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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 28 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 28/6/2022 8:20:00 (1 letture)


MARTEDI', 28 GIUGNO 2022


O Dio, che al Vescovo sant'Ireneo hai dato la grazia di confermare la tua Chiesa nella verità e nella pace, fa' che ci rinnoviamo nella fede e nell'amore e cerchiamo sempre ciò che promuove l'unità e la concordia. Il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo piano ai suoi servitori, i profeti. Legalità, sacerdozio e profezia: sono questi i doni del nostro Battesimo. La consacrazione a Dio ci regala questa condizione. La liturgia di oggi sottolinea il dono della profezia. L'essere profeti concede un'intimità particolare con Dio, che consegna ai profeti i suoi desideri più reconditi. I profeti partecipano del piano di Dio, lo conoscono e devono fare di tutto perché questo possa essere conosciuto, amato, compiuto dall'umanità. L'intimità contrassegna questa dimensione: la conoscenza data dalla frequentazione quotidiana di Dio fa sì che non solo la fede, ma anche la fiducia in lui, continua, spicciola, cresca. La pagina del Vangelo di oggi ne è un po' una prova. Quella tempesta improvvisa mette alla prova gli apostoli. La fiducia in Dio permette di vedere oltre le evidenze del momento. Signore, che non sia la paura e l'opportunismo a trattenere la nostra parola di speranza. Rendici profeti coraggiosi in un mondo che invoca verità, giustizia e a volte muore dietro meschinità e iniquità.


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 27 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 25/6/2022 10:10:00 (5 letture)


LUNEDI', 27 GIUGNO 2022


Ancora una volta, ecco il tema della vocazione. Annunciare il Vangelo, donarsi agli altri, servire la causa del Regno di Dio, chiede un atteggiamento che va oltre i limiti umani. A chi segue Gesù si chiede di rinunciare completamente a tutto. Che forza ha questa parola di Gesù: "Seguimi"! E' valida oggi come lo era alla Sua epoca. Occorre la volontà di seguire Gesù. Ma quello che è necessario è capire l'esigenza radicale del Vangelo. Il cuore generoso risponderà volentieri alla chiamata di Gesù. L'impegno dell'uomo non può mancare. La fedeltà a Dio passa attraverso la sequela, fatta anche di contraddizioni, di fragilità, ma costruita nella scelta quotidiana di non allontanare il proprio passo dalla via che è Cristo. La fedeltà non è perfezione, non è riuscire sempre ad essere come Dio. La fedeltà è non allontanarsi da Dio, non rinunciare a seguirlo. Noi Ti amiamo, vogliamo seguirti, sapendo che non saremo degli eroi tutti i giorni e che i nostri passi alla tua sequela saranno incerti e magari lenti. L'infedeltà è rifiuto di te ed è la morte dell'anima. Liberaci da questo, perdonaci e sostienici. Nella vita la fedeltà è quasi tutto. È fiducia, è alleanza, è patto nuziale, è fede. E come in ogni fede, la fedeltà è un cammino libero dietro la voce che un giorno ci ha chiamato verso una terra promessa e una grande liberazione. È un esodo, un pellegrinaggio verso un monte più alto di noi, sconosciuto e misterioso, un luogo di rigenerazione e di salvezza personale e collettiva.


PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE GIUGNO E INIZIO LUGLIO 2022
Inviato da Alba il 25/6/2022 8:50:00 (8 letture)


fine giugno e inizio luglio 2022
  



Seguire Cristo non è una cosa come un'altra, che si possa conciliare con esigenze parallele o contrarie. Chi intraprende questo cammino deve sapere fin dall'inizio che sarà il discepolo di un povero che non ha un luogo dove posare il capo, di un uomo che ha saputo non senza pericolo rompere certi legami, e che, una volta impegnatosi in una missione, non si è più guardato alle spalle. Bisogna rinnovare il nostro impegno battesimale ricevendo le dure parole di Gesù, ed accettare coraggiosamente di essere dei discepoli che camminano sui suoi passi, sicuri di trovare, oltre il cammino pietroso, la felicità della vera vita. Paura e coraggio, forza e debolezza si intrecciano nella nostra vita. Ed è in questo divenire contradditorio che si svela la nostra vocazione. Signore, rendici capaci di generare, di trasmettere ai nostri giovani il patrimonio che abbiamo ricevuto, da Te e dai nostri Padri. In una reciprocità che va al di là del tempo, lo abbiamo trafficato e fatto crescere. Loro possano accoglierlo e a loro volta trasformarlo, aumentarlo, diffonderlo, lasciarlo in eredità ad altri ancora. Una virtù rarissima è di mettere in discussione le proprie certezze, di non cercare nelle cose che ci accadono gli elementi che confermano le nostre idee, ma quelli che le negano o le sfidano. Il pensiero auto-sovversivo è utile per tutti, ma è essenziale per chi ha abbracciato una fede, religiosa o laica, per chi ha aderito a una proposta grande che gli ha promesso una terra nuova. L'esercizio di auto-sovversione è la migliore prevenzione contro ogni forma di ideologia. 

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 24 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 24/6/2022 8:10:00 (11 letture)


VENERDI', 24 GIUGNO 2022


La preoccupazione del Signore per la pecorella smarrita è ricordata nella liturgia del Sacro Cuore di Gesù. Il buon pastore ha tutto il cuore rivolto alle sue pecore, non a se stesso. Provvede ai loro bisogni, guarisce le loro ferite e le protegge dagli animali selvaggi. Conosce ogni pecora per nome e, quando le porta al pascolo, le chiama una per una. Si preoccupa in modo particolare della pecora che si è smarrita, non risparmiandosi pena alcuna pur di avere la gioia di ritrovarla. Una pecorella smarrita è assolutamente indifesa, può cadere in un fossato o rimanere prigioniera fra i rovi. Proprio allora, però, nel pericolo, essa scopre quanto sia prezioso il suo pastore. Dopo il ritrovamento, egli la riporta all'ovile sulle sue spalle con gioia. Se un lupo si avvicina, il buon pastore non fugge, ma, per la sua pecorella, rischierà anche la vita. In questi frangenti si rivela il cuore del buon pastore. Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi. La parabola è rivolta ai farisei, agli scribi e a chi si sente giusto. Gesù vuole che si convertano. La misericordia è dono per chi si sa peccatore. Signore, il Tuo Cuore brucia d'amore per noi! Fa' che sentiamo il bisogno del Tuo Amore, fa' che aneliamo alla Tua Misericordia! Tu sei un Dio che cerca tutti quelli che sono lontani da Te. Come il pastore, che va a cercare la pecora smarrita. La gioia di Dio non è la morte del peccatore, ma la sua vita. Quanto lontano era questa gente che mormorava contro Gesù, quanto lontano dal cuore di Dio! Non lo conoscevano. Quest'anno, nel venerdì della II Domenica dopo Pentecoste, celebriamo la solennità del Sacro Cuore, la festa dell'Amore di Gesù. Il Vangelo narra una delle parabole più belle di Luca: quella della pecora perduta. Dio, avendo trovato la pecora perduta, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro di rallegrarsi con lui perché ha trovato la pecora perduta. Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. La pecora che si è perduta interessa a tal punto a Gesù, che abbandona tutte le altre novantanove per andare in cerca di lei sola, e la sua gioia diventa più grande quando la ritrova. Il Signore non solo ci ama, ma chiede anche il nostro amore per Lui. Vieni, Signore Gesù. Cercami, trovami e prendimi in braccio.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 23 GIUGNO 2022
Inviato da Alba il 23/6/2022 11:10:00 (13 letture)


GIOVEDI', 23 GIUGNO 2022


Zaccaria, obbedendo all'ingiunzione dell'angelo, diede a suo figlio il nome di Giovanni, che significa: Dio è misericordioso. Avendo poi ritrovato la parola, Zaccaria cantò un inno di  riconoscenza contenente tutta la speranza del popolo eletto. La prima parte, in forma di salmo, è una lode a Dio per le opere da lui compiute per la salvezza. La seconda parte è un canto in onore della nascita di  Giovanni e una profezia sulla sua futura missione di profeta dell'Altissimo. Giovanni sarà l'annunciatore della misericordia divina, che si manifesta nel perdono concesso da Dio ai peccatori. La prova più   meravigliosa di questa pietà divina sarà il Messia che apparirà sulla terra come il sole nascente. Un sole che strapperà alle tenebre i pagani immersi nelle eresie e nella depravazione morale, rivelando loro la vera fede, mentre, al popolo eletto, che conosceva già il vero Dio, concederà la pace. L'inno di Zaccaria sulla misericordia divina può diventare la nostra preghiera quotidiana.  Giovanni, il precursore, nasce da madre anziana, in una famiglia che aveva probabilmente vissuto male questa sterilità. Nasce come ogni bambino, ma la sua venuta è preannunziata dal cielo. Lì per lì anziché gioia, questa buona notizia provoca silenzio. Il mutismo di Zaccaria accompagna tutta la gravidanza e si scioglie solo dando il nome a questo bambino. Un nome inatteso, un dono della misericordia di Dio. Un dono che chiude un tempo e ne apre un altro: il tempo della nuova ed eterna alleanza. Una vita testimone di un Signore che perdona, invitando alla conversione. Gesù, Giovanni nascendo ha aperto la via a Te. Egli rimane sulla soglia del mondo nuovo e muore senza vedere la Tua morte e resurrezione. Ma egli abita la soglia della nuova alleanza e ora condivide con Te e con noi la speranza di un mondo nuovo. Signore, noi ti lodiamo per le meraviglie operate in san Giovanni Battista, che fra tutti i nati di donna hai eletto e consacrato a preparare la via a Cristo Signore. Fin dal grembo materno esultò per la venuta del Redentore; nella sua nascita preannunziò i prodigi dei tempi messianici e, solo fra tutti i profeti, indicò al mondo l'Agnello del nostro riscatto.


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