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PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI MARZO 2018
Inviato da Alba il 26/3/2018 16:30:00 (49 letture) News dello stesso autore

PAROLA DELLA SETTIMANA 
 QUARTA SETTIMANA DI MARZO 2018
 I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di 
prendere Gesù per ucciderlo. Mentre Gesù si 
trovava a Betania a casa di Simone il lebbroso
una donna venne con un vaso di olio di puro 
nardo e gli unse il capo. A chi protestava per
lo spreco, Gesù disse di lasciarla stare, perché
aveva preparato il suo corpo per la sepoltura. 
Giuda Iscariota propose ai capi dei sacerdoti 
 di consegnare loro il Signore ed essi gli 
promisero del denaro. Gesù chiese dove poteva 
mangiare la Pasqua con i suoi discepoli
e disse loro di seguire un tale con una brocca 
che sarebbe entrato in un edificio e di farsi 
indicare una stanza al piano superiore, dove 
avrebbero preparato per la Pasqua. 
Annunciò che uno di loro lo avrebbe tradito. 
Mentre mangiavano prese il pane, lo benedisse 
e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo», 
poi prese il vino e disse «Questo è il mio sangue 
che sarà sparso per voi». Annunciò poi a Pietro 
che lo avrebbe rinnegato tre volte prima del 
canto del gallo. Andarono poi in un podere 
chiamato Getsemani e là cominciò a sentire 
paura e angoscia. Mentre lui pregava i discepoli
si addormentarono, poi arrivò Giuda insieme 
ad una folla con spade e bastoni. Giuda lo 
chiamò "Rabbì" e lo baciò secondo il segno 
che aveva dato perché lo prendessero. 
Lo portarono dal Sommo sacerdote e dagli 
scribi, che lo interrogarono per poterlo 
condannare a morte. Intanto Pietro che lo 
aveva seguito da lontano e stava con la 
servitù ebbe occasione di rinnegarlo per tre 
volte di fronte a quelli che lo avevano 
riconosciuto come uno degli amici di Gesù.
Al mattino misero in catene Gesù e lo 
interrogarono, ma egli non rispose. 
Dato che per la festa c'era l'usanza
di mettere in libertà un carcerato, Pilato 
propose di mettere in libertà Gesù, ma i 
presenti dissero di mettere in libertà Barabba 
e di crocifiggere Gesù. Lo incoronarono di 
spine e lo vestirono di porpora, poi si 
inginocchiavano davanti a lui, gli sputavano 
addosso e lo deridevano. Poi lo spogliarono 
della porpora, gli rimisero le sue vesti e lo 
condussero fuori per crocifiggerlo. 
Fu crocifisso lui e altri due che erano dei 
malfattori, uno alla sua destra e uno alla sua 
sinistra. Lo deridevano e dicevano: «Tu che 
distruggi il Tempio e lo ricostruisci in tre giorni, 
salva te stesso». Poi Gesù spirò. 
Il velo del Tempio si squarciò da cima a fondo.
Il centurione che lo vide spirare in quel modo
esclamò: «Veramente quest'uomo era Figlio di
Dio». Vi erano anche alcune donne che erano 
salite con lui a Gerusalemme. Giuseppe di 
Arimatea, che era un membro autorevole del 
Sinedrio, chiese il corpo di Gesù a Pilato che 
glielo concesse e lo seppellì dopo averlo calato
dalla croce ed averlo avvolto in un lenzuolo. 
Lo mise in un sepolcro scavato nella roccia e 
fece rotolare una pietra davanti.
Le donne osservavano dove veniva deposto. 



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