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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 2 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 2/9/2021 6:40:00 (14 letture)


GIOVEDI', 2 SETTEMBRE 2021


La folla faceva ressa attorno a Gesù per ascoltare la parola di Dio. Gesù, stando presso il lago di Genèsaret, vide due barche vicine alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì su una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Di là insegnava alle folle. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone di prendere il largo e gettare le reti per la pesca. Simone rispose che avevano faticato tutta la notte senza prendere nulla; ma sulla sua parola avrebbe gettato le reti. Presero una quantità enorme di pesci tanto che le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo di allontanarsi da lui, perché era un peccatore. Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone, si stupirono anch'essi. Gesù disse a Simone che da allora sarebbe stato pescatore di uomini. Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e seguirono Gesù.  Gesù ci raggiunge quando siamo stanchi e depressi. Ci chiede un gesto di fiducia, ci chiede di gettare le reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze, ma di avere fiducia in lui. Pietro lo fa e accade l'inaudito. Le reti si riempiono, il pesce abbonda, la barca quasi affonda. Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un segno straordinario. Si butta in ginocchio e dice di non essere degno, di non essere all'altezza e di essere un peccatore. Lasciamo fare a Dio! Egli non vuole farci superare un esame: siamo noi a porre delle condizioni, non Dio.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 1 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 1/9/2021 9:00:00 (8 letture)


MERCOLEDI', 1 SETTEMBRE 2021


Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Egli si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e si mise a servirli. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero da lui ed Egli li guariva imponendo loro le mani. Da molti uscivano anche demòni che gridavano che Egli era il Figlio di Dio. Ma Egli non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro che era necessario che annunciasse la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città. E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea. Anche noi, come la suocera, siamo guariti per servire, per aiutare il Signore Gesù nella sua missione di annuncio e di guarigione da ogni tenebra, da ogni ombra dell'anima. Il segreto dell'energia guaritrice del Signore è la sua preghiera intensa e solitaria. Il contatto notturno col Padre lo ristora e gli dona la capacità di ascoltare e di accogliere i tanti che si rivolgono a lui. Così è anche per noi: per dimorare nella fede, per servire, per poter guarire noi stessi e le persone che ci sono affidate siamo chiamati a dedicare spazio e tempo alla preghiera prolungata e alla meditazione della Parola. Stiamo solo attenti a non credere di avere Gesù in esclusiva. Gesù è sempre altrove, avanti, tutto orientato a diffondere la Parola ovunque sia possibile. E così dobbiamo fare anche noi, discepoli di questo Maestro che non ha dove posare il capo.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 31 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 31/8/2021 12:50:00 (8 letture)


MARTEDI', 31 AGOSTO 2021


Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente, che era stupita del suo insegnamento, perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c'era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte chiedendo che cosa volesse da lui Gesù Nazareno, il Santo di Dio. Gesù gli ordinò severamente di tacere e uscire da lui. Il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si chiedevano come mai Gesù comandasse con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi ubbidissero. La sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione. Non basta frequentare una chiesa per essere credenti e la prima conversione che siamo chiamati ad operare è all'interno delle nostre comunità, nella nostra Chiesa. Il rischio di vivere una fede sbagliata è sempre presente in noi ma l'autorevolezza di Gesù ci guarisce, ci sana, ci converte, ci cambia nel profondo. Lasciamo che la sua Parola autorevole, oggi, evidenzi i modi sbagliati che abbiamo di vivere la fede e diventiamo finalmente discepoli come egli vuole. La prima conversione da operare è in noi stessi!



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 30 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 28/8/2021 6:00:00 (23 letture)


LUNEDI', 30 AGOSTO 2021


Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e come al solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Aprì il rotolo del Profeta Isaia e trovò il passo dove era scritto che lo Spirito del Signore era sopra di lui e per questo lo aveva consacrato con l'unzione,  lo aveva mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e a proclamare l'anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro che in quel giorno si era compiuta la Scrittura che avevano ascoltato. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, perché lo conoscevano come il figlio di Giuseppe. Ma egli rispose loro che gli avrebbero detto di curare se stesso e che facesse anche là nella sua patria quello che era accaduto a Cafàrnao. Gesù disse che nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Fece l'esempio di molte vedove che erano in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro. All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori dalla città. Lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Gesù, sbalordisce tutti, affermando che la profezia di Isaia si è realizzata, dicendo a tutti di essere pieno di Spirito e di sentirsi chiamato ad annunciare la buona notizia. La tensione sale, ma Gesù riesce a cavarsela. Luca ci racconta in che modo Gesù medita la Parola: facendola vibrare con la propria vita. Leggendo Isaia lascia uscire il piccolo Isaia che c'è in ognuno di noi e vede intorno a sé la profezia che si realizza. Imparassimo anche noi a lasciar vibrare così la Parola in noi!

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 27 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 27/8/2021 5:20:00 (21 letture)


VENERDI', 27 AGOSTO 2021


Gesù disse ai suoi discepoli la parabola delle dieci vergini, che si riferisce al Regno dei cieli. Dieci vergini presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido che annunciava l'arrivo dello sposo. Le vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte chiesero alle sagge un po' del loro olio, ma le sagge risposero di andare a comperarlo. Mentre esse andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e chiesero di aprire la porta, ma lo sposo rispose che non le conosceva. Dobbiamo vegliare, perché non conosciamo né il giorno né l'ora in cui arriverà lo sposo. Tornerà lo sposo nella gloria per ricapitolare tutte le cose. Tornerà e noi siamo chiamati a vigilare e ad aspettarlo con fiducia. Dobbiamo aspettare il ritorno glorioso del Signore nella pienezza dei tempi. Se durante la celebrazione dell'eucarestia, dopo la consacrazione, quando la comunità proclama solennemente "nell'attesa della tua venuta", Gesù venisse veramente, come reagiremmo? Eppure l'attesa è la caratteristica principale del cercatore di Dio. Un'attesa operosa, che veglia, che agisce. Il rischio di assopirsi è sempre presente. Il rischio di vivere come se Gesù non fosse presente, è palpabile nel nostro cristianesimo annacquato. Accogliamo questa parabola come un invito a vegliare nella gioia aspettando il ritorno dello sposo. Verrà quando meno ce lo aspettiamo. Oggi festeggiamo Santa Monica, la mamma di Sant'Agostino. Il colloquio fra Monica e Agostino ci apre la profondità del suo spirito tutto proteso verso la patria del cielo.

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GESU' IN CROCE TRA I LADRONI
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