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PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI OTTOBRE 2014
Inviato da Alba il 13/10/2014 17:30:00 (785 letture) News dello stesso autore


PAROLA DELLA SETTIMANA


SECONDA SETTIMANA DI OTTOBRE 2014




Abbiamo riascoltato una nota parabola che Gesù racconta ai capi dei sacerdoti e ai farisei. Un re manda i suoi servi ad invitare molte persone alle nozze di suo figlio . Non è di tutti i giorni un invito del re, ma stranamente gli invitati mostrano di aver altro da fare e non accettano l'invito. Il re manda ancora altri servi a portare l'invito, dicendo che cosa c'è di preparato, ma non c'è niente da fare.


Addirittura alcuni invitati uccidono i suoi servi! Il re a quel punto invia le sue truppo e fa uccidere quegli assassini, poi manda altri servi per le strade, perché chiamino al pranzo di nozze quelli che incontrano, cattivi e buoni. Ben presto la sala delle nozze si riempie di persone. Il re va per incontrare gli invitati, ma lì incontra uno che non ha indossato l'abito nuziale. Gliene chiede ragione , ma quello non sa cosa rispondere. Il re ordina allora ai servi di legarlo mani e piedi e di cacciarlo fuori nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti. Gesù termina dicendo che molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti.

Sembra molto strano che i primi invitati non siano compiaciuti dell'invito di un re e si rifiutino di andare, ma non dobbiamo poi meravigliarci tanto: quanti, tra coloro che si dicono cristiani rifiutano l'invito di Dio, che è ben più che un re terreno... E anche questi giungono a maltrattare i servi del re, che sono coloro che vorrebbero aiutarli ad ascoltare ciò che il Re ha da dire loro; possono essere comuni cristiani, ma anche suore, preti, catechisti.... Quanti cristiani anche oggi vengono uccisi, perché gli uomini non vogliono ascoltare la loro voce!


Il Figlio di Dio si sposa? In un certo senso sì, infatti Gesù ha sposato l'umanità intera e in particolare la Chiesa! Ma noi dove siamo invitati? Alla Santa Messa festiva, dove il cibo è rappresentato anzitutto dal Verbo di Dio nelle letture della Bibbia e del Vangelo, ma poi anche dall'Eucaristia, dove il Verbo trasforma, attraverso le Parole di Gesù, ripetute dal Sacerdote Celebrante, il nostro pane nel Suo Corpo e il nostro vino nel Suo Sangue. Eppure tanti di noi preferiscono rifiutare questo invito. E che dire, poi, del commensale che ha accettato l'invito, ma non ha indossato l'abito nuziale? Egli rappresenta chi va a ricevere la Comunione, senza essere in grazia di Dio, cioè con l'anima appesantita da peccati gravi, che noi diciamo "mortali".


In questi casi si aggiunge un altro grande peccato a quelli che già abbiamo, perché si tratta di un sacrilegio. Questo vuol dire trattare le Cose sacre senza il dovuto rispetto. Il re lo caccia fuori, "dove è pianto e stridore di denti". Riflettiamo sempre, approfittiamo dei doni del Signore: non aspettiamo che sia troppo tardi. Al termine della nostra vita, data che noi non conosciamo, il tempo scade e non potremo più rimediare. Il Signore ci dà il tempo: approfittiamone subito!




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