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PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2016
Inviato da Alba il 15/2/2016 10:40:00 (997 letture)


 PAROLA DELLA SETTIMANA

                 

Il brano del Vangelo ci presenta Gesù che viene guidato dallo Spirito nel deserto dove rimane per quaranta giorni senza mangiare. Egli ha fame e il diavolo Lo tenta: "Se sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane!". Gesù risponde che l'uomo non vive di solo pane. Il diavolo Lo conduce su un alto monte da cui poter vedere tutti i regni della terra e gli dice di essere padrone di tutto e di essere disposto a donargli ogni regno della terra se si prostrerà ad adorarlo. Gesù risponde che si deve adorare solo Dio. Infine il diavolo conduce Gesù sulla parte più alta del Tempio e gli dice di gettarsi giù, perché il Padre manderà i suoi angeli a proteggerlo, perché non si faccia alcun male. Gesù risponde che non si deve mettere alla prova il Signore. Il diavolo poi si allontana da Lui. Anche noi possiamo ricevere di queste tentazioni: voler soddisfare ad ogni costo le nostre esigenze, ottenere potere e gloria attraverso scorciatoie, mettere alla prova il Signore... Il Tempo di Quaresima è un tempo che ci deve aiutare a governare i nostri istinti e i nostri desideri esercitandoci nella fede in Dio e nella certezza che Egli ci ama. Non lasciamo trascorrere questo periodo impegnandoci solo in qualche sacrificio superficiale ed esteriore. Guardiamo invece dentro noi stessi per vedere quali sono i nostri punti deboli, le nostre debolezze, le nostre mancanze, i nostri peccati e cerchiamo, con l'aiuto di Dio di operare una purificazione interiore, per eliminare ciò che nella nostra vita non è conforme ad una persona cristiana. La Pasqua di risurrezione ci trovi diversi e più adeguati a quello che il Signore ci chiede di essere e di fare. 



 


PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2016
Inviato da Alba il 7/2/2016 21:20:00 (741 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA



 MERCOLEDÌ DELLE CENERI  - ASTINENZA E DIGIUNO

 VENERDÌ  - ASTINENZA 



Gesù si trova sulle rive del Lago di Genezaret ed è attorniato da una grande folla desiderosa di ascoltare la Sua Parola. Egli si fa ospitare in una delle due barche ferme a riva, da dove i pescatori, che non avevano preso nulla durante la notte, erano scesi a lavare le reti. Stando sulla barca Gesù insegna alla folla. Poi, terminato di parlare, Gesù invita Simone a prendere il largo per pescare. «Sulla tua parola getterò le reti» dice Simone e prende il largo. La pesca è tanto abbondante che quasi le reti si rompono. Fanno cenno agli amici dell'altra barca, i figli di Zebedeo, che li raggiungono e riempiono tanto le barche di pesci che quasi affondano. Pietro allora si getta ai piedi di Gesù, dicendo: «Allontanati da me che sono un peccatore!». Sono tutti stupiti e ammirati per quell'abbondantissima pesca. Gesù si rivolge a Simone dicendogli: «Non temere, d'ora in poi sarai pescatore di uomini». Simone e i suoi soci, Giacomo e Giovanni, non esitano a lasciare tutto per seguire Gesù. Così si inaugura la Chiesa. La buona Novella è destinata a tutto il popolo, ma Gesù chiede a Simon Pietro di prendere il largo per divenire pescatore di uomini. Gli uomini dovranno essere catturati dalla predicazione degli inviati da Gesù. Impariamo da questi primi apostoli la prontezza ad abbandonare la loro vita per assumere l'incarico di diffondere la Parola di Gesù.


PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE GENNAIO E PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2016
Inviato da Alba il 1/2/2016 10:40:00 (1114 letture)


  PAROLA DELLA SETTIMANA




Nel Vangelo notiamo come la Parola di Gesù non venga ascoltata, non venga accolta. Anzi gli animi degli ascoltatori si indignano contro di Lui fino a volerlo uccidere. Questo avviene fin dall'inizio della vita pubblica di Gesù. Gesù vive il rifiuto, l'ostilità, la solitudine. Questa situazione Lo accompagnerà fino al Calvario. A volte nemmeno i suoi discepoli mostrano di non capire la Sua Parola. I discepoli poi a loro volta esperimenteranno questa stessa opposizione, quando cercheranno di evangelizzare il popolo. Solo la fede, la speranza e la carità riusciranno a superare la paura. Questo lo esprime molto validamente san Paolo nella seconda lettura della Santa Messa. Nel brano del Vangelo di oggi vediamo la popolazione di Nazaret, la città dove Gesù ha vissuto, rivoltarsi contro di Lui e sospingerlo fino al ciglio del burrone sul quale sorge la città per gettarlo di sotto. Solo la potenza straordinaria di Gesù lo salva in quella circostanza da cui nessun altro si sarebbe salvato. Dato che non aveva ancora compiuto quello per cui era venuto, dice il brano, passò in mezzo a loro e se ne andò. Egli aveva detto con chiarezza che nessun profeta è bene accetto in patria, infatti il popolo diceva: «Non è Costui il figlio di Giuseppe, di cui conosciamo tutti i parenti? Come si permette di dire certe cose? Se è vero ciò che dice, perché non compie anche qui le cose che si dice abbia compiuto a Cafarnao e in altri luoghi?». Gesù cita Naaman il Siro e la vedova di Sarepta che ottennero aiuto e guarigione e che erano estranei al popolo di Israele. Questi argomenti riscaldano gli animi fino a voler uccidere Gesù...


PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI GENNAIO 2016
Inviato da Alba il 25/1/2016 16:50:00 (774 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA

 



"Oggi si è compiuta questa Scrittura, che avete udito con le vostre orecchie". Quali parole? Dal Libro del Profeta Isaia, che Gesù ha letto nella Sinagoga di Nazaret in giorno di sabato. La lettura che ha fatto è questa: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore». In Gesù si realizza tutto questo. Si vede la tenerezza di Dio nei confronti dei bisognosi e si attua nella persona di Gesù, che per primo si è fatto povero. Oggi deve realizzarsi la liberazione e con Gesù noi stessi dobbiamo collaborare, affinché la liberazione avvenga intorno a noi, così che l'oggi non termini mai.


PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI GENNAIO 2016
Inviato da Alba il 18/1/2016 18:00:00 (770 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA





 


















Vediamo qui l'inizio dei segni compiuti da Gesù: il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Cana. Il passaggio dell'acqua per le abluzioni al vino può indicare il passaggio dall'antica Legge, l'acqua, alla Nuova Alleanza rappresentata dal vino. Era stata invitata alle nozze Maria, la Madre di Gesù e viene chiamato anche Gesù con i suoi discepoli. Maria si accorge del disagio in cui si trovano gli organizzatori della festa, quando constatano che non hanno più vino. Maria avvisa Gesù, poi, convinta che il Figlio interverrà per risolvere l'inconveniente, dice ai servi di eseguire qualunque cosa Gesù chieda a loro. Gesù dice ai servi di riempire di acqua le anfore e di portarne al Maestro di tavola. I servi ubbidiscono con precisione e il Maestro di tavola nota che ciò che sta assaggiando è vino e che è migliore di quello servito all'inizio del pranzo. Così Gesù ha eliminato il disagio che avrebbe rattristato quella festa di nozze. Con il suo intervento miracoloso Gesù celebra il nuovo e definitivo patto nuziale fra Dio sposo e l'umanità sposa, simbolicamente rappresentata da Maria che si è immedesimata nelle persone in difficoltà.

Maria ci aiuta a capire che anche nelle situazioni difficili si può sempre fare qualcosa. Ella pone attenzione alla situazione e, comunicatala a Gesù intuisce che Egli farà qualcosa, perciò parla ai servi perché siano pronti a realizzare ciò che Gesù avrebbe detto loro. Il miracolo di Cana diviene come un simbolo della nuova e definitiva alleanza che avrà il suo culmine nell'Apocalisse con il dialogo nuziale tra Gesù sposo e la Chiesa sposa.

Impariamo da Maria ad avere attenzione alle persone, per scoprire le loro necessità, anche se inespresse.
 

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