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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 28 SETTEMBRE 2020
Inviato da Alba il 26/9/2020 6:50:00 (5 letture)


LUNEDI', 28 SETTEMBRE 2020


Chi è il più grande fra loro? Questa domanda assilla molto gli apostoli. Gesù ha risolto questo problema in un modo molto semplice: prendendo come esempio un bambino, con la sua semplicità, con la sua umiltà, con la sua dipendenza da qualcun altro. Gesù voleva così insegnare che i valori del Regno di Dio sono completamente diversi da quelli terreni, perché essi vanno oltre la logica umana. Questo brano del Vangelo è una lezione per ogni uomo. Ma, ad avere sete di potere per dominare gli altri e mettersi al di sopra degli altri, non è soltanto l'individuo. Interi popoli hanno queste aspirazioni. Che cosa sono le guerre, se non l'espressione tragica della volontà, da parte di un popolo, di essere più potente degli altri? I popoli più indifesi sono vittime delle aspirazioni orgogliose dei più potenti, dei più forti. Preghiamo Dio perché sia fatta pace nel rispetto di tutti. Ogni uomo è figlio di Dio. 


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 25 SETTEMBRE 2020
Inviato da Alba il 25/9/2020 6:20:00 (7 letture)


VENERDI', 25 SETTEMBRE 2020


Quando Gesù Signore si presentò nella sinagoga di Nazaret e proclamò il compimento della profezia di Isaia, non fece alcun abbinamento con l'altra profezia, sempre di Isaia sul servo sofferente. In questo testo si parla solo di grandi opere compiute dal Messia del Signore. Dopo la confessione di Pietro, subito Gesù abbina i grandi testi del profeta. Nei Canti del Servo del Signore la sofferenza ha un posto di rilievo. Il Messia è il Servo Sofferente perché assume su di sé tutti i peccati del suo popolo e di ogni uomo e li espia al loro posto. È lo stesso Isaia che unisce le sue profezie. Perché Gesù ordina severamente di non riferire ad alcuno la verità proclamata da Pietro? La motivazione è da trovare nel pensiero della gente. Tutti pensavano ad un Messia sul modello di Davide. Re potente, forte, glorioso, capace di stritolare i nemici, unificatore delle dodici tribù d'Israele. Questa immaginazione del Messia non si addice alla verità di Cristo, che è il Re Crocifisso dal suo popolo e dai Romani. Neanche i discepoli sanno ancora chi è il vero Messia di Dio. Come potranno essi aiutare il popolo a comprendere. Qui si rivela una stupenda metodologia di Gesù Signore. Il mondo, ogni uomo, non deve sapere chi è il Messia per spiegazione, interpretazioni delle profezie, dotte illuminazioni teologiche. Deve venirne a conoscenza per visione. Quando lo vedrà inchiodato sulla croce, allora capirà. Cosa che realmente è avvenuta. Al centurione nessuno aveva spiegato chi era il Messia. Lo vide crocifisso, lo vide morire, confessò la sua verità: "Veramente quest'uomo è il Figlio di Dio".



IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 24 SETTEMBRE 2020
Inviato da Alba il 24/9/2020 6:40:00 (7 letture)


GIOVEDI', 24 SETTEMBRE 2020


Erode sente parlare di Gesù. I suoi miracoli lo incuriosiscono. Cerca di vederlo. Il suo però non è desiderio di salvezza. Neanche è ricerca di verità e di giustizia, sapendo che Gesù è un profeta. Vuole solo vedere qualche segno operato da Gesù. Il Padre celeste oggi non permette che Gesù ed Erode si incontrino, anche perché sappiamo dagli stessi Evangelisti che le intenzioni del Re erano di ucciderlo. Non voleva che un altro profeta gli creasse fastidi all'interno del suo regno e della sua famiglia. Gesù non è nelle mani di Erode, ma sempre nelle mani del Padre e lo dice con infinita fermezza. Lui morirà a Gerusalemme. Questo è scritto per Lui e questo dovrà compiersi. Il desiderio di Erode viene esaudito il giorno della condanna a morte di Gesù. Erode avrebbe potuto impedire che Gesù morisse. Non lo fece. La sua curiosità non si realizzò e lui lo rimandò a Pilato. I miracoli per Gesù sono segni di salvezza, non opere mirabili, di prestigio per soddisfare il cuore impenitente del re e neanche per salvare la sua vita. Di certo sarebbe stato sufficiente un solo prodigio ed Erode mai avrebbe rimandato Gesù nuovamente a Pilato. Ora però lui ha visto e la visione di Cristo lo condannerà per l'eternità. Ha visto, ma non ha creduto.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 23 SETTEMBRE 2020
Inviato da Alba il 23/9/2020 5:50:00 (8 letture)


MERCOLEDI', 23 SETTEMBRE 2020


Oggi la Chiesa ricorda San Pio da Pietrelcina. Il popolo del Signore attende che ogni promessa fatta da Dio ai Padri si compia. Gesù è venuto ad annunziare ai figli d'Israele e al mondo intero che ogni Parola di Dio si sta compiendo in Lui. Lui però è uno, uno solo. Gli è impossibile recarsi presso ogni figlio d'Israele e recargli la buona notizia del regno. Guidato dalla sapienza dello Spirito Santo e illuminato dalla luce eterna del Padre, confortato dal suo consiglio, sempre nello Spirito Santo, moltiplica le sue forze. Dona agli Apostoli alcuni poteri soprannaturali e li manda alle pecore perdute della casa d'Israele ad annunziare il regno e a manifestare i suoi frutti. Con la Parola annunziano che il regno di Dio è presente in mezzo ad essi. Con le opere o i miracoli lo rendono visibile. Gesù rivela il regno con la Parola e la manifesta nella sua visibilità con le opere e così anche gli Apostoli. Essi sono vera Parola e opera di Cristo Gesù nel popolo. Quanto è detto per Gesù e per gli Apostoli vale per ogni discepolo del Signore. Tutti, in relazione al sacramento ricevuto, devono, con differente responsabilità, annunziare e manifestare visibilmente il regno di Dio. La migliore forma per rivelare il regno è una vita tutta intessuta di obbedienza al Vangelo. L'obbedienza al Vangelo realmente rende visibile il regno di Dio nel mondo. Se il corpo del cristiano non mostra il regno, le sue parole sono vane. Il più grande miracolo compiuto dal cristiano è la sua vita perfettamente conforme alla Parola del Vangelo, secondo la verità che, di volta in volta, detta al cuore lo Spirito Santo. Un cristiano che vive il Vangelo è il più grande miracolo di Cristo Gesù, del Padre e dello Spirito Santo nella storia. Nessun miracolo è più grande di questo.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 22 SETTEMBRE 2020
Inviato da Alba il 22/9/2020 6:00:00 (6 letture)


MARTEDI', 22 SETTEMBRE 2020


Gesù non rinnega la famiglia, ma la ingrandisce, l'allarga. Di qui l'importanza del secondo elemento della sua affermazione: "e la mettono in pratica", in cui si riferisce a coloro che traducono la parola di Dio in atti, che la vivono quotidianamente, costruendo giorno dopo giorno il regno di Dio, la cui legge fondamentale è l'amore. L'amore non può essere una teoria bella ma senza realtà. L'amore è vita. Grazie all'amore ogni vita comincia, cresce, si arricchisce e si compie. Il Vangelo celebra spesso la grandezza dell'amore. Dio è Amore. Colui che professa quest'amore e lo mette in pratica fa già parte della grande famiglia di Cristo, del suo regno sulla terra, regno che sta per annunciare e costruire con il suo insegnamento e con il suo esempio.  


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