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PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 25 FEBBRAIO 2024
Inviato da Alba il 23/2/2024 22:20:00 (5 letture)


fine febbraio e inizio marzo 2024


Pietro ha vissuto sulla cima di quel monte, insieme a Giacomo e a Giovanni, un momento così meraviglioso che non vorrebbe finisse mai, non vuole tornare a casa! Che cosa è successo su quel monte? L'evangelista Marco ci racconta che Gesù si è trasfigurato. Cosa significa? Gesù era in Paradiso... e Pietro, Giacomo e Giovanni hanno visto e sentito tutto! Il loro cuore, i loro occhi, le loro orecchie hanno percepito il Paradiso!! E chi mai vorrebbe venire via dal Paradiso per tornare alla vita di tutti i giorni?? Ma il Vangelo ci lascia anche un messaggio d'eccezione che non dobbiamo dimenticare mai... perché è un invito che ci fa direttamente Dio Padre: "Questi è il Figlio mio, l'amato, ascoltatelo!" Dio ci raccomanda di ascoltare quello che Gesù ci dice con le sue parole e le sue opere, perché, anche noi amati come Gesù, possiamo raggiungere il Paradiso! Gesù ci ha detto molte volte di amarci come fratelli, ci ha insegnato il Padre Nostro per farci sentire figli di Dio Padre. Ecco quindi che ascoltare e seguire Gesù ci garantisce di essere Amati da Dio e perciò destinati al Paradiso! Cosa possiamo desiderare di più dalla vita! Cosa possiamo chiedere di meglio per la nostra vita eterna? Ma il Paradiso si conquista sulla terra, giorno dopo giorno! Ogni volta che, come oggi, partecipando alla Santa Messa, incontriamo Gesù e lo ascoltiamo, possiamo percepire l'Amore di Dio e quindi la gioia del Paradiso! Dobbiamo però ricordarci che non possiamo fermarci qui, e fare delle tende per stare a contemplare l'Amore di Dio... dobbiamo scendere a valle, nella vita quotidiana e lì ricordarci di fare quello che Gesù ci ha insegnato, anche quando costa sacrificio... e anche noi raggiungeremo la Felicità e la Gioia vera dello stare con Dio Padre, come figli amati! 


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 26 FEBBRAIO 2024
Inviato da Alba il 23/2/2024 20:40:00 (6 letture)


LUNEDI', 26 FEBBRAIO 2024



IL SAPERE IN PILLOLE



Gesù ci chiama di nuovo ad imitare il Padre celeste con l'essere misericordiosi. Questa insistenza è dolcissima, poiché noi tutti abbiamo esperienza della nostra miseria e attraverso questa esperienza possiamo capire cosa sia la misericordia. Ma è anche rigorosissima, poiché Gesù ci avverte che vi è una esatta proporzione tra la misericordia che esercitiamo nei confronti dei nostri fratelli e quella che riceveremo dal Padre. Gesù ci indica come agire per esercitare noi stessi la misericordia: non giudicare. Durante questa Quaresima prendiamo la decisione di non giudicare mai. Cerchiamo di fare un digiuno di quei giudizi spontanei che diamo così spesso, in parole o in pensieri. Anche se siamo responsabili di qualcuno, non dobbiamo mai giudicare le sue intenzioni; non sappiamo quali siano i suoi sentimenti profondi, e il segreto del suo cuore non appartiene che a Dio. Condannare è ancor peggio: è dare un giudizio definitivo. Evitiamo la più piccola condanna, nelle nostre parole e nei nostri gesti. Al contrario, sforziamoci sempre di assolvere, di scusare, di rimettere a ciascuno il suo debito; cerchiamo di perdonare sempre e riceveremo anche il perdono del Padre. È così che verrà il regno di Dio "come in cielo così in terra". 



IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 23 FEBBRAIO 2024
Inviato da Alba il 22/2/2024 19:00:00 (8 letture)


VENERDI', 23 FEBBRAIO 2024


IL SAPERE IN PILLOLE



Gesù vuole che siamo "perfetti come il nostro Padre"! Com'è possibile questo? Si tratta di imitare prontamente il Padre in ciò che più gli è proprio: il suo amore misericordioso e senza limiti. Si tratta di avere nei nostri cuori i sentimenti di veri figli e figlie del Padre. Con ciò, Gesù ci chiede soprattutto una delicatezza estrema nei nostri rapporti di fratellanza. Non arrabbiarsi mai con un fratello, non trattarlo mai da stupido, non fosse che con il pensiero, non è cosa da poco! Ma Gesù che conosce benissimo il cuore del Padre, dà una tale importanza all'amore fraterno da arrivare a raccomandarci di "lasciare il dono davanti all'altare" per andare a riconciliarci con un nostro fratello. Difatti, ci capita talvolta di percepire come un'ombra, come un peso sul nostro cuore, e abbiamo un bel pregare: nostro Padre sembra lontano; è probabilmente perché serbiamo un risentimento, una tentazione di collera, un rancore nei confronti di un fratello. E Dio attende che noi perdoniamo.



IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 21 FEBBRAIO 2024
Inviato da Alba il 20/2/2024 19:50:00 (12 letture)


MERCOLEDI', 21 FEBBRAIO 2024


IL SAPERE IN PILLOLE



Di fronte ai giudei che da lui reclamano un segno, Gesù proclama che nella religione che egli istituirà non saranno i segni esteriori i più importanti. Egli compirà ogni genere di miracolo, ma il grande segno, il solo segno che deve essere il sostegno estremo di tutti coloro che credono in lui, è la sua morte e la sua risurrezione. Dio ci concede generalmente molti segni del suo amore, della sua presenza. Quando, però, la nostra unione con Gesù diventa più profonda, possiamo conoscere dei momenti di grande debolezza e dolore, ma questi momenti sono sempre seguiti da momenti di grazia e risurrezione del nostro cuore.



IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 22 FEBBRAIO 2024
Inviato da Alba il 20/2/2024 19:50:00 (10 letture)


GIOVEDI', 22 FEBBRAIO 2024


IL SAPERE IN PILLOLE


La liturgia di oggi è illuminata dal pensiero della paternità di Dio. Gesù stesso afferma che Pietro ha parlato per ispirazione del Padre, riconoscendo in lui il Messia, il Figlio di Dio: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli". È dal Padre che viene ogni cosa buona, e in particolare è dal Padre che viene la vita soprannaturale, il cui inizio e fondamento è la fede in Gesù. Dal canto suo, il Maestro, non sceglie di sua iniziativa il primo fra gli Apostoli, ma aspetta che il Padre manifesti la sua scelta e soltanto dopo, quando il riconoscimento di Pietro indica la scelta del Padre, dice a Simone, a Pietro: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa". C'è dunque un riconoscimento reciproco, basato sull'iniziativa del Padre. Simone riconosce in Gesù il Figlio di Dio, Gesù riconosce in Simone la pietra fondamentale della sua Chiesa. 


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