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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 9 AGOSTO 2022
Inviato da Alba il 9/8/2022 7:20:00 (3 letture)


MARTEDI', 9 AGOSTO 2022


Nella festa di santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, la liturgia propone come prima lettura una selezione di versetti tratti dal profeta Osea. In essi si ascolta una voce che evoca la presenza della persona amata con tale intensità da renderla presente. All'inizio, infatti, si sente una voce in prima persona che parla dell'altra in terza persona, annunciando: «La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» e «Là mi risponderà». Anche la parabola delle dieci vergini, lungi dall'essere un invito all'individualismo e all'indifferenza nei confronti dei bisogni altrui, riguarda la relazione con lo sposo ed esorta a restare focalizzati sull'incontro con lui. Francesco, Benedetto, Cirillo e Metodio ed ora Edith Stein. La Chiesa affida l'Europa ai propri patroni, li invoca come modelli e come intercessori per aiutarci ad uscire dall'impasse in cui ci siamo infilati. Francesco ci richiama alla povertà e alla gioia, Benedetto all'interiorità come metro di giudizio delle cose, i fratelli dell'est Cirillo e Metodio alla cultura come forma di evangelizzazione. Edith Stein, figlia dell'orribile ventesimo secolo, ebrea di nascita, filosofa di formazione, docente universitaria, vittima della furia nazista che la venne a cercare, una volta convertita e fattasi monaca, ricercata fin dentro il monastero per essere uccisa, insieme ad altri milioni di esseri umani, nella camere a gas, propone ai popoli rissosi un percorso di riconciliazione e di pace. La Chiesa vuole dire a tutti gli europei che nelle tenebre che furono le guerre mondiali ci furono uomini e donne che riuscirono ad essere testimoni di luce. E fra essi moltissimi cristiani, molti discepoli che ancora oggi brillano come modello.

PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI AGOSTO 2022
Inviato da Alba il 6/8/2022 7:30:00 (8 letture)



PRIMA SETTIMANA DI AGOSTO 2022


Nel brano del Vangelo di oggi, domenica, Cristo ci dice di non avere paura, di non lasciarci prendere dall'angoscia: il nostro stato d'animo di sempre deve essere una tranquilla fiducia in Dio, poiché al Padre è piaciuto dare il Suo Regno. Dobbiamo aprire un conto in questo Regno, perché solo lì si trova la vera ricchezza. La motivazione e il fine dell'uomo provengono sempre da dove egli pensa che si trovino i veri valori: "Perché dove è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore". Questa priorità implica che noi siamo distaccati dal denaro e dai beni materiali, e che li utilizziamo per il bene altrui, essendo responsabili davanti a Dio della loro gestione. Dobbiamo anche tenerci in uno stato di veglia costante, aspettando la venuta di Cristo: "Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese". Come i servi non sanno quando il loro padrone rientrerà dal ricevimento di nozze, come un uomo non può sapere quando entreranno i ladri nella sua casa, così noi non conosciamo l'ora della nostra morte, quando cioè Cristo tornerà per noi. Le parole di Gesù di questa domenica sono un medicina al cuore. Egli ci esorta ad aver fiducia e a non temere perché il Padre ci ha dato il suo Regno, la Sua presenza viva e vivificante in noi e tra noi. E se Dio è con noi chi sarà contro di noi? Ecco, Gesù ci chiama ad aver fiducia in Lui. La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi. Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poiché l'elemosina libera dalla morte e salva dall'andare tra le tenebre. La sentenza finale esprime una verità generale. Il tesoro è ciò per cui l'uomo lavora, ciò che gli sta a cuore e a cui si attacca con passione. Per Gesù, il tesoro si identifica con la realtà del Regno di Dio che il discepolo è invitato a scegliere senza riserva. Siamo esortati ad essere pronti al ritorno del Signore. Questo ci ricorda qualcosa di prezioso. La vita è un dono di cui non siamo padroni. È un dono, ed è un cammino che si concluderà con un incontro, l'incontro con l'Amore che ci chiama a sé. Beati quelli che il Signore trovarà aderenti alla Sua volontà. Chiediamo aiuto al Signore! Invochiamo con forza lo Spirito Santo perché ci aiuti a cercare sempre Dio e la Sua volontà. E se il Suo Amore non bastasse, che un po' di sano timore ci aiuti. A chi molto è stato affidato, sarà chiesto molto di più!


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 8 AGOSTO 2022
Inviato da Alba il 6/8/2022 7:10:00 (7 letture)


LUNEDI', 8 AGOSTO 2022


Domenico di Guzman è, con Francesco d'Assisi, uno dei patriarchi della santità cristiana suscitati dallo Spirito in un tempo di grandi mutamenti storici. All'insorgere dell'eresia albigese si dedicò con grande zelo alla predicazione evangelica e alla difesa della fede nel sud della Francia. Per continuare ed espandere questo servizio apostolico in tutta la Chiesa, fondò a Tolosa l'Ordine dei Frati Predicatori Domenicani. Ebbe una profonda conoscenza sapienziale del mistero di Dio e promosse, insieme all'approfondimento degli studi teologici, la preghiera popolare del rosario. Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l'aveva. Gregorio IX, a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234.                                                         Gesù parla della sua morte. La vede all'orizzonte, la sente arrivare, capisce che le cose stanno precipitando. E ne parla ai suoi, a coloro che, in teoria, dovrebbero stargli accanto e che invece, spaventati, non capiscono, sono assenti, lontani. In questo contesto Gesù viene coinvolto in una situazione paradossale, una disputa ingannevole: gli ebrei nazionalisti si rifiutano di pagare la tassa al tempio, un siclo da versare ogni anno ai sacerdoti. Da che parte si schiera il profeta Gesù? Gesù ha ben altro nella testa e nel cuore, eppure accetta la sfida e paga per sé e per Pietro. Ben altro prezzo sta per pagare sulla croce ma ci indica un percorso di cittadinanza e di correttezza: i figli del Regno pagano le tasse.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 5 AGOSTO 2022
Inviato da Alba il 5/8/2022 7:00:00 (11 letture)


VENERDI', 5 AGOSTO 2022


Pietro e gli altri undici avevano appena raggiunto la vetta spirituale che consiste nel riconoscere la filiazione divina, quando Gesù cominciò a ricordare loro che l'essere un vero discepolo implicava un reale sacrificio personale per il raggiungimento della beatitudine promessa. Seguire Gesù, in vista della gloria futura, significa innanzi tutto seguirlo nella sua umiliazione, perché un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone. A causa del peccato di Adamo e di Eva, che ha portato nel mondo la morte e l'infelicità, non è possibile a noi, loro discendenti, seguire la verità e la giustizia nella nostra vita, senza dover affrontare e vincere nella nostra persona le forze del male dirette contro di noi. Ognuno dovrà inevitabilmente soffrire, sia pure in misura ridotta, ciò che Gesù stesso ha sofferto. È proprio questo che voleva far capire dicendo: "Chi perderà la propria vita, per causa mia, la troverà". Non possiamo evitare né rimandare questa lotta dolorosa, perché chi farà così finirà per perdere la vita, volendo salvarla. La mia stessa vita, la mia persona: ecco cosa devo offrire al Signore! E certo perderò la mia vita e il mio Dio, candidandomi all'inferno, se mi lascerò spingere a preferire la ricchezza effimera di questo mondo in cambio della mia anima. Salvami, Signore, da un tale destino!



 


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 4 AGOSTO 2022
Inviato da Alba il 4/8/2022 8:30:00 (12 letture)


GIOVEDI', 4 AGOSTO 2022


Giovanni Maria Vianney, «curato» di Ars per un quarantennio, attirò moltitudini di persone di ogni estrazione sociale con le sue catechesi e con il ministero della riconciliazione. Uomo di austera penitenza, unì alla profonda vita interiore, incentrata sull'Eucaristia, un generoso impulso caritativo. E' modello della cura d'anime nella dimensione parrocchiale attraverso l'esempio della sua bontà e carità anche se lui fu sempre tormentato dal pensiero di non essere degno del suo compito. Trascorreva le giornate dedicandosi a celebrare la Messa e a confessare, senza risparmiarsi. Fu proclamato Santo e fu indicato patrono del clero parrocchiale.                 Simon Pietro riconosce Gesù come Profeta, la presenza stessa di Dio, il Messia atteso da tempo. E la sua professione di fede è davvero straordinaria, perché Gesù non assomiglia in alcun modo al Messia vittorioso che tutti stavano aspettando. E Gesù gli restituisce il favore, svelandogli la sua identità profonda: Simone è una roccia, una pietra, è saldo nella fede e perciò su di lui i fratelli faranno affidamento. Ma Pietro, nonostante eserciti già la funzione di Papa, non capisce bene il peso di ciò che il Signore ha detto: Gesù è disposto a svelare il volto del Padre in ogni modo, anche a costo di morire. Apriti cielo! Pietro lo prende da parte e lo redarguisce. Gesù lo invita alla conversione, a non ragionare come gli uomini ma ad entrare nella logica di Dio. Gesù si svela a noi stessi e quando lo riconosciamo nostro Signore giungiamo a capire chi siamo veramente. La conversione dura tutta la vita: non basta avere un ruolo, nella Chiesa, per non incorrere in pesanti errori. Occorre sempre vigilare su noi stessi.

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