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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 6 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 4/7/2020 5:30:00 (4 letture)


LUNEDI', 6 LUGLIO 2020


I due racconti di miracoli che sono qui associati, quello della bambina risvegliata dal sonno della morte e quello della guarigione della donna che perde sangue, si ritrovano legati l'uno all'altro anche in san Marco, ma in una versione molto più lunga. San Matteo si interessa qui alla risurrezione a causa dell'ulteriore domanda di Giovanni Battista; quanto alla guarigione dell'emorroissa, è essenziale per l'importanza della fede. È vero che la fede della donna si manifesta sotto apparenze magiche, ma Gesù le orienta facendo derivare la guarigione dalla sua parola. La fede trae la sua forza dalla fiducia in Gesù. Guarendo la donna, Gesù le dà la salvezza. Questa scena, inclusa in quella della risurrezione, ne accresce la tensione e il dinamismo. Qui tutto è concentrato sul comportamento sovrano di Gesù. La frase: "La fanciulla dorme" riprende l'immagine diffusa del "sonno della morte", ma la trasforma in un annuncio di risurrezione. Gesù richiama la fanciulla alla vita. Contrariamente al racconto di san Marco, qui il miracolo sortisce l'effetto di diffondere la reputazione di Gesù in tutto il paese. 

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 3 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 3/7/2020 4:50:00 (4 letture)


VENERDI', 3 LUGLIO 2020


 Gesù Risorto entra a porte chiuse nel Cenacolo, si mostra vivo ai suoi discepoli, li ricolma di Spirito Santo, conferisce loro il potere di perdonare i peccati e li manda come il Padre ha mandato Lui. Tommaso è però assente. Appena rientra, gli altri apostoli, gli comunicano la grande esperienza vissuta con Gesù: "Abbiamo visto il Signore!". Tommaso rifiuta la loro testimonianza. Nel Cenacolo non c'è solo uno che dona testimonianza a Gesù Risorto, sono ben dieci Apostoli. Per la Legge antica già due persone erano sufficienti. Se la loro testimonianza era concorde, la loro parola era verità. È questa la grandezza dell'amore di Gesù. Lui mai si lascia vincere dalla stoltezza dell'uomo. Anche in aiuto della insipienza umana Lui viene incontro. Non lascia Tommaso nel suo dubbio. Permette però che per otto giorni rifletta, mediti, si apra all'accoglienza della sua verità. Ma ormai lui è risoluto. La sua fede deve fondarsi solo su di lui, mai sugli altri. Otto giorni dopo Gesù viene. Anche questa volta entra a porte chiuse e si rivolge a Tommaso, il quale già lacerato dentro dalla sua non accoglienza della testimonianza, dopo che Gesù lo invita ad accostarsi a Lui perché lo tocchi e constati di persona, subito esplode in una alta professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!". Attraverso Tommaso, Gesù ristabilisce, scrive per il futuro le regole della fede. Essa si fonda solo sulla testimonianza. Chi annunzia il Vangelo lo deve sempre predicare con il cuore di Cristo nel suo cuore, la mente di Lui nella nostra mente, la croce di Lui sulle nostre spalle. Come Cristo era la visibilità perfetta del Padre, così il missionario, l'apostolo deve essere la visibilità perfetta di Gesù Signore. Noi siamo testimoni di Cristo Gesù, non annunciatori sterili della sua Parola. È la nostra la Parola che sempre dovrà essere proferita. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, fateci visibilità di Cristo Gesù.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 3 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 3/7/2020 4:50:00 (4 letture)


VENERDI', 3 LUGLIO 2020


 Gesù Risorto entra a porte chiuse nel Cenacolo, si mostra vivo ai suoi discepoli, li ricolma di Spirito Santo, conferisce loro il potere di perdonare i peccati, li manda come il Padre ha mandato Lui. Tommaso è però assente. Appena rientra, gli altri apostoli, gli comunicano la grande esperienza vissuta con Gesù: "Abbiamo visto il Signore!". Tommaso rifiuta la loro testimonianza. Nel cenacolo non è uno che dona testimonianza a Gesù Risorto, sono ben dieci Apostoli. Dalla Legge antica già due persone erano sufficienti. Se la loro testimonianza era concorde, la loro parola era verità. È questa la grandezza dell'amore di Gesù. Lui mai si lascia vincere dalla stoltezza dell'uomo.  Non lascia Tommaso nel suo dubbio. Permette però che per otto giorni rifletta, mediti, si apra all'accoglienza della sua verità. Ma ormai lui è risoluto. La sua fede deve fondarsi solo su di lui, mai sugli altri. Otto giorni dopo Gesù viene. Anche questa volta entra a porte chiuse e si rivolge a Tommaso, il quale già lacerato dentro dalla sua non accoglienza della testimonianza, dopo che Gesù lo invita ad accostarsi a Lui perché lo tocchi e constati di persona, subito esplode in una alta professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!". Attraverso Tommaso, Gesù ristabilisce, scrive per il futuro le regole della fede. Essa si fonda solo sulla testimonianza. Chi annunzia il Vangelo lo deve sempre predicare con il cuore di Cristo nel suo cuore, la mente di Lui nella nostra mente, la croce di Lui sulle nostre spalle. Come Cristo era la visibilità perfetta del Padre, così il missionario, l'apostolo deve essere la visibilità perfetta di Gesù Signore. Noi siamo testimoni di Cristo Gesù, non annunciatori sterili della sua Parola. È la nostra in Lui la Parola che sempre dovrà essere proferita. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci visibilità di Cristo Gesù.


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 2 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 2/7/2020 5:00:00 (6 letture)


GIOVEDI', 2 LUGLIO 2020


La novità di Gesù, tanto nelle sue parole che nei suoi gesti, non si trova nell'Antico
Testamento. Quando appare Cristo, appaiono la Verità, la Saggezza, la
Vita. È lo sposo che Israele aspetta. È il Messia. La venuta di Cristo è paragonata al vino, simbolo dell'esultanza
messianica. Gesù a Cana offre il vino migliore, la cui origine è
sconosciuta, perché Dio solo lo offre, alla sua ora, al suo momento.
Gesù è questo vino che rallegra il cuore della Chiesa; è colui che offre
il vino della salvezza; è il dono di Dio per gli uomini. Per capire Gesù, o piuttosto, per riceverlo, quello che è vecchio non
basta. Bisogna nascere di nuovo, dall'acqua e dallo Spirito. La legge di
Mosè non basta; bisogna ricevere le beatitudini. Il digiuno non basta; è
necessaria la povertà del cuore, cioè l'atteggiamento spirituale che ci
dispone a ricevere qualsiasi cosa da Dio. Cristo non è il risultato
della nostra opera, ma il dono del Padre; non è il frutto della nostra
ricerca, ma lo splendore di Dio che brilla gratuitamente sulla scena
umana. Ciò che è vecchio è passato. La nuova creazione è cominciata.
 



IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 1 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 1/7/2020 7:10:00 (6 letture)


MERCOLEDI', 1 LUGLIO 2020


"In quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?»". Matteo aggiunge questo particolare inquietante: l'ira può davvero portarci fuori da noi stessi e diventa pericolosa perché degenera in violenza. Può succedere che alcuni fra noi abbiano a che fare con questo vizio capitale così pericoloso e inquietante. Certo, il carattere non aiuta, e ci sono persone che tendono ad accendersi per un nonnulla. Ma, lo sappiamo bene, la rabbia distrugge anzitutto chi la sperimenta. Come fare? Gesù ci offre una indicazione: spostare la nostra rabbia sulla mandria di porci e farla affogare... I bravi concittadini degli indemoniati pregano gentilmente Gesù di andarsene dopo avere distrutto un'intera mandria di porci... E' il demone dell'indifferenza, del tornaconto personale, del profitto economico a scapito della salvezza dei fratelli. Anche da questa chiusura dobbiamo liberarci.  


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