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IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 16 APRILE 2021
Inviato da Alba il 16/4/2021 4:10:00 (1 letture)


VENERDI', 16 APRILE 2021


Gesù sale su un monte, luogo per antonomasia delle manifestazioni divine. Una folla lo accompagna attratta dai suoi grandi segni. Si pone a sedere con i discepoli attorno, a creare un contesto di catechesi. Il miracolo sarà dunque l'occasione di un importante insegnamento. La domanda di Gesù a Filippo: "Dove potremo comperare il pane per sfamare tutta questa gente?" Il discepolo è messo volutamente alla prova dal Maestro. Lo sconcerto di Filippo e la sua valutazione di carattere meramente economico rivelano il suo sguardo tutto «mondano» e rivolto esclusivamente al materiale. Così anche Andrea che si limita a recuperare giusto un po' di pane e un po' di pesce. Il tema della «vera fame» della gente non sembra toccarli. Sono in grado di coglierlo? Come potranno risolverlo? Solo Gesù appare come colui che conosce la fame della gente e come corrispondervi. Gesù non dice una parola che lasci presagire il prodigio. I suoi gesti sono come quelli abitudinari di un padre di famiglia che distribuisce il cibo ai figli. L'immagine è delicata e molto bella nella sua semplicità. Prende il pane, ringrazia e distribuisce in prima persona senza coinvolgere i discepoli. Il pane non è nel potere dell'uomo, il dono del cibo viene da Gesù stesso e da Gesù solo. Il cibo è una cura. Mangiare bene, mangiare sano soprattutto, è da solo una terapia. Nutrire e nutrirsi è un modo reale, primordiale, nobilissimo di dedicarsi all'altro e a se stessi. Questione decisiva nel suo essere un problema quotidiano. Per qualcuno, quello di non sapere cosa mangiare per l'imbarazzo della scelta, per altri, quello di non sapere cosa mangiare per mancanza di materia prima. Per chi poi ha responsabilità di altri, più piccoli o più deboli, può diventare una domanda drammatica, quando pane non ce n'è o quando non si sa quale sia "il pane giusto" da dare. Il miracolo di Gesù avviene sotto le sembianze del gesto feriale di un padre - una madre - che spezza il pane per i figli. Un uomo qualsiasi, azioni consuete nella loro semplicità. Bellissimo. C'è Lui presente e vivo accanto a noi nell'occuparci del quotidiano nutrimento altrui e nostro. Vuol dire che quel darci da fare per la fame ha uno spessore divino che, per quanto misterioso, è reale. «Io sono con voi, tutti i giorni». Anche in cucina e a tavola, sì.




IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 15 APRILE 2021
Inviato da Alba il 15/4/2021 4:20:00 (2 letture)


GIOVEDI', 15 APRILE 2021


Il Padre celeste tutto opera per mezzo di Cristo e del suo Santo Spirito. Tutto il mistero della salvezza oggi lo vuole operare con il corpo di Cristo, mosso e guidato dal suo Santo Spirito. Dio nulla opera senza Cristo e lo Spirito Santo. Anche l'uomo nulla può operare per la sua salvezza e la salvezza dei suoi fratelli senza Cristo e lo Spirito Santo. Il "servizio" prestato dallo Spirito Santo al Padre nella creazione, deve essere oggi prestato al corpo di Cristo per la redenzione e la salvezza. Lo Spirito Santo opera oggi dal corpo di Cristo. È questa la sua casa. Opera anche con quanti ancora non sono corpo di Cristo, ma per farli divenire corpo di Cristo. Se il corpo di Cristo non viene formato, la nostra opera è vana. Possiamo fare anche un mondo nuovo, ma esso non è il frutto dello Spirito Santo in noi. Il solo frutto che lo Spirito vuole produrre è la formazione del corpo di Cristo. Formare la Chiesa è essenza dell'opera dello Spirito Santo. 


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 14 APRILE 2021
Inviato da Alba il 14/4/2021 4:10:00 (3 letture)


 MERCOLEDI', 14 APRILE 2021



«Gesù disse a Nicodèmo: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». Nel Vangelo odierno di Giovanni troviamo ancora la figura nota dell'interlocutore di Gesù, Nicodèmo, al quale il Maestro di Nazareth fa le ultime rivelazioni che sono preziose pure per noi. Anzitutto il tema del giudizio: «E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie». In questo giudizio l'Evangelista vede non tanto un evento che accadrà alla fine, quanto piuttosto una realtà già presente. L'Evangelista definisce gli increduli: coloro che amano le tenebre, cioè coloro che scelgono consapevolmente il male. Noi li potremmo definire con un termine oggi molto attuale: i corrotti che diventano poi anche corruttori. Pertanto non è solo questione di fare il male per debolezza e fragilità, ma vi sono immersi fino al collo. La santità della vita è necessaria per creare un luogo nel quale il mistero di Dio si possa svelare in tutta la sua potenza nel cuore dell'uomo. «Insegnare è bello se chi parla fa. Uno solo è il maestro, che disse e fece e le cose che egli ha fatto nel silenzio sono degne del Padre».


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 13 APILE 2021
Inviato da Alba il 13/4/2021 9:20:00 (3 letture)


MARTEDI', 13 APRILE 2021


Di notte Gesù riceve una singolare visita. Si reca da Lui, quando è buio, un capo dei farisei, Nicodemo. Quest'uomo, dai segni operati dal Maestro, ha maturato nel suo cuore un profondo convincimento di fede: Dio è con Gesù. Gesù è con Dio, allo stesso modo che Mosè era con Dio e Dio con Mosè. Gesù è vero Inviato, vero uomo di Dio in mezzo a Israele. Questo ha visto e questo testimonia. Lo fa di notte per paura dei Giudei. Teme la loro violenza, cattiveria, malvagità. Lui è di animo nobile. Gesù neanche ascolta quello che Nicodemo gli dice, perché deve fargli una grande rivelazione. Se Nicodemo vuole appartenere al regno di Dio deve nascere di nuovo. Disse Nicodemo a Gesù: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito.  Per Gesù la nuova nascita è da acqua e da Spirito Santo. A Nicodemo viene annunziato il mistero del Battesimo. Chi viene immerso nelle acque, non nasce dalle acque, nasce dallo Spirito Santo, riceve una natura spirituale, viene formato di Spirito Santo allo stesso modo che Adamo fu formato con la polvere del suolo. È questo il grande prodigio che si attua nelle acque di questo sacramento di salvezza,   infinitamente differente dal battesimo che dava Giovanni. Con lui non si nasceva. Ci si lavava in modo figurato solo dai peccati. Per appartenere al Regno di Dio, che non è di natura materiale, ma spirituale, è necessario divenire essere spirituali.  

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 12 APRILE 2021
Inviato da Alba il 11/4/2021 5:40:00 (3 letture)


LUNEDI', 12 APRILE 2021


È possibile rinascere quando si è vecchi? È possibile ricominciare quando la vita ha messo in evidenza i nostri limiti, ci ha pesantemente misurato e abbiamo l'impressione di essere morti dentro anche se ancora viviamo? È possibile rigenerare continuamente la fede, come quando ci siamo convertiti, come quando abbiamo sentito per la prima volta, in maniera significativa, l'annuncio del Vangelo? Sì, certo. Nicodemo è il patrono di tutti coloro che non si arrendono. Di coloro che, anche se di notte, continuano a cercare una risposta. Che non si lasciano travolgere dai propri evidenti limiti, che non si lasciano paralizzare dai propri peccati, che non si lasciano scoraggiare dall'evidenza di un mondo che sembra non capire mai e precipitarsi verso il baratro. Si può rinascere, ma dall'alto. Cioè a partire dal punto di vista di Dio. Nicodemo pensa di avere capito tutto, di avere visto tutto, anche nella fede. È una persona importante, un uomo significativo, un credente che è punto di riferimento per l'intera comunità. Ma lui per primo ancora non ha capito e allora cerca. Imitiamolo: non arrendiamoci mai!  


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