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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 12 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 12/5/2020 7:10:00 (45 letture)


MARTEDI', 12 MAGGIO 2020


Dio ci dà in dono la pace, non la pace del mondo, cioè la pace della sazietà e della noia, la pace nata dal compromesso, la pace dei morti viventi, ma la pace dell'unione con Dio, nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Una tale pace, nata nel perdono dei peccati e nutrita dall'amore, l'amore di Dio per noi, aumenta in proporzione a ciò che soffriamo per Cristo. "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò da voi. Se mi amaste, vi rallegrereste perché io vado al Padre." Nonostante il grande progresso nel campo tecnologico, e in genere, nella ricerca scientifica, la nostra epoca non brilla per l'affermarsi di una pace che vorremmo a livello dell'intero cosmo. Veramente terapeutica dunque questa esortazione del Signore Gesù a non lasciarci turbare interiormente. Non a caso appartiene al Vangelo di Giovanni: l'Apostolo che più da vicino riuscì a captare l'interiorità del suo e nostro Rabbi Gesù. E' il dono assolutamente necessario che ci viene dal suo cuore. E, se viene accolto dal nostro cuore, noi diventiamo persone che rendono più bella, più vivibile non solo la nostra vita, ma quella di chi vive con noi e attorno a noi. Signore Gesù, immergimi totalmente nel dono sovrano della tua pace. Così potrò anch'io collaborare a far nuova la terra.

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 11 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 9/5/2020 9:10:00 (48 letture)


LUNEDI', 11 MAGGIO 2020


Nel Vangelo di oggi, nostro Signore ripete questo concetto almeno tre volte: se uno lo ama, osserverà la sua parola e i suoi comandamenti. Osservare i suoi comandamenti, riassunti in quello dell'amore, osservare le sue parole, cioè il suo insegnamento trasmesso dalla Chiesa, è possibile solo se osserviamo la sua parola, in particolare quando la Parola del Padre si è impossessata dei nostri cuori. È l'opera dello Spirito Santo, l'amore fra il Padre e il Figlio, che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dei sacramenti. Come la missione del Figlio ha avuto per effetto di condurci presso il Padre, così la missione dello Spirito Santo ha per effetto di condurci al Figlio. È proprio lo Spirito Santo che ci rende capaci di affrontare ogni cosa per Cristo. Vieni, Spirito Santo e riempici dei tuoi doni!



 


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 8 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 8/5/2020 7:20:00 (49 letture)


VENERDI', 8 MAGGIO 2020


Sappiamo che gli Atti degli Apostoli narrano quanto è avvenuto agli inizi della Chiesa dopo che a Gerusalemme gli Israeliti e i loro capi erano arrivati alla perversa condanna a morte di Gesù. Qui notiamo una precisazione importante per la nostra fede. Decidendo di far morire Cristo Gesù, essi in realtà realizzarono quello, che negli illuminati testi dei profeti, era stato preannunziato circa la morte di Cristo seguita dalla risurrezione. Il bello è che, nelle profezie, era già brillato l'evento della futura risurrezione del Signore. Ecco perché questo testo può ben affermare che Dio ha compiuto per noi la promessa risuscitando Gesù. Grazie, Signore! Anche in questa breve pericope c'è una chiave storica, ispirata per farci entrare sempre più in una fede matura. Anche oggi infatti, abbiamo bisogno di conoscere bene questi testi della Sacra Scrittura, fedeli alla storia di quel tempo penetrata dall'ispirazione dello Spirito Santo. Il restare, il rimanere fedeli implica un'uscita. Proprio se si rimane nel Signore si esce da sé stessi. Paradossalmente proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita.





IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 7 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 7/5/2020 5:40:00 (56 letture)


GIOVEDI', 7 MAGGIO 2020


Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve compiere la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». Quel che dice è un'affermazione: il servo non è il padrone, ma uno chiamato a servire; l'Inviato non è più importante di chi lo ha mandato. Certo, ognuno è chiamato a vivere secondo quel che Dio ha voluto da Lui: dentro quella Verità di incarico che dà peso e valore alla vita. Signore è molto bello che Tu ci anticipi una solare certezza: saremo beati qui e nella Vita Eterna se, nel nostro quotidiano ci impegniamo a metterle in pratica. La nostra autentica missione in questo mondo in cui siamo stati posti non può essere in alcun caso quella di voltare le spalle alle cose e agli esseri che incontriamo e che attirano il nostro cuore; al contrario, è proprio quella di entrare in contatto, attraverso la santificazione, del legame che ci unisce a loro.






IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 6 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 6/5/2020 5:50:00 (55 letture)


MERCOLEDI', 6 MAGGIO 2020


Cominciando il suo ministero, Cristo, tralasciando il nome di "Dio", introduce quello di "Padre". Il concetto di Dio Padre è dominante nel cristianesimo, ed è Cristo a chiarire questa realtà di Dio come Padre. Il concetto di paternità implica l'idea di figli e di figlie, suggerendo amore e tenerezza. Questa verità è la chiave che apre molte porte, la luce che mette allo scoperto ciò che è santo e nascosto. Cristo trasmette la luce ad un mondo avvolto nelle tenebre. Certo, Cristo rispetta la legge, ma la ritiene incompleta. Suo compito è di renderla completa, non solo tramite ciò che dice, ma anche tramite ciò che fa. Egli realizza la verità. In generale si concepisce la verità come una formula astratta; con Cristo, invece, la verità si fa persona. Egli non porta la verità: è la verità. Rivelando la verità, Cristo rivela il Padre. Vedere Cristo significa vedere il Padre, rifiutarlo significa condannare se stessi. 

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