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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 23 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 23/9/2021 14:30:00 (48 letture)


GIOVEDI', 23 SETTEMBRE 2021


Erode aveva ascoltato volentieri il Battista, fino a quando questi non era entrato nella sfera personale e lo aveva messo davanti alle sue responsabilità: egli aveva ripudiato la propria moglie legittima, creando peraltro un pesante incidente diplomatico sfociato poi in una guerra contro i nabatei ed aveva preso con sé la moglie di suo fratello. A quel punto il simpatico profeta Battista era diventato scomodo. Erode fa uccidere il Battista. Fine del profeta, fine del disturbo. Poi a Erode giunge notizia del Nazareno. Un altro profeta? E chi sarà mai? Quando mai Erode capirà che i profeti saranno per sempre presenti e che Dio sempre manderà qualcuno a pungolarci per spingerci verso la conversione! È inutile zittire la coscienza, annegarla in mezzo ad un diluvio di parole, inutile appellarsi al pensiero della maggioranza: l'uomo porta dentro di sé la chiave per aprire la porta della verità e della giustizia. Si illude Erode, ancora pensa di divertirsi e di solleticare la propria anima piccina e sbiadita ascoltando il predicatore di moda. Ben altro serve per convertirsi!  Oggi ricordiamo San Pio da Pietrelcina. Egli nacque a Pietrelcina presso Benevento nel 1887. Entrò nell'ordine dei Frati minori cappuccini e, promosso al presbiterato, esercitò con grandissima dedizione il ministero sacerdotale soprattutto nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia. Servì nella preghiera e nell'umiltà il popolo di Dio attraverso la direzione spirituale, la riconciliazione dei penitenti e una particolare cura per i malati e per i poveri. Fu pienamente configurato a Cristo Crocifisso.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 22 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 22/9/2021 13:30:00 (30 letture)


MERCOLEDI', 22 SETTEMBRE 2021


Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro di non prendre nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche. Se mancano l'umiltà e il dolore per i peccati l'opera divina non si può effettuare e si avrà solo uno sterile tentativo umano. Se invece poniamo le autentiche fondamenta dell'umiltà e del pentimento, Dio può costruire Ringraziatelo il Signore con tutto il vostro cuore. Non c'è nessuno che non possa contribuire all'edificazione della Chiesa con l'umile offerta del suo dolore per le proprie mancanze, i propri peccati e soprattutto con la sua fiducia nella misericordia divina, che può a queste condizioni fare dell'insufficienza umana fondamento per la sua meravigliosa opera.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 21 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 21/9/2021 9:00:00 (29 letture)


MARTEDI', 21 SETTEMBRE 2021


Oggi la Chiesa celebra il grande evangelista Matteo, uno dei discepoli, l'autore di un Vangelo indirizzato in particolare ai giudei diventati cristiani. Un grande dono anche per noi. Il destino del Vangelo di Matteo è decisamente curioso: a partire da una scorretta interpretazione del passato, per oltre un millennio si è creduto che Marco fosse un riassunto di Matteo, relegando il primo dietro il secondo. In realtà oggi sappiamo che è stato proprio Marco a scrivere per primo un Vangelo e che Matteo, qualche anno dopo, ha sentito la necessità di scrivere un altro testo che ricopiasse Marco e che aggiungesse alcune cose. Oggi gli studiosi sono d'accordo: la distruzione del tempio e di Gerusalemme aveva gettato nello sconforto i cristiani di origine giudaica. Un evento di un impatto emotivo enorme che li aveva messi in crisi radicale. Ed ecco la risposta di Matteo: il tempio non c'è più, la presenza di Dio se n'è andata ma noi abbiamo Gesù, l'Emmanuele, il Dio con noi. Matteo scrive il suo testo per incoraggiare la sua comunità, per fornire una chiave di interpretazione della realtà a partire dalla fede. Perciò è come uno scriba che sa trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Imitiamolo nella sua capacità di leggere gli eventi alla luce del messaggio evangelico, diventiamo noi dei "vangeli" per le persone che incontriamo.  


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 20 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 18/9/2021 5:50:00 (54 letture)


LUNEDI', 20 SETTEMBRE 2021


La luce ricevuta dal Vangelo illumina tutta la nostra vita, contagia le nostre scelte, cambia il nostro modo di essere e le nostre decisioni, ci converte. E si vede. Se non si vede, dice il Signore, non è un buon segno, significa che abbiamo paura della luce, che finiamo col mettere la luce potente del Vangelo sotto lo sgabello invece che sul lampadario, come dovrebbe essere. Poi Gesù parla dell'ascolto: la luce si accende grazie all'ascolto della Parola che ci cambia nel profondo e che, una volta accolta, porta frutto. Spesso, invece, ascoltiamo superficialmente, crediamo di credere e di sapere a sufficienza le cose di Dio. La Parola, invece, vive di una vita propria; letta e riletta cento volte illumina le nostre profondità se abbiamo il coraggio di spalancare il nostro cuore. In questi tempi di fatica siamo chiamati come Chiesa ad interrogarci sulla Parola e a lasciarci interrogare dalla Parola e pure a riflettere sul fatto che spesso la confondiamo con mille altre parole.  


PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 18/9/2021 5:30:00 (35 letture)


TERZA SETTIMANA DISETTEMBRE 2021


Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma Egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro che il Figlio dell'uomo verrà consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà. Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro di che cosa discutessero per la strada. Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro che se uno vuole essere il primo, dovrà essere l'ultimo di tutti e il servitore di tutti. E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro che chi accoglie uno solo di quei bambini nel suo nome, accoglie lui; e chi accoglie lui accoglie Colui che lo ha mandato. Il santo Battesimo ci ha inseriti nella morte del Signore, ci ha resi conformi al suo sacrificio. Questa è la radice della nostra esistenza cristiana, la sua sorgente profonda: il frutto deve essere l'umiltà e l'esistenza che ne sgorga deve essere un'esistenza donata nel servizio. È questo un punto centrale della vita cristiana. In essa, e dunque nella Chiesa, la logica delle "precedenze" è completamente rovesciata: il primo è colui che si fa il servo di tutti, come Gesù, il cui primato è stato posto dalla sua obbedienza ed immolazione sulla croce. La vera dignità è nella possibilità offerta all'uomo di imitare l'umiltà del Verbo Incarnato. La Scrittura offre una garanzia inequivocabile: proprio i derelitti e gli abbandonati sono i prediletti del Signore, che alla fine darà a ciascuno secondo i suoi meriti, esaltando i piccoli e gli ultimi semplicemente perché accettano il loro stato di umili sottomessi e deferenti, che li mette in condizioni di fedeltà perenne a lui. Solo gli umili e i semplici, e per ciò stesso gli onesti e gli irreprensibili dispongono di tutte quelle caratteristiche per essere graditi a Dio e di meritare la sua ricompensa nella vita presente e nella dimensione futura di eternità. Il giusto è condannato a soffrire le umiliazioni altrui in questa vita, è costretto a soccombere e a tacere di fronte alle difficoltà, ma qualora non perda la speranza, otterrà il premio proporzionato alle pene a cui è costretto.  


 


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