, cioè non può contrarre nuovo matrimonio, né legarsi ad un compagno o ad una compagna vivendo “more uxorio” (anche se questa è divenuta per molti prassi ordinaria). 





Matteo 19, 9    

  Perciò io vi dico: «Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio.»”
  

Occorre fare un’importante considerazione: chi vuole la separazione o, peggio, il divorzio, espone se stesso e anche il coniuge alla tentazione di peccato. Infatti, chi si è sentito chiamato a formare una famiglia è poco disposto ad una vita da singolo.
       

Ma pensiamo anche a questo: i nuovi amori, che non possono essere benedetti e accettati dalla Chiesa, sono in realtà un patto di peccato e questo non è facile farlo passare per amore per l’altro, perché è piuttosto una forma di egoismo e di incapacità ad essere liberi e forti di fronte ai propri istinti.
 

Matteo 19, 12b     

Ve ne sono altri ancora che si sono resi eunuchi per il Regno dei cieli. Chi può capire, capisca.”
 

Perché non vedere invece la condizione di separazione come una vera e propria chiamata alla castità, che è possibile vivere, con l’aiuto di Dio, sia per l’uomo che per la donna, anche se è difficile e se la nostra società proclama a gran voce il contrario.       

Essere chiamati a vivere la castità è annunciare il Regno eterno di Dio nel quale non si prende moglie né marito.

C’è chi è chiamato alla castità da giovane ma, dopo l’approvazione civile del divorzio, c’è chi è chiamato a testimoniare la fedeltà a Dio, al Sacramento e al legittimo coniuge, soprattutto ove il divorzio sia sub
íto.

Ricordiamo che, quando il Signore ci chiede qualcosa, si impegna a dare l’aiuto necessario perché possiamo attuarlo. Inoltre questo è un classico esempio del fatto che Dio sa trarre il bene anche dal male che gli uomini fanno.                                                                         (segue alla prossima pillola)




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