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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 10 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 10/5/2022 7:50:00 (10 letture)




MARTEDI', 10 MAGGIO 2022


Per i discepoli di Gesù il suo insegnamento consiste soprattutto nell'affermazione che Egli e il Padre sono una  cosa sola. I Giudei non accettano questa verità e accusano Gesù di proclamarsi Dio. In Gesù, Dio si fa uomo. La prima comunità giudeo-cristiana di Gerusalemme non sa come valutare il fatto che altrove siano nate comunità che si ispirano a lei, ma che vivono di vita propria. Tutto ciò è frutto delle persecuzioni. Pochissimi resistono a Gerusalemme, molti sono dovuti scappare e ora stanno in paesi che non sono la terra promessa! La tentazione è di sentirsi la porzione eletta, i migliori, i depositari dell'autenticità dell'esperienza. Solo la deportazione a Babilonia aveva permesso di capire che i criteri per valutare autentica un'esperienza di Dio erano altri. Barnaba è un discepolo affidabile. Un uomo conosciuto dalla nascente chiesa di Gerusalemme come saggio, equilibrato; straniero di Cipro è capace di capire altri mondi, ma si è dimostrato fedele alla primissima comunità cristiana, tanto da aver venduto i suoi beni per essa. Viene mandato lui a visitare la comunità di Antiochia. L'esperienza e la valutazione di Barnaba sono estremamente positive. La grazia di Dio lì sta lavorando e chiede fedeltà allo Spirito che anche ad Antiochia sta portando vita nuova. Signore, quanta onestà ci vuole per riconoscere il bene, quello che non facciamo noi, ma che nasce oltre noi. Essere fedeli a volte implica rompere con le regole considerate fino a quel momento come le uniche giuste. Gli autentici amici di Dio godono della liberalità dello Spirito e riconoscono le sue manifestazioni, dovunque avvengano: riconoscono il bene dovunque venga fatto, e ne godono.


PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 7/5/2022 11:30:00 (10 letture)



SECONDA SETTIMANA DI MAGGIO 2022


Donandoci, per mezzo del Battesimo, di far parte della Chiesa, Gesù ci assicura di conoscerci uno per uno. La vocazione battesimale è sempre personale, e richiede una risposta di responsabilità in prima persona. Ci sentiamo sicuri, nella Chiesa, perché Gesù è sempre con noi, ci chiama e ci guida con la voce esplicita del Papa e con i suggerimenti interiori che ci aiutano a riconoscerla e a corrispondervi. Se restiamo nella Chiesa, con il Papa, non andremo mai dispersi, perché Gesù ci conosce per nome e ha dato la sua vita per salvarci. Quella vita che si comunica a noi, pegno di eternità, nell'Eucaristia, purché degnamente ricevuta. Non dobbiamo aver paura di nulla. Attraverso Gesù entriamo in comunione con il Padre e partecipiamo alla Vita Trinitaria. I pericoli esterni non ci turbano: dobbiamo temere soltanto il peccato che ci seduce a trovare altre vie, lontane dal percorso del gregge guidato da Gesù. La nostra personale fedeltà alla voce del Pastore contribuisce all'itinerario di salvezza che la Chiesa guida nel mondo, e da essa dipende la nostra felicità. Dobbiamo attingere alla grazia di Dio nei Sacramenti più spesso consapevoli della distruzione che il peccato può portare nella nostra vita. Gesù ha un sogno di amore verso di noi, un sogno di eternità: quello di renderci una cosa sola con il Padre. Oggi ricordiamo un santo, un grande confessore che si è reso, per grazia di Dio, braccia misericordiose del Padre: San Leopoldo Mandic. Egli non si stancava di chiedere ai cristiani di alimentare l'amore di Dio con atti di bene e diceva: «L'amore di Gesù, non si stanca di ripetere, è un fuoco che viene alimentato con il sacrificio e l'amore della croce; se non viene nutrito così, si spegne». Se ci alimentiamo ai pascoli dove ci conduce il pastore, siamo in cammino verso l'Amore vero, verso la salvezza della nostra vita. Nessuna salvezza c'è al di fuori di Cristo.





IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 9 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 7/5/2022 8:40:00 (12 letture)


LUNEDI', 9 MAGGIO 2022


Io sono il Buon Pastore, dice il Signore; conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Il Buon Pastore dà la vita per le sue pecore. Gesù è unto dallo Spirito Santo e inviato. Essere discepoli missionari significa partecipare attivamente alla missione del Cristo, che Gesù stesso descrive nella sinagoga di Nazareth. Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore. Questa è anche la nostra missione: essere unti dallo Spirito e andare verso i fratelli ad annunciare la Parola, diventando per essi uno strumento di salvezza. Tutti sono chiamati a ricevere lo Spirito Santo, quindi ad avere fede e diventare veri cristiani, anche se vengono dall'ateismo o da altre religioni. Aiutaci, Signore, ad annunciare la Tua Parola con le parole e ancor più con l'esempio della nostra vita. Per poter fare questo dobbiamo accogliere i Tuoi doni ed in particolare dei Sacramenti che la Chiesa ci offre generosamente. Signore, facci restare con Te!


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 6 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 6/5/2022 14:10:00 (10 letture)


VENERDI', 6 MAGGIO 2022


Gesù disse: Vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Il Dono eucaristico è il dono più bello che Gesù ci ha fatto; esso ci fa entrare nella più intima comunione con Lui e con il Padre: ci fa vivere la sua vita e ci insegna a donare la nostra. Colui che mangia la mia carne e beve il mio sangue avrà la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. La condivisione del medesimo pane e del medesimo calice in un determinato luogo unisce i fedeli al Cristo totale, unendoli anche tra di loro e con tutti coloro che partecipano del medesimo pane. La Comunione è dunque la sorgente e la forza di ogni vita comunitaria fra cristiani. Unendoci a Cristo, ci uniamo anche ai fratelli e alle sorelle che condividono la nostra umanità. L'Eucaristia fortifica la carità che, nella vita di ogni giorno, tende ad indebolirsi. Donandosi a noi, Cristo ravviva il nostro amore e ci rende capaci di radicarci in Lui. Il tuo pane, Signore, è vero cibo e il tuo sangue vera bevanda. Dacci sempre di questo cibo.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 5 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 5/5/2022 10:20:00 (34 letture)


GIOVEDI', 5 MAGGIO 2022


Dice Gesù: "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato". E l'apostolo aggiunge: "Nessuno può dire: Gesù Cristo è il Signore, se non sotto l'azione dello Spirito Santo". Se uno solo si avvicina a Lui quando tutti gli altri si allontanano, Egli sa perfettamente che è il Padre stesso che lo ha attirato verso di Lui, e che è lo Spirito del Signore che gli ha fatto confessare la sua fede. Gesù dice anche: "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Per questo è indispensabile, se vogliamo venire salvati, partecipare alla Santa Messa e, confessati, ricevere la Santa Eucarestia, la Santa Comunione. Chi fa la Comunione ha la vita eterna: vive da figlio e sarà risuscitato nell'ultimo giorno. Non si dice che non subirà la morte fisica, ma che questa sarà seguita dalla risurrezione. La vita eterna, che già ora possiede chi mangia di Lui, è la comunione d'amore con Lui. La morte, lontano dall'interromperla, la compirà pienamente. Signore Risorto, abbiamo bisogno di Te Pane di vita. Ne abbiamo bisogno per affrontare le fatiche e le stanchezze del viaggio. Cibarsi del Pane eucaristico e sperimentare la comunione dei fratelli e delle sorelle in Cristo è un bisogno per il cristiano, è una gioia, così il cristiano può trovare l'energia necessaria per il cammino che dobbiamo percorrere. Un cammino, peraltro, non arbitrario: è la strada che Dio ci indica nella sua Parola. Seguire la Parola di Dio, andare con Cristo significa per l'uomo realizzare se stesso; smarrirla equivale a smarrire se stesso.

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