33^ POSSIAMO FARE QUALCOSA PER I NOSTRI MORTI?

Data 9/9/2009 19:20:00 | Categoria: IL SAPERE IN PILLOLE


                                                         Trentatreesima Pillola

                POSSIAMO FARE QUALCOSA PER I NOSTRI MORTI?

Riprendiamo alcune definizioni del ben noto Catechismo di San Pio X:

Per qual fine Dio ci ha creati?

Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell’altra, in Paradiso.

Che cos’è il Paradiso?

Il Paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, d’ogni altro bene senza alcun male.

Chi merita il Paradiso?

Merita il Paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente Dio e muore nella sua Grazia.

Che cosa è l’Inferno?

L’Inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene.

Chi merita l’Inferno?

I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale meritano l’Inferno.

Perché Dio premia i buoni e castiga i cattivi?

Dio premia i buoni e castiga i cattivi, perché è giustizia infinita.




Per i nostri morti noi possiamo e dobbiamo pregare, affinché Dio li prenda con sé nel Santo Paradiso, dove potranno gioire per sempre.

Noi non conosciamo la loro situazione: nella migliore delle ipotesi essi potrebbero già godere della felicità del Paradiso e avere quindi già raggiunto la meta per la quale tutti noi siamo stati creati da Dio.

Se invece malauguratamente essi non avessero meritato la salvezza, nulla potremo più fare per loro… Quando il tempo della prova è terminato, alla fine della nostra vita terrena, terminerà il tempo della Misericordia ed inizierà il tempo della Giustizia di Dio. Allora nessuno può più far niente, né noi, né loro stessi.



Questo ci sia di mònito: possiamo cambiare fino all’ultimo istante della nostra vita terrena: dal male al bene, ma purtroppo anche dal bene al male…, però dal momento della chiamata finale non potremo più cambiare nulla.

Il Signore accetterà la scelta di vita che abbiamo fatto. Se non avremo scelto l’obbedienza ai suoi Comandamenti e di stare con Lui in questa vita, Egli non ci costringerà a starci in morte.

Spirito Santo, illuminaci, affinché possiamo percorrere la strada giusta, senza temere di prendere su di noi la Croce, e aiutaci a perseverare nel bene fino alla fine!



Perché allora pregare per i morti, dal momento che forse non ne hanno più bisogno oppure ormai non c’è più nulla da fare per loro?



Chi è già destinato alla salvezza eterna, ma deve ancora purificarsi  e si trova in una situazione di attesa, cioè deve scontare una pena in quello che noi chiamiamo Purgatorio, può beneficiare delle nostre preghiere.

La preghiera per i defunti, che abbiamo imparato fin da bambini, dice:

“L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen”



Inoltre c’è l’offerta della Santa Messa, in cui Gesù stesso prega il Padre e noi ci uniamo a Lui insieme a tutti gli Angeli e ai Santi. Questa è la preghiera più perfetta che si possa recitare.

In certe occasioni, poi, decise dalla Chiesa, come nel giorno dei morti, visitando la chiesa e nell’ottava dei morti, dal 3 al 9 novembre, visitando un cimitero,
possiamo ottenere per i defunti l’indulgenza plenaria.

Se saremo generosi con loro, molti defunti in quei giorni potranno volare in Paradiso proprio per il nostro intervento.

L’INDULGENZA SI PUO’ OTTENERE UNA SOLA VOLTA AL GIORNO.

Le condizioni sono:

1 -
Visita alla Chiesa nel pomeriggio del giorno 1 novembre e/o nel  giorno 2 novembre e recitare il Credo, un Padre Nostro e preghiere secondo le intenzioni del Papa.

1 bis – Visita ad un Cimitero nei giorni dal 3 al 9 novembre recitando le preghiere anche solo mentalmente.

2 – Confessione sacramentale da farsi nei quindici giorni precedenti o successivi.

3 – Santa Comunione sacramentale.

Non facciamo mancare questo dono ai nostri morti!






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