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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 28 LUGLIO 2022
Inviato da Alba il 28/7/2022 10:20:00 (15 letture)


GIOVEDI', 28 LUGLIO 2022


La Chiesa, come il mondo, è fatta di santi e di peccatori. Non ci è lecito scandalizzarci e dimenticare che così come siamo, siamo cittadini del Regno. Il peccato ci rattrista, ma non ci deprime. Non ci è consentito di attendere passivi l'ultimo giorno. Nel giudizio finale, gli angeli separeranno i cattivi dai buoni. Non possiamo essere indifferenti. La lotta contro il male è d'obbligo anche se la prospettiva è di un combattimento che non finirà mai. Dio e il diavolo combattono ancora nella storia e il campo di battaglia è il cuore dell'uomo. Si tratta di una lotta pacifica e violenta nello stesso tempo. La pace cristiana è inseparabile dalla spada portata da Cristo, anche se la competizione obbliga a ferire se stessi prima degli altri. Alla fine del combattimento sarà Cristo a concedere la vittoria. Presenteremo i nostri pochi meriti, ma conteremo soprattutto su Chi ha guadagnato anche per noi. Non possiamo dirci poveri finché possiamo contare sull'infinita ricchezza dei meriti di Cristo. E' stato chiaro il Signore: Egli parla di rete che raccoglie pesci buoni e meno buoni e dice che sarà proprio il Signore, alla fine dei tempi, a fare la selezione. Il Signore e non noi. E alla fine dei tempi e non oggi. Invece viviamo con insofferenza il fatto che nella Chiesa, a volte nella nostra comunità di appartenenza, ci siano cristiani che giudichiamo poco seri o troppo antiquati o fanatici. Questa evidenza rovina l'idea di Chiesa pura e santa che immaginiamo, la Chiesa dei perfetti. Questa non è l'idea di Chiesa che Cristo ha voluto. Grano e zizzania crescono dentro di noi. Perciò facciamo come ha saputo fare Matteo, scriba per il Regno, sappiamo guardare alla novità assoluta che Gesù è venuto a portare.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 27 LUGLIO 2022
Inviato da Alba il 27/7/2022 10:20:00 (42 letture)


MERCOLEDI', 27 LUGLIO 2022


Siamo in grado oggi di dire al Signore che è il nostro tesoro? Diciamoglielo con tutto lo slancio di cui è capace il nostro cuore, donandoci a lui. Il tesoro non si nega a chi lo scopre, si lascia possedere per nascondersi poi di nuovo. Si dà a chi è pronto a perdere tutto pur di impossessarsene. Il solo modo per ottenerlo veramente è di darci a Lui, dal momento che riconosciamo in Lui il nostro Signore e il nostro Salvatore, Gesù Cristo. Questa perla di grande valore, che ha dato la propria vita per riscattarci dal potere del male, vuole farsi conquistare da noi in cambio della nostra fede e del nostro abbandono al suo amore, qualunque sia la nostra richiesta o il nostro modo di vita. Rivolgendoci a Lui dicendo "Mio Signore e mio Dio", noi possiamo possederlo e, insieme, farne dono agli altri. Questo tesoro, infatti, ha questa particolarità: per poterlo tenere, bisogna dividerlo con altri; esso si sottrae invece a chi vorrebbe privarne gli altri. Quando riceviamo Gesù nell'Eucarestia il nostro desiderio è di farne dono ai fratelli. Vale la pena credere. Vale la pena di lasciare tutto per seguire il Signore. Vale la pena accettare la sua sfida, alzarci e seguirlo, Lui che può colmare il cuore più di quanto possa fare il più grande amore umano. Vale la pena faticare, perché la fede richiede inevitabilmente uno sforzo, un discernimento continuo. La fede può entrare nella nostra vita in maniera improvvisa e riempirci il cuore di entusiasmo. Ma l'abitudine può mettere a dura prova anche l'entusiasmo più sincero e logorare la nostra fede. Matteo afferma che l'incontro con il Signore è l'evento più straordinario della sua vita. Fermiamoci, oggi, e chiediamoci se vale la pena accogliere la fede.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 26 LUGLIO 2022
Inviato da Alba il 26/7/2022 12:10:00 (9 letture)


MARTEDI', 26 LUGLIO 2022


Dio è buono e nella storia dell'umanità, storia di peccato e di misericordia, ciò che resta alla fine è la gioia, è il positivo che Egli ha costruito in noi. Gioacchino e Anna sono stati prescelti in un popolo eletto sì, ma di dura cervice, perché in questo popolo fiorisse Maria, meraviglioso fiore di santità, e da lei Gesù. E' la più grande manifestazione dell'amore misericordioso di Dio. Diciamo al Signore la nostra riconoscenza e la nostra gioia: noi siamo coloro che hanno la beatitudine di vedere quello che molti profeti e giusti hanno desiderato vedere. La parola definitiva di Dio è stata pronunciata in Cristo e noi possiamo contemplare il suo mistero, ancora nella fede, ma già compiuto in Lui. È parte del buon seme seminato avvertire anche del male che può cercare di confondere i discepoli. L'appoggiarsi a Gesù protegge nel profondo da questi pericoli. Che inganno pensare di discernere con la propria intelligenza di fronte a cose tanto più grandi di noi. In questo cammino dove si diventa sempre più liberi dalle apparenze e dagli artifici del mondo e nascosti in Cristo, nella sua opera, vi è la consolante certezza di non vivere in una realtà dove prevale la menzogna. Un giorno tutto sarà nella luce. Una luce piena di amore, di comprensione, di perdono ma anche di verità. Esiste il male, e agisce, funziona, opera. Spesso si parla del maligno, nella Bibbia, a lui si attribuivano gli aspetti negativi della realtà ma anche le cose che non si riuscivano a spiegare come ad esempio alcune manifestazioni di malattie neurologiche o psichiatriche. L'approccio biblico è semplice: esiste una parte oscura della realtà, anch'essa creata, non contrapposta a Dio, che è luce e bontà, come principio autonomo. Questa realtà opera per intorbidire le acque, per allontanarci dal bene, dalla luce: semina zizzania nella nostra vita a piene mani. Ma, e questo è stupendo, nei Vangeli il maligno è chiamato "avversario", cioè colui che si riesce a vincere. Nulla a che vedere con l'eroe decadente che la nostra modernità ha creato, facendolo diventare quasi un modello drammatico che suscita simpatia. Se viviamo una vita affidata al Signore, con semplicità e fede, abbiamo in casa chi ci difende e protegge e nessuno può penetrare nella nostra serenità. Esiste il maligno e agisce, ma noi confidiamo in Colui che ha sconfitto l'avversario. Se viviamo una vita affidata al Signore, con semplicità e fede, abbiamo in casa chi ci difende e protegge e nessuno può penetrare nella nostra serenità. Esiste il maligno e agisce ma noi confidiamo in Colui che ha sconfitto l'avversario.


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 25 LUGLIO 2022
Inviato da Alba il 23/7/2022 5:10:00 (10 letture)


LUNEDI', 25 LUGLIO 2022


La madre dei figli di Zebedeo che si prostra davanti a Gesù con i suoi due figli, Giacomo e Giovanni, chiede un potere nel mondo. La risposta di Gesù li forza ad un cambiamento radicale di prospettiva in rapporto con lui. Essi si dichiarano disposti a bere dal calice da cui Lui stesso deve bere. Si tratta di un Regno, quello che annuncia Gesù, che si trova completamente nelle mani del Padre e che si raggiunge con un cammino di dolore e di passione, non una qualsiasi passione o dolore, ma del dolore e della passione del Figlio, di Gesù. Per entrare in questo regno, nel regno del Padre, bisogna bere dal calice di Cristo. Gli altri dieci discepoli non hanno un'opinione di Cristo diversa da quella della madre e dei figli di Zebedeo. Tutti pretendono il primo posto al fianco di Colui che sperano sia il futuro Re di Israele. La lezione che dà Gesù, riunendoli, approfondisce fino all'estremo il contenuto paradossale della sua azione liberatrice, ineffabilmente luminosa vista secondo l'amore di Dio: "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti". Di qui nasce l'esigenza fondamentale per chi vuole essere suo discepolo: l'esigenza del servizio che va fino al dono della vita per il Maestro e per i fratelli. Giacomo, il figlio di Zebedeo, ha assimilato la lezione, rapidamente e in modo eroico. Fu il primo degli apostoli a bere dal calice del Signore, il suo primo martire. Per la Chiesa, e per i suoi membri più giovani, rimangono e rimarranno sempre il suo esempio affascinante e la sua intercessione. Anche noi, se abbiamo una qualche particolare esperienza di vicinanza col Signore, se abbiamo una vita di preghiera intensa e una sensibilità spirituale sviluppata, è perché questi doni debbono essere messi a disposizione dei fratelli che incontriamo. Nella Chiesa chi più ha più dona, così Giacomo ha saputo rendere testimonianza al Signore fino in fondo. Chiediamogli la stessa passione e la stessa costanza.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 22 LUGLIO 2022
Inviato da Alba il 22/7/2022 11:30:00 (11 letture)


VENERDI', 22 LUGLIO 2022


Accanto alla Vergine Madre, Maria Maddalena fu tra le donne che collaborarono all'apostolato di Gesù e lo seguirono fino alla croce e al sepolcro. Secondo la testimonianza dei Vangeli, ebbe il privilegio della prima apparizione di Gesù risorto e dallo stesso Signore ricevette l'incarico dell'annunzio pasquale ai fratelli. Egli si rivela come il suo Signore, colui che lei cerca. Recatasi al sepolcro pensando di trovare il corpo morto di Gesù per abbracciarlo inerme e gelido per l'ultima volta, non lo vede, anche se presente; non lo riconosce, perché non è morto, come pensa, ma è vivo e sta parlando con lei. Lo riconosce a poco a poco: prima come «maestro», sentendosi chiamare per nome, poi come «Signore», cioè pienamente come Dio, quando, costretta nuovamente da Gesù a vivere l'assenza, non potendolo trattenere, ne ritroverà la presenza annunciandolo agli apostoli. Oggi la Chiesa celebra con gioia la santità di una delle prime discepole del Signore: Maria di Magdala, diventata il simbolo della misura della misericordia divina. Di Maria di Magdala Luca dice che Gesù la liberò da sette demoni. La Chiesa indica la Maddalena come colei che, più di ogni altro, ha sperimentato la compassione e la tenerezza del Signore Gesù. A lei oggi affidiamo soprattutto coloro che vivono in una profonda aridità interiore.


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