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IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 4 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 4/5/2022 11:50:00 (19 letture)


MERCOLEDI', 4 MAGGIO 2022


La vita eterna è la vita che Dio stesso dona alla nostra esistenza terrena, che ci prepara a quella immortale nel cielo, quella che già qui sulla terra ci rende figli di Dio. La condizione per ottenere questo grande dono è la fede, che ci fa contemplare in Cristo il Figlio di Dio e orienta tutta la nostra vita terrena alla persona di Gesù. Egli ci toglie dalla fragilità e incertezza delle cose per trasportarci nella pienezza della vita spirituale e ci fa ritrovare l'eternità, partecipando alla vita stessa di Dio. Signore, fa' che la nostra fede si arrenda alla testimonianza dello Spirito Santo, e abbia la garanzia nella docilità alla Tradizione e all'autorità del Magistero della santa Chiesa. Gesù dice che non vuole fare la propria volontà, ma quella del Padre. Fare la volontà di Dio non restringe la nostra libertà. La volontà del Padre è comunicare la propria vita ai suoi figli. Per questo Gesù, scendendo dal cielo, compie l'opera del Padre, perché nulla vada perduto di quanto Egli ama. Anche noi siamo interpellati da questa volontà paterna, che ci promette come ricompensa la risurrezione. Nella preghiera, chiederemo al Signore di aiutarci a non scartare nulla e nessuno di quanti Egli ama. Una preghiera per i defunti, forse la più bella, invoca: ammettili a godere la luce del tuo volto. Dio è risposta al nostro bisogno di felicità. 


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 3 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 3/5/2022 11:20:00 (10 letture)


MARTEDI', 3 MAGGIO 2022


Gesù consola gli apostoli dicendo loro che va a preparare un posto per loro e aggiunge: "Per andare dove vado io, voi conoscete la strada". Tommaso chiede: "Signore, noi non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?". Gesù gli risponde: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Gesù Cristo, il Verbo incarnato, è la via verso il Padre. Una via unica ed esclusiva. La dichiarazione di Gesù prosegue: "Se conoscete me, conoscerete anche il Padre". Gli apostoli conoscono già il Padre e in qualche modo lo hanno visto nel Figlio, nel suo dono di amore. L'opera di Gesù rappresenta la prova migliore della sua unità col Padre. Gesù promette di ascoltare sempre la preghiera di colui che la rivolgerà al Padre nel suo nome. Chi vede Gesù, in realtà vede il Padre. Nella sua umanità si può vedere Dio, guardando l'agire di Gesù. Ascoltando le sue parole si può incontrare Dio. Se conosciamo intimamente Gesù e siamo compagni della sua Croce, possiamo risorgere con Lui. il Signore vuole incontrarci, lasciarsi "vedere" da noi. E' come un intimo rapporto di amicizia con Colui dal quale ci sentiamo amati. Possiamo parlare con Gesù, con il Padre e con lo Spirito Santo, come si parla con un amico, il più fidato amico.


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 2 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 30/4/2022 10:10:00 (20 letture)


LUNEDI', 2 MAGGIO 2022


Gesù Figlio di Dio non è al nostro livello, ci è infinitamente superiore, in un modo che possiamo appena intravedere nel racconto della trasfigurazione e accettare nella fede. Ma nella storia della Chiesa sorgono ogni tanto uomini che vogliono ridurre Gesù alla misura umana, alla nostra statura di creature. Un uomo grande, santo, adottato da Dio, ma non Figlio di Dio. E molti nella storia hanno accettato questa teoria, perché è più facile, non esige l'adesione ad un mistero ineffabile, incomprensibile. Però, se Gesù non è Figlio di Dio, noi non siamo né redenti né salvati, essendo la salvezza opera di Dio. E' difficile credere che Gesù abbia vinto il mondo quando si subiscono persecuzioni. Ma la vittoria non ci può essere senza lotta, senza essere passati attraverso la passione del Signore. Un cristiano non può meravigliarsi troppo di essere, come Gesù, perseguitato, perché solo a queste condizioni si giunge a continuare a credere, anche nelle tribolazioni, che Dio ci ama e ci prova per un maggiore bene. Dice Gesù alla folla che lo cerca solo perché ha mangiato di quei pani del miracolo della moltiplicazione e si è saziata. Aggiunge che devono procurarsi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo darà loro. E' su di Lui che Dio Padre ha messo il suo sigillo. La folla che aveva mangiato quel pane, non vedendo più Gesù, va a cercarlo. Trovatolo di là dal mare, gli chiede quando era andato là. Glielo chiede per interesse, ma Gesù dice a tutti che si procurino non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, cioè la Parola di Dio: è il dono che il Figlio dell'uomo ci dà tutti i giorni. Signore Gesù, anche noi, come la folla del Vangelo, ti cerchiamo e Tu donaci la gioia di trovarti nell' Eucaristia. O Gesù, vero pane, unico e solo nutrimento sostanziale delle anime, riunisci tutti i popoli attorno alla tua tavola. Nutriti di te e da te, o Gesù, gli uomini saranno forti nella fede, gioiosi nella speranza e attivi nelle molteplici opere di carità.

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 29 APRILE 2022
Inviato da Alba il 29/4/2022 6:20:00 (24 letture)


VENERDI', 29 APRILE 2022


Santa Caterina da Siena, Patrona d'Italia, è stata libera da ogni terrena cupidigia ed ha amato la verginità consacrata al celeste sposo, Cristo Gesù. E' stata affamata di giustizia e di misericordia. Caterina da Siena offre nei suoi scritti uno dei più fulgidi modelli di quei carismi di esortazione, di parola di sapienza e di parola di scienza. Quanti  richiami all'imitazione di Cristo in tutti i misteri della sua vita e della sua Passione. Quanti efficaci ammaestramenti per la pratica delle virtù nei vari stati di vita! Le sue Lettere sono come altrettante scintille di un fuoco misterioso, acceso nel suo cuore ardente di amore Infinito, ch'è lo Spirito Santo. Caterina fu la mistica del Verbo Incarnato, e soprattutto di Cristo crocifisso; essa fu l'esaltatrice della virtù redentiva del Sangue adorabile del Figlio di Dio, effuso sul legno della croce con larghezza di amore per la salvezza di tutte le generazioni. Questo Sangue del Salvatore, la Santa lo vede fluire continuamente nel Sacrificio della Messa e nei Sacramenti, grazie al ministero dei sacri ministri, a purificazione e abbellimento dell'intero Corpo mistico di Cristo. La Chiesa è per lei autentica madre, a cui è doveroso sottomettersi, prestare riverenza ed assistenza. Il messaggio di una fede purissima, di un amore ardente, di una dedizione umile e generosa alla Chiesa cattolica, quale Corpo mistico e Sposa del Redentore divino: questo è il messaggio tipico di Santa Caterina. Ella offre nei suoi scritti uno dei più fulgidi modelli di quei carismi di esortazione, di parola di sapienza e di parola di scienza, che san Paolo mostrò operanti in alcuni fedeli presso le primitive comunità cristiane. Quanti raggi di sovrumana sapienza, quanti urgenti richiami all'imitazione di Cristo in tutti i misteri della sua vita e della sua Passione, quanti efficaci ammaestramenti per la pratica delle virtù, proprie dei vari stati di vita, sono sparsi nelle opere della Santa! Le sue Lettere sono come altrettante scintille di un fuoco misterioso, acceso nel suo cuore ardente dall'Amore Infinito, ch'è lo Spirito Santo. Caterina richiama il Papa al suo dovere di restare nella propria Diocesi, Roma, abbandonando la provvisoria anche se più sicura Avignone. Abbiamo bisogno di donne del genere, la Chiesa ha bisogno di lasciare più spazio al carisma femminile della Parola di Dio, di profetesse che richiamino la Chiesa e la nazione italiana alle proprie origini, dicendo ancora che solo la fede, la preghiera e il silenzio possono plasmare caratteri e situazioni.

PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 28/4/2022 12:20:00 (27 letture)


PRIMA SETTIMANA DI MAGGIO 2022


Dopo la risurrezione i discepoli sembra siano ritornati al loro mestiere e alla terra di origine. Da Gerusalemme sono tornati al nord; da pescatori di uomini a pescatori di pesci; dalla montuosità della Giudea al mare della Galilea. Ciò che apparirebbe come un magro tentativo di rivalsa davanti allo scoramento della morte, è il luogo della manifestazione di Gesù. Non esiste ambito di vita e situazione esistenziale in cui "il Signore" esiti a rivelarsi ancora. Il fallimento notturno della pesca viene mutato in incontro e riconoscimento. Infatti riconoscono Gesù: "È il Signore!". Un'affermazione di portata capitale che giunge al culmine del Vangelo e soprattutto come frutto maturo della Risurrezione. Simon Pietro, per tutti i discepoli, si tuffa in mare senza paura alcuna, poiché riconosce in Gesù il Signore. E' la terza volta che Gesù si manifesta ai suoi, dopo la risurrezione; è densa di avvenimenti e di insegnamenti. Egli si ferma sulla riva del lago a cuocere il pesce per loro, e a presentarsi ancora come uno che serve, perché il Risorto è tutto Amore e Spirito vivificante. Ed è sull'amore che interroga Pietro. Non è un esame, ma solo una triplice affettuosa richiesta, all'uomo che per tre volte l'aveva rinnegato e che ciò nonostante doveva essere la prima pietra della sua Chiesa. Di fronte alla debolezza di Pietro, soggetto ad alti e bassi, come un po' tutti noi, si erge maestosa e commovente la fedeltà di Gesù all'uomo che aveva scelto. Ma a tutti noi quel dialogo umano fra Gesù e Pietro dice anche qualcosa di estremamente consolante. Ci dice che, se sbagliamo, Gesù, una volta ravveduti, non ricorda il nostro sbaglio e vede in noi solo quello splendido disegno per il quale Dio ci ha creato. Questa è la misericordia di Dio! Pietro ora si abbandona totalmente a Gesù. Come lui, anche noi esaminiamo il nostro cuore, per potergli dire e ripetere spesso: "Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo".

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