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IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 22 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 22/5/2020 5:50:00 (13 letture)



VENERDI', 22 MAGGIO 2020


«Ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla.» La ragione ultima della nostra gioia è vedere Gesù, il suo volto. Già i salmi cantavano "Il tuo volto, Signore, io cerco...". Vedere Dio, incontrarlo faccia a faccia, è l'esperienza vertice dei credenti. Pochi uomini ebbero la fortuna di vedere Gesù uomo, e magari non lo hanno riconosciuto! L'esperienza più normale per l'umanità è vivere di desiderio, anelare la vista di Dio. Questo dà motivo e forza nella ricerca di Dio stesso, della verità della sua esistenza. Ma l'immagine di Dio impressa nelle creature accorcia i tempi di questa ricerca. Nel volto di ciascuno possiamo vedere e riconoscere il riflesso del volto di Dio. Divinità ed umanità si confondono nel sorriso, nelle lacrime, nelle espressioni dei volti di chi ci circonda. La ricerca di Dio nella nostra vita si identifica con l'azione che ci spinge a metterci a servizio di un progetto, di una vocazione, della vita. È in queste azioni, nella missione di ciascuno, che si dispiega la domanda e il movimento che ci porta ad incontrare Dio. E quando si inizia a intravedere l'immagine di Dio espressa dai nostri volti, è arrivato il momento in cui la domanda che anima la ricerca di Dio inizia ad essere soddisfatta. Quel giorno non mi domanderete più nulla! Signore, mostraci il tuo volto, donaci la vera gioia.


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 21 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 21/5/2020 5:40:00 (16 letture)


GIOVEDI' 21 MAGGIO 2020


Dio è sempre stato presente in ogni momento della storia, ed è presente in ogni attimo della nostra vita. Gesù ci ha assicurati che sarebbe sempre rimasto con i suoi. Lo Spirito Paraclito è sceso sulla comunità dei credenti e abita in essa. Perciò nei momenti oscuri della giornata, nei momenti di difficoltà e di tristezza, nei momenti di smarrimento e di oscuramento dei valori cristiani, non serve interrogare Dio o indagare, come fecero gli apostoli, se per caso Gesù se n'è andato e ci ha abbandonati.  E' Il momento, invece, di esercitare la fede, di ritrovare la gioia nella sicurezza che il Paraclito ci assiste in continuazione. E' il momento di prestare maggiore attenzione al Consolatore che dimora in noi. Egli ci illuminerà perché sappiamo riconoscere le opere meravigliose che Dio compie e che con le nostre sole forze non siamo capaci di vedere. E' il momento anche di invocare con insistenza lo Spirito Santo, perché ci faccia conoscere tutta la verità e cambi la nostra afflizione in gioia. 

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 20 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 20/5/2020 7:10:00 (17 letture)


MERCOLEDI', 20 MAGGIO 2020


Soltanto ricevendo lo Spirito i discepoli potranno capire la verità di Gesù. Gesù invierà dal Padre alla comunità lo Spirito di verità che rimarrà sempre con loro. Si raggiunge così la saggezza attraverso l'incontro della verità che si incarna in Gesù e che oggi giunge a noi nella sua Chiesa. L'intercessione continua del Figlio di Dio, fonte dalla quale scaturisce lo Spirito, è la consolazione dei discepoli. Essi, come tutta la Chiesa al loro seguito, si uniscono alla supplica dell'unico e supremo Sacerdote Gesù Cristo che dà il suo Spirito: segno di vittoria sulla morte, dell'accoglienza del Padre e della presenza della comunità. Lo Spirito è chiamato Spirito di verità. La sua missione è di metterli in guardia contro lo spirito della menzogna. Li rende capaci di vivere e di vedere le cose e di giudicarle come Gesù stesso. Ne è una dimostrazione concreta la vita dei santi, che appartengono alla Chiesa spiegando le loro vele al soffio dello Spirito, guidati per vie che provocano un santo stupore. Là dove si trova la Chiesa, si trova lo Spirito.








IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 19 MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 19/5/2020 5:50:00 (12 letture)


MARTEDI', 19 MAGGIO 2020


Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: "È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore". Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda, più reale. Questa nuova forma della presenza di Gesù nei suoi, tramite lo Spirito, porterà a compimento la sua vittoria definitiva sul mondo. Nel corso della sua vita terrena, Gesù era stato respinto dagli Ebrei e stava per essere condannato a morte. Lo Spirito rivisiterà questo avvenimento, provando ai discepoli che il peccato è dalla parte del mondo perché non ha creduto in lui, che la giustizia è dalla parte di Gesù, poiché la sua vita non termina nel sepolcro, ma ritorna al Padre e che è il principe del mondo ad essere condannato. Testimoniando questa vittoria, lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro.





 


PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI MAGGIO 2020
Inviato da Alba il 16/5/2020 9:10:00 (16 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA


TERZA SETTIMANA DI MAGGIO 2020




È
giusto chiedersi, chi ama Cristo Gesù? E ancora. Come lo si ama?
L'amore per Gesù è duplice perché nasce da una duplice fonte: dal
Vangelo e dallo Spirito Santo. Dal Vangelo nasce l'amore che è
obbedienza ad ogni legge morale o anche spirituale. Ogni Parola di Gesù
va osservata. Ma poi vi è la seconda fonte, lo Spirito Santo.  Alcuni Dio li ha posti
nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come
profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il
dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie
lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti
fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano
lingue? Tutti le interpretano?
Ogni membro
del corpo di Cristo, mentre osserva la Legge di Cristo, obbedisce alla
missione che lo Spirito Santo gli ha conferito mediante il carisma
elargito.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata
data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad
alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora
di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per
preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il
corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della
conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere
la misura della pienezza di Cristo?
Se non si vive
l'amore che sgorga dal Vangelo, mai si potrà vivere l'amore che nasce
dallo Spirito Santo. Più si cresce nell'amore secondo il Vangelo e più
crescerà l'amore secondo lo Spirito di Dio. Chi vuole essere potentemente condotto dallo Spirito Santo, deve essere
forte, anzi fortissimo nell'amore di obbedienza alla legge di Cristo. Si
ama il Vangelo, si obbedisce ad esso, si ascolta la Parola di Gesù, lo
Spirito Santo viene e prende dimora in noi, abita in noi. Ma qual è il
fine per cui lo Spirito ci spinge e ci muove? Il fine è uno ed è sempre
lo stesso, immutabile nei secoli: fare crescere in santità il corpo di
Cristo, perché cresca nell'acquisizione di nuovi membri. Un corpo che
non cresce di numero attesta che non cresce neanche in santità. La
santità moltiplica i figli per il nostro Dio. Se non si cresce in
santità, è segno che si è fuori dalla prima obbedienza: l'obbedienza ad
ogni Parola di Gesù. Quando il cristiano è senza Vangelo è anche senza
lo Spirito.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci cristiani dalla vera obbedienza a Cristo e allo Spirito.




 



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