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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 4 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 4/6/2020 6:20:00 (53 letture)


GIOVEDI', 4 GIUGNO 2020


«Egli è l'unico e non v'è altro all'infuori di Lui: amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutte le forze, e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici» Interessante l'interrogativo che uno scriba pone a Gesù. Ed è per noi una conferma la risposta del Signore che con forte ed esplicita risposta, mette a fuoco quello che è il nucleo della fede ebrea e di quella cristiana. L'unicità di Dio, proclamata in un tempo in cui c'erano più idoli che verità da vivere, è una delle tante conferme che Gesù non venne per rivoluzionare ciò che Dio aveva rivelato a Mosè e ai Profeti, ma piuttosto per dare compimento. Il compimento fu la sua stessa vita coronata con una morte in croce espressione d'amore infinito e dalla risurrezione: vittoria su ogni morte, anche sulla nostra. Quello poi che fa luce qui è la sintesi stupenda che, se vogliamo renderla in parola, la vediamo coincidere con il nome stesso di Dio, che è AMORE. E l'amore di Dio  in lingua ebraica significa grembo materno, grembo che dà la vita. Amare implica spesso anche sacrifici, ma essi perdono pesantezza perché ciò che conta è l'essenza dell'amore stesso che è dono, vita stessa donata all'Infinito e dall'Infinito Iddio continuamente ricevuta. È un dono dello Spirito che ci permette di essere lieti pure nelle situazioni difficili e di agire responsabilmente anche nei momenti oscuri.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 3 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 3/6/2020 6:40:00 (47 letture)



MERCOLEDI', 3 GIUGNO 2020



"Disse Gesù: "Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe"? Non è Dio dei morti, ma dei viventi!". Tra gli Israeliti, soprattutto la setta dei Sadducei, riteneva impossibile e assurda la Risurrezione dai morti. Gesù non teme di renderli consapevoli dell'affermazione contraria, che è proprio il trionfo della vita sulla morte. Il Signore si rifà a un passo dell'Antico Testamento dov'è rivelata l'Alleanza che Dio strinse con Abramo, promettendo al nostro Padre nella Fede di mantenere questo patto tanto salutare anche con i suoi discendenti: Isacco, Giacobbe e, ovviamente, quelli che sarebbero venuti poi. Ecco dunque la chiarezza del vero: se Abramo fosse morto per sempre non sarebbe stato una vera e propria presa in giro la promessa che Dio gli aveva fatto di essere per sempre il suo Salvatore? Quanto poi al modo della Risurrezione dei corpi Gesù dice che saranno simili agli Angeli ed escludendo le relazioni coniugali Gesù non slitta nell'assurdo ma nel mistero, sottolineando così che la Risurrezione dai morti sfugge alla capacità della mente umana che non è illimitata. Ma quell'affermazione centrale: "Non è un Dio dei morti ma dei viventi" è come lo squillo d'una musica arcana dove anche quel che è tenebroso, in ciò che rimane mistero, a un certo punto si trasforma in luce, in certezza e consolazione. 


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 2 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 2/6/2020 7:30:00 (46 letture)


MARTEDI', 2 GIUGNO 2020




L'odio nei confronti di Gesù è riuscito a mettere insieme due partiti inconciliabili: i farisei, che conosciamo per la loro rigidezza nell'applicare le norme religiose, e gli erodiani, che, come il re cui si ispiravano, utilizzava la religione per fini politici. L'obiettivo è uno solo: mettere in difficoltà il profeta del Nord. Gli erodiani erano alleati dell'invasore romano e consideravano giusto pagare la tassa a Roma. Non così i farisei che lo consideravano un sopruso. La trappola tesa a Gesù è ben congegnata: si dimostrerà simpatizzante dei romani? Si dimostrerà un anarchico disobbediente? Ma Gesù non si lascia trarre in inganno: chiede ai farisei, che non dovrebbero tenerla, una delle monete romane con impressa l'effigie dell'imperatore. Un palese atto di idolatria. Gesù chiede di pagare le tasse restituendo la moneta al legittimo proprietario di cui riporta appunto il ritratto... E ammonisce: non giochiamo con Dio, non giochiamo con Cesare! Sappiamo distinguere i vari livelli senza confonderli o piegarli arbitrariamente l'uno all'altro. Diamo a Dio ciò che è di Dio, senza fare di Cesare un Dio o di Dio un servo.  


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNRDI', 1 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 30/5/2020 8:30:00 (45 letture)


LUNEDI', 1 GIUGNO 2020


Il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò la beata Vergine Maria "Madre della Chiesa", cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima. La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell'Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una Messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l'invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980). Papa Francesco, considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito nel 2018 che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia celebrata dal Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste.



IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 29 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 29/5/2020 8:10:00 (48 letture)


VENERDI', 29 MAGGIO 2020


"Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?" Gesù mette un po' alla prova Pietro. Egli si è dimostrato fedele ed infedele, sciocco ed intelligente allo stesso tempo. Eppure la scelta di Gesù non cambia. Lo vuole capo e pastore del gregge. Lo vuole pescatore di uomini e capo della nascente comunità cristiana, della Chiesa. Non lo vuole perfetto e infallibile, ma lo desidera consapevole della propria fragilità e della propria forza. Lo desidera "perdonato" e consapevole di essere tale. Lo desidera umile, abbandonato e per questo fedele. Se dovessimo guardare con occhi disincantati la storia di Pietro non ha nulla di eroico, di nobile e di desiderabile. Eppure è uno dei testimoni privilegiati che Dio stesso ci mette davanti, a modello della novità che la sua Parola ha portato. Nell'amore accolto e corrisposto si trasforma la fragilità in forza, l'infedeltà in fedeltà, la paura e la viltà in coraggio e parresia. Signore, Pietro illumini le nostre contraddizioni e ci aiuti a vederle come terreno possibile di incontro con te, per fare con te meraviglie, oltre la misura che siamo noi, che noi vorremmo determinare.

"Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato." 



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