GIOVEDI', 7 LUGLIO 2022

Data 7/7/2022 10:20:00 | Categoria: IL SAPERE IN PILLOLE


GIOVEDì, 7 LUGLIO 2022


Questo passo del Vangelo ci mette in imbarazzo. È necessario che i messaggeri di Gesù vivano in una povertà e in un'assenza totale di bisogni per rendere gli uomini attenti, grazie a questo stile di vita semplice, al messaggio di Gesù che sono incaricati di trasmettere. Certo, dietro a queste parole c'è l'esperienza di tutti i primi missionari cristiani, partiti per diffondere il messaggio di Gesù nella semplicità e nella povertà più estreme. Ed è certo anche che noi non possiamo più praticare questo stile di vita nel nostro mondo così complicato: un mondo di previdenze e di sicurezze. Tuttavia, non possiamo semplicemente mettere da parte l'esigenza scomoda che contengono queste parole. Ricchezza e possesso, carriera e considerazione, prestigio negli affari e titoli onorifici non giocano un ruolo troppo grande nel nostro spirito? Che cosa significa oggi per noi l'esortazione di Gesù a rinunciare alle nostre esigenze e ai nostri bisogni, per noi cristiani che viviamo in una società opulenta? Qual è la loro importanza di fronte agli enormi problemi ecologici provocati proprio dalla nostra opulenza? San Francesco d'Assisi e i suoi frati hanno preso molto seriamente le parole di Gesù. All'inizio, molti hanno riso di loro, ma alla fine essi hanno avuto più impatto di tutti i loro avversari messi insieme... Nella nostra epoca, in cui siamo affascinati dal consumo, non sarebbe ora di rimettere l'accento sulla "povertà" e sulla "semplicità"? Le istruzioni che Gesù dà ai suoi discepoli sono ancora valide per valutare la pastorale delle nostre parrocchie e delle nostre Diocesi. Ciò che siamo chiamati a fare è annunciare la venuta del Regno e guarire interiormente le persone. E per farlo dobbiamo camminare insieme, collaborare, nella Chiesa rende maggiore testimonianza chi lavora insieme rispetto al navigatore solitario. Non dobbiamo contare sui mezzi anzi, a volte i mezzi diventano un peso. Quante strutture, sorte in altre epoche e funzionali a quel tempo, sono diventate inutili ai fini dell'evangelizzazione! Come sarebbe più bello vedere una Chiesa più snella e meno appesantita dalla troppa organizzazione e dalle troppe proprietà! Siamo chiamati a condividere, a restare, non siamo dei piazzisti ma persone che vogliono vivere insieme ed accanto a tutti. Le gioie e le speranze, le ansie e le sofferenze del mondo sono le nostre, come diceva splendidamente il Concilio Vaticano II. Ma in questo percorso abbiamo incontrato la tenerezza di Dio che illumina la nostra vita e la storia che siamo chiamati a costruire. Questo è lo stile che deve tornare ad avere la nostra evangelizzazione.




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