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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 2 DICEMBRE 2021
Inviato da Alba il 2/12/2021 5:40:00 (4 letture)


GIOVEDI', 2 DICEMBRE 2021


Poiché ci ama, il Salvatore ci mette in guardia contro l'illusione. Per entrare nel regno dei cieli non basta dire: "Signore, Signore". Se ogni nostra decisione testimonia che Gesù non è per noi il Signore, non serve invocaLo. La preghiera, separata da un amore obbediente, è un illusione e una menzogna. Gesù sarà davvero il nostro Signore solo se il nostro cuore si fa simile al suo, reso appassionato dall'amore per il Padre, capace di dire, senza esitazione alcuna, che suo nutrimento è fare la volontà del Padre, fare sempre ciò che gli è gradito. Sarebbe rischioso affidare la nostra volontà ad un altro, se l'altro non fosse Dio, il Dio di dolcezza e di misericordia. Volere ciò che Egli vuole significa scegliere la felicità. Altrimenti facciamo una costruzione fragile, effimera, illusoria. E' proprio del buon cristiano ascoltare Gesù, parola d'amore del Padre e lasciare che questa parola ci trasformi, che ci renda conformi all'amorosa volontà del Padre, ascoltarla e farla vivere in noi! Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna, perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa e l'ha rasa al suolo. I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri. Questo è un anticipo di quanto cantato da Maria nel Magnificat, che vedeva i ricchi a mani vuote e abbassato chi voleva innalzarsi. Questo è un tema ricorrente nel rivelarsi di Dio che vede la giustizia come il trionfo dell'oppresso. Quasi che solo così calpestato, il peccato, il disordine introdotto dalla disobbedienza nella creazione, possa essere sanato. Nuove forme di schiavitù sostituiscono le più antiche, purtroppo con lo stesso risultato che è l'oppressione della persona nei suoi sentimenti, pensieri, possibilità e competenze.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 1 DICEMBRE 2021
Inviato da Alba il 1/12/2021 7:20:00 (6 letture)


MERCOLEDI', 1 DICEMBRE 2021


Il tema della moltiplicazione dei pani, preannuncia il banchetto eucaristico al quale sono invitati tutti, ma con preferenza i poveri, gli ammalati, i bisognosi, e tutti coloro che aiutano i bisognosi. Tra di essi mettiamoci anche noi. Se andiamo da Gesù con umiltà, consci della nostra miseria, egli ci risana mediante i sacramenti, soprattutto quello della Penitenza e dell'Eucarestia. Pochi pani e pochi pesci diventano materia di salvezza, di miracolo, di vita. L'ordine di Gesù di raccogliere anche i frammenti ci ricorda il dovere di curare le sfumature, il dettaglio, con attenzione alle piccole cose, che poi sono le uniche che possiamo offrire. Per tutti Egli prepara una mensa e ci invita al banchetto. Ogni giorno il Signore ci invita a mangiare il pane della vita, se stesso, dato per la vita del mondo. È un dono personale, ma non esclusivo: sono invitati tutti i popoli. I veri poveri accettano questo invito, perché sanno di essere indigenti, e con piena disponibilità accolgono la venuta del Signore. Per tutti gli indigenti, per noi che ci riconosciamo tali, pregare nella forma del lamento, come nel salmo, significa sprigionare la forza della fiducia. Forse il tempo dell'avvento è proprio quello che ci ispira  speranza e  fiducia.  


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 30 N0VEMBRE 2021
Inviato da Alba il 30/11/2021 7:50:00 (7 letture)


MARTEDI', 30 NOVEMBRE 2021


Oggi celebriamo la festa dell'Apostolo Andrea, fratello di Simon Pietro e amico di Giovanni e di Giacomo. Il Vangelo ci narra come Andrea ha ascoltato la Parola di Dio che gli era rivolta: Seguitemi, vi farò pescatori di uomini. Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. E' questa adesione pronta che ha permesso agli Apostoli di diffondere la Parola, la buona notizia della salvezza. La fede viene dall'ascolto e ciò che si ascolta è la Parola di Cristo, che anche oggi la Chiesa diffonde fino alle estremità della terra. Ascoltiamo dunque la Parola, accogliendola nel cuore. E una Parola esigente, ed è questo il motivo per cui facilmente vorremmo chiudere le orecchie a Dio che ci parla: capiamo che l'ascolto avrà delle conseguenze. Dobbiamo pensare che la Parola di Dio è davvero un rimedio, che se qualche volta ci fa soffrire è per il nostro bene, per prepararci a ricevere i doni del Signore. La Parola è anche un cibo indispensabile per l'anima. Dobbiamo sempre cercare e accogliere la Parola di Dio, sapendo che essa ci deve nutrire per tutta la vita. Nello stesso tempo la Parola di Dio è una esigenza. Gesù ne parla come di seme che deve crescere e diffondersi ovunque. Da questa Parola viene la fecondità di ogni apostolato. Se si dicono parole umane, non è il caso di considerarsi apostoli, ma se abbiamo accolto in noi la Parola di Dio, essa ci spinge a proclamarla, a diffonderla dappertutto, per mettere gli uomini in comunicazione con Dio.

 


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 29 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 28/11/2021 10:40:00 (13 letture)


LUNEDI', 29 NOVEMBRE 2021


Gesù promette ad un centurione di andare a guarire il suo servo. Il centurione mostra la sua fede dicendo che Gesù poteva guarirlo senza entrare nella sua casa, perché lui non era degno di ospitarlo in casa sua. Nel Natale Dio si rende accessibile ad ogni persona umana, si lascia incontrare da chiunque ha fede nella sua bontà e nella sua onnipotenza: così come il centurione che dice che basta una sua parola perché il servo guarisca. Anche a noi oggi è chiesto di fidarci di Dio, della sua parola; di aprire il nostro cuore alla sua accoglienza. Egli offre la salvezza a tutti gli uomini, senza limiti e barriere di razza, di nazione, di lingua. Cristo offre la sua misericordia a tutti. Si realizza dunque il sogno di Dio di radunare tutti gli uomini da Oriente e da Occidente nel suo regno. Aiutami, Signore, a riscoprire la bellezza della fede in te, che accogli e salvi tutti gli uomini, con amore e affetto infiniti. È capace di credere al Regno di Dio solamente chi è in cammino, chi ama la terra e Dio insieme.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 26 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 26/11/2021 2:30:00 (15 letture)


VENERDI', 26 NOVEMBRE 2021


I cieli e la terra passano ma la Parola del Signore rimane. Davanti agli eventi catastrofici, alle guerre e alla violenza che ci raggiungono ogni giorno, il rischio concreto di lasciarci prendere dallo sconforto esiste. Ma, a conclusione della visione apocalittica del destino umano, Gesù ci propone di alzare lo sguardo e di aspettarci una liberazione definitiva. Del tempio non resterà pietra su pietra ma le sue Parole resteranno. Parole che ci illuminano, che ci permettono di capire, di leggere ed interpretare gli eventi della storia e della nostra vita. Parole che quotidianamente meditiamo, da anni, con attenzione e affetto e che, sole, ci permettono di conservare la fede in attesa del ritorno del Signore. Le sue non sono Parole qualsiasi, non le parole di un sapiente di questo mondo sempre più superficiale. Custodiamo con gioia le sue Parole, celebriamole nella comunità cristiana, meditiamole per nutrire la nostra speranza e la nostra carità. Il Signore tornerà, ne siamo certi. Il potere umano, non sottomesso a Dio, è crudele, è miserabile, inconsistente. Invece il potere di Dio riceve potere, gloria e regno da Dio stesso. Il re ha preferito soffrire anziché far soffrire, si è fatto uomo per capire meglio gli uomini e guidarli in modo umano, con mitezza e umiltà. Il Figlio dell'uomo al quale Dio dà gloria, potenza e regno è evocato da Cristo nella risposta al Sommo Sacerdote che gli chiede se è Lui il Cristo, il Figlio del Benedetto. Egli risponde che è lui e si vedrà il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo. E i cristiani hanno esultato nel rileggere la profezia, e contemplano Cristo alla destra di Dio. Nell'ultimo incontro di Gesù con i suoi, egli proclama che questa profezia è attuata: Cristo ha ottenuto il regno eterno, è il nostro re mite e umile, che ci ha fatto sacerdoti del Padre suo.

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