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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 30 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 30/6/2022 8:00:00 (2 letture)


GIOVEDI', 30 GIUGNO 2022


Miseria e misericordia. È così che sant'Agostino riassume l'opera redentrice di Cristo. Miseria dell'uomo e misericordia di Dio. Il miracolo di Cristo, che perdona i peccati e dà la salute, proclama che la misericordia di Dio è più forte della miseria dell'uomo. Egli proclama tra gli uomini la salvezza del Messia annunciata dai profeti: i ciechi vedranno, i sordi sentiranno, gli storpi correranno come delle gazzelle. Gesù è la salvezza di Dio. È quello che dice il suo stesso nome. Salvezza di Dio, che guarisce, salva e vivifica. Unto da Dio, Cristo benedice la nostra natura con la sua propria vita e ci ricrea. Fa di noi dei nuovi esseri. È per questo che coloro che contemplano il miracolo di Cristo sono sorpresi, stupefatti e ammirati davanti alla salvezza che si opera sotto i loro occhi, e si effondono in lodi. La lode e la gioia sono la risposta dell'uomo riscattato, staccato dal peccato e dalla sua schiavitù; la sola risposta di colui che ha visto il Misericordioso chinarsi su di lui. Le persone hanno diritto di riconoscere il loro peccato, la loro mancanza e poi sentire la propria umanità redenta, trasformata, sanata. Anche le mancanze, le ingiustizie subite, non solo quelle agite, si curano allo stesso modo. La grazia di Dio è il suo amore, la sua presenza attiva nella vita, nei pensieri, nel corpo delle persone. La presenza di Dio si trasmette con i Sacramenti, con la sua Parola annunciata e con l'adesione completa a Cristo stesso. Signore, che la nostra persona non sia mai giudizio per gli altri, ma misericordia, in nome Tuo. Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi. Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi sentieri. Cristo non ha labbra, ha soltanto le nostre labbra per narrare di sé agli uomini di oggi. Cristo non ha mezzi, ha soltanto il nostro aiuto per condurre a sé gli uomini. Noi siamo l'unica Bibbia che i popoli leggono ancora, siamo l'ultimo messaggio di Dio scritto in opere e parole.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 29 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 30/6/2022 7:50:00 (2 letture)


MERCOLEDI', 29 GIUGNO 2022 


Gesù chiese ai discepoli: «Voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Simon Pietro, in quanto responsabile della Chiesa, fondata da Gesù, ne riceve le chiavi, e così il potere di legare e di sciogliere, cioè l'autorità dell'insegnamento e del governo della Chiesa stessa. Grazie a ciò, Simone ne è diventato la pietra visibile, che assicura alla Chiesa ordine, unità e forza. La Chiesa non potrà essere vinta né da Satana né dalla morte, poiché Cristo vive ed opera in essa. Ogni papa è il Pietro della propria epoca. Anche Saulo si renderà conto che quando si intercetta Gesù, la vita cambia completamente e passerà da Saulo a Paolo, cioè "piccolo", perché, dice, "Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. Entrambi con il loro amore appassionato e senza riserve per Gesù hanno messo la loro vita a servizio dei fratelli: Pietro nel ministero dell'autorità a servizio della comunione e dell'unità e Paolo nell'ascolto attento dello Spirito che apre continuamente frontiere e cammini per l'annuncio del Vangelo. Pietro e Paolo, due ruoli diversi nella vita della Chiesa, ma vissuti nella comunione e nella complementarietà. Oggi Ti preghiamo, Signore, per Papa Francesco. Egli ci ha detto che la Chiesa ha le porte aperte. Uscire verso gli altri per giungere alle periferie umane non vuol dire correre verso il mondo senza una direzione e senza senso. Molte volte è meglio rallentare il passo per accompagnare chi è rimasto al bordo della strada. A volte è come il padre del figlio prodigo, che rimane con le porte aperte perché quando il figlio ritornerà, possa entrare senza difficoltà.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 28 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 28/6/2022 8:20:00 (6 letture)


MARTEDI', 28 GIUGNO 2022


O Dio, che al Vescovo sant'Ireneo hai dato la grazia di confermare la tua Chiesa nella verità e nella pace, fa' che ci rinnoviamo nella fede e nell'amore e cerchiamo sempre ciò che promuove l'unità e la concordia. Il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo piano ai suoi servitori, i profeti. Legalità, sacerdozio e profezia: sono questi i doni del nostro Battesimo. La consacrazione a Dio ci regala questa condizione. La liturgia di oggi sottolinea il dono della profezia. L'essere profeti concede un'intimità particolare con Dio, che consegna ai profeti i suoi desideri più reconditi. I profeti partecipano del piano di Dio, lo conoscono e devono fare di tutto perché questo possa essere conosciuto, amato, compiuto dall'umanità. L'intimità contrassegna questa dimensione: la conoscenza data dalla frequentazione quotidiana di Dio fa sì che non solo la fede, ma anche la fiducia in lui, continua, spicciola, cresca. La pagina del Vangelo di oggi ne è un po' una prova. Quella tempesta improvvisa mette alla prova gli apostoli. La fiducia in Dio permette di vedere oltre le evidenze del momento. Signore, che non sia la paura e l'opportunismo a trattenere la nostra parola di speranza. Rendici profeti coraggiosi in un mondo che invoca verità, giustizia e a volte muore dietro meschinità e iniquità.


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 27 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 25/6/2022 10:10:00 (6 letture)


LUNEDI', 27 GIUGNO 2022


Ancora una volta, ecco il tema della vocazione. Annunciare il Vangelo, donarsi agli altri, servire la causa del Regno di Dio, chiede un atteggiamento che va oltre i limiti umani. A chi segue Gesù si chiede di rinunciare completamente a tutto. Che forza ha questa parola di Gesù: "Seguimi"! E' valida oggi come lo era alla Sua epoca. Occorre la volontà di seguire Gesù. Ma quello che è necessario è capire l'esigenza radicale del Vangelo. Il cuore generoso risponderà volentieri alla chiamata di Gesù. L'impegno dell'uomo non può mancare. La fedeltà a Dio passa attraverso la sequela, fatta anche di contraddizioni, di fragilità, ma costruita nella scelta quotidiana di non allontanare il proprio passo dalla via che è Cristo. La fedeltà non è perfezione, non è riuscire sempre ad essere come Dio. La fedeltà è non allontanarsi da Dio, non rinunciare a seguirlo. Noi Ti amiamo, vogliamo seguirti, sapendo che non saremo degli eroi tutti i giorni e che i nostri passi alla tua sequela saranno incerti e magari lenti. L'infedeltà è rifiuto di te ed è la morte dell'anima. Liberaci da questo, perdonaci e sostienici. Nella vita la fedeltà è quasi tutto. È fiducia, è alleanza, è patto nuziale, è fede. E come in ogni fede, la fedeltà è un cammino libero dietro la voce che un giorno ci ha chiamato verso una terra promessa e una grande liberazione. È un esodo, un pellegrinaggio verso un monte più alto di noi, sconosciuto e misterioso, un luogo di rigenerazione e di salvezza personale e collettiva.


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 24 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 24/6/2022 8:10:00 (13 letture)


VENERDI', 24 GIUGNO 2022


La preoccupazione del Signore per la pecorella smarrita è ricordata nella liturgia del Sacro Cuore di Gesù. Il buon pastore ha tutto il cuore rivolto alle sue pecore, non a se stesso. Provvede ai loro bisogni, guarisce le loro ferite e le protegge dagli animali selvaggi. Conosce ogni pecora per nome e, quando le porta al pascolo, le chiama una per una. Si preoccupa in modo particolare della pecora che si è smarrita, non risparmiandosi pena alcuna pur di avere la gioia di ritrovarla. Una pecorella smarrita è assolutamente indifesa, può cadere in un fossato o rimanere prigioniera fra i rovi. Proprio allora, però, nel pericolo, essa scopre quanto sia prezioso il suo pastore. Dopo il ritrovamento, egli la riporta all'ovile sulle sue spalle con gioia. Se un lupo si avvicina, il buon pastore non fugge, ma, per la sua pecorella, rischierà anche la vita. In questi frangenti si rivela il cuore del buon pastore. Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi. La parabola è rivolta ai farisei, agli scribi e a chi si sente giusto. Gesù vuole che si convertano. La misericordia è dono per chi si sa peccatore. Signore, il Tuo Cuore brucia d'amore per noi! Fa' che sentiamo il bisogno del Tuo Amore, fa' che aneliamo alla Tua Misericordia! Tu sei un Dio che cerca tutti quelli che sono lontani da Te. Come il pastore, che va a cercare la pecora smarrita. La gioia di Dio non è la morte del peccatore, ma la sua vita. Quanto lontano era questa gente che mormorava contro Gesù, quanto lontano dal cuore di Dio! Non lo conoscevano. Quest'anno, nel venerdì della II Domenica dopo Pentecoste, celebriamo la solennità del Sacro Cuore, la festa dell'Amore di Gesù. Il Vangelo narra una delle parabole più belle di Luca: quella della pecora perduta. Dio, avendo trovato la pecora perduta, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro di rallegrarsi con lui perché ha trovato la pecora perduta. Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. La pecora che si è perduta interessa a tal punto a Gesù, che abbandona tutte le altre novantanove per andare in cerca di lei sola, e la sua gioia diventa più grande quando la ritrova. Il Signore non solo ci ama, ma chiede anche il nostro amore per Lui. Vieni, Signore Gesù. Cercami, trovami e prendimi in braccio.

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