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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 16 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 16/11/2021 9:20:00 (14 letture)


MARTEDI', 16 NOVEMBRE 2021


È Zaccheo il modello del discepolo. Proprio lui, l'insalvabile, colui che assomma in sé ogni peccato, è capo dei pubblicani, ricco e ladro. Tutti lo temono per i suoi legami con l'oppressore romano e lo odiano. Gli esattori delle tasse non risultano mai simpatici, ma imporre una tassa a nome e per conto dell'invasore è davvero troppo. Eppure Zaccheo ha qualcosa che i pii farisei non hanno. È curioso. Di una curiosità profonda, radicale, esistenziale. Ha sentito parlare del rabbino di Nazareth, delle sue strane frequentazioni, dei suoi miracoli. Ma non riesce a vederlo: la folla si frappone come un muro fra lui e il Signore. Zaccheo sale su un albero, un sicomoro. E il Signore lo vede e non pone condizioni; si fa accogliere in casa sua e, così facendo, gli ribalta la vita.  A noi è più facile ritrovarci in lui, perché anche noi siamo peccatori, piccoli e non ci è possibile vedere il Signore: bisogna che sia lui a cercarci, che sia lui a decidere di venire nella nostra casa. Allora il suo amore gratuito ci renderà capaci di un amore generoso come quello di Zaccheo. Imitiamo l'umiltà di Zaccheo, che non ha temuto di esporsi al ridicolo arrampicandosi, lui, capo dei pubblicani e ricco, su un sicomoro; approfittiamo di tutte le umiliazioni per vedere Gesù e sentirci dire da lui: "Devo fermarmi a casa tua".

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 15 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 13/11/2021 6:10:00 (20 letture)



LUNEDI', 15 NOVEMBRE 2021 


Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono che passava Gesù, il Nazareno, allora egli gridò chiedendo che Gesù avesse pietà di lui. Il miracolo del ridare la vista al cieco ci aiuta a riflettere su quanto Gesù è preoccupato per la nostra salvezza. È Lui che chiama il cieco! Quando il cuore sente che in una realtà ci può essere un cambiamento allora si lascia attrarre. E quella percezione diventa via di conoscenza e possibilità di vedere.  Il vedere ci permette di diventare consapevoli della salvezza che ci viene donata. O Spirito di Dio non permettere che il nostro cuore si indurisca e non sappia più riconoscere Gesù nel suo passare. Donaci un cuore sensibile alla Sua Presenza, amante della Verità, umile nel riconoscere quello che siamo: peccatori! Bartimeo è presentato come modello. Egli non è cieco dalla nascita, ma ha perso la vista: è l'uomo che ha perso la luce e ne è consapevole, ma non ha perso la speranza e sa cogliere la possibilità di un incontro con Gesù. Si affida a Lui per essere guarito. Infatti, quando sente che il Maestro passa sulla sua strada, grida. Nell'incontro con Cristo, vissuto con fede, Bartimeo riacquista la luce che aveva perduto, e con essa la pienezza della propria dignità: si rialza in piedi e riprende il cammino, che da quel momento ha come guida Gesù.



PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 13/11/2021 5:30:00 (17 letture)


SECONDA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2021


Gesù disse ai suoi discepoli che dopo la tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Si vedrà il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino. Non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto a quel giorno o a quell'ora solo il Padre li conosce. E' un brano difficile, che non possiamo decifrare se non tenendo conto del suo genere letterario - quello apocalittico - e mettendo al centro della nostra lettura non la fine della storia, ma il finale che è bello. La storia andrà a finire bene. Quando Marco scrive questa pagina, i cristiani vivevano le prime persecuzioni. La situazione era drammatica, il cristianesimo sembrava alla fine ancora prima di iniziare. Nulla andrà perso. Ogni gesto d'amore sarà ritrovato nel cuore di Dio. Gesù non vuole terrorizzare e non annuncia catastrofi ma invita a guardare la vita di adesso con occhi nuovi. Se non viviamo da risorti qui, non risorgeremo nemmeno dopo. Tutta la vita, in fondo, è segnata dall'attesa. L'attesa è apertura all'imprevisto, accetta tutto ciò che le viene incontro. Non siamo noi a decidere cosa Dio deve darci. L'attesa si nutre di fiducia: crede che ogni arrivo abbia un senso, anche se non si comprende. Non preoccupiamoci se tutto cambia e si evolve, Dio resta per sempre! La bella notizia di questa Domenica è che il presente è gravido di una speranza che non rimarrà delusa. La fine del mondo non sarà una caduta nel nulla, ma un ingresso nella gloria. La sola cosa che conta è sapere che questo ritorno di Cristo ci sarà e che bisogna prepararsi ad esso, altrimenti ci si ritroverà irrimediabilmente esclusi dal Regno.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 12 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 12/11/2021 11:10:00 (19 letture)


VENERDI', 12 NOVEMBRE 2021


Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece l'avrà perduta la salverà. Gesù ci invita ad essere pronti, nella vigilanza e nella fede, per l'incontro con Dio. Bisogna che ci fermiamo un attimo; la routine può avvolgerci tanto che non riusciamo a pensare, il consumismo e l'individualismo possono farci credere che la vita è tutta qui e non riusciamo a cogliere il suo senso profondo. Dobbiamo essere pronti, questo non significa cambiare occupazione; si tratta di un'attitudine interiore. Il modo con cui noi svolgiamo le nostre normali occupazioni è il modo in cui attendiamo o non attendiamo il Signore. Se tutto ciò che facciamo lo facciamo con lui, lo aspettiamo; se la nostra vita è una continua donazione a Lui nel servizio ai fratelli saremo contenti che egli ci chiami ad essere con lui per sempre. Solo la persona che è stata capace di darsi completamente agli altri si sente realizzata nella vita. Signore, noi non temiamo la morte, nulla ci sorprende, perché nulla è improvviso per chi ha la certezza che neanche la più grande sofferenza, il fallimento più atroce, potrà separarci dall'amore di Dio rivelato in Te, Salvatore nostro, Cristo Gesù. Dice Papa Francesco: sulla croce bisogna perdere tutto per vincere tutto. È quello il luogo in cui si vende tutto per comprare la pietra preziosa o il campo col tesoro nascosto. Perdere tutto: chi perde la sua vita per me, la troverà. Nessuno ci obbliga, è un invito. Un invito al tutto o niente. Oggi ricordiamo San Giosafat. Fu arcivescovo di Polozk nel 1617. Nella sua missione operò incessantemente per la promozione religiosa e sociale dei popoli e per l'unità dei cristiani incontrando l'ostilità dei potenti. Per questo morì martire il 12 novembre 1623.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 11 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 11/11/2021 7:30:00 (10 letture)


GIOVEDI', 11 NOVEMBRE 2021


Il Regno di Dio è già in mezzo a noi. Il problema è che non siamo capaci di vederlo e di riconoscerlo. E' presente ma non è ancora compiuto e cresce giorno per giorno fino al ritorno glorioso del Signore alla fine della Storia. Ma, qui e adesso, sta a noi costruirlo, giorno per giorno. Il Regno è là dove Dio regna, dove alcuni discepoli si riuniscono per vivere il Vangelo, dove annunciano il Signore. Le nostre parrocchie sono luoghi in cui, umilmente e solo parzialmente, viviamo la logica che ci deriva dall'appartenere a Cristo. Rimbocchiamoci le maniche per costruire spazi di Regno là dove viviamo, sapendo che nessuna realtà umana e ecclesiale può contenerlo o esaurirlo. E chiediamo allo Spirito, con forza, di essere capaci di vedere la presenza del Regno in questa giornata, nelle cose che faremo e nelle persone che incontreremo. Oggi ricordiamo San Martino di Tours. Dopo il Battesimo si mise sotto la guida di sant'Ilario e fondò un monastero , il primo in Occidente. Ordinato sacerdote e vescovo di Tours si fece apostolo delle popolazioni rurali con l'aiuto dei monaci del grande monastero di Tours. Unì alla comunicazione del Vangelo un'incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. La sua figura ha fondamentale rilievo nella storia della Chiesa in Gallia, sotto l'aspetto pastorale, liturgico e monastico. Santo molto popolare, è il primo confessore non martire ad essere venerato con rito liturgico.


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