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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 7 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 7/5/2020 5:40:00 (57 letture)


GIOVEDI', 7 MAGGIO 2020


Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve compiere la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». Quel che dice è un'affermazione: il servo non è il padrone, ma uno chiamato a servire; l'Inviato non è più importante di chi lo ha mandato. Certo, ognuno è chiamato a vivere secondo quel che Dio ha voluto da Lui: dentro quella Verità di incarico che dà peso e valore alla vita. Signore è molto bello che Tu ci anticipi una solare certezza: saremo beati qui e nella Vita Eterna se, nel nostro quotidiano ci impegniamo a metterle in pratica. La nostra autentica missione in questo mondo in cui siamo stati posti non può essere in alcun caso quella di voltare le spalle alle cose e agli esseri che incontriamo e che attirano il nostro cuore; al contrario, è proprio quella di entrare in contatto, attraverso la santificazione, del legame che ci unisce a loro.






IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 6 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 6/5/2020 5:50:00 (57 letture)


MERCOLEDI', 6 MAGGIO 2020


Cominciando il suo ministero, Cristo, tralasciando il nome di "Dio", introduce quello di "Padre". Il concetto di Dio Padre è dominante nel cristianesimo, ed è Cristo a chiarire questa realtà di Dio come Padre. Il concetto di paternità implica l'idea di figli e di figlie, suggerendo amore e tenerezza. Questa verità è la chiave che apre molte porte, la luce che mette allo scoperto ciò che è santo e nascosto. Cristo trasmette la luce ad un mondo avvolto nelle tenebre. Certo, Cristo rispetta la legge, ma la ritiene incompleta. Suo compito è di renderla completa, non solo tramite ciò che dice, ma anche tramite ciò che fa. Egli realizza la verità. In generale si concepisce la verità come una formula astratta; con Cristo, invece, la verità si fa persona. Egli non porta la verità: è la verità. Rivelando la verità, Cristo rivela il Padre. Vedere Cristo significa vedere il Padre, rifiutarlo significa condannare se stessi. 

IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 5 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 5/5/2020 15:10:00 (52 letture)


MARTEDI', 5 MAGGIO 2020


Segno che contraddistingue il pastore è il richiamo. L'impostore può tentare di imitarlo, ma le pecore non si lasciano ingannare. È il richiamo del vero Pastore che provoca la loro reazione in risposta. Esse sentono, seguono e hanno fiducia. Le parole e le azioni di Cristo non arrivano a farlo conoscere come Messia: manca un elemento essenziale, cioè la fede. Questa risposta è riservata a chi appartiene al Buon Pastore. Egli conosce le sue pecore ed esse conoscono lui. I Giudei possono servirsi della persuasione o della persecuzione, ma non attireranno a sé i discepoli del Signore. Qual è il fondamento di questa certezza? È molto semplice: il Padre. Egli è più grande di tutti. L'espressione di Cristo "io e il Padre" indica un'unica persona. Agli occhi dei Giudei, un'affermazione del genere è una bestemmia, mentre per i discepoli riassume tutto l'insegnamento di Gesù. Tale affermazione è apportatrice di conflitto: i Giudei devono annientare Gesù e disperderne i discepoli. La questione è grave. Gesù è davvero il Figlio di Dio? I Giudei l'accusano di proclamarsi Dio. La verità è però un'altra. La verità è che in Gesù, Dio si fa uomo.





 

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 4 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 2/5/2020 7:20:00 (57 letture)


LUNEDI', 4 MAGGIO 2020


"Le pecore affamate alzano la testa e non vengono nutrite". Uno dei salmi più belli, scritto con estrema raffinatezza formale, è quello che enumera le virtù del Buon Pastore. È una poesia "universale", che parla a tutti: consola gli afflitti nella loro disperazione, e incoraggia le persone sole nel loro isolamento. Il Vangelo suggerisce che il Buon Pastore è raro. La sua vocazione è pericolosa. La sicurezza delle pecore è la sua sola preoccupazione ed egli darà la vita per salvarle. Ciò ridefinisce il ruolo di ogni guida: a questa prova molti risultano incapaci. ll nostro secolo è il secolo del "cattivo pastore": conserviamo ancora le pietre carbonizzate dei campi in cui milioni di uomini furono asfissiati. Cristo parla sempre del suo ruolo di pastore: non è venuto per essere servito, non è venuto per trattare le persone con arroganza; è venuto per salvare le sue pecorelle e, se è necessario, per morire per loro. 

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 1 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 1/5/2020 6:10:00 (54 letture)


VENERDI', 1 MAGGIO 2020


In pieno tempo pasquale viviamo questa giornata densa di ricordi legati al lavoro e alle tante lotte sostenute dai nostri padri per avere condizioni dignitose e accettabili in ambito lavorativo. La Chiesa, non senza qualche ritardo, si è accorta dei profondi cambiamenti che stavano riguardando la società verso la fine dell'Ottocento, proponendo una lettura biblica al tema del lavoro. Così, oggi, ci accompagna in questa riflessione la figura di Giuseppe lavoratore. In questi tempi in cui il lavoro è un bene sempre più prezioso e fonte di grandi sofferenze, per chi non ce l'ha, per chi non ottiene soddisfazioni nel praticarlo, vale la pena di ricordare la visione cristiana del lavoro. Dio per primo, creando il mondo, ci insegna che il lavoro contribuisce all'armonia del cosmo, rende l'essere umano simile a Dio nel creare, gli dona dimensione e dignità. Il fatto che Gesù stesso sia stato riconosciuto come carpentiere ci fornisce una precisa indicazione rispetto all'importanza dell'attività lavorativa. Preghiamo e lottiamo per ottenere un lavoro che metta al centro la persona e la sua creatività, il suo percorso di vita e la sua dignità, senza immolarsi al  profitto e alla carriera, dimenticando Dio.

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