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IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 7 APRILE 2021
Inviato da Alba il 9/4/2021 8:30:00 (6 letture)


MERCOLEDI', 7 APRILE 2021


Tre uomini camminano sulla stessa strada. Quale differenza li contraddistingue? La Parola. Due di loro parlano parole di un cuore deluso, amareggiato. Essi avevano riposto la loro speranza in un uomo, Gesù di Nazaret. Avevano pensato e creduto che fosse Lui il Cristo di Dio. Ma poi è finito sul patibolo della croce. Dalla piena conoscenza della Parola di Dio, anche dalla croce nasce la speranza, dal dolore spunta la luce, dalla sofferenza sorge il sole della carità, della giustizia e della pace. Cristo va a rimettere la luce della verità nei suoi discepoli che l'avevano perduta. Oggi molti cristiani hanno perso la verità di Cristo. L'hanno sacrificata sull'altare del pensiero del mondo. Chi deve andare a cercare questi cristiani per portarli nell'ovile della verità di Cristo è il cristiano che ha conservato la fede, la luce, la carità, la speranza, secondo la pienezza del Vangelo e di tutta la Scrittura. Se il cristiano non diviene luce per ogni altro cristiano, a poco a poco il mondo ci attrarrà tutti nelle sue tenebre.  


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 6 APRILE 2021
Inviato da Alba il 9/4/2021 8:20:00 (6 letture)


MARTEDI', 6 APRILE 2021


"Va' dai miei fratelli e di' loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". In queste parole di Gesù vi è la più grande rivoluzione religiosa di tutta la storia del popolo d'Israele. Finora il Dio dei discepoli era il Dio di Abramo. Ora dovrà essere il Dio di Gesù Cristo. Finora padre dei discepoli era Abramo. Ora deve essere il padre di Cristo Gesù. Questa rivoluzione religiosa deve essere per ogni altro uomo, compreso tutto l'antico popolo di Dio, quello nato da Abramo. Per ogni uomo il suo Dio dovrà essere il Dio di Gesù. Il padre suo dovrà essere il Padre di Gesù. Per arrivare al Dio e al Padre di Gesù, Gesù è la via, la verità, la vita. Lui è la via che conduce al Padre. La verità del Padre che ci fa verità del Padre in Lui. Lui è vita del Padre e noi diveniamo vita del Padre solo in Cristo. Chi non compie questa rivoluzione religiosa di accoglienza del suo vero Dio e Padre, rimane nella sua vecchia umanità. Manca della via, della verità e della vita. La religione nella quale vive è misera, povera, manca della verità essenziale che è Cristo Gesù. 


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 5 APRILE 2021
Inviato da Alba il 9/4/2021 8:00:00 (5 letture)


LUNEDI', 5 APRILE 2021


Le donne, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Gesù risorto ci esorta: "Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli", diventate cioè annunciatori e testimoni coraggiosi della sua e nostra risurrezione, fino agli estremi confini della terra. Infatti la missione inizialmente affidata alle pie donne, diventerà il mandato assegnato agli apostoli, ai loro successori e a tutta Chiesa: "Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura". San Pietro, superata la prova, rinfrancato e illuminato dallo Spirito, alza coraggiosamente la voce e comincia ad annunciare la pasqua: «Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nazareth, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.». La morte sia stata sconfitta per sempre, è una verità che noi cristiani in qualche modo crediamo, dopo secoli di storia Scriviamo, incidiamo nel profondo della nostra anima il messaggio di Gesù: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno". 

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 2 APRILE 2021
Inviato da Alba il 2/4/2021 6:10:00 (5 letture)


VENERDI', 2 APRILE 2021


In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». I Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno. Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. I servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote. Condussero poi Gesù nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei? Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Pilato uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l'usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto». Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. E subito ne uscì sangue e acqua. Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in precedenza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. 


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 1 APRILE 2021
Inviato da Alba il 1/4/2021 6:10:00 (9 letture)


                  GIOVEDI', 1 APRILE 2021           



Oggi contempliamo l'ultima cena di Gesù con i suoi discepoli. Marco Matteo e Luca ci raccontano che nell'ultima cena, Gesù istituì l'Eucarestia. Prese del pane e del vino e disse: "Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, fate questo in memoria di me". Giovanni, che è l'evangelista che scrisse per ultimo ed è il più teologo, la sostituisce con la lavanda dei piedi e conclude dicendo: "Vi ho dato l'esempio, perché come ho fatto io facciate anche voi". Quindi quando io servo posso farlo in memoria di Lui o, se preferite, quando desidero fare memoria di Lui basta che mi metta al servizio di chiunque abbia bisogno, o che viva il mio lavoro come servizio, come occasione per amare ed essere in comunione con Gesù. Gesù prende il pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo, cioè dono di Dio e dell'amore dell'uomo, per dirci: Io, in tutta la mia vita, mi sono fatto pane per nutrire tutti, per aiutare tutti. Come i genitori nutrono i figli, così io rivelo un Dio che desidera aiutare tutti. Prende il vino dicendo: questo è il mio sangue, la mia vita che vi regalo, la metto nelle vostre mani, al vostro servizio. Gesù ci dona la sua vita facendosi pane e viene in mezzo a noi oggi, nell'Eucarestia, dicendoci: "Eccomi. Io mi sono fatto pane. Se desideri nutrirti di me, fare memoria di quello che sono, manifestalo alzandoti in mezzo all'assemblea, e vieni in mezzo per ricevere l'eucarestia, che è come dire pubblicamente, anche io voglio provare ad amare e servire questa umanità, per essere realmente in comunione con Lui e vivere da Figlio di Dio. Così si costruisce il Regno di Dio dove viviamo oggi. Signore, facci crescere nel desiderio di essere in comunione con Te.


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