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IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 11 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 11/11/2020 6:00:00 (10 letture)


MERCOLEDI', 11 NOVEMBRE 2020


 Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: "Impuro! Impuro!". Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo e abiterà fuori dell'accampamento. San Paolo applica questa norma per la lebbra del peccato. Ai Corinzi chiede che l'uomo, macchiatosi di grave immoralità, venga tolto dalla comunità, finché non si sarà ravveduto, cioè finché non sarà guarito dal suo male di lebbra spirituale. Mandando i lebbrosi a presentarsi ai sacerdoti, Gesù attesta per loro: essi per Lui sono già guariti, anche se la guarigione ancora non è avvenuta. I lebbrosi credono e si incamminano. Avviene la guarigione.  Uno, che è un samaritano, decide di ritornare a ringraziare Dio per mezzo di Gesù. Gli altri nove proseguono. Questi nove sono insensibili al dovere di giustizia. Si ringrazia Gesù, perché ringrazi il Padre, dal quale ha ottenuto il miracolo, poi ci si reca dai sacerdoti per il rito della purificazione. Ogni uomo e ogni credente in Cristo deve sapere che anche nella giustizia vi è un ordine da osservare. Prima Dio e poi se stessi. È ordine di giustizia benedire, lodare, ringraziare Dio per la guarigione ottenuta. Dio però va ringraziato, lodato, benedetto per mezzo di Cristo Gesù. Oggi ricordiamo San Martino che offrì metà del suo mantello ad un povero infreddolito.

IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 10 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 10/11/2020 6:20:00 (9 letture)


MARTEDI', 10 NOVEMBRE 2020


Quando il discepolo di Gesù fa quanto deve fare? Quando trasforma in sua carne e in suo sangue tutta la Parola del Vangelo, secondo doni, carismi, missioni, grazia ricevuti dallo Spirito Santo. Gesù, prima di lasciare questo mondo per tornare al Padre, confessa che ha fatto quanto gli è stato comandato di fare. Gesù è il Servo obbediente, mite, umile, puro, misericordioso vero, pietoso, giusto, santo. San Pietro rivela ai cristiani che è loro obbligo rivestirsi di ogni virtù. Quando avranno indossato tutte le virtù, allora potranno dire di aver fatto quanto è loro dovere fare. Le opere da fare sono quelle comandate. Gesù si fece obbediente fino alla morte di croce. Anche il cristiano deve farsi obbediente ad ogni parola del Vangelo. Se una sola parola ancora da lui non è stata trasformata in sua carne e suo sangue, non può dire di essere un servo utile. Gli manca qualcosa per esserlo. L'opera da portare a compimento è per il discepolo di Gesù solo l'obbedienza. Dall'obbedienza scaturiranno tutte le opere della carità materiale e spirituale, della grazia e della verità, della giustizia e della compassione. Senza obbedienza sono opere naturali, mai soprannaturali.

Madre di Dio, Angeli e Santi, fate che ogni cristiano sia di perfetta obbedienza sempre.  



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 9 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 7/11/2020 5:10:00 (14 letture)


LUNEDI', 9 NOVEMBRE 2020


La Chiesa è il corpo di Cristo. Il corpo è uno, ma è fatto da molte membra. Dovendo esse vivere in perfetta comunione e sinergia, vi sono delle regole da rispettare. La prima chiede che ogni membro viva la particolarità del suo dono, sempre però con visione universale, cioè a beneficio di tutto il corpo. Ognuno pertanto è obbligato a sapere ciò che lo Spirito gli ha dato, quale missione gli ha conferito, quale conformazione a Cristo ha ricevuto. Si conosce, si obbedisce allo Spirito, il corpo di Cristo cresce e produce frutti di vita eterna, salvezza, redenzione. Senza obbedienza, siamo alberi secchi. La seconda regola vuole che ogni carisma, ministero, vocazione, missione, sia animato dalla carità. La verità non è sufficiente. È necessaria la carità. Neanche la carità da sola è sufficiente. È necessaria la verità. Un albero di fichi per carità non può produrre uva. È un albero di fichi. Così un battezzato non può produrre i frutti di un cresimato o di un presbitero Gli manca la verità soprannaturale che viene dal sacramento. Mai vanno separate verità e carità. La verità è nella carità, la carità è nella verità. Carità e verità sono nello Spirito Santo. La carità è il frutto della verità. Come Gesù purifica il tempio di Gerusalemme, ogni membro del corpo di Cristo, ogni figlio della Chiesa deve giorno dopo giorno purificare se stesso, togliendo dal suo corpo, dal suo cuore, dalla sua anima quanto non è conforme alla volontà del Padre e alla verità e carità dello Spirito Santo. Il cristiano farà questo osservando anche i più piccoli precetti del Vangelo. Ognuno deve sapere che sempre la trasgressione delle cose piccole apre la porta alla trasgressione delle grandi. La propria purificazione è la prima opera di carità e verità che dobbiamo a tutto il corpo di Cristo. Se questa prima carità non viene data, le altre sono carità umane e non soprannaturali e non danno la salvezza. 


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 6 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 6/11/2020 5:50:00 (15 letture)


                         VENERDI', 6 NOVEMBRE 2020

Ascoltare da Gesù la parabola dell'amministratore infedele ci stupisce. Sia che si ispiri a un fatto realmente accaduto in quel tempo, sia che inventi di pura fantasia, come può il Signore lodare tale amministratore? È la domanda che ci facciamo. Osservando più da vicino, ci accorgiamo però che le lodi di Gesù non si riferiscono propriamente a quest'uomo e al suo agire colpevole: non lo approva completamente, né lo propone come esempio ai discepoli. Come uno gestisce i beni materiali è una questione che non interessa a Gesù. Il centro del paragone è un altro: si tratta dell'intelligenza. I figli della luce dovranno impararla da quest'uomo disonesto. Infatti avranno anch'essi dei conti da rendere. Gesù ci esorta a puntare tutto, assolutamente tutto, sull'intelligenza, e a misurare su di essa le nostre parole e le nostre scelte. L'intelligenza che egli esige non è quella di una migliore conoscenza delle cose, del sapere. Consiste piuttosto nel prendere le proprie decisioni alla luce della meta prefissata che è l'eternità. L'intelligenza ci insegna a non fermarci all'immediato e a guardare, invece, alla meta ultima. Ciò potrebbe riguardare anche il buon uso dei nostri beni. Come si dice alla fine del Vangelo di oggi: "Procuratevi amici con la iniqua ricchezza". Colui il cui animo s'attacca troppo alla ricchezza, è sulla cattiva strada. Ma l'intelligenza, che tutto dispone in funzione del proprio fine, non basta ai nostri sforzi. Se non ci si vuole ritrovare senza difesa, se si vuole avere Dio stesso non come giudice, ma come amico, bisogna seguire fin d'ora i suoi comandamenti e le sue esortazioni. Ottenere dall'uomo che sia attento ai segni dello Spirito: ecco ciò che Gesù si è proposto di fare per mezzo di tale parabola.


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 5 MOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 5/11/2020 7:10:00 (20 letture)


GIOVEDI', 5 NOVEMBRE 2020



Il Dio di Abramo, il Dio dei profeti, il Dio che è il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, attende con infinita pazienza che il peccatore si converta. Non solo attende, ma manda senza interruzione i suoi profeti per invitare ogni uomo alla conversione. Pur sapendo che i cuori sono ribelli e ostinati, sempre il Dio di Abramo manda i suoi profeti. A questa purissima verità quale altra verità ancora più alta aggiunge Gesù attraverso il racconto sia della pecora che si smarrisce o della moneta che si perde? Vi aggiunge la nozione di proprietà. Come ogni uomo è di Dio così ogni uomo è anche di ogni altro uomo. Come Dio vuole la salvezza del suo uomo. Così l'uomo deve volere la salvezza degli altri uomini. La salvezza dell'uomo, per l'uomo, è salvezza di se stesso. Chi non ama la salvezza di ogni uomo non ama il Dio di Abramo, il Dio dei profeti, il Dio che è il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Il Padre, per la salvezza degli uomini, ha dato il suo Figlio unigenito. Ogni suo figlio, nel suo Figlio, deve lasciarsi donare dal Padre. Ogni vero adoratore di Dio deve manifestare Dio attraverso la sua vita. Se di Dio è ogni peccatore e Lui vuole la salvezza, del vero adoratore di Dio deve essere ogni uomo e anche lui deve volere la sua salvezza. Il vero Dio dona il Figlio suo unigenito per la redenzione dell'umanità, ogni figlio di Dio per adozione deve lasciarsi donare da Lui per la redenzione dei suoi fratelli. Chi non manifesta Dio non è vero adoratore di Dio.

Madre di Dio, Angeli e Santi, fate che ogni cristiano manifesti Cristo nella sua vita.






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