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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 26 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 26/5/2022 7:40:00 (17 letture)


GIOVEDI', 26 MAGGIO 2022


Filippo Neri, sacerdote, fondò l'Oratorio che da lui ebbe il nome. Unì all'esperienza mistica, che ebbe le sue più alte espressioni specialmente nella celebrazione della Messa, una straordinaria capacità di contatto umano e popolare. Fu promotore di forme nuove di arte e di cultura. Catechista e guida spirituale di straordinario talento, diffondeva intorno a sé un senso di letizia che scaturiva dalla sua unione con Dio e dal suo buon umore. Il nostro dubbio, il nostro timore, la nostra ansia per qualcosa che non si comprende è ben presente a Gesù. La nostra parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. La Parola di Gesù ci aiuta a non disperare, a non sentirci soli di fronte a tutto quello che ci sembra assurdo, che ci fa paura. Egli capisce, anzi previene le nostre domande per assicurarci che ha compreso il nostro disagio! Il Maestro è presente alla vita e nella vita dei suoi discepoli anche in questo momento che coinvolge tutti in un destino di lotta e vittoria. La nostra vita non sarà diversa da quella del Maestro, ma Egli ci ha detto che ci capisce, che è con noi e ci ha promesso che è per "un poco" e poi la nostra tristezza si cambierà in gioia!  Nostro Dio, non abbiamo che fiducia in Te. Donaci dunque lo Spirito Santo per accettare le cose che non possono cambiare. Donaci anche lo Spirito di Forza, per cambiare le cose che possiamo cambiare. Donaci infine lo Spirito di Saggezza per discernere ciò che dipende effettivamente da noi, allora fa' che noi facciamo la tua sola e Santa Volontà.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 25 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 25/5/2022 9:40:00 (11 letture)


MERCOLEDI', 25 MAGGIO 2022


Soltanto ricevendo lo Spirito potremo capire la verità di Gesù. Gesù invierà dal Padre alla comunità lo Spirito di verità che rimarrà sempre con noi. Si raggiunge così la saggezza attraverso l'incontro della verità che si incarna in Gesù e che oggi giunge a noi nella sua Chiesa. I discepoli, come tutta la Chiesa al loro seguito, si uniscono alla supplica dell'unico e supremo Sacerdote Gesù Cristo che dà il suo Spirito: segno di vittoria sulla morte. La  missione dello Spirito Santo è di metterci in guardia contro lo spirito della menzogna. Ci rende capaci di vivere e di giudicare le cose come Gesù stesso.  Lo Spirito non dice nulla di diverso di quanto ha detto il Figlio. Però, essendo Amore, farà risuonare nel nostro cuore ciò che ha ascoltato. Solo l'amore rende presente l'amato e fa comprendere le sue parole. Maria, nostro Potente Aiuto, prendici per mano e conducici sulle strade della docilità! Aiutaci a svuotarci di noi stessi per lasciar risuonare in noi lo Spirito, per poter essere segno dell'Amore proveniente del Padre! O nostra Madre Ausiliatrice, ci affidiamo a te. Gesù sa di essere vicino alla realizzazione del disegno del Padre, che si compirà con la sua morte e risurrezione; per questo vuole assicurare i suoi che non li abbandonerà, perché la sua missione sarà prolungata dallo Spirito Santo, che guiderà avanti la Chiesa. Lo Spirito Santo ci aiuta a comprendere ciò che il Figlio ha udito dal Padre e che ha fatto conoscere ai discepoli. Egli ci aiuta a camminare nella storia saldamente radicati nel Vangelo.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 24 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 24/5/2022 6:20:00 (16 letture)


 



                                          MARTEDI', 24 MAGGIO 2022

Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: "È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore". Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda e più reale. Lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro. Lo Spirito Santo, che da Lui e dal Padre procederà, farà in modo che Gesù non sia più soltanto «con» noi, ma «in» noi. La vittoria del Cristo sarà nei cuori, nel trionfo riportato sulle nostre tristezze e delusioni. Vivendo secondo lo Spirito piuttosto che secondo la carne, vinciamo con la fermezza dell'animo l'infermità del corpo. Ci vorrà la mancanza definitiva di Gesù, l'azione potente dello Spirito per riattivare negli Apostoli la ricerca, la fede e la speranza. Non si può capire Cristo senza il Regno che Egli è venuto a portare. La nostra missione è inseparabile dalla costruzione del Regno: Cercate innanzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia. La nostra identificazione con Cristo e i suoi desideri implicano l'impegno a costruire, con Lui, questo Regno di amore, di giustizia e di pace per tutti. Cristo stesso vuole viverlo con noi, in tutti gli sforzi e le rinunce necessari, e anche nelle gioie e nella fecondità che ci potrà offrire. Pertanto non ci santificheremo senza consegnarci corpo e anima per dare il meglio di noi in tale impegno.


 


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 23 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 21/5/2022 10:00:00 (15 letture)


LUNEDI', 23 MAGGIO 2022


La missione di Gesù non è tanto di ispirare i discepoli in modo tale che si sappiano difendere davanti ai tribunali, ma di preservarli quando la loro fede sarà messa alla prova. Davanti all'ostilità del mondo, i discepoli di Gesù saranno esposti allo scandalo, sentiranno la tentazione di disertare, proveranno il dubbio, lo scoraggiamento. Ed è in questo preciso momento che lo Spirito di verità interverrà: darà testimonianza di Gesù nel cuore dei suoi discepoli, li confermerà nella fede e li inviterà a rimanere fedeli nella prova.  In questo modo anch'essi "renderanno testimonianza" di Gesù."Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio." Mi piace pensare che questa parole di Gesù non si riferiscano solo al tempo terreno e che quindi siano solo per gli apostoli che stavano con lui dai primi momenti della sua vita pubblica. Vorrei immaginarmi quello "stare con me fin dal principio" come l'origine di tutte le cose; quella situazione fuori dal tempo dove il Padre genera il Figlio e dai quali procede lo Spirito. La situazione dove ad un certo punto abbiamo avuto origine anche noi. L'eternità. Poi ciascuno di noi entra nel tempo, nella realtà. Nel tempo ad un certo punto, arriva il Figlio perché la memoria del "principio" si ravvivi. Il Figlio però non rimane nel tempo; dopo poco ne esce e gli si avvicenda lo Spirito, che rimane. Questo è il nostro tempo: lo Spirito parla a noi, parla in noi e ci insegna chi siamo e chi è Dio. Lo fa perché insieme condividiamo queste certezze e in base a questa trasformiamo la nostra vita, rendendola testimonianza di amore. Signore, la fede in noi sia sempre alimentata dalla presenza dello Spirito accolto, amato, ascoltato. Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità, perché «questa infatti è volontà di Dio, la nostra santificazione». Ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo."

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 20 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 20/5/2022 8:20:00 (17 letture)


VENERDI', 20 MAGGIO 2022


Cristo ha chiamato "amici" i suoi discepoli a lui più vicini solo alla fine della sua vita, dopo aver fatto loro conoscere tutto ciò che aveva sentito dal Padre, dopo aver rivelato la verità a coloro che Egli aveva scelto. Per provare che non esiste amore più grande del suo, Egli ha offerto la propria vita per i suoi amici. Di conseguenza, ciò che era raro nell'antichità, è comune nella Chiesa, in cui uomini e donne conoscono e vivono la verità. Tale verità unisce i cuori e gli spiriti che cercano di conoscere e di vivere quella verità, che è la nostra fede. Così nella Chiesa cattolica, come nella vera amicizia, uomini e donne provenienti dagli ambienti più diversi possono amarsi davvero, come ci ha amati Cristo. «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Gesù lascia ai suoi discepoli il massimo comandamento, da cui si riconosceranno suoi seguaci: amarsi gli uni gli altri. L'amicizia, nelle sue varie forme, è sempre stata stimata da tutti i popoli. Ciò che unisce gli amici è soprattutto la ricerca del vero, del bello, del buono. Cristo ha chiamato i suoi discepoli "amici" dopo aver condiviso la sua vita e il suo insegnamento, e ha donato loro il segno più grande sacrificandosi sulla croce. L'amicizia supera ogni barriera, anzi unisce nella concordia e nella pace. Pur provenendo da ambienti e culture diverse, i cristiani sono uniti nel cuore e nello spirito e per questo possono rispettarsi e amarsi per davvero. Gesù ha dato l'esempio più sublime di questa amicizia, donando la sua vita per salvarci, perché - come ebbe a dire lui stesso - "nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici". Signore, donaci una amicizia gratuita, che sappia vedere in tutte le persone "amici" da onorare e amare.

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