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IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 30 OTTOBRE 2020
Inviato da Alba il 30/10/2020 7:40:00 (1 letture)


VENERDI', 30 OTTOBRE 2020


«Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico. Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: "E' lecito o no curare di sabato?". Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse: " Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato? E non potevano rispondere nulla a queste parole». Gesù entra nella casa dei suoi avversari. Non si rifiuta di annunciare la misericordia del Padre anche a chi la pensa diversamente ed è arroccato sulla percezione di un Dio legato alla sola osservanza, perché è venuto per offrire la salvezza a tutti. I farisei ritengono la fedeltà alle tradizioni come l'unico modo di vivere voluto da Dio. Essi sono affetti dal male più tremendo e più nascosto: con la loro autosufficienza si oppongono direttamente a Dio che è grazia e misericordia. Il tema di tutto il Vangelo di Luca è la misericordia di Dio perché la Chiesa rimanga sempre nell'esperienza di Dio che salva e si senta sempre peccatrice perdonata. Gesù, quindi, è costretto a rimproverare i farisei presenti alla guarigione dell'idropico: essi amano troppo poco. La legge non ha lo scopo di limitare o impedire l'amore, perché l'amore di Dio non conosce limiti. Per Gesù il riposo del sabato significa la rivelazione della bontà di Dio verso le sue creature, una rivelazione di pace e di salvezza. Gesù dà gloria al Padre presentandolo al mondo come il Dio che dona e che perdona, il Dio dei poveri e degli oppressi. 

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 29 OTTOBRE 2020
Inviato da Alba il 29/10/2020 3:50:00 (3 letture)


GIOVEDI', 29 OTTOBRE 2020


La gioia del Signore è fare a Gerusalemme ogni bene, anzi il sommo bene. Gesù si serve di un'immagine che già ricorre nel profeta Isaia. Come gli uccelli proteggono sotto le loro ali i loro pulcini, così il Signore promette di proteggere la sua città. Occorre però che essa voglia essere protetta. Lo vuole se si consegna alla Legge del suo Dio. Gerusalemme ha rifiutato l'invito alla conversione. È uscita dalla custodia delle ali del Signore. Non ha voluto essere protetta. Nessuno potrà custodirla. Sarà devastata. La salvezza del Signore è offerta. Chi l'accoglie, chi vuole accoglierla, gusterà i suoi benefici. Chi la rifiuta, sperimenterà l'amarezza eterna dei frutti della sua cattiva volontà. Oggi però siamo ben oltre il rifiuto. Manca il dono della verità, della luce, della redenzione, della salvezza. Manca il dono di Cristo. Si dice, mentendo con grande, enorme falsità, che tutti saremo salvati senza Cristo. È condanna alla perdizione. Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che nessun cristiano inganni e si lasci ingannare.  


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 28 OTTOBRE 2020
Inviato da Alba il 28/10/2020 3:50:00 (3 letture)


MERCOLEDI', 28 OTTOBRE 2020


Avvenne che in quei giorni Gesù andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli. Gesù ha compiuto la sua prima manifestazione, ha avuto il suo primo incontro con il popolo e le autorità religiose del paese; ora ha bisogno di una lunga notte di riflessione, di preghiera. L'opera che ha avviato è destinata a sopravvivere nel tempo. Gesù allora sale sul monte per trovare nell'incontro con il Padre la chiarezza necessaria per scegliere i dodici apostoli. La preghiera sta all'origine di ogni scelta e azione apostolica di Gesù e della Chiesa. Il giorno della Chiesa spunta dalla notte di Gesù passata in comunione col Padre. Sta qui il segreto della preghiera: mettersi in ascolto, nel silenzio, della Parola che illumina, che consola, che dà speranza. Allora le nostre notti si apriranno a nuove aurore.  


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 27 OTTOBRE 2020
Inviato da Alba il 27/10/2020 3:40:00 (4 letture)


MARTEDI', 27 OTTOBRE 2020


«Il regno di Dio, a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».  Disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Davvero di tutti i semi, quello di senapa, simile a una punta di spillo, è il più piccolo. E che cos'è un pugnetto di lievito che scompare nella massa di farina? Però attenzione! Il piccolissimo seme è di tale potenza vitale che nella terra attecchisce e cresce fino ad avere rami robusti che possono ospitare gli uccelli dell'aria. E il lievito, pur perdendosi dentro la massa della farina, è capace di farla tutta fermentare. Così è il Regno di Dio - dice Gesù - cioè la forza dinamica della sua vita dentro di noi. Sì, il Regno di Dio è il mistero del suo amore che agisce dentro il nostro cuore e, se acconsentiamo a vivere il Vangelo, diventa continua conversione della nostra mente alla mentalità di Gesù, conversione del cuore al suo modo di amare e di agire. Ciò che conta non è certo la potenza, la vistosità, l'efficienza dell'apparato esteriore delle opere. Anzi, guai a cercare questo. Ciò che conta è l'attenzione e la piena apertura al mistero di Gesù, al suo modo di regnare che è servizio d'amore fino a dare la vita. Questo è il Regno! E non fa spettacolo, né chiasso. È piccolezza che misteriosamente esplode dentro la storia, in stupende realizzazioni d'amore. 

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 26 OTTOBRE 2020
Inviato da Alba il 24/10/2020 5:50:00 (5 letture)


LUNEDI', 26 OTTOBRE 2020


La parola di Gesù e il suo insegnamento sono forza di vita. Così Gesù raddrizza tutto ciò che, nell'essere umano, è storto. Guarisce tutto ciò che si oppone alla pienezza della vita. La donna inferma, incapace di alzarsi, e il capo della sinagoga, indignato per la misericordia di Gesù, sono tutti e due, per ragioni diverse, chiusi nella gioia della lode. La donna è piegata sul suo corpo, annientata da una sofferenza che le impedisce di stare in piedi davanti a Dio. Ma per mezzo del suo sguardo e della sua parola, Gesù le presta la stessa attenzione che presta a tutta l'assemblea del giorno di sabato, e la ristabilisce nella gioia di vivere. Il capo della sinagoga è piegato dalla durezza del suo cuore. Se egli stesse in piedi, davanti a Dio, a viso scoperto, non riconoscerebbe forse nella guarigione di questa donna la bontà di Dio? "Ipocriti!". Gesù non si rivolge solo a lui. Egli desidera sciogliere ogni resistenza alla pienezza in tutti i cuori umani. Egli è venuto a liberare la bontà umana da ciò che la ostacola, perché nell'amore senza limiti l'essere umano ritrovi Dio. 

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