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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 30 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 28/1/2023 10:00:00 (2 letture)


LUNEDI', 30 GENNAIO 2023


Un uomo posseduto da uno spirito immondo, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. E poi lo vediamo liberato, tranquillo, sano di mente. Le altre persone lo pregarono di andarsene. Senza la fede è veramente impossibile capire qualcosa nella vita. In Gesù vediamo due quadri: Gesù che compie miracoli e suscita l'ammirazione delle folle e Gesù nella sua passione; condannato, deriso, crocifisso, morto. Anche nella nostra vita ci sono successi e insuccessi, cose che ci consolano e altre che ci rattristano ed è solo la fede che ci fa approfittare delle une e delle altre. Le cose positive ci fanno vedere la fecondità della fede, ma sappiamo che sono terrestri e che dobbiamo oltrepassarle; le cose negative ci aiutano a rivolgerci alle cose del cielo, a cercare i veri valori spirituali. Così saremo uniti al mistero di morte e di risurrezione di Gesù e con Lui riporteremo vittoria sul mondo: "Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo". Signore, purifica il nostro cuore da tutto ciò che ci separa da Te! Aiutaci a vedere il male che è in noi e ci disumanizza e donaci la forza di combatterlo con la spada della Tua Parola! A questa generazione hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un'idea, l'idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui. La Parola di Dio lo dice.

 


PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE GENNAIO E INIZIO FEBBRAIO 2023
Inviato da Alba il 28/1/2023 9:30:00 (2 letture)


FINE GENNAIO E INIZIO FEBBRAIO 2023


Dio ti ama malgrado la tua povertà, malgrado i tuoi limiti. Quando sei addolorato e ti senti povero, quando l'afflizione ti paralizza, ascolta la grande promessa di Dio: sarete consolati, sarete sfamati, vedrete Dio. Questa promessa è nel cuore della nostra fede. Tutto il lieto messaggio di Gesù si riflette nelle beatitudini come uno specchio ardente. Colui che ha accolto la buona novella nel più profondo di sé stesso e nel quale questa verità raggiunge le radici dell'esistenza, diventerà naturalmente misericordioso e indulgente nel giudizio che ha sugli altri. Sarà capace di diffondere la pace, perché egli stesso la possiederà. Molti uomini che la vita ha reso amari e chiusi, ai quali le numerose delusioni hanno fatto perdere la fede in Dio e negli uomini, forse potrebbero ricominciare a credere nella bontà di Dio e nella sua sollecitudine. La quarta domenica del tempo ordinario ci presenta le Beatitudini, chiamate anche discorso della Montagna, fatto da Gesù alle persone che lo seguivano.   Sappiamo benissimo che la vita dell'uomo sulla terra è un'ascesa verso la beatitudine del Regno dei cieli. È questa la fede dei primi cristiani. La sete di felicità che germoglia nel cuore umano può trovare la sazietà soltanto nella "beatitudine" della vita divina. Siamo consapevoli che la storia dell'umanità è un progressivo pellegrinaggio verso la felicità eterna, iniziato con la discesa di Cristo, Figlio di Dio, sulla terra. Nel messaggio delle beatitudini Egli mostra agli uomini la via della vita per guidarli a vivere il Vangelo della gioia e spalanca agli occhi dei discepoli il luminoso orizzonte della beatitudine, per attirare tutti gli uomini alle altezze della vita senza fine. La gioia pregustata nella vita del mondo conoscerà la sua pienezza nell'eternità. Gesù, col suo comportamento, manifesta un amore privilegiato verso i piccoli, i poveri, gli ammalati, i diseredati di ogni specie, a cominciare dai peccatori. Nessuno è escluso dalla sua misericordia e dal suo eterno amore. Nel messaggio delle beatitudini sembra straripare dal cuore di Cristo l'infinito amore di Dio per l'intera famiglia umana. È un inno alla vita e alla gioia che risolleva i deboli e gli abbandonati, svelando che Dio è fedele alla sua promessa.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 27 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 27/1/2023 8:30:00 (5 letture)


VENERDI', 27 GENNAIO 2023


La nostra crescita spirituale dipende dalla Parola di Dio che è stata seminata in noi. Noi siamo preoccupati del nostro progresso, come se tutto dipendesse da noi. Il Signore ci insegna invece il fiducioso abbandono a Dio. Noi dobbiamo accogliere la Parola di Dio, che poi cresce e neppure noi sappiamo come. Se ci appoggiamo sul Signore, constatiamo che davvero Egli fa crescere tutto, talvolta più lentamente di quanto noi vorremmo, ma altre volte in modo più bello e anche più rapido di quel che ci aspettavamo. Noi dobbiamo avere fede e anche pazienza: il resto, la potenza di far crescere, è di Dio. Signore, vogliamo vivere il momento e viverlo in amore. Siamo certi che Tu operi. Vogliamo offrirti il nostro silenzio e la nostra attesa. Il Regno è Tuo, di cui siamo figli adottivi in Cristo Gesù. In Lui siamo eredi della gloria futura e di quella grazia attuale che ci fa crescere. Non è qualcosa di vistoso né di appariscente il Regno di Dio! Però è di una potenza inaudita. Signore, accresci la nostra Fede nella tua invisibile strategia circa il Tuo Regno. Fa' che il nostro cuore sia buon terreno che accoglie la grazia e poi crede con ferma fiducia, solo se non mettiamo impedimenti. Darà frutti di bene: pace e gioia per noi e per i fratelli.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 26 GENNAIO 2023GIOVEDI', 26 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 26/1/2023 8:10:00 (6 letture)


GIOVEDI', 26 GENNAIO 2023


Timoteo e Tito sono stati due collaboratori di San Paolo. I due discepoli sono destinatari di tre lettere pastorali dell'apostolo, che fanno intravedere i primi lineamenti dei ministeri nella Chiesa. Il Vangelo diversifica le missioni dei Dodici e dei settantadue. «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il Regno di Dio"». Questa diffusione del regno di Dio è facilitata dalla collaborazione al piano divino mediante la preghiera di tutti. Sì, perché la testimonianza dei discepoli non è facile. La Chiesa deve ricordare sempre di essere il popolo di Dio, il corpo di Cristo, e i suoi pastori non devono cercare altrove il sostegno. Per questo ai settantadue Gesù dice: «Non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada». «Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!» La conversione di uno provoca altri a pensare e a mettersi in discussione. La fede è dono di Dio, ma la mediazione dei suoi testimoni è indispensabile. La fede cresce in noi grazie alla fede di chi ci sta vicino. Vivere e lavorare insieme permettono una condivisione che permette alla comunione liturgica di diffondersi in ogni momento dell'esistenza. Essere comunità cristiana non può limitarsi a questo. Timoteo e Tito hanno colto il cuore dell'annuncio di Cristo e lo hanno ridetto, riscritto, rivissuto secondo categorie nuove, uscendo da schemi mentali e culturali nei quali erano nati e che avevano definito le loro persone. Oggi abbiamo bisogno di pastori, di testimoni, di educatori, di consacrati, di mamme e di papà e di giovani che facciano altrettanto. Signore, manda operai, di ogni tipo nella tua messe. Che non temano il lavoro, che con coraggio amino, credano e sperino con ogni uomo e ogni donna del nostro mondo.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 25 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 25/1/2023 8:50:00 (5 letture)


MERCOLEDI', 25 GENNAIO 2023


Oggi vediamo la potenza di Dio in san Paolo, divenuto da persecutore ad Apostolo, che ha accolto la fede in Cristo e l'ha diffusa, con una fecondità apostolica straordinaria, che non è ancora cessata. San Paolo si preoccupava al massimo dell'unità del popolo di Dio. Fu proprio questo il motivo che lo spingeva a perseguitare i cristiani: egli non tollerava neppure il pensiero che degli uomini del suo popolo si staccassero dalla tradizione antica, lui che era stato educato, come egli stesso dice, alla esatta osservanza della Legge dei Padri ed era pieno di zelo per Dio. E' dunque possibile essere pieni di zelo per Dio, ma in modo sbagliato. Dio lo ha completamente "convertito", rivolgendogli quelle parole che rivelano chiaramente quale sia la vera unità. Paolo non aveva coscienza di perseguitare Gesù, caricando di catene i cristiani, ma il Signore in questo momento gli rivela l'unità profonda esistente fra lui e i suoi discepoli: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti". Forse proprio allora Paolo ebbe la prima rivelazione del corpo di Cristo, del quale ha parlato poi nelle sue lettere. Tutti siamo membra di Cristo per la fede in Lui: in questo consiste la nostra unità. Gesù stesso fonda la sua Chiesa visibile. "Che devo fare, Signore" chiede Paolo, e il Signore non gli risponde direttamente: "Prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia". Lo manda dunque alla Chiesa, non vuole per il suo Apostolo una conversione individualistica, senza alcun rapporto con gli altri discepoli. Egli deve inserirsi nella Chiesa, Corpo di Cristo, al quale deve aderire per vivere nella vera fede.                                         Gesù apparve agli Undici e disse loro di andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. La vita di colui che crede è una vita risorta. Chi ascolta le mie parole confronterà la mia lingua con la sua, verificherà se sono capace di parlare al suo cuore. Il tesoro della fede è troppo prezioso e importante, perché io lo possa trattenere solo per me. Si moltiplicherà nella misura in cui sarò capace di condividerlo, e più lo condividerò più scoprirò le ricchezze che il Signore ha deciso di affidarmi.


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