NOVENA DI NATALE - 23 DICEMBRE
Categoria : PREGHIERE
Pubblicato da Alba in 17/12/2010


                     NOVENA DI NATALE

                                23 dicembre



G - Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen

Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti noi.  Amen

Nella notte del mondo, nella notte del cuore, siamo pellegrini, Signore, come Magi venuti da oriente, guidati dalla stella, alla ricerca di Colui, che solo, dà senso alla vita e alla storia. Giunti alla Tua presenza, presenza tenerissima di un Bambino, essi han fatto l’unica cosa degna dell’incontro con la Verità in persona: Ti hanno adorato. L’esempio dei santi Magi, rappresentanti dei cercatori della verità, ispiri il nostro incontro con Te che vieni a visitarci, ci renda pronti a vivere l’esistenza come esodo, sproni sempre il nostro cammino verso Te, Luce vera che viene dall’alto. 




I MAGIG - PRIMO MOMENTO: IL DONO DELLA MIRRA

L 1 - Quanta sofferenza, quante paure stringono il mondo, e quante domande crescono nel cuore degli uomini. Visitati dal dolore, se non T’invochiamo Signore corriamo verso le braccia di quella disperazione, che attanaglia chi si lascia sedurre dalla sfiducia. Guerre e ingiustizia, fame e pestilenze, omicidi ed orrori. Dura è la sofferenza, amara è la morte, amara come mirra, quella mirra offerta al Bambino nato a Betlemme per dare risposta alle implorazioni del mondo. 



Silenzio orante 



G - Signore Dio nostro, custode della casa di Israele, ci hai donato la speranza nel Tuo Figlio Gesù, nato nell’umiltà a Betlemme, dove ricevette in dono la Mirra, quale segno profetico di futura  sofferenza e sepoltura, ascolta, Ti preghiamo, il grido dell’umanità che cerca senso e risposte ai suoi tanti perché. Illuminaci con quella stessa luce che brillò e guidò il cammino dei santi Magi verso il Figlio del Dio Altissimo. 



CANTO 



L 2 – ORAZIONE



Dio onnipotente ed eterno, è ormai davanti a noi il Natale del tuo Figlio: ci soccorra nella nostra indegnità il Verbo che si è fatto uomo nel seno della Vergine Maria e si è degnato di abitare fra noi. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen 




I MAGIG - SECONDO  MOMENTO: IL DONO DELL’ORO

L 3 - Oro ricevette il Figlio di Dio, anche se nato umile nella famiglia umana. Oro della regalità e segno della guida, oro della responsabilità e dell’impegno nel governo delle cose di questo mondo. E’ in questo segno che vogliamo presentarti, Signore, tutti coloro che da laici impegnati nel mondo pongono se stessi a servizio degli altri. 



Silenzio orante 



G - Signore Dio, guida della casa di Israele, nostro re e legislatore, artefice di ogni cosa e  dispensatore di ogni bene, sorreggi l’impegno di quanti chiami alla costruzione della città degli uomini, con la guida e il sostegno della tua Parola, affinché i passi di tutti giungano all’incontro con il Cristo Redentore del mondo.

L 4 - Dal Vangelo secondo Luca



In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaría. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.



L 5 - Dall’Esortazione apostolica Christifideles laici



La comunione ecclesiale è, dunque, un dono, un grande dono dello Spirito Santo, che i fedeli laici sono chiamati ad accogliere con gratitudine e, nello stesso tempo, a vivere con profondo senso di responsabilità. Ciò si attua concretamente mediante la loro partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa, al cui servizio i fedeli laici pongono i loro diversi e complementari ministeri e carismi.Il fedele laico «non può mai chiudersi in se stesso, isolandosi spiritualmente dalla comunità, ma deve vivere in un continuo scambio con gli altri, con un vivo senso di fraternità, nella gioia di una uguale dignità e nell'impegno di far fruttificare insieme l'immenso tesoro ricevuto in eredità.Lo Spirito del Signore dona a lui, come agli altri, molteplici carismi, lo invita a differenti ministeri e incarichi, gli ricorda, come anche lo ricorda agli altri in rapporto con lui, che tutto ciò che lo distingue non è un di più di dignità, ma una speciale e complementare abilitazione al servizio. Così, i carismi, i ministeri, gli incarichi ed i servizi del fedele Laico esistono nella comunione e per la comunione. Sono ricchezze complementari a favore di tutti, sotto la saggia guida dei Pastori». Ora la comunione genera comunione, e si configura essenzialmente come comunione missionaria. Gesù, infatti,  dice ai suoi discepoli:  «Non voi avete scelto me,  ma  io  ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga».La comunione e la missione sono profondamente congiunte tra loro, si compenetrano e si implicano mutuamente, al punto che la comunione rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione: la comunione è missionaria e la missione è per la comunione. E' sempre l'unico e identico Spirito colui che convoca e unisce la Chiesa e colui che la manda a predicare il Vangelo «fino agli estremi confini della terra». Da parte sua, la Chiesa sa che la comunione, ricevuta in dono, ha una destinazione universale. Così la Chiesa si sente debitrice all'umanità intera e a ciascun uomo del dono ricevuto dallo Spirito che effonde nei cuori dei credenti la carità di Gesù Cristo, prodigiosa forza di coesione interna ed insieme di espansione esterna. La missione della Chiesa deriva dalla sua stessa natura, così come Cristo l'ha voluta: quella di «segno e strumento di unità di tutto il genere umano». Tale missione ha lo scopo di far conoscere e di far vivere  a tutti la «nuova» comunione che nel Figlio di Dio fatto uomo è entrata nella storia del mondo. In tal senso la testimonianza dell'evangelista Giovanni definisce oramai in modo irrevocabile il termine beatificante al quale punta l'intera missione della Chiesa: «Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo».

L 6 –
RIFLESSIONE



Ognuno di noi ha ricevuto dei doni per l’edificazione della Chiesa di cui siamo costituiti come pietre vive. E vive dobbiamo restare, nel senso che siamo chiamati ad essere in Grazia di Dio, per il bene di tutto il Corpo. Siamo investiti di responsabilità nei confronti dei nostri fratelli e della Chiesa intera. I doni, o Carismi ricevuti non ci fanno né superiori, né inferiori agli altri, ma ci rendono responsabili perché ci è chiesto di fare circolare i nostri doni per l’utilità comune. Non siamo isolati, non siamo sulla Terra a caso per vivacchiare e nemmeno per pensare solo a noi stessi o al massimo ai nostri familiari. Siamo debitori a tutta la Chiesa delle nostre qualità e delle nostre caratteristiche; siamo debitori della nostra preghiera per tutti. Siamo debitori perché i doni ricevuti da ciascuno non sono nostri ma sono per tutti. Ogni cristiano è per sua natura missionario, cioè aperto agli altri e chiamato a diffondere la verità e la salvezza portata da Gesù. Siamo come piante che devono produrre frutti, e frutti buoni, altrimenti siamo da tagliare e da gettare nel fuoco. La pianta si riconosce dai frutti: ce lo ha detto Gesù. Facciamo dunque frutti di opere buone! Solo così saremo davvero collaboratori di Gesù Salvatore dell’umanità. 



 G - TERZO  MOMENTO: IL DONO DELL’INCENSO I MAGI



 A te Signore della storia, Principe della pace, Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, scettro della casa di Israele, splendore della luce eterna, speranza e salvezza dei popoli, Tu Verità che tiene fede alle promesse antiche, accogli il profumo dell’incenso attraverso il quale Ti adoriamo e Ti  riconosciamo nostro Dio e Signore e concedi ai fedeli laici, che vivono la loro quotidiana esperienza al servizio della comunità umana, di spandere il tuo soave profumo tra i fratelli e di portare nelle realtà terrestri l’autentico Spirito del Cristo, per l’edificazione del Regno.  Amen 



(Antifona “O”)



L 7 - Spandete, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda il Salvatore!Non adirarti, Signore; non ricordarti più dei nostri peccati.Ecco, la città del tempio è deserta, è deserta Sion, è devastata Gerusalemme, dimora della Tua santità e della Tua gloria, ove i nostri padri hanno cantato le Tue lodi. 



G - Affrettati, non tardare Signore del mondo, Tu che conduci la storia al suo compimento, nel regno di pace infinita: concedici di volgere fiduciosi lo sguardo a Te e di desiderare con ardore la venuta del Tuo Figlio. Egli è con Te e lo Spirito Santo il Benedetto nei secoli dei secoli.  Amen



G - X Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen  



CANTO FINALE