FINE DICEMBRE 2013 E INIZIO GENNAIO 2014

Data 30/12/2013 9:00:00 | Categoria: PAROLA DELLA SETTIMANA


                PAROLA DELLA SETTIMANA
       






Fidarsi, credere, ubbidire, essere altruisti, umili e responsabili: ecco Giuseppe, il padre adottivo di Gesù. Il suo sì non è fatto di parole, ma di fatti. In ordine di importanza diciamo "Gesù, Maria e Giuseppe", ma Giuseppe ha agito sempre da vero padre, tanto che a Nazaret tutti dicevano di Gesù che era il figlio del falegname. In questa, che è detta la "SACRA FAMIGLIA", Gesù è cresciuto ed è stato educato come ogni bambino non nelle mollezze, ma con amore e nell'osservanza delle regole civili e religiose del loro tempo. Giuseppe viene definito "uomo giusto". Troviamo scritto nel Vangelo di Giuseppe che era il padre "putativo" di Gesù, cioè colui che ne "era creduto il padre". 

Il re Erode, visto che i Magi non erano tornati da lui a riferire circa il Bambino che era nato, decide di far uccidere tutti i bambini dai due anni in giù, per essere sicuro di uccidere anche Gesù, il Re che è nato... Ma un angelo del Signore disse a Giuseppe: «Alzati, prendi con te il Bambino e sua Madre e fuggi in Egitto!». E Giuseppe si alzò nella notte e fece come gli aveva detto l'Angelo del Signore. In quello strazio di morti innocenti, Gesù non è presente, perché la sua morte deve arrivare in altro modo e in altro momento, come  deciso dal Padre per la salvezza di tutti gli uomini di ogni tempo.

Ancora all'annuncio dell'Angelo fa poi ritorno e va a Nazaret, città poco conosciuta dove Gesù crescerà nel nascondimento per circa trent'anni. I profeti avevano detto del Messia: «Sarà chiamato Nazareno».

Giuseppe, dopo Gesù e Maria, sia un esempio di fede e di ubbidienza per noi e per la nostra vita intera.





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