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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 23 FEBBRAIO 2021
Inviato da Alba il 23/2/2021 11:50:00 (7 letture)


 MARTEDI', 23 FEBBRAIO 2021



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Il tempo di Quaresima deve essere innanzi tutto un tempo di preghiera, e la Chiesa vuole subito mostrarci la preghiera che deve essere il nostro modello. Ciò che vi è di assolutamente nuovo in questa religione è che essa ci fa guardare a Dio non più solamente come al creatore onnipotente, ma come al Padre nostro. È così liberatorio pensare che Dio è nostro Padre! Non vi è più affanno, paura, preoccupazione: vi è la fiducia! Abbiamo un Padre che conosce tutti i nostri bisogni. Allora, possiamo pronunciare con Gesù le parole del tutto disinteressate della sua preghiera, non pensare più che alla gloria di nostro Padre, al suo regno, alla sua volontà. Ma Gesù precisa subito: Padre "Nostro". Egli sottolinea così la fratellanza tra tutti gli uomini che egli è venuto a consacrare per mezzo del suo sangue sulla croce. Il "Padre nostro" è una preghiera filiale, ma è anche la preghiera fraterna per eccellenza. È il motivo per cui Gesù insiste tanto sul perdono. Possiamo essere grandi peccatori, possiamo essere criminali, e dire il "Padre nostro". Ma a condizione di voler perdonare tutti, a condizione di non voler serbare nessun risentimento nel fondo del nostro cuore. Così, così solamente, saremo veramente figli del Padre.

IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 23 F3BBRAIO 2021
Inviato da Alba il 23/2/2021 11:30:00 (5 letture)


MARTEDI' 23 FEBBRAIO 2021


«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: adre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, Questa religione ci fa guardare a Dio non più solamente come al creatore onnipotente, ma come al Padre nostro. Dio è nostro Padre! Il solo nome di "Padre" può immergere i nostri cuori nell'adorazione. È così liberatorio pensare che Dio è nostro Padre! Non vi è più affanno, paura, preoccupazione: vi è la fiducia! Abbiamo un Padre che conosce tutti i nostri bisogni. Allora, possiamo pronunciare con Gesù le parole del tutto disinteressate della sua preghiera, non pensare più che alla gloria di nostro Padre, al suo regno, alla sua volontà. Ma Gesù precisa subito: Padre "Nostro". Egli sottolinea così la fratellanza tra tutti gli uomini che egli è venuto a consacrare per mezzo del suo sangue sulla croce. Il "Padre nostro" è una preghiera filiale, ma è anche la preghiera fraterna. Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Ciò che vi è di assolutamente nuovo in questa religione è che essa ci fa guardare a Dio non più solamente come al creatore onnipotente, ma come al Padre nostro. Dio è nostro Padre! Il solo nome di "Padre" può immergere i nostri cuori nell'adorazione. Siamo dunque lontani dalle "ripetizioni dei pagani". È così liberatorio pensare che Dio è nostro Padre! Non vi è più affanno, paura, preoccupazione: vi è la fiducia! Abbiamo un Padre che conosce tutti i nostri bisogni. Allora, possiamo pronunciare con Gesù le parole del tutto disinteressate della sua preghiera, non pensare più che alla gloria di nostro Padre, al suo regno, alla sua volontà. Ma Gesù precisa subito: Padre "Nostro". Egli sottolinea così la fratellanza tra tutti gli uomini che egli è venuto a consacrare per mezzo del suo sangue sulla croce. Il "Padre nostro" è una preghiera filiale, ma è anche la preghiera fraterna per eccellenza.



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 22 FEBBRAIO 2021
Inviato da Alba il 20/2/2021 18:30:00 (13 letture)


LUNEDI', 22 FEBBRAIO 2021


Gesù chiese ai discepoli che cosa dicesse la gente di lui ed essi risposero che alcuni dicevano che fosse Giovanni il Battista, altri Elia, o Geremia o uno dei Profeti. Gesù continuò chiedendo che cosa pensassero loro e Pietro rispose che Egli era il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Gesù gli rispose che lui, Pietro, era beato perché quello che aveva detto gli veniva direttamente dal Padre del Cielo. Aggiunse poi che avrebbe fondato la sua Chiesa su di Lui e le potenze degli inferi non avrebbero prevalso sulla Chiesa. Disse ancora che gli avrebbe dato le chiavi del Regno dei Cieli e tutto ciò che avrebbe legato sulla terra, sarebbe stato legato anche nei cieli e ciò che avrebbe sciolto sulla terra sarebbe stato sciolto anche nei cieli. Gesù si attiene alla volontà del Padre, perchè è stato Lui a scegliere Pietro, perché è a Lui che ha rivelato chi è Gesù. Oggi la Chiesa festeggia la Cattedra di San Pietro Apostolo. In tutta la Chiesa cattolica, oggi, ricordiamo il ruolo di Pietro, la sua missione e il suo ruolo all'interno della comunità cristiana. È l'occasione per ripensare alla nostra appartenenza al grande sogno di Dio che è la Chiesa. Gesù ha un progetto sull'umanità, un progetto di condivisione e di amore, di giustizia e di pace che la Chiesa è chiamata a realizzare come testimonianza. Il gruppo dei suoi discepoli, i cristiani, vivendo nell'ascolto della Parola e nella condivisione della fede in attesa del ritorno del Signore nella gloria, annunciano ad ogni uomo il vero volto di Dio rivelato da Gesù. La Chiesa, chiamata cattolica, cioè universale, è diffusa in tutto il mondo, radunata intorno ai successori degli apostoli e in comunione fra le varie chiese locali.


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 19 FEBBRAIO 2021
Inviato da Alba il 19/2/2021 5:30:00 (15 letture)


VENERDI', 19 FEBBRAIO 2021


"Gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno". Chi ha incontrato Gesù ha cambiato completamente la vita, ha imparato che tutto ruota attorno a Lui, tutto viene vissuto tenendo presente le sue esigenze e i suoi interessi. Gesù Cristo è il fulcro dell'esistenza e il perno attorno al quale ruota ogni azione quotidiana. Il digiuno viene usato come strumento per farci meglio comprendere la nostra creaturalità e poterci mettere nella giusta posizione di fronte al Creatore. Il nostro digiuno non è per noi, è per lo sposo. Se fosse per noi cadremmo nella presunzione di crederci bravi per aver digiunato. Invece il nostro digiuno, facendoci toccare con mano il nostro essere creature limitate, rende evidente ancora, quanto siamo lontani da Colui che è la nostra gioia. Signore, spesso il mio cuore piange, il peso delle colpe m'intristisce, la monotonia del quotidiano appiattisce i miei slanci. Aiutami a non cedere alle suggestioni del male e conservami nella gioia intima della tua presenza. Quando digiuniamo siamo spinti a discernere la qualità del nostro agire, le conseguenze dei nostri atti, la violenza che immettiamo nei nostri rapporti. Per il cristiano, poi, è confessione di fede fatta con il corpo, pedagogia che porta la totalità della persona all'adorazione di Dio."

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 18 FEBBRAIO 2021
Inviato da Alba il 18/2/2021 5:30:00 (17 letture)


GIOVEDI', 18 FEBBRAIO 2021


Entriamo in Quaresima, e la Chiesa vuole spiegarcene subito lo scopo. La vita di Gesù ha compimento sulla croce, ma al tempo stesso nella risurrezione, che dalla croce è inseparabile. Se vogliamo seguire Gesù e intraprendere questo grande cammino che deve condurci al Padre, la prima cosa da fare è rinunciare a noi stessi. Gesù non ci dice subito di prendere la nostra croce, perché se noi prendessimo la nostra croce stando in noi stessi, questa sarebbe insopportabile. Gesù ci domanda di rinunciare innanzi tutto a noi stessi, cioè al nostro io. Il cristiano è chiamato a liberarsi da ogni croce che nasce dalla sua personale obbedienza al peccato, nella trasgressione della Legge del Signore, e prendere su di sé la croce che è il frutto della sua obbedienza al Vangelo. Mai queste due croci vanno confuse. La prima è croce che conduce alla morte eterna per vivere una croce senza fine nell'inferno. La seconda invece è croce di vita, che dura solo fino al momento della morte. Poi essa sarà trasformata in gloria e in luce eterna. La croce che il cristiano è chiamato a portare, se vuole essere discepolo di Gesù, è l'obbedienza ad ogni Parola di Dio da Lui portata a compimento. La prima è croce che conduce alla morte eterna per vivere una croce senza fine nell'inferno. La seconda invece è croce di vita, che dura solo fino al momento della morte. Poi essa sarà trasformata in gloria e in luce eterna. Entra nella gloria del Cielo chi lascia la croce dell'obbedienza al peccato e prende su di sé la croce dell'obbedienza al Vangelo. La croce va portata ogni giorno. 

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