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IL SAPERE IN PILLOLE : FINE GENNAIO E INIZIO FEBBRAIO 2017
Inviato da Alba il 30/1/2017 11:00:00 (101 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA




Gesù, vedendo le folle, salì sulla montagna. Gli si avvicinarono i suoi discepoli e Lui li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli. Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Il Vangelo delle Beatitudini ci rassicura di fronte alle prove della vita e ci consola per le molte difficoltà che siamo costretti ad affrontare quotidianamente, purché le accogliamo con spirito di amore e di giustizia. Grazie, Signore Gesù, perché proclamandoli beati, assegni il Regno di Dio e rendi la dignità e la speranza a tutti quelli che il mondo considera ultimi e infelici: i poveri, gli umili, quelli che piangono e soffrono, quelli che hanno fame e sete... Tu sei il nostro esempio e la nostra forza. Grazie, Signore.
 


IL SAPERE IN PILLOLE : I N T R O D U Z I O N E
Inviato da Alba il 18/9/2010 12:00:00 (888 letture)


INTRODUZIONE

Il nostro intendimento è di adeguarci al ritmo di vita moderno, in cui molte persone non hanno tempo di soffermarsi, di impegnarsi, di dedicare tempo alla propria formazione morale e spirituale, preferendo acquisire i propri stili di vita dalle mode del tempo.

Qui si tenta perciò di dare concetti semplici e chiari, ma in modo conciso.

Ci si augura che, anche assumendo una sola “PILLOLA” al giorno, ci possa essere qualcosa che venga memorizzato e su cui si possa riflettere anche nei brevi momenti liberi che ciascuno ha.


IL SAPERE IN PILLOLE : 38° Pillola - L'ESAME DI COSCIENZA
Inviato da Alba il 17/9/2010 19:00:00 (893 letture)


Trentottesima Pillola



L'ESAME DI COSCIENZA



L'esame è sempre un confronto. Nella scuola il confronto è tra quello che io so e quello che dovrei sapere.

In un esame di concorso è tra quello di cui sono capace io e quello di cui sono capaci gli altri concorrenti.

Per l'esame di coscienza il confronto è tra la mia vita e l'insegnamento di Gesù e della sua Chiesa.

Quello che penso, quello che dico, quello che faccio, è conforme alla volontà di Dio? E' conforme alla volontà di Dio il fatto che io ometta di fare certe cose?

Come posso conoscere la volontà di Dio?

Il Vangelo, l'insegnamento della Chiesa e la rettitudine della mia coscienza sono il parametro giusto.

Gesù risponde ad un dottore della Legge, che gli ha chiesto quale sia il più grande dei comandamenti della Legge: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Gesù ha detto che non è venuto ad abolire la Legge e i Profeti, ma a perfezionarli. Essenzialmente, ciò che doveva venire osservato con timore, ora è da attuare con amore.

Occorre una precisazione riguardo alla parola "amore", termine attualmente molto abusato e travisato.

Amare significa anzitutto volere il bene dell'altro e non il proprio piacere e il proprio interesse.

Amare i figli significa educarli in modo che possano divenire adulti capaci dei sacrifici necessari a raggiungere il bene superiore a cui tutti siamo chiamati.

La mia parola e la mia vita devono essere tali da aiutare tutti,  parenti, amici e conoscenti, a raggiungere la vita eterna, che è costata a Gesù la morte in croce.

Anch'io devo un po' morire, devo sacrificarmi per condurre i fratelli alla salvezza. Impegno questo di ogni adulto che si voglia definire cristiano e in modo particolare dei genitori, primi ed essenziali responsabili verso i loro figli.

Nell'esame di coscienza, e quindi nella Confessione Sacramentale, devo vedere che cosa in me e nella mia vita sia in contrasto con il vero amore verso Dio e verso i fratelli.


IL SAPERE IN PILLOLE : 37° Pillola - LA COSCIENZA
Inviato da Alba il 16/9/2010 20:40:00 (826 letture)


Trentasettesima Pillola



LA COSCIENZA



La Coscienza è una caratteristica propria dell'uomo, che si sviluppa con la crescita e con l'aiuto di una buona educazione.

Nella società odierna c'è la tendenza a non educare le coscienze, lasciandole sviluppare in modo "selvaggio"!

Il risultato è: «Quello che penso io è giusto!», «Quello che io desidero è un bene per me».

Si cade in quel relativismo di cui si è lamentato più volte il Papa Benedetto XVI.

Eppure la stessa logica ci dice che non può essere vera una cosa e anche il suo contrario...

Il Signore è venuto a portarci "la Verità" e noi pretendiamo di avere una verità diversa per ciascuno di noi!

Occorre la maturità e l'umiltà di accettare ciò che ci dice la Chiesa, riguardo alla Verità portata dal Cristo.

Per fare questo, occorre una educazione della coscienza, avviata da altri quando siamo bambini e poi la volontà nostra di proseguire nella fiducia verso la Chiesa, fondata da Gesù e guidata dallo Spirito Santo e nella nostra continua istruzione sui Vangeli e sull'insegnamento ufficiale della stessa Chiesa.

Non posso fare quello che mi pare, anche contro la Legge di Dio e poi dire che "ho la mia coscienza".

Infatti ho il dovere di formare la mia coscienza alla luce della Parola di Dio, e poi posso seguirla!

Occorre la Preghiera rivolta a Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, perché illumini il nostro cuore e la nostra mente, così che impariamo ad amare il vero, il bello e il buono conforme alla volontà di Dio.

E' alla luce della Verità di Dio che potrò fare un vero esame di coscienza.


IL SAPERE IN PILLOLE : 36° Pillola - NOI E LE AZIONI LITURGICHE
Inviato da Alba il 16/9/2010 19:00:00 (870 letture)


Trentaseiesima Pillola 



NOI E LE AZIONI LITURGICHE



La Liturgia è l'attuazione dell'opera di salvezza, attraverso dei segni che possiamo vedere e udire.

La Liturgia non è il semplice ricordo di eventi passati, ma ci rende effettivamente presenti agli avvenimenti della salvezza, in attesa di un futuro pieno di novità.

Nella Santa Messa, che è l'azione liturgica più importante e più completa, noi siamo presenti all'Ultima Cena e, contemporaneamente, all'offerta che Gesù ha fatto di se stesso sulla Croce e alla Risurrezione.

Cristo fu inviato dal Padre, così anch'Egli ha inviato gli Apostoli, ripieni di Spirito Santo, perché predicassero la Buona Notizia della salvezza che Gesù ha donato per tutti coloro che la accolgono.

Gli Apostoli e i loro successori, Papa, Vescovi e Sacerdoti, per volere del Cristo, annunciano con la parola l'opera di salvezza dell'uomo che si attua, mediante il sacrificio Eucaristico e per mezzo dei Sacramenti,  in cui essi agiscono "in persona Christi".

E' stato Gesù stesso a dire:«Fate questo in memoria di me».

Con la Liturgia viviamo l'irrompere della salvezza nella nostra storia e diveniamo contemporanei di Cristo.

Sta a noi credere, accogliere, accettare e partecipare, per poter usufruire dei doni gratuiti di Dio, indispensabili per la nostra salvezza.

Una semplice riflessione: se apprendo che c'è una distribuzione di pacchi dono e desidero riceverne uno, mi presento là dove questi vengono distribuiti. Allo stesso modo, se voglio accogliere i doni di Dio sono io che devo partecipare alle azioni liturgiche e ai Sacramenti, dove sono elargiti questi doni di Dio per la nostra salvezza.


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