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IL SAPERE IN PILLOLE : 25^ - IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO CRISTIANO (2^ parte)
Inviato da Alba il 21/6/2009 18:10:00 (967 letture)


                                            Venticinquesima pillola



                  IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO CRISTIANO 



                                                                                                                                  Seconda parte



Matteo 5, 29      Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna.”   

Il tipo di educazione che è stata impartita nel secolo scorso era molto esigente circa la moralità della donna, concedendo invece molte attenuanti al modo di comportarsi degli uomini, quasi ci fossero i dieci comandamenti in versione femminile e i dieci comandamenti in versione maschile.

Attualmente, purtroppo, i dieci comandamenti pare non valgano più per nessuno, ma Gesù ci ha detto chiaramente che non è venuto per abolirli, ma per perfezionarli. 

      
Gli uomini si sentono tanto più uomini quanto più possono “vantarsi” dei loro attributi e delle loro prestazioni…

Ma, pensandoci bene, la persona umana, uomo o donna che sia, non è più vera quando, invece di assomigliare sempre più agli animali, sa meglio governare se stessa?

Non è chiesto di non amare, ma di purificare l’amore, in modo che diventi amore oblativo, capace di guidare anche l’altro verso la sublimazione del sentimento e verso il cammino di santità a cui tutti siamo chiamati.

Perché non trasformare un patto per il male in un accordo per l’aiuto reciproco a camminare verso la gioia eterna?

Questo non sarebbe un amore più vero? E’ un passo difficile? Certamente!

Ma è un passo che può diventare gioioso, in risposta ad una chiamata verso la santità, che il Signore rivolge a tutti, sempre, e che dà già in questo mondo una serenità ed una pace impagabili.

Possiamo così divenire anche testimoni credibili di una rinnovata sequela di Cristo che è possibile, con la preghiera e con l’aiuto di Dio, e che può contribuire a salvare tanti fratelli in pericolo. 


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IL SAPERE IN PILLOLE : 24^ - IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO CRISTIANO (1^ parte)
Inviato da Alba il 21/6/2009 18:00:00 (918 letture)


                        Ventiquattresima pillola

IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO CRISTIANO   

                                                                                                                                  Prima parte

Genesi 1, 27 . 31a      

“E Dio creò l’uomo a sua immagine;

a immagine di Dio lo creò:

maschio e femmina li creò.  

Dio vide quanto aveva fatto,

ed ecco,  era cosa molto buona.” 

Genesi 2, 24      

“Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre

e si unirà a sua moglie,

e i due saranno un’unica carne.” 

Il Matrimonio è un Sacramento di amore, la più intima unione possibile che esclude per sempre di vivere con altri la stessa unione intima, a meno che non intervenga la morte di uno dei coniugi.

Il Matrimonio cristiano non è annullabile, come alcuni credono.

E’ solo possibile verificare l’eventuale nullità per situazioni che stanno alla radice stessa dell’unione e non importa se siano stati procreati figli o no.
Può esserci il caso di separazione in caso di gravi difficoltà nella convivenza, ma questo fatto non rende lecita nessuna unione con terze persone.

Per la Chiesa, quindi anche per chi vive da vero cristiano, il divorzio ha solo effetti civili e non annulla né diminuisce gli impegni assunti col Sacramento del Matrimonio.

Se a qualcuno è richiesto dal coniuge di concedere il divorzio, quindi viene a trovarsi solo, con o senza figli, rimane legato dal Sacramento e non gli è lecito “rifarsi una vita” nel senso più comune del termine, cioè non può contrarre nuovo matrimonio, né legarsi ad un compagno o ad una compagna vivendo “more uxorio” (anche se questa è divenuta per molti prassi ordinaria). 


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IL SAPERE IN PILLOLE : 23^ - ISACCO E' FIGURA DI GESU'
Inviato da Alba il 20/4/2009 11:40:00 (948 letture)


Ventitreesima pillola

ISACCO E' FIGURA DI GESU'!

PERCHE' E' STATO RISPARMIATO IL SACRIFICIO AD ISACCO      E NON A GESU' ?




Dio chiese ad Abramo di sacrificargli la vita dell'unico figlio Isacco.

Abramo, pur con estremo dolore, non si rifiutò di compiere il sacrificio, dimostrando la sua fede e la sua obbedienza incondizionata a Dio. Ma il Signore risparmiò la vita di Isacco, fermando la mano di Abramo.

Aveva provato la sua fede e questo gli bastava.

Gesù è il Figlio unico di Dio e a Lui è stato affidato il compito estremamente arduo di morire
per la salvezza dell'umanità peccatrice.

In varie occasioni
già molto pericolose per l'incolumità della vita di Gesù, Egli si è salvato,
"perché non era ancora giunta la sua ora".

Anche alla fine, come nei casi precedenti, Gesù potrebbe salvare la sua vita, ma il Padre gli ha chiesto il sacrificio della vita per il grande amore che nutre per ciascuno di noi. Così Dio permette, e Gesù accetta, che le circostanze, aiutate dalla cattiveria umana, portino alla morte dell'amato Figlio, morte accompagnata da ogni genere di intensissime sofferenze.

Poi dona a Gesù la gloria della Risurrezione.

Quale insegnamento per noi?


Anche quando Dio permette la nostra sofferenza non è mai per il male.

E' per noi un'occasione per avere qualcosa da offrire in unione ai dolori di Gesù, per la salvezza nostra, dei nostri cari e di tutto il mondo.

E anche per noi arriverà il giorno della salvezza e della Risurrezione!



IL SAPERE IN PILLOLE : 22^ - LA MORTE
Inviato da Alba il 28/3/2009 11:20:00 (801 letture)


                                     Ventiduesima pillola

                                            LA MORTE:

                                   EVENTO TERRIFICANTE

 O PASSAGGIO DOLOROSO, MA  NATURALE PER IL CRISTIANO

Della morte molti di noi non vogliono nemmeno sentir parlare.

E’ comprensibile, ma è anche strano.

Per ogni evento che dobbiamo affrontare, cerchiamo normalmente di prepararci, per affrontarlo al meglio. Proprio per la morte, che ci porta ad una situazione senza ritorno, non sentiamo la necessità di mettere in atto una preparazione adeguata.

Non tutti noi abbiamo avuto l’occasione di assistere da vicino, e con partecipazione del cuore, alla morte di una persona cara.

La META del cristiano è il PARADISO. Siamo in viaggio e sappiamo che per giungere al traguardo dobbiamo passare attraverso la morte.

E’ un evento a cui nessuno sfugge ed a cui si è sottomesso anche il Figlio di Dio incarnato, Gesù Cristo.
La sua è stata una morte accompagnata da estremo dolore sia fisico che morale, una morte ignominiosa, riservata ai più abbietti stranieri dell’Impero romano.

Ma è stata una morte offerta, che ha portato la salvezza del mondo.

Anche per chi assiste alla decadenza fisica, giorno dopo giorno, di un parente o di un diletto amico è sicuramente molto doloroso ma è un mezzo di purificazione. Si percepisce il graduale, ma enormemente triste distacco da tutto e da tutti. In questo caso è compito di chi è accanto aiutare il malato terminale ad accettare e ad offrire la propria sofferenza in unione a quella di Cristo Signore, per la salvezza dei fratelli. La sofferenza infatti è un valore da non disperdere.

In quei momenti si vive senza pudore lo scambio di affetto, lo scambio di un amore purificato, lo scambio di un amore riconoscente per i momenti trascorsi precedentemente insieme.

Poi il distacco definitivo, il cuore spezzato…, ma non c’è mai la disperazione, se chi ci ha lasciato fisicamente perché ha terminato il suo “viaggio”, ha lasciato in noi una ragionevole speranza che abbia raggiunto la META, il PARADISO!

E allora, pur nel dolore per la sua perdita concreta, non solo preghiamo per lui, ma osiamo anche pregare lui, come nostro avvocato presso Dio.


IL SAPERE IN PILLOLE : 21^ - GESU' BIASIMA L'IPOCRISIA
Inviato da Alba il 28/3/2009 11:10:00 (856 letture)


                                     Ventunesima pillola

                             GESU’ BIASIMA L’IPOCRISIA

          VIVERE NELLA LUCE DELLA LEGGE DELL’AMORE DI DIO

La LUCE,
anche nel suo aspetto fisico, mette in evidenza ogni ombra, ogni difetto e anche ogni benché minimo strato di polvere.

La Legge di Dio è Luce.

A volte ci è scomoda, perché mostra i nostri errori morali e spirituali.

I casi sono almeno tre:

• o rifiutiamo di confrontarci con la Legge di Dio

• o l’ascoltiamo ipocritamente per farne un esame di coscienza agli altri

• oppure l’accettiamo e cerchiamo di adeguare noi stessi a lei.

Per un cristiano, degno di tale nome, la sola scelta possibile è la terza.

E’ una scelta difficile e impegnativa, ma il cristiano sa che nell’impresa molto ardua di cambiare se stesso non si trova solo, perché può sempre contare sull’aiuto amoroso di Dio.

La preghiera fatta col cuore è un mezzo efficacissimo ed indispensabile.

Particolarmente la preghiere di ascolto della Parola di Dio serve anche a rafforzare la nostra volontà di correggerci e di evitare assolutamente qualsiasi peccato volontario.

Non rimandiamo la nostra decisione. Non sappiamo quanto tempo abbiamo davanti a noi.

Ameremo sempre di più la Luce, che è Gesù stesso. Vivremo più sereni, così aumenterà in noi il dono della speranza, e il nemico, il Diavolo, l’accusatore non avrà più potere su di noi.

Dice Gesù: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio».

Non possiamo essere cristiani solo a parole, ma anche e soprattutto nei fatti.

Ricordiamo la parabola (Mt 21, 28) dei due figli che ricevettero l’invito del padre ad andare a lavorare nella vigna. Il primo rispose di sì, ma non andò. Il secondo rispose che non ne aveva voglia, ma poi, pentitosi, vi andò. Solo quest’ultimo compì la volontà del padre.

Vediamo anche in Luca 9, 62: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il Regno di Dio».


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