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IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 4 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 4/11/2021 7:40:00 (14 letture)


GIOVEDI', 4 NOVEMBRE 2021


Ecco qui il cuore del Vangelo di Luca che svela il cuore di Dio! Due parabole poste al centro dello scritto lucano, tralasciate dagli altri evangelisti e che hanno scosso in profondità il cuore del discepolo pagano, di Saulo diventato cristiano. Dio è come un pastore che cerca la pecora scappata e fa festa dopo averla ritrovata caricandosela sulle spalle. Non la percuote, stanco e snervato per il tempo perso a cercarla, ma la copre di attenzioni. Dio è come una brava massaia che ha smarrito una moneta e passa il tempo a cercarla finché non la trova e organizza poi una festa con le vicine per manifestare la sua gioia. Dio fa festa, Dio ci cerca, Dio è generoso. Nulla a che vedere col Dio piccino che portiamo nel cuore, il Dio dagli orizzonti limitati, avaro di emozioni, sempre serioso, custode del diritto e della giustizia. Nulla a che vedere con il Dio delle nostre paure e delle nostre celebrazioni asfittiche, rinsecchite, zoppicanti che manifestano non gioia ma stanca abitudine. Il Dio scoperto da Luca è così. Così è il Dio raccontato da Gesù.  Oggi la Chiesa ricorda San Carlo Borromeo, un pastore buono e un dono eccellente per la Chiesa. Consacrato vescovo a soli 25 anni, questo giovane, vissuto negli agi e negli onori del suo rango, si diede tutto al servizio del suo popolo, profondendo ricchezze e salute, sostenendo fatiche e penitenze estreme, che certamente gli abbreviarono la vita. Propugnò con energia e pazienza l'applicazione del Concilio di Trento, con la costante preoccupazione di formare sacerdoti santi e pieni di zelo. L'amore di Gesù crocifisso era per lui modello. Fu l'uomo della preghiera, delle lacrime, della penitenza intesa non come opera eroica ma come partecipazione appassionata alle sofferenze di Cristo. Oggi preghiamo in modo speciale per il nostro papa, vero buon pastore intrepido e noncurante di sé, che moltiplica i viaggi, i discorsi, che accoglie tutti, che annuncia con coraggio e franchezza la verità del Vangelo in ogni circostanza e in ogni punto del mondo.

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDì, 3 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 3/11/2021 4:30:00 (12 letture)


MERCOLEDI', 3 NOVEMBRE 2021


È Dio che suscita in noi il volere e l'operare secondo il suo disegno di amore. È impressionante come una riflessione così profonda sul fare e sull'agire emerga proprio in uno scritto elaborato in reclusione! Paolo, ancora giovane, probabilmente sta scontando una pena in una prigione di Efeso e non sa come andrà a finire. Intanto mantiene i rapporti con i suoi, anche attraverso la solidale e continua presenza degli amici di Filippi che non lo dimenticano, non lo abbandonano in quella situazione. Non solo il loro ricordo e la loro preghiera. Ciò gli testimonia l'amore di comunione che in Dio condividono, dal quale sono legati in una fraternità che si traduce in azioni concrete, benefiche. Signore, che hai iniziato in ciascuno di noi un'opera buona, fa' che le nostre energie la portino a compimento! La vita cristiana deve essere un dialogo con Gesù, perché Gesù sempre è con noi, è sempre con i nostri problemi, con le nostre difficoltà, con le nostre opere buone.

 



IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 2 NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 2/11/2021 10:00:00 (11 letture)


MARTEDI', 2 NOVEMBRE 2021


La liturgia di oggi ci richiama alla Commemorazione dei defunti, quasi a ricordarci il nostro destino e a incoraggiarci verso la via del Paradiso, aperta solo alla Santità alla quale tutti dobbiamo tendere. Pregare oggi per coloro che ci hanno preceduti è anche agevolarli verso quella via di perfezione che li attende, ben consapevoli, come ci dice il Signore nell'odierno Vangelo, che chi va a Lui non lo caccerà fuori. Il Figlio è venuto per fare la volontà del Padre cioè di non perdere nulla di quanto gli è stato dato, ma che lo resusciti nell'ultimo giorno. Siamo chiamati alla vita eterna. Questo è il volere del Padre, che chiunque crede in Gesù, che ha donato la sua vita per noi, abbia la vita eterna. Il Salvatore può essere sempre visto nei poveri, nei malati, nei carcerati e in chiunque sia in uno stato di bisogno. Dio ha affidato a Gesù ciascuno di noi, siamo in buone mani! Gesù custodisce gli uomini come un dono ricevuto dal Padre ed ha a cuore che nessuno di noi si perda. A noi sta avere fiducia in questo amore.

PREGHIERE : VIA LUCIS PER IL TEMPO DI NATALE
Inviato da Alba il 31/10/2021 2:50:00 (11 letture)


VIA LUCIS PER IL TEMPO DI NATALE


G 1  -  G 2 -  G 3 - G 4 -


M 1 -  M 2 - 


L 1 -   L 2 -


R 1 -  R 2 - 


 







G 1 - Nasce Gesù


Noi annunciamo una gioia grande: ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro Salvatore, Cristo Signore: questa è la nostra gioiosa certezza. Il nostro orecchio ha sentito che la stella del mattino si è levata, per noi è nato un bambino. Di qui sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più; un fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre; un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre, una speranza che si ridesta. 


G 2 - Un bambino è nato per noi


Per riconquistare gli uomini, per sollevarli verso di sé, per parlare con loro, Dio è venuto quaggiù come un bambino. Molti fanno del Natale la festa del consumo, dello spreco, dei regali e dei lustrini, della tredicesima e del panettone. Altri soffocano Dio-Bambino impedendogli di crescere: Dio rimane bambino per tutta la loro vita: una fragile statuetta di terracotta, relegata in una scatola, che si depone nella bambagia una volta all'anno:, solo una scusa per dare un certo colore religioso alla grande baldoria del Natale pagano. Le parole che questo Bambino ha portato agli uomini non sono ascoltate.


G 3 - Venne fra la sua gente

Gesù è parte della nostra storia umana. Il senso teologico della venuta di Cristo non distrugge di per sé la cornice festosa e la poesia del Natale, ma la ridimensiona e la colloca nel giusto contesto; Gesù che nasce è la Parola di Dio che si fa come: noi, esseri umani, siamo portati forse a soffermarci di più sul bambino, tenero e fragile, che non sul suo aspetto di Verbo Incarnato. Giovanni inserisce l'Incarnazione nel piano della storia della salvezza. Come attraverso il Verbo eterno era sbocciata la prima creazione, per opera dell'Incarnazione dello Stesso Verbo avviene una nuova creazione: l'uomo accede alla condizione di figlio di Dio: il rapporto uomo-Dio che il peccato aveva interrotto è risaldato in Cristo. Divenuto figlio di Dio l'uomo è in grado di realizzare il suo compito di creatura: egli può rivolgersi a Dio e chiamarlo «padre» ed è libero perché è figlio e non servo, ed ama gli altri uomini perché fratelli.



PRIMA TAPPA


Un uomo come noi 


G 4 - In tutte le testimonianze della fede cristiana primitiva, è chiara una cosa: nell'ambito della storia si presenta un uomo come tutti noi, tale però che in tutta la sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla terribile morte in croce, oltrepassa le dimensioni dell'umano e proprio per questo ci apre una porta che fa intravedere la trascendenza dell'esistenza umana. Un uomo che compie segni straordinari e pronuncia parole che non tramontano. Egli mette in pratica l'amore come nessun altro e rivela che cosa è l'amore che salva gli uomini. Un uomo, nel quale l'eterno irrompe nel tempo; attraverso il quale gli uomini vengono a conoscere le profondità e le altezze della esistenza umana. Egli diventa speranza per gli uomini destinati alla morte, poiché morendo ci meritò la vita e ci aprì un nuovo futuro. Tutto ciò si rivela già nella sua nascita: il debole bambino che giace nella mangiatoia è il Salvatore del mondo. Questo è l'intramontabile messaggio del Natale.


M 1 - Dai Discorsi del Papa san Leone Magno

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita. Il Figlio di Dio infatti, giunta la pienezza dei tempi che l'impenetrabile disegno divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura umana, l'assunse lui stesso in modo che il diavolo, apportatore della morte, fosse vinto da quella stessa natura che prima lui aveva reso schiava. Così alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama. Essi vedono che la celeste Gerusalemme è formata da tutti i popoli del mondo. Di questa opera ineffabile dell'amore divino, di cui tanto gioiscono gli angeli nella loro altezza, quanto non deve rallegrarsi l'umanità nella sua miseria! O carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, perché nella infinita misericordia, con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi, e, mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo perché fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue mani. Deponiamo dunque l'uomo vecchio con la condotta di prima e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.



L 1 - Dal Vangelo secondo Luca

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.



L 2 -  Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio  il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita  la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo  il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.



M 2 - Nel mistero dei Verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del tuo fulgore, perché conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore delle cose invisibili.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo  il suo insegnamento


G 1 -  Nel mistero dei Verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del suo fulgore, perché conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore delle cose invisibili.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo il suo insegnamento


G 1 - Il Figlio di Dio è nato scartato per dirci che ogni scartato è figlio di Dio. È venuto al mondo come viene al mondo un bimbo, debole e fragile, perché noi possiamo accogliere con tenerezza le nostre fragilità.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo il suo insegnamento


G 1 -  La nascita di Gesù è la novità che ci permette ogni anno di rinascere dentro, di trovare in Lui la forza per affrontare ogni prova. Sì, perché la sua nascita è per noi,: per me, per te, per ciascuno.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo il suo insegnamento


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 



Anche con noi Dio ama fare grandi cose attraverso le nostre povertà. Ha messo tutta la nostra salvezza nella mangiatoia di una stalla e non teme le nostre povertà: lasciamo che la sua misericordia trasformi le nostre miserie.





PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE OTTOBRE E INIZIO NOVEMBRE 2021
Inviato da Alba il 29/10/2021 12:40:00 (22 letture)


FINE OTTOBRE E INIZIO NOVEMBRE 2021



Uno scriba chiese a Gesù quale fosse il primo di tutti i comandamenti e Gesù rispose che il primo comandamento dice di ascoltare Dio che è l'unico Signore e di amarlo con tutto il cuore e con tutta l'anima, con tutta la mente e con tutta la forza. Il secondo dice di amare il prossimo come sè stessi. Lo scriba ammise che quello valeva più di tutti gli olocausti e i sacrifici. Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse che non era lontano dal regno di Dio.  A Dio importa anzitutto l'amore. Dalla liturgia e dall'Eucaristia ci viene la possibilità dell'amore. Se comprendiamo questo siamo vicini al Regno. L'amore verso Dio e l'amore verso il prossimo, sono due comandamenti che si illuminano a vicenda. Chi ha bisogno della mia carità, del mio amore, chiunque egli sia, costui è il mio prossimo. Allora se uno mi ha offeso, per me costui è più prossimo di chi non mi ha offeso: perché in questo caso il mio amore è veramente un dono senza interesse. Se uno ha bisogno di me e non può contraccambiare in niente il bene che io gli ho fatto o gli farò, costui è il mio prossimo, il prossimo che io posso amare gratuitamente. Per mettere in pratica il comandamento dell'amore abbiamo bisogno di essere sostenuti dal Signore Gesù che intercede per noi presso il Padre. Diceva Sant'Agostino che nell'amare Dio, amo anche l'uomo, e nell'amare l'uomo, amo anche Dio.


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