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PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE AGOSTO E INIZIO SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 28/8/2021 6:50:00 (30 letture)


FINE AGOSTO E INIZIO SETTEMBRE 2021


Si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate, gli chiesero perché i suoi discepoli prendevano cibo con mani impure. Gesù rispose loro che Isaia aveva profetato di loro, ipocriti, che onoravano Dio con le labbra, ma il loro cuore era lontano da Lui. Invano rendevano culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini, trascurando il comandamento di Dio. Chiamata di nuovo la folla, diceva loro che non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro. E diceva ai suoi discepoli che dal cuore degli uomini uscivano i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive venivano fuori dall'interno e rendevano impuro l'uomo. Gesù critica il formalismo vuoto e sterile dei farisei, la loro ricerca di sicurezza tradotta in pratiche rituali, che soffoca la novità, la bellezza e la fantasia di Dio. Gesù li condanna per due motivi. Il primo: hanno deformato il comandamento di Dio, mettendo in bocca a Dio leggi e norme degli uomini. Il secondo: non ci sono cose pure o impure ma è il cuore puro o impuro. Non è ciò che è fuori ma ciò che è dentro che consacra o contamina le cose e le persone. Tutto è secondo il tuo cuore. Il male non può entrare dall'esterno, può essere scelto liberamente dall'uomo ed essere da lui compiuto, con parole ed azioni. Non c'è niente che possa rendere impuro il discepolo tra le realtà che sono fuori del suo corpo: né il cibo, né il contatto, né le relazioni. C'è una frase di questo brano, che Gesù riprende da Isaia: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me." Le labbra cantano le lodi di Dio, ma le orecchie non sono pronte a custodire la Parola. Gesù non invita i suoi discepoli a trasgredire, ma invita chi è osservante ad esserlo veramente. E per essere veramente osservanti non bisogna salvare la forma, ma il cuore.

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 30 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 28/8/2021 6:00:00 (24 letture)


LUNEDI', 30 AGOSTO 2021


Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e come al solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Aprì il rotolo del Profeta Isaia e trovò il passo dove era scritto che lo Spirito del Signore era sopra di lui e per questo lo aveva consacrato con l'unzione,  lo aveva mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e a proclamare l'anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro che in quel giorno si era compiuta la Scrittura che avevano ascoltato. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, perché lo conoscevano come il figlio di Giuseppe. Ma egli rispose loro che gli avrebbero detto di curare se stesso e che facesse anche là nella sua patria quello che era accaduto a Cafàrnao. Gesù disse che nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Fece l'esempio di molte vedove che erano in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro. All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori dalla città. Lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Gesù, sbalordisce tutti, affermando che la profezia di Isaia si è realizzata, dicendo a tutti di essere pieno di Spirito e di sentirsi chiamato ad annunciare la buona notizia. La tensione sale, ma Gesù riesce a cavarsela. Luca ci racconta in che modo Gesù medita la Parola: facendola vibrare con la propria vita. Leggendo Isaia lascia uscire il piccolo Isaia che c'è in ognuno di noi e vede intorno a sé la profezia che si realizza. Imparassimo anche noi a lasciar vibrare così la Parola in noi!

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 27 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 27/8/2021 5:20:00 (22 letture)


VENERDI', 27 AGOSTO 2021


Gesù disse ai suoi discepoli la parabola delle dieci vergini, che si riferisce al Regno dei cieli. Dieci vergini presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido che annunciava l'arrivo dello sposo. Le vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte chiesero alle sagge un po' del loro olio, ma le sagge risposero di andare a comperarlo. Mentre esse andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e chiesero di aprire la porta, ma lo sposo rispose che non le conosceva. Dobbiamo vegliare, perché non conosciamo né il giorno né l'ora in cui arriverà lo sposo. Tornerà lo sposo nella gloria per ricapitolare tutte le cose. Tornerà e noi siamo chiamati a vigilare e ad aspettarlo con fiducia. Dobbiamo aspettare il ritorno glorioso del Signore nella pienezza dei tempi. Se durante la celebrazione dell'eucarestia, dopo la consacrazione, quando la comunità proclama solennemente "nell'attesa della tua venuta", Gesù venisse veramente, come reagiremmo? Eppure l'attesa è la caratteristica principale del cercatore di Dio. Un'attesa operosa, che veglia, che agisce. Il rischio di assopirsi è sempre presente. Il rischio di vivere come se Gesù non fosse presente, è palpabile nel nostro cristianesimo annacquato. Accogliamo questa parabola come un invito a vegliare nella gioia aspettando il ritorno dello sposo. Verrà quando meno ce lo aspettiamo. Oggi festeggiamo Santa Monica, la mamma di Sant'Agostino. Il colloquio fra Monica e Agostino ci apre la profondità del suo spirito tutto proteso verso la patria del cielo.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 26 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 26/8/2021 5:20:00 (17 letture)


GIOVEDI', 26 AGOSTO 2021


Gesù disse ai suoi discepoli di vegliare, perché non sanno in quale giorno il Signore verrà. Se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche loro devono tenersi pronti perché verrà il Figlio dell'uomo ed essi non sanno quando. Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo che il suo padrone tarda e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa e lo punirà severamente. Vegliamo aspettando il ritorno del Signore, perché tornerà nella gloria, nella pienezza dei tempi. Dopo essere venuto nella storia, avere annunciato il Regno di Dio, avere proclamato il vero volto del Padre, essere morto e risorto, tornerà nella pienezza dei tempi per ricondurre a sé ogni creatura. Questa è la fede dei discepoli. Quanti ci dicono che la nostra fede è illusoria, che Gesù è stato un buon uomo spazzato via dall'arroganza del potere! Vegliamo, per non cedere. Vegliamo perché la fede è proprio un'attesa protratta nel tempo, un desiderio che non si spegne e non finisce. Vegliamo non solo in attesa del Signore glorioso che verrà alla fine, ma anche di quello che viene ad illuminare la nostra anima, oggi.

 


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 25 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 25/8/2021 10:30:00 (24 letture)


MERCOLEDI', 25 AGOSTO 2021


Gesù disse che scribi e farisei erano ipocriti e che assomigliavano a sepolcri imbiancati. All'esterno appaiono giusti davanti alla gente, ma dentro sono pieni di ipocrisia e di iniquità. Gli scribi e i farisei sono ipocriti, perché costruiscono le tombe dei profeti e adornano i sepolcri dei giusti, e dicono che se fossero vissuti al tempo dei loro padri, non sarebbero stati loro complici nel versare il sangue dei profeti. Così testimoniano, contro loro stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Così essi colmano la misura dei loro padri. Questo brano ci ricollega a quello della vite e dei tralci, in cui il Padre veniva glorificato dal frutto portato dai discepoli. Il verbo amare è qui utilizzato in modo da esprimere un comportamento globale, sempre in atto, che continua a produrre nel tempo i suoi effetti. Come il Padre ha amato il Figlio, il Figlio ama noi. In questo caso il verbo amare evoca il momento unico della Passione, quando l'amore di Gesù si è manifestato all'estremo. Da ciò emerge l'appello del Figlio a rimanere nel suo amore, come Egli è rimasto nell'amore del Padre. Cosa significa rimanere nel suo amore? Non si tratta soltanto di rimanere fermi nella fede, ma di vivere nell'amore ricevuto da lui e quindi dal Padre. E' un amore che significa comunione delle volontà, significa restare unito al Padre obbedendo ai suoi comandamenti. Anche Gesù ha obbedito ai comandamenti del Padre. Il "come" rende Gesù non solo il modello di questo tipo di permanenza, ma addirittura la fonte.  


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