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PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2022
Inviato da Alba il 5/11/2022 6:00:00 (180 letture) News dello stesso autore


PRIMA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2022


Dopo i farisei e gli scribi appaiono nuovi avversari di Gesù: i sadducei. Essi negano la risurrezione e hanno adottato contro Gesù una diversa strategia di lotta. I sadducei temono che l'affluenza delle folle verso Gesù possa trasformarsi in agitazione politica, che i Romani avrebbero soffocato brutalmente. Perciò mirano a limitare l'influenza di Gesù sulla vita pubblica.  Gesù dimostra che il mondo futuro non è il prolungamento di questo; afferma che la morte sarà vinta e che coloro che risusciteranno avranno parte alla vita di Dio e non saranno più sottomessi alle leggi di questo mondo.  Ma essi vivranno e renderanno gloria a Dio. Ciò significa che solo chi vive per Dio, vive davvero. Dio invita tutti gli uomini alla sua casa paterna, perché desidera che noi tutti beneficiamo con Lui della pienezza della vita nell'immortalità. Alcuni sadducei pongono una questione abbastanza assurda a Gesù, costruendo un caso basato sull'antica legge del levirato in Israele, secondo cui un uomo doveva sposare la moglie del fratello morto così da dargli una discendenza. Gesù anzitutto fa capire che la risurrezione è un "salto" in una qualità di vita totalmente altra, rinnovata. Nella risurrezione gli uomini e le donne saranno partecipi della vita divina, dunque immortali, per cui il matrimonio non servirà più, essendo una realtà legata a questo mondo e alla procreazione.  San Paolo quando parla della risurrezione utilizza l'immagine della semina: la pianta che cresce, infatti, non è un seme proporzionalmente più grande, così anche la risurrezione dei morti è seminata nella corruzione e risorge nell'incorruttibilità.  Nella risurrezione, saremo sempre noi, con il nostro io profondo ma immersi in una qualità di vita nuova e totalmente altra! Questo significa che in Dio ci ritroveremo, ci riconosceremo, ci conosceremo tutti, essendo partecipi della divinità e onniscienza di Dio. E riconosceremo i meriti gli uni degli altri, senza invidia né divisione alcuna, ma gioendo e amandoci dello stesso amore divino!



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