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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 16 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 16/9/2021 6:30:00 (31 letture)


GIOVEDI', 16 SETTEMBRE 2021


Gesù vuole salvare entrambi: la peccatrice e Simone il fariseo. La donna si concede per poter sopravvivere e sopporta il pesante giudizio dei benpensanti e degli uomini religiosi. Simone cerca approvazione e manifesta la sua apertura mentale invitando il discusso rabbino che ridicolizza i farisei. E Gesù li salva entrambi con delicatezza: va al di là dell'apparenza con la donna che compie una serie di gesti ambigui e scabrosi. Sciogliersi i capelli era un gesto intimo riservato al talamo, impensabile compierlo in pubblico. Ma non c'è seduzione nel suo gesto, solo l'unico ambiguo linguaggio che la donna conosce. Gesù lo sa e lo apprezza, va al di là dell'apparenza e lo accoglie come manifestazione d'amore. Simone è una bella persona, ma esprime giudizi taglienti. Il suo ragionamento contorto sfocia in una certezza: Gesù certamente non è un profeta altrimenti non si farebbe contaminare da donne come quella. Gesù, per salvarlo, si appella alla sua giustizia senza umiliarlo, senza rimproverarlo: sarà Simone a giudicare se stesso.  Oggi la Chiesa ricorda i santi martiri Cornelio e Cipriano.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 15 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 15/9/2021 5:50:00 (30 letture)


MERCOLEDI', 15 SETTEMBRE 2021


Il giorno dopo aver fatto memoria della croce di Cristo, la Chiesa si sofferma sul ruolo di Maria, Madre di Dio. Lo fa perché da sempre i discepoli sono rimasti impressionati dalla forza della prima fra di loro, soprattutto sotto la croce, nel momento più drammatico della sua vita interiore. Sappiamo bene com'è andata: dall'annunciazione fino a quel giorno Maria ha custodito l'immenso mistero dell'incarnazione, ha visto quel bambino, così simile a tutti gli altri, crescere. Gli ha insegnato a camminare, a parlare, a pregare. Poi l'adolescenza e la giovinezza passata nella bottega del padre. Infine l'atteso inizio della sua vita pubblica, le notizie prima esaltanti che giungevano da Cafarnao, poi quelle dolorose che giungevano da Gerusalemme. E a Gerusalemme troviamo Maria che giunge fino ai piedi della croce. Quanto dolore può provare un genitore davanti ad un figlio che muore! In questa giornata in cui celebriamo la memoria di Maria addolorata, parliamo di qualcosa di diverso dall'inevitabile sofferenza di ogni genitore. E nemmeno vogliamo soffermarci troppo sullo strazio di una madre che perde un figlio, forse il peggior dolore che possiamo immaginare, in quel modo drammatico. Se oggi ricordiamo Maria sotto la croce è, invece, per il suo coraggio, per la sua condivisione alla scelta del Figlio di giungere fino in fondo al suo percorso, senza cedere, senza smettere di proclamare il volto del Padre fino a morirne. Maria mette da parte il suo dolore, dolore che potrebbe spezzare la sua fede, e dimora sotto la croce, credendo. Crede contro ogni speranza, crede che, in qualche modo, la promessa ricevuta dall'angelo trent'anni prima si realizzi. Crede, la madre, non cede. E a quella forza, oggi, ci ispiriamo per affrontare gli inevitabili momenti di sofferenza che la vita ci riserva. 


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 14 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 14/9/2021 5:30:00 (25 letture)


MARTEDI', 14 SETTEMBRE 2021


Nicodemo era un maestro in Israele e membro del sinedrio. Egli va da Gesù di notte e spera da lui una illuminazione. In seguito lo vedremo prendere posizione contro il giudizio severo dei farisei e darsi da fare perché Gesù abbia una degna sepoltura. In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo che nessuno era mai salito al cielo, se non colui che era disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. Gesù in questi pochi versetti sta per rivelare qualcosa di importante: si tratta delle promesse che Dio fa all'uomo. Solo Gesù è in grado di rivelarle poiché è disceso dal cielo. Nel deserto gli ebrei, stremati dalla fame e dalla sete, avevano recriminato contro Dio e contro Mosè; per questo erano stati puniti col morso mortale dei serpenti di fuoco. Diversamente dagli altri miracoli compiuti per mezzo di Mosè nel deserto, in questo caso chi voleva salvarsi doveva fissare lo sguardo sull'emblema che sarebbe stato per loro sorgente di vita. La lettura cristiana doveva fare solo un passo per vedere in Gesù il significato del serpente innalzato, che libera dalla morte. Così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo. Il Figlio è disceso dal cielo e ora bisogna che sia innalzato Essere innalzato significa per la comunità di Giovanni essere "glorificato". La sua glorificazione presuppone la tappa previa dell'umiliazione. Ma per Giovanni l'innalzamento è il momento stesso dell'umiliazione e della glorificazione. Lo si vedrà bene durante il racconto della Passione di Cristo. L'elevazione del Figlio dell'uomo sulla croce simboleggia la sua elevazione nella gloria, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. La glorificazione di Gesù, innalzato come il serpente, diventa così possibilità e fonte di salvezza. E' necessario però rivolgersi a Lui con fede per trovare questa salvezza. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Chiunque crede avrà la vita eterna. Al cuore della missione del Figlio, del suo innalzamento vi è l'amore del Padre. Il Figlio è stato donato per la vita eterna degli uomini e per la salvezza del mondo. La cosa necessaria per aderire a questa salvezza e a questa vita eterna è la fede.

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 13 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 11/9/2021 8:40:00 (27 letture)


LUNEDI', 13 SETTEMBRE 2021


Che sostanziale differenza c'è fra l'atteggiamento dei notabili di Cafarnao che "raccomandano" il centurione romano e lo stesso centurione! I primi cercano di convincere Gesù perché l'ufficiale è un buon benefattore e va accontentato, il secondo chiede aiuto al Maestro non per sé, ma per un suo subalterno che non conta nulla! I primi mettono il calcolo e il tornaconto al centro delle loro scelte, il secondo, pagano, ha colto l'essenziale del Vangelo mostrando come la preghiera sia anzitutto dono di sé a Dio per chi ci sta accanto. Gesù, in effetti, si stupisce e loda pubblicamente la fede del romano: gentile e timoroso di disturbare, manifesta una fede incrollabile, la fiducia che, qualunque cosa succeda, certamente il suo servo sarà guarito. Solo se la nostra fede diventerà trasparente e disinteressata, ferma e risoluta, gentile e concreta potremo conoscere la profondità del mistero di Cristo. Iniziamo la settimana con questa determinazione, portiamo a Cristo nella preghiera le persone che abbiamo accanto e che sono in pena e, soprattutto, imitiamo la splendida generosità del pagano che sa stupire anche Dio! 


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 10 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 10/9/2021 6:00:00 (26 letture)


VENERDI', 10 SETTEMBRE 2021


Gesù disse ai suoi discepoli una parabola. Chiese se un cieco potesse guidare un altro cieco; sarà facile che cadano entrambi in un fosso. Siamo guide cieche quando pretendiamo di conoscere la strada, senza ammettere con umiltà che è Cristo l'unica via. Siamo guide cieche quando ci sostituiamo a Dio, magari proprio nel suo nome, e pensiamo di essere se non proprio dei maestri almeno dei bravi istruttori sulla via della santità. Uno solo è il Maestro e noi siamo tutti discepoli. Tutti, anche il migliore fra noi, anche chi è più avanti nella conoscenza di Dio, anche chi crede di sapere già molto. Siamo tutti discepoli e dobbiamo vigilare costantemente. Ristabiliamo le priorità nella nostra vita, seguiamo saldamente le orme del Maestro.

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