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PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 14 APRILE 2024
Inviato da Alba il 12/4/2024 18:30:00 (13 letture)


SECONDASETTIMANA DI APRILE 2024



Apparendo ai suoi apostoli, dopo la sua risurrezione, Gesù completò la formazione e l'insegnamento dato ai suoi discepoli; rivelando loro la verità del Vangelo, diede una pratica dimostrazione della realtà della vita eterna. Aprì in tal modo le loro menti alla comprensione delle Scritture e dei suoi insegnamenti, per renderli suoi testimoni autentici , perché per mezzo loro la sua salvezza arrivasse a tutti gli uomini. Ogni cristiano oggi è chiamato a diventare un testimone autentico di Gesù, rivivendo in se stesso il mistero pasquale. La sua formazione cristiana è completa, quando la sua vita si apre generosamente all'opera di evangelizzazione e di salvezza dei fratelli.


PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 7 APRILE 2024
Inviato da Alba il 5/4/2024 13:50:00 (20 letture)


PRIMA SETTIMANA DI APRILE 2024


Non era presente, Tommaso, in quella sera piena di meraviglia. Non era con gli altri quando il loro Maestro era apparso dal nulla, mentre ancora, stupiti, commentavano il racconto dei due di Emmaus. Ma non si era lasciato prendere dall'entusiasmo, Tommaso, una volta tornato nella stanza al piano superiore. Non aveva creduto alle loro parole, non al Risorto. Non ha creduto ai suoi compagni. Troppo incoerenti, troppo deboli, troppo fragili. Come noi, poco credibili. Assolutamente poco credibili. Tommaso non crede ai suoi amici perché, onestamente, non sono credibili. Ma resta. Non fugge. Rimane. E fa bene, perché viene il Signore. Apposta per lui. Mostra le sue ferite e invita Tommaso a fare esperienza, a fare memoria, a guardare la concretezza, lo spessore della fede. Lo invita a tornare ai piedi di quella croce che ha denudato Dio, che ne ha svelato la potente forza d'amore. Deve immergersi in quella passione, non fuggirla. Deve andare oltre i segni dei chiodi e la ferita del costato, deve andare dentro, oltre, a fondo. Per coglierne la portata assoluta e devastante. Per attraversare il dolore, per superarlo. Ecco allora che Tommaso crede. L'incredulo diventa il più grande fra i credenti, il primo ad usare quel termine assoluto, Dio, riferito a Gesù. Sì, Gesù è Dio. E noi? Saremo beati se, crederemo pur non avendo visto , facciamo perciò nostra questa beatitudine, manifestando la nostra fede nel Risorto. 

PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE MARZO E INIZIO APRILE 2024
Inviato da Alba il 1/4/2024 12:00:00 (13 letture)


FINE MARZO E INIZIO APRILE 2024





Nel Vangelo di san Giovanni troviamo il racconto della scoperta da parte degli apostoli, la domenica mattina, della resurrezione del Signore: trovarono il sepolcro vuoto! Dio ha fatto rotolare via la pietra, cioè il peccato che ostacola l'incontro con il Signore: la vita ha ribaltato la morte. Il racconto è carico di gesti e di simboli: l'andare di Maria nel buio, il suo stupore per la scoperta, il correre per annunciare agli apostoli che Gesù era stato portato via, il correre di Pietro e di Giovanni verso il sepolcro, la ritualità del rispetto dei ruoli (Giovanni aspettò Pietro prima d'entrare), i teli, il sudario, la conversione: "credettero"! I discepoli non avevano ancora compreso la Scrittura; questa frase che conclude il racconto evangelico, rappresenta ancora oggi la nostra difficoltà a comprendere, nella sua verità più profonda, l'evento della resurrezione di Gesù che oggi celebriamo. La vittoria della vita sulla morte è il più grande annuncio della storia, non solo per i credenti, ma per tutti gli uomini. Il credente non può tenere per sé questo messaggio. L'annuncio cristiano diventa efficace se vive nelle nostre coscienze, quando riusciamo a capire che è possibile educare a un amore autentico; quando pensiamo che affidandoci ai criteri evangelici possiamo far rinascere un amore coniugale languente; quando riusciamo a pensare agli altri; quando riusciamo a perdonare le offese impossibili da perdonare secondo la logica di questo mondo; quando sperimentiamo che è possibile cambiare la nostra società. Il cuore della vita cristiana è esattamente questo: credere l'incredibile, amare chi non è amabile, sperare contro ogni evidenza. Fede, speranza e carità sono possibili in ogni condizione, anche la più sofferta, se si crede alla risurrezione.






PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 24 MARZO 2024
Inviato da Alba il 21/3/2024 7:20:00 (33 letture)


  QUARTASETTIMANA DI MARZO 2024


Inizia la settimana santa, culmine di tutto l'anno liturgico. La liturgia ci aiuta a rivivere il cammino della passione-morte-risurrezione del Signore. Per quanto possibile, cerchiamo di viverla in modo serio e profondo. Oggi celebriamo la domenica delle Palme; si parte dalla gioia, dall'acclamare Gesù nostro Salvatore e dal camminare festanti con Lui, che entra a Gerusalemme. Stupisce un passaggio: dall'acclamazione del popolo "Osanna al Figlio di Davide", si passerà al grido "Crocifiggilo!". Dalla lode, all'imprecazione, dalla gratitudine, alla dimenticanza, o peggio, alla cattiveria. Non è uno dei rischi che corriamo anche noi? Lodiamo il Signore finché tutto va bene, ma quando incontriamo difficoltà e sofferenze, lo giudichiamo. È paradossale, ma a volte per crescere e capire a che punto siamo, abbiamo bisogno di passare attraverso le prove. È lì che si vede la misura della nostra fede e la gratuità dell'amore, sia verso Dio che verso gli altri. Gesù nell'ora della prova si è stretto ancor più al Padre e ha compiuto la sua missione, non scappando, non imprecando, non accusando, ma amando fino alla fine, riempiendo così, del suo amore e della sua presenza, l'umana sofferenza. 

PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 17 MARZO 2024
Inviato da Alba il 18/3/2024 10:30:00 (20 letture)


TERZA SETTIMANA DI MARZO 2024


L'ora della passione di Gesù è ormai vicina, e così Egli sale a Gerusalemme per celebrare la sua ultima Pasqua. A tal proposito Gesù racconta una similitudine: quella del chicco di grano. Egli dice: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto». L'immagine del chicco di grano, che è lui stesso, gli serve per trasmettere un insegnamento ai suoi discepoli. Come un chicco di grano,Egli è caduto in terra nella sua passione e morte, è rispuntato e ha portato frutto con la sua risurrezione. Il «molto frutto» che Egli ha portato è la Chiesa che è nata dalla sua morte, il suo Corpo Mistico. Noi formiamo con Cristo, grazie al battesimo, come una sola spiga; san Paolo dice «un solo pane» (cf 1Cor 10,17). Il pane che consacriamo sui nostri altari e che riceviamo nell'Eucaristia viene tutto da quel chicco di grano caduto in terra che è Gesù. Tutta l'umanità è risorta da morte con Cristo, non solo noi battezzati, perché egli è morto per tutti; tutti sono stati da lui redenti. Il brano del Vangelo, infatti, si conclude con queste significative parole di Gesù: «Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

 



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