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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 27 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 25/6/2022 10:10:00 (3 letture)


LUNEDI', 27 GIUGNO 2022


Ancora una volta, ecco il tema della vocazione. Annunciare il Vangelo, donarsi agli altri, servire la causa del Regno di Dio, chiede un atteggiamento che va oltre i limiti umani. A chi segue Gesù si chiede di rinunciare completamente a tutto. Che forza ha questa parola di Gesù: "Seguimi"! E' valida oggi come lo era alla Sua epoca. Occorre la volontà di seguire Gesù. Ma quello che è necessario è capire l'esigenza radicale del Vangelo. Il cuore generoso risponderà volentieri alla chiamata di Gesù. L'impegno dell'uomo non può mancare. La fedeltà a Dio passa attraverso la sequela, fatta anche di contraddizioni, di fragilità, ma costruita nella scelta quotidiana di non allontanare il proprio passo dalla via che è Cristo. La fedeltà non è perfezione, non è riuscire sempre ad essere come Dio. La fedeltà è non allontanarsi da Dio, non rinunciare a seguirlo. Noi Ti amiamo, vogliamo seguirti, sapendo che non saremo degli eroi tutti i giorni e che i nostri passi alla tua sequela saranno incerti e magari lenti. L'infedeltà è rifiuto di te ed è la morte dell'anima. Liberaci da questo, perdonaci e sostienici. Nella vita la fedeltà è quasi tutto. È fiducia, è alleanza, è patto nuziale, è fede. E come in ogni fede, la fedeltà è un cammino libero dietro la voce che un giorno ci ha chiamato verso una terra promessa e una grande liberazione. È un esodo, un pellegrinaggio verso un monte più alto di noi, sconosciuto e misterioso, un luogo di rigenerazione e di salvezza personale e collettiva.


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 24 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 24/6/2022 8:10:00 (4 letture)


VENERDI', 24 GIUGNO 2022


La preoccupazione del Signore per la pecorella smarrita è ricordata nella liturgia del Sacro Cuore di Gesù. Il buon pastore ha tutto il cuore rivolto alle sue pecore, non a se stesso. Provvede ai loro bisogni, guarisce le loro ferite e le protegge dagli animali selvaggi. Conosce ogni pecora per nome e, quando le porta al pascolo, le chiama una per una. Si preoccupa in modo particolare della pecora che si è smarrita, non risparmiandosi pena alcuna pur di avere la gioia di ritrovarla. Una pecorella smarrita è assolutamente indifesa, può cadere in un fossato o rimanere prigioniera fra i rovi. Proprio allora, però, nel pericolo, essa scopre quanto sia prezioso il suo pastore. Dopo il ritrovamento, egli la riporta all'ovile sulle sue spalle con gioia. Se un lupo si avvicina, il buon pastore non fugge, ma, per la sua pecorella, rischierà anche la vita. In questi frangenti si rivela il cuore del buon pastore. Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi. La parabola è rivolta ai farisei, agli scribi e a chi si sente giusto. Gesù vuole che si convertano. La misericordia è dono per chi si sa peccatore. Signore, il Tuo Cuore brucia d'amore per noi! Fa' che sentiamo il bisogno del Tuo Amore, fa' che aneliamo alla Tua Misericordia! Tu sei un Dio che cerca tutti quelli che sono lontani da Te. Come il pastore, che va a cercare la pecora smarrita. La gioia di Dio non è la morte del peccatore, ma la sua vita. Quanto lontano era questa gente che mormorava contro Gesù, quanto lontano dal cuore di Dio! Non lo conoscevano. Quest'anno, nel venerdì della II Domenica dopo Pentecoste, celebriamo la solennità del Sacro Cuore, la festa dell'Amore di Gesù. Il Vangelo narra una delle parabole più belle di Luca: quella della pecora perduta. Dio, avendo trovato la pecora perduta, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro di rallegrarsi con lui perché ha trovato la pecora perduta. Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. La pecora che si è perduta interessa a tal punto a Gesù, che abbandona tutte le altre novantanove per andare in cerca di lei sola, e la sua gioia diventa più grande quando la ritrova. Il Signore non solo ci ama, ma chiede anche il nostro amore per Lui. Vieni, Signore Gesù. Cercami, trovami e prendimi in braccio.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 23 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 23/6/2022 11:10:00 (7 letture)


GIOVEDI', 23 GIUGNO 2022


Zaccaria, obbedendo all'ingiunzione dell'angelo, diede a suo figlio il nome di Giovanni, che significa: Dio è misericordioso. Avendo poi ritrovato la parola, Zaccaria cantò un inno di  riconoscenza contenente tutta la speranza del popolo eletto. La prima parte, in forma di salmo, è una lode a Dio per le opere da lui compiute per la salvezza. La seconda parte è un canto in onore della nascita di  Giovanni e una profezia sulla sua futura missione di profeta dell'Altissimo. Giovanni sarà l'annunciatore della misericordia divina, che si manifesta nel perdono concesso da Dio ai peccatori. La prova più   meravigliosa di questa pietà divina sarà il Messia che apparirà sulla terra come il sole nascente. Un sole che strapperà alle tenebre i pagani immersi nelle eresie e nella depravazione morale, rivelando loro la vera fede, mentre, al popolo eletto, che conosceva già il vero Dio, concederà la pace. L'inno di Zaccaria sulla misericordia divina può diventare la nostra preghiera quotidiana.  Giovanni, il precursore, nasce da madre anziana, in una famiglia che aveva probabilmente vissuto male questa sterilità. Nasce come ogni bambino, ma la sua venuta è preannunziata dal cielo. Lì per lì anziché gioia, questa buona notizia provoca silenzio. Il mutismo di Zaccaria accompagna tutta la gravidanza e si scioglie solo dando il nome a questo bambino. Un nome inatteso, un dono della misericordia di Dio. Un dono che chiude un tempo e ne apre un altro: il tempo della nuova ed eterna alleanza. Una vita testimone di un Signore che perdona, invitando alla conversione. Gesù, Giovanni nascendo ha aperto la via a Te. Egli rimane sulla soglia del mondo nuovo e muore senza vedere la Tua morte e resurrezione. Ma egli abita la soglia della nuova alleanza e ora condivide con Te e con noi la speranza di un mondo nuovo. Signore, noi ti lodiamo per le meraviglie operate in san Giovanni Battista, che fra tutti i nati di donna hai eletto e consacrato a preparare la via a Cristo Signore. Fin dal grembo materno esultò per la venuta del Redentore; nella sua nascita preannunziò i prodigi dei tempi messianici e, solo fra tutti i profeti, indicò al mondo l'Agnello del nostro riscatto.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 22 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 22/6/2022 9:00:00 (7 letture)


MERCOLEDI', 22 GIUGNO 2022


«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!». I falsi profeti, non sono quelli che dicono cose sbagliate, ma quelli che non fanno ciò che dicono. Bisogna vivere il Vangelo, senza incoerenze tra il dire e il fare. Ora queste incoerenze le abbiamo tutti, fanno parte della nostra vita. Siamo chiamati ad essere veri profeti, essere cioè di quelli che prima di chiamare alla conversione gli altri chiamano sé stessi. Il Tuo Spirito Gesù ci doni ogni giorno il coraggio di vivere una Parola del Tuo Vangelo! Mettiamo alla prova i nostri spiriti per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. Per questo è necessaria la vigilanza. Il cristiano è un uomo o una donna che sa vigilare il suo cuore. E tante volte nel nostro cuore si trova di tutto. Dobbiamo saggiare: questo è del Signore e questo non lo è. Il Maestro ci conduce a visitare le profondità del nostro essere e a capire chi siamo. Il compito del cristiano è di fare discernimento sulla propria vita, le sue emozioni, i suoi sentimenti e tagliare ciò che non va, dando spazio ai germogli di bene che diventeranno frutti gustosi. Nella preghiera chiediamo al Signore Gesù di custodirci e di farci crescere come persone buone che donano frutti di pace. L'unico modo di essere Chiesa è quello di farci servi gli uni degli altri, e la prima tecnica apostolica è la bontà di cuore tra noi. 

IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 21 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 21/6/2022 9:00:00 (6 letture)


MARTEDI', 21 GIUGNO 2022


Oggi ricordiamo San Luigi Gonzaga, primogenito del marchese di Mantova. La madre gli insegnò a orientare decisamente la sua vita a Dio ed egli, con la sua tenacia, vi riuscì. La grazia fece di lui un santo con grande dominio di sé, interamente votato alla carità. Il suo segreto era la preghiera e la meditazione; già a 12 anni aveva deciso di dedicare 5 ore al giorno alla meditazione. Si sentì attratto dalla vita religiosa e vinse l'opposizione del padre così che a 16 anni entrò nella Compagnia di Gesù. Scoppiò la peste e Luigi si prodigò talmente che la contrasse e ne morì a soli 23 anni il 21 giugno 1591. Signore Gesù donaci il coraggio e la forza di intraprendere il santo viaggio e di entrare  per la porta stretta della tua volontà. Amate la Scrittura e la saggezza vi amerà. Gesù formula il comandamento dell'amore in modo radicale. Accettiamo da Gesù il suo invito, chiaro e semplice, a fare sempre del bene agli altri, come noi desideriamo che gli altri lo facciano a noi, e a non fare mai del male, come noi non desideriamo che gli altri lo facciano a noi. Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Vi sono due vie, una della vita e una della morte, ma tra le due c'è una grande differenza. La via della vita è questa: primo, amerai Dio che ti ha creato; secondo, amerai il prossimo tuo come te stesso.



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