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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 12 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 12/1/2023 9:50:00 (8 letture)


                             GIOVEDI', 12 GENNAIO 2023

Dio vuol farci vivere nella carità, vuol farci entrare nel suo amore e farci rimanere in esso. Ci promette che questo non soltanto è possibile, ma è già realizzato in Cristo Gesù. E noi continuiamo a dire che è difficile, che ci sono troppe difficoltà. Ora, le difficoltà sono reali, ma non devono renderci increduli di fronte alla promessa divina. Noi siamo con il Signore e sappiamo che Egli trasforma tutti gli ostacoli in occasioni di crescita, perché l'ha promesso, perché ci ama. "Noi abbiamo creduto dice san Giovanni all'amore che Dio ha per noi". Siamo dunque pieni di gioia e nelle difficoltà facciamo come il lebbroso del Vangelo: avviciniamoci al Signore e diciamogli: "Se tu vuoi, puoi. Io sono impotente, ma tu, se vuoi, puoi". Ripetiamoglielo, sapendo che è perfettamente vero e che questa è la preghiera che Egli aspetta da noi, per ripeterci la sua promessa e l'assicurazione del dono di Dio. Il Vangelo di oggi ci dà un ammonimento che sollecita a non farsi sedurre dalla paura, che impedisce di continuare a credere. Anche oggi l'insidia per la fede viene dalla paura di perdere qualcosa, ma anche di essere troppo liberi e responsabili. Fiducia in Dio è adesione al suo disegno di salvezza che ci vede attivi prolungatori di questo mistero nella storia. Questa adesione è la modalità effettiva di vivere la partecipazione a Cristo. Partecipare di Lui è condividere il suo essere Figlio, il suo essere Re, Profeta e Sacerdote. Signore, mantienici saldi nella fiducia in Te. Niente ci distragga da Te, ma permettici di prendere parte in modo sempre più intimo e più reale alla Tua vita, alla Tua santità, nella Tua beatitudine che diventa fame e sete di giustizia, povertà di spirito, mitezza, pacificazione, ma anche persecuzione. Siamo "partecipi", cioè siamo stati immersi nel mistero del Figlio di Dio. In Gesù, siamo figli di Dio. Questa è la "vocazione celeste", cioè l'elezione divina che proclama Gesù Figlio di Dio, alla quale noi pure siamo chiamati per la potenza del sacrificio d'amore di Gesù, che ci ha donato la sua vita facendoci così partecipi di Lui. Questo è il dono della fede che dobbiamo custodire.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 11 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 10/1/2023 20:30:00 (11 letture)


MERCOLEDI', 11 GENNAIO 2023


Questo Vangelo mette in evidenza le due dimensioni della vita terrena di Gesù e la loro strettissima unione. La dimensione che appare più chiaramente all'inizio è la sua misericordia. Egli prende per mano gli ammalati: è il suo corpo che comunica la potenza di sanazione di Dio. Gesù al mattino, molto prima dell'alba, si alza e si ritira lontano dalla gente, "in un luogo deserto", per pregare: è l'altra dimensione della sua esistenza umana, la ricerca del Padre. La preghiera gli dà il massimo slancio di misericordia e di bontà, Egli cerca nel cuore del Padre la sorgente dell'amore che deve trasmettere agli uomini. Tutta l'esistenza terrena di Gesù non ha altro scopo, secondo la lettera agli Ebrei, che di portare a perfezione nel suo cuore l'apertura agli altri, la misericordia e l'unione con Dio che lo rende "degno di fede". Questo è per noi un grandissimo motivo di conforto e di riconoscenza; sappiamo che il Signore è sempre vicino a noi, che qualunque sofferenza, difficoltà, pena non è mai un ostacolo tra noi e Lui, anzi è un mezzo di unione. Per questo dobbiamo guardare tutte le cose che nella nostra vita ci sembrano negative non come un ostacolo, ma come un mezzo per crescere nell'unione con Dio e nell'apertura agli altri. E' unendoci alla passione di Gesù che noi possiamo essere di aiuto a chi soffre, ed è nella solidarietà con chi è nel dolore che ci uniamo davvero a Cristo, che ha voluto soffrire con tutti i sofferenti e i peccatori. Il Figlio di Dio con la guarigione della suocera di Pietro, ci rivela come il primo frutto di una liberazione, «la febbre la lasciò», è il servizio e il passaggio dalla sinagoga alla casa. Il nostro servire non passa nell'impegnarci, da buoni cattolici, in tante opere, forse anche nelle mura di una parrocchia, bensì nel vivere la nostra esistenza come una continua offerta gratuita e libera, che non aspetta alcun ritorno. È bello vedere come Gesù, dopo questo passaggio in casa di Pietro, non resta sotto i riflettori di un miracolo ben riuscito, ma, «quando era ancora buio», esorta ad andare «altrove», perché Lui non è di nessuno, ma la sua missione salvifica è per tutti, anche per noi, oggi! Il solo modo per conoscere Dio è fidarsi della sua Parola. 




IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 10 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 10/1/2023 8:20:00 (18 letture)


MARTEDI', 10 GENNAIO 2023


La Sacra Scrittura ci presenta i due aspetti di Gesù, l'umano e il divino. Agli inizi della Chiesa si sottolineava l'aspetto divino; qualche secolo dopo si mise in rilievo l'umanità. La Chiesa giunse alla consapevolezza delle due nature in una sola persona, quella del Figlio unico di Dio. Gesù è l'uomo ideale, in cui la vocazione dell'uomo al dominio dell'universo si attua in modo perfetto. Nel racconto della creazione si legge che Dio ha costituito l'uomo signore di tutte le creature, ma allo stato attuale delle cose questa vocazione non può essere pienamente realizzata. Soltanto Cristo, con la sua morte e risurrezione, ha ottenuto una umanità rinnovata e può avere il dominio su tutta la creazione. Nel Vangelo vediamo che Gesù all'inizio della sua predicazione dimostra questa sua autorità, provocando lo stupore della gente. San Marco racconta nel suo modo caratteristico: vede le cose come se stessero allora accadendo sotto i suoi occhi e tutte avvengono "subito": subito di sabato Gesù entra nella sinagoga, subito un uomo che vi si trova si mette a gridare, subito la fama si diffonde. Qui Marco mette in evidenza due tratti importanti del ministero di Gesù. Il primo è proprio questo: "Insegnava come uno che ha autorità, e non come gli Scribi".  Nel Discorso della montagna Gesù dice: "Avete sentito che fu detto agli antichi. Ma io vi dico..." e Gesù dà un comando diverso, più perfetto. Chiediamo al Signore Gesù di manifestarsi anche per noi con questa duplice autorità. Chiediamogli cioè di rivelarci sempre più la sua dottrina, di aprire il nostro cuore quando ci svela, come ai discepoli di Emmaus, il senso delle Scritture, e di smascherare in noi tutto il male che c'è ancora. Il Battesimo ci ha liberati dal demonio, certamente ma in noi ci sono ancora molte cose cattive: lo spirito di discordia, lo spirito di vana compiacenza, lo spirito di egoismo. Bisogna che la presenza di Gesù le smascheri e le scacci, liberandoci dal male.


PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 7/1/2023 6:20:00 (11 letture)






SECONDA SETTIMANA DI GENNAIO 2023


Giovanni il Battista invita il popolo a prepararsi alla venuta imminente del Messia. A lui è concesso di contemplare ciò a cui aspira ogni uomo che prega e che contempla: Giovanni percepisce e insieme accoglie il mistero di Dio, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni vede il Figlio, il Verbo eterno di Dio, e lo indica già come il Salvatore. Sente il Padre, che nessuno riesce a vedere, testimoniare e attestare che quello è davvero suo Figlio. Percepisce poi la presenza dello Spirito che si posa sulla superficie dell'acqua. È lo Spirito che è sceso su Maria, generando in Lei la vita umana e divina. È lo Spirito che scenderà un giorno sugli apostoli perché fecondino la terra e le diano vita eterna. E, pur avendo avuto un altro Battesimo, altrimenti efficace, anche noi siamo stati battezzati "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". E, secondo la promessa, la Santa e Divina Trinità pone in noi la sua dimora. Essa trasforma la nostra vita, affidandola a Dio e attirandoci verso di Lui con la forza di attrazione della risurrezione. Dopo trent'anni di silenzio e normalità, il Figlio di Dio, atteso dalle genti, non inizia il suo ministero pubblico con un solenne discorso nella piazza centrale di Gerusalemme o con un miracolo portentoso per lasciare tutti a bocca aperta, ma si mette in fila con i peccatori per farsi battezzare! Gesù svela il volto della solidarietà di Dio che cammina con il suo popolo, di un Dio che si mette in fila senza corsie preferenziali, di un Dio che ha fame e sete, si stanca e ha sonno, piange per un amico, si commuove e si appassiona, ama e perdona. Troppo spesso abbiamo pensato a Dio come un essere perfetto e distante, freddo e calcolatore, seduto su una nuvola a dettare comandamenti e sentenze. Gesù frantuma questa immagine di Dio. L'unico modo per sapere com'è Dio è guardare Gesù, la sua vita, le sue parole e le sue scelte. Lui, e solo Lui, è immagine del Dio invisibile. La sua Chiesa deve continuare questa missione: scendere dalle cattedre, stare con la gente,  ascoltare, accompagnare e accendere speranza nei cuori frantumati dal dolore o dalla povertà. È un cammino impegnativo di conversione, di spogliazione e di umiltà. Che lo Spirito di Dio ci infiammi di passioni e ci faccia volare leggeri sulle ali della grazia.

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 9 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 7/1/2023 5:20:00 (13 letture)


                LUNEDI',  9 GENNAIO 2023


Iniziamo oggi il "Tempo Ordinario". Questo tempo è detto "ordinario", perché in esso noi celebriamo, liturgicamente, il mistero del Cristo lungo il ritmo quotidiano delle settimane e delle Domeniche, attraverso la Sua Parola, i fatti, le parabole e i miracoli del Vangelo. Celebrare il mistero di Cristo nell'ordinario significa, dunque, vivere da veri suoi discepoli nella fedeltà di ogni giorno. Ed è molto bello e significativo che all'inizio di questo Tempo Ordinario la liturgia metta davanti a noi un invito pressante di Gesù, che ripete nella chiamata dei suoi primi quattro Apostoli nel Vangelo di oggi: «Venite dietro a me». Ad esso segue una duplice risposta: «E andarono dietro a Lui»: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni: «Subito andarono dietro a Lui». Per noi questo invito del Maestro è assai prezioso: in questo Anno Nuovo dobbiamo andare dietro a Gesù. È Lui che deve tracciare il cammino, non noi! Chi stabilisce autonomamente il proprio cammino, vive nella solitudine più profonda, anche se è attorniato dalla folla. Chi invece "va dietro a Gesù" è sempre con Lui, con l'Amico per eccellenza, col Signore. Seguire Gesù presenta due aspetti: un aspetto di umiltà, di sacrificio, di rinuncia e un aspetto positivo, "siamo con Lui". Essere con Gesù significa non essere soli, non essere nelle tenebre ma nella luce, perché Gesù ha detto: "Chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". Chi segue Gesù è sempre con Lui, con il suo fratello e Signore, ed è in una gioia immensa. Di fronte ad ogni gioia e ad ogni tristezza chiediamoci: "Chi sto seguendo adesso?", così vedremo dove sono le vere gioie e non ci lasceremo ingannare da gioie false. Se seguo il Signore sono nella strada della vera gioia; se seguo il Signore anche le mie pene sono feconde. Chiediamo a Gesù che ci dia il desiderio di seguirlo sempre, anche a prezzo delle rinunce che questo può comportare, per vivere nella gioia vera.


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ANNUNCIAZIONE: PRIMO MISTERO DELLA GIOIA
PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO: QUARTO MISTERO DELLA GIOIA
PARTICOLARE DELL'ALTARE
DIN DON DAN AUGURI DI BUONA PASQUA!
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