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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 12 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 12/11/2020 8:00:00 (10 letture)


GIOVEDI', 12 NOVEMBRE 2020


I farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o Eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!» Non si manifesta in forme strabilianti; è dentro il nostro quotidiano, come il sole che sfolgora nel cielo libero da nubi e diffonde la sua luce tranquilla e benefica. Il Regno di Dio, per dirla ancor più esplicitamente, è la Presenza stessa del Signore, il Dio con noi. Lo stesso Gesù, il Verbo, si è rivestito della nostra debolezza, che ha vissuto tutto della nostra identità di uomini, tranne il peccato.

 


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 11 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 11/11/2020 6:00:00 (10 letture)


MERCOLEDI', 11 NOVEMBRE 2020


 Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: "Impuro! Impuro!". Sarà impuro finché durerà in lui il male; e impuro, se ne starà solo e abiterà fuori dell'accampamento. San Paolo applica questa norma per la lebbra del peccato. Ai Corinzi chiede che l'uomo, macchiatosi di grave immoralità, venga tolto dalla comunità, finché non si sarà ravveduto, cioè finché non sarà guarito dal suo male di lebbra spirituale. Mandando i lebbrosi a presentarsi ai sacerdoti, Gesù attesta per loro: essi per Lui sono già guariti, anche se la guarigione ancora non è avvenuta. I lebbrosi credono e si incamminano. Avviene la guarigione.  Uno, che è un samaritano, decide di ritornare a ringraziare Dio per mezzo di Gesù. Gli altri nove proseguono. Questi nove sono insensibili al dovere di giustizia. Si ringrazia Gesù, perché ringrazi il Padre, dal quale ha ottenuto il miracolo, poi ci si reca dai sacerdoti per il rito della purificazione. Ogni uomo e ogni credente in Cristo deve sapere che anche nella giustizia vi è un ordine da osservare. Prima Dio e poi se stessi. È ordine di giustizia benedire, lodare, ringraziare Dio per la guarigione ottenuta. Dio però va ringraziato, lodato, benedetto per mezzo di Cristo Gesù. Oggi ricordiamo San Martino che offrì metà del suo mantello ad un povero infreddolito.

IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 10 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 10/11/2020 6:20:00 (8 letture)


MARTEDI', 10 NOVEMBRE 2020


Quando il discepolo di Gesù fa quanto deve fare? Quando trasforma in sua carne e in suo sangue tutta la Parola del Vangelo, secondo doni, carismi, missioni, grazia ricevuti dallo Spirito Santo. Gesù, prima di lasciare questo mondo per tornare al Padre, confessa che ha fatto quanto gli è stato comandato di fare. Gesù è il Servo obbediente, mite, umile, puro, misericordioso vero, pietoso, giusto, santo. San Pietro rivela ai cristiani che è loro obbligo rivestirsi di ogni virtù. Quando avranno indossato tutte le virtù, allora potranno dire di aver fatto quanto è loro dovere fare. Le opere da fare sono quelle comandate. Gesù si fece obbediente fino alla morte di croce. Anche il cristiano deve farsi obbediente ad ogni parola del Vangelo. Se una sola parola ancora da lui non è stata trasformata in sua carne e suo sangue, non può dire di essere un servo utile. Gli manca qualcosa per esserlo. L'opera da portare a compimento è per il discepolo di Gesù solo l'obbedienza. Dall'obbedienza scaturiranno tutte le opere della carità materiale e spirituale, della grazia e della verità, della giustizia e della compassione. Senza obbedienza sono opere naturali, mai soprannaturali.

Madre di Dio, Angeli e Santi, fate che ogni cristiano sia di perfetta obbedienza sempre.  



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 9 NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 7/11/2020 5:10:00 (12 letture)


LUNEDI', 9 NOVEMBRE 2020


La Chiesa è il corpo di Cristo. Il corpo è uno, ma è fatto da molte membra. Dovendo esse vivere in perfetta comunione e sinergia, vi sono delle regole da rispettare. La prima chiede che ogni membro viva la particolarità del suo dono, sempre però con visione universale, cioè a beneficio di tutto il corpo. Ognuno pertanto è obbligato a sapere ciò che lo Spirito gli ha dato, quale missione gli ha conferito, quale conformazione a Cristo ha ricevuto. Si conosce, si obbedisce allo Spirito, il corpo di Cristo cresce e produce frutti di vita eterna, salvezza, redenzione. Senza obbedienza, siamo alberi secchi. La seconda regola vuole che ogni carisma, ministero, vocazione, missione, sia animato dalla carità. La verità non è sufficiente. È necessaria la carità. Neanche la carità da sola è sufficiente. È necessaria la verità. Un albero di fichi per carità non può produrre uva. È un albero di fichi. Così un battezzato non può produrre i frutti di un cresimato o di un presbitero Gli manca la verità soprannaturale che viene dal sacramento. Mai vanno separate verità e carità. La verità è nella carità, la carità è nella verità. Carità e verità sono nello Spirito Santo. La carità è il frutto della verità. Come Gesù purifica il tempio di Gerusalemme, ogni membro del corpo di Cristo, ogni figlio della Chiesa deve giorno dopo giorno purificare se stesso, togliendo dal suo corpo, dal suo cuore, dalla sua anima quanto non è conforme alla volontà del Padre e alla verità e carità dello Spirito Santo. Il cristiano farà questo osservando anche i più piccoli precetti del Vangelo. Ognuno deve sapere che sempre la trasgressione delle cose piccole apre la porta alla trasgressione delle grandi. La propria purificazione è la prima opera di carità e verità che dobbiamo a tutto il corpo di Cristo. Se questa prima carità non viene data, le altre sono carità umane e non soprannaturali e non danno la salvezza. 


PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2020
Inviato da Alba il 6/11/2020 6:10:00 (13 letture)




PAROLA DELLA SETTIMANA



SECONDA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2020

Siamo nell'ambito di una parabola, dove si usa un linguaggio simbolico per dare un messaggio. Il regno dei cieli è il regno di Dio che proviamo a costruire oggi, dove viviamo. Cinque è simbolo di Israele, cosi come le vergini. Rappresentano la sposa che aspetta lo sposo, che è il Signore. Tutte si addormentano, come i discepoli nel Getsemani.  L'unica cosa che distingue questi due Israele è l'olio in piccoli vasi. L'olio è il carburante che ti da la forza per affrontare le situazioni. Può essere l'aver approfondito la Parola di Dio in modo che possa ispirarmi e consigliarmi al momento giusto, può anche essere l'essersi esercitati nella carità e nello spirito di servizio. Tutte cose che non si improvvisano ma che vanno coltivate. E' in piccoli vasi perché sono il frutto di tante piccole cose vissute. La vita è fatta di giornate, nelle quali facciamo tante piccole scelte. Se sono buone, costruiscono la fraternità e la famiglia. Questa è la buona notizia: nel bel mezzo della notte, simbolo di oscurità e quindi di difficoltà, il Signore viene, il Signore passa, come passò in Egitto per liberare il suo popolo. Il grido di entusiasmo viene da chi se n'è accorto, come Maria nel Magnificat. Non ci piace l'immagine di queste cosi dette buone che si comportano da cattive, ma va capito di cosa si parla: se l'olio è qualche cosa che ho assimilato ascoltando la Parola e esercitandomi nella carità, non sono in grado di darlo. Posso solo suggerire di fare la stessa cosa che ho fatto io per acquistarlo, e ci vuole tempo e impegno per riuscirci.  Non posso ricevere l'amore per una persona da un altro, nè ricevere i meriti di un servizio caritatevole fatto da altri. Ognuno di noi è il frutto di ciò che ha coltivato. Ogni tanto, nella nostra vita, il Signore passa. Signore ti prego, fa' che me ne accorga.








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