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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 24 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 24/8/2021 8:00:00 (17 letture)


MARTEDI', 24 AGOSTO 2021


Filippo trovò Natanaèle e gli disse che avevano trovato Colui del quale avevano scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret. Natanaèle gli chiese se da Nàzaret potesse venire qualcosa di buono. Filippo gli rispose di andare e vedere lui stesso. Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui che era un Israelita in cui non c'era falsità. Natanaèle gli domandò come facesse a conoscerlo. Gli rispose Gesù che prima che Filippo lo chiamasse, lo aveva visto quando era sotto l'albero di fichi. Gli replicò Natanaèle che Lui era il Figlio di Dio e il re d'Israele. Gesù gli disse che egli credeva solo perché gli aveva detto che lo aveva visto sotto l'albero di fichi, ma egli vedrà cose più grandi di queste. Poi aggiunse che avrebbe visto il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo. Sul finire dell'estate la Chiesa ci invita a celebrare la splendida festa di un apostolo, san Bartolomeo, da sempre identificato con il Natanaele di cui parla l'evangelista Giovanni. Natanaele conosce la Scrittura, sa bene che Nazareth è un piccolo villaggio che gode di un poco lusinghiero primato: non compare mai nella Bibbia. Come può il Messia venire da un posto abitato da duecento persone che vivono nelle grotte? Natanaele conosce la Scrittura: Gesù lo trova sotto un albero di fico, l'albero della meditazione della Torah, i cui frutti sono dolci come quelli del fico. E ha un altro pregio: è amico di Filippo, il cui nome denuncia un'origine pagana.

 



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 23 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 20/8/2021 10:10:00 (24 letture)


LUNEDI', 23 AGOSTO 2021


Gesù disse che scribi e farisei chiudevano il Regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entravano loro e non lasciavano entrare nemmeno quelli che volevano entrare. Erano guide cieche, che dicevano che se uno giurava per il tempio, non contava nulla; se invece uno giurava per l'oro del tempio, restava obbligato. Ma che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dicevano anche che se uno giurava per l'altare, non contava nulla; se invece uno giurava per l'offerta che vi stava sopra, restava obbligato. Ma che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso. Quando la porta si chiude, alcuni vi bussano pretendendo di avere diritto ad entrare perché sono sempre andati a Messa e hanno ascoltato la sua Parola. Gesù dichiara che non li conosce perché hanno ascoltato ma non hanno messo in pratica. Tutto questo equivale a dire che ormai non è la pratica religiosa che fa di me un cristiano, né la fede. Questi sono solo degli aiuti che ricevo per poter essere cristiano amando e servendo. Lo scopo del Vangelo non è di dire che Gesù ci butterà fuori, ma quello di farmi riflettere domandandomi se sono lontano o vicino a questo Regno dei cieli. Ma di rimando mi dice anche che è aperto a tutti quelli che hanno amato. Gesù ci parla di una Salvezza veramente universale.


PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 20/8/2021 9:30:00 (21 letture)


QUARTA SETTIMANA DI AGOSTO 2021


Molti dei discepoli, dopo aver ascoltato Gesù, dissero che la sua parola era dura, difficile da ascoltare. Gesù disse che è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla. Le parole dette da Lui erano spirito e vita, ma tra loro vi erano alcuni che non credevano. Nessuno può andare a Gesù se non gli è concesso dal Padre. Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Allora Gesù chiese ai Dodici se volevano andarsene anche loro. Gli rispose Simon Pietro che solo Lui aveva parole di vita eterna e che loro avevano creduto e conosciuto che Lui era il Santo di Dio. Il brano di Vangelo che si legge oggi è quello che conclude il lungo discorso sull'Eucaristia tenuto da Gesù nella sinagoga di Cafarnao, il discorso che abbiamo letto a brani nelle scorse domeniche. "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue.", "Colui che mangia me.": queste e simili espressioni, da lui usate, non potevano lasciare indifferenti; sono così forti, che potevano suscitare solo una risposta decisa, di accettazione o di rifiuto. Ed ecco che da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Ma Gesù non cambiò niente, perché la verità era quella. La Chiesa trae la risposta anche ai suoi problemi di oggi. Le chiese si svuotano; le confessioni si fanno rare; preti e suore sono sempre meno; le convivenze non destano più meraviglia; quelli che si sposano in chiesa sono vistosamente in calo, e anche loro poi spesso divorziano; per tanti, il papa e i vescovi possono ben parlare: chi se ne importa? Insomma è in atto un'ennesima crisi, una delle tante che, ciascuna a modo proprio, nel corso dei secoli hanno investito il mondo cristiano. Che cosa farebbe Gesù? Non addomesticherebbe sicuramente la verità per essere accolto. Siamo noi che, se vogliamo essere dei veri cristiani, dobbiamo accogliere la verità, così come Gesù ce l'ha presentata.


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 20 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 20/8/2021 5:40:00 (17 letture)


VENERDI', 20 AGOSTO 2021



I farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova e gli chiese quale fosse il grande comandamento della Legge. Gesù rispose che diceva di amare il Signore con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente. Il secondo poi era simile al primo e ci diceva di amare il prossimo come se stessi. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. Ci si può avvicinare alla fede col cuore stretto e piccino, con astuzia e malevolenza. Così, spesso, gli evangelisti riportano di persone che tendono tranelli a Gesù e cercano il modo di metterlo in difficoltà. Gesù scontenta molti, ma colma di gioia gli ultimi, i perdenti, i peccatori, le folle, perché, per la prima volta, si sentono accolti, capiscono la Parola, intravvedono il sorriso di Dio. Anche noi possiamo commettere l'errore di avvicinarci a Gesù col cuore colmo di pregiudizi. E peggio ancora succede nei confronti della Chiesa e dei cristiani. Col cuore serrato, non sentiamo la voce del Signore che ci parla di amore. Oggi ricordiamo San Bernardo, abate e dottore della Chiesa, che fu padre dell'Ordine Cistercense. L'obbedienza e il bene della Chiesa lo spinsero spesso a lasciare la quiete monastica per dedicarsi alle più gravi questioni politico-religiose del suo tempo. Fu guida spirituale ed educatore di generazioni di santi. Ispirò un devoto affetto all'umanità di Cristo e alla Vergine Madre.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 19 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 19/8/2021 5:00:00 (24 letture)


GIOVEDI', 19 AGOSTO 2021


Gesù, riprese a parlare con parabole ai capi dei sacerdoti e ai farisei e disse che il Regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi perché dicessero che aveva preparato il pranzo e tutto era pronto, ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari. Altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi mandò i suoi servi per le strade a chiamare tutti alle nozze. I servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì. Il re entrò e vide un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli chiese spiegazione, ma quello non rispose. Il re ordinò ai servi di legarlo mani e piedi e gettarlo fuori nelle tenebre. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti. Spesso, ci comportiamo come gli invitati alla festa di nozze della parabola: accampiamo mille scuse e rifiutiamo l'invito, o facciamo sparire dalla nostra vita anche chi ci ricorda l'invito. Mistero della nostra povertà che rifiuta il bene! E le scuse sono sempre le stesse: abbiamo troppe cose da fare, non abbiamo tempo. Dio ci siede accanto e noi ci alziamo da tavola e ce ne andiamo. Fermiamoci un attimo, alziamoci almeno una spanna da terra e proviamo a guardare alle cose in altro modo. E' vero che la quotidianità ci impegna tanto, ma cosa abbiamo di meglio da fare per essere felici?


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