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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 16 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 16/5/2022 19:10:00 (7 letture)


LUNEDI', 16 MAGGIO 2022


Gesù disse ai suoi discepoli: Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. È un insegnamento preciso e chiaro E poiché la sintesi di ciò che ci è richiesto, Gesù stesso l'ha dato alla nostra coscienza. Così, in brevi momenti nella giornata mi chiedo: sto amando Gesù? Quando non accolgo, non ascolto, non entro in relazione affettuosa specialmente con chi vive con me, è rifiutare lo stesso Gesù. Non è questione di ergersi continuamente giudici della propria coscienza, ma di maturare sempre più la nostra persona, dentro la quotidiana chiamata a realizzarsi nell'incontro vitale con Gesù. Essa non avviene solo nell'Eucaristia ma anche nell'impegno ad amare, incoraggiare, perdonare, compatire e aiutare - per quanto mi è possibile - quanti ho occasione di avvicinare. Signore Gesù, aiutaci a vivere un vero umanesimo cristiano: accogliere con cuore ogni giorno nuovo la tua Persona che incontriamo in quella del nostro prossimo.Gesù disse ai suoi discepoli: Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Non è questione di ergersi continuamente giudici della propria coscienza, ma di maturare sempre più la nostra persona, dentro la quotidiana chiamata a realizzarsi nell'incontro vitale con Gesù. Essa non avviene solo nell'Eucaristia ma anche nell'impegno ad amare, incoraggiare, perdonare, compatire e aiutare, per quanto mi è possibile, quanti ho occasione di avvicinare. Signore Gesù, aiutaci a vivere un vero umanesimo cristiano: accogliere con cuore ogni giorno nuovo la tua Persona che incontriamo in quella del nostro prossimo.




IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 13 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 13/5/2022 5:30:00 (10 letture)


VENERDI', 13 MAGGIO 2022


L'appellativo di "Padre" è pieno di affetto e di tenerezza: è il termine proprio della Rivelazione. I popoli chiamano la loro terra "patria". Ci sentiremmo a casa nostra nella casa del Padre, ci sentiremmo a nostro agio, rassicurati.  Tommaso chiede: "Come possiamo conoscere la via?". Cristo risponde: "Io sono la via". Cristo non viene per se stesso, ma per noi. La sua casa è la nostra casa, suo Padre è nostro Padre. Noi non camminiamo da soli, non camminiamo senza guida. È tutto ciò di cui ha bisogno il pellegrino: la Via, la Verità e la Vita. L'annuncio della propria partenza fatto da Gesù nel contesto dell'ultima cena ha profondamente scosso i discepoli. Devono affidarsi al Padre continuando ad affidarsi al Figlio, trasformando la loro fede vacillante in qualcosa di compiuto. Gesù annuncia che lascerà questo mondo ma la sua dipartita è un'ottima notizia, perché è il preludio al suo ritorno alla fine dei tempi. Questa seconda venuta corrisponderà al trasferimento dei discepoli nella piena e perfetta comunione con Dio, dove saranno liberati dalla precarietà e dalle insicurezze terrene. La morte di Gesù non chiude l'esperienza dell'essere suoi discepoli, anzi, apre lo spazio a un nuovo tratto di percorso in cui vivere un rapporto eterno e indistruttibile con la sua persona. Gesù è presenza di Dio e, proprio per questo, è anche l'unico luogo della vita vissuta in pienezza. Non c'è modo di accedere al Padre se non per mezzo di Lui. Ogni parola data è un pezzo della propria libertà offerta all'altro, un pezzo di vita dato perché la vita futura dell'altro sia garantita. Ci vuole coraggio. Bello che Gesù, mentre invita alla fede i discepoli, accompagni l'incoraggiamento con una promessa: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi». La sicurezza del futuro per i discepoli non è il posto garantito, ma Gesù garante, il suo volere per loro la vita piena, la gioia eterna.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 12 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 12/5/2022 9:50:00 (8 letture)


GIOVEDI', 12 MAGGIO 2022


Gesù chiede ai suoi discepoli di diventare servi gli uni degli altri, di mettere la loro intelligenza, il loro tempo, il loro talento, a servizio dai fratelli. Ma lo fa dopo avere lavato i piedi ai discepoli, il gesto umilissimo delegato al servo o allo schiavo. Gesù chiede ai suoi di imitare ciò che fa abitualmente, di diventare servi a immagine del servo, di entrare nella logica divina che Egli ha manifestato con coerenza e forza. Certo, come annota anche Gesù, non tutti capiscono questa richiesta e purtroppo, anche nella comunità ci sono fratelli e sorelle che pensano di avere diritto ad essere amati. E, purtroppo, ci sono persone che vivono la propria responsabilità all'interno della Chiesa come un privilegio o un rifugio dal mondo che non li capisce. Gesù risorto, il buon Pastore, è venuto ad inaugurare un tempo e un luogo di nuova umanità, in cui non prevale il più forte e non si rincorre il potere, fosse anche santo. Invochiamo il dono dello Spirito Santo che ci aiuti a purificare le nostre intenzioni, che conduca verso la volontà di Dio i nostri progetti, soprattutto quelli che riguardano la testimonianza del Vangelo.  "Chi è che Tu mandi, Signore?" Ovviamente quelli che ci comunicano la Tua Parola, amministrano i Sacramenti, i sacerdoti, i profeti che anche oggi fanno luce su come vivere il Tuo Vangelo. Ma crediamo proprio che Tu voglia aprirci il cuore a più luminosi spazi dell'esistenza. Ogni uomo che incontriamo nelle nostre giornate è mandato da Te, Signore. Perché è quel prossimo che Tu vuoi che noi ci impegnamo ad amare, è quella persona in cui la Fede ci fa ravvisare Te, Signore Gesù. Che splendida verità ci comunichi con questo tema dell'accogliere! Accogliere è abbraccio che si approfondisce e si amplifica fino ad accogliere non Te solo, ma perfino il Padre, l'Onnipotenza dell'Amore che non cessa mai di amare.  Grazie Gesù! Sappiamo che diventando più capaci di larga accoglienza, saremo più uomini, più cristiani e più felici di vivere. Maestro, fa' che non cerchiamo tanto di essere consolati, quanto di consolare; di essere compresi, quanto a comprendere; ad essere amati, quanto ad amare. Poiché è dando, che si riceve; perdonando, che si è perdonati; morendo, che si risuscita a Vita Eterna.



IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 11 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 11/5/2022 8:00:00 (12 letture)


MERCOLEDI', 11 MAGGIO 2022


Cominciando il suo ministero, Cristo introduce il nome di "Padre". Il concetto di Dio Padre è dominante nel cristianesimo, ed è Cristo a chiarire questa realtà di Dio come Padre. Il concetto di paternità implica l'idea di figli e di figlie, suggerendo amore e tenerezza. Questa verità è la chiave che apre molte porte, la luce che mette allo scoperto ciò che è santo e nascosto. Cristo trasmette la luce ad un mondo avvolto nelle tenebre. Certo, Cristo rispetta la legge, ma la ritiene incompleta. Suo compito è di renderla completa, non solo tramite ciò che dice, ma anche tramite ciò che fa. Egli realizza la verità. Con Cristo la verità si fa persona. Egli non porta la verità: è la verità. Rivelando la verità, Cristo rivela il Padre. Vedere Cristo significa vedere il Padre, rifiutarlo significa condannare se stessi. Gesù afferma il motivo della Sua Incarnazione, Morte e Resurrezione. La Sua è l'attualizzazione del volere la nostra Salvezza. Signore Gesù Ti ringraziamo, Ti lodiamo e Ti preghiamo: fa' che noi viviamo ogni giorno la Tua Parola, vera Luce che ci impedisce la confusione e il male. Fa' che noi ci lasciamo illuminare da Te. Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 10 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 10/5/2022 7:50:00 (10 letture)




MARTEDI', 10 MAGGIO 2022


Per i discepoli di Gesù il suo insegnamento consiste soprattutto nell'affermazione che Egli e il Padre sono una  cosa sola. I Giudei non accettano questa verità e accusano Gesù di proclamarsi Dio. In Gesù, Dio si fa uomo. La prima comunità giudeo-cristiana di Gerusalemme non sa come valutare il fatto che altrove siano nate comunità che si ispirano a lei, ma che vivono di vita propria. Tutto ciò è frutto delle persecuzioni. Pochissimi resistono a Gerusalemme, molti sono dovuti scappare e ora stanno in paesi che non sono la terra promessa! La tentazione è di sentirsi la porzione eletta, i migliori, i depositari dell'autenticità dell'esperienza. Solo la deportazione a Babilonia aveva permesso di capire che i criteri per valutare autentica un'esperienza di Dio erano altri. Barnaba è un discepolo affidabile. Un uomo conosciuto dalla nascente chiesa di Gerusalemme come saggio, equilibrato; straniero di Cipro è capace di capire altri mondi, ma si è dimostrato fedele alla primissima comunità cristiana, tanto da aver venduto i suoi beni per essa. Viene mandato lui a visitare la comunità di Antiochia. L'esperienza e la valutazione di Barnaba sono estremamente positive. La grazia di Dio lì sta lavorando e chiede fedeltà allo Spirito che anche ad Antiochia sta portando vita nuova. Signore, quanta onestà ci vuole per riconoscere il bene, quello che non facciamo noi, ma che nasce oltre noi. Essere fedeli a volte implica rompere con le regole considerate fino a quel momento come le uniche giuste. Gli autentici amici di Dio godono della liberalità dello Spirito e riconoscono le sue manifestazioni, dovunque avvengano: riconoscono il bene dovunque venga fatto, e ne godono.


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