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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI' , 8 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 6/6/2020 7:00:00 (21 letture)


LUNEDI', 8 GIUGNO 2020


 Gesù, che non è venuto ad abolire ma a completare, conservando la fondatezza delle antiche beatitudini e ne aggiunge altre dieci. Esse danno un orientamento al senso della beatitudine. Se l'Antico Testamento riconosce la beatitudine agli adoratori del vero Dio, Gesù ci dice chi sono i veri adoratori del Dio di Abramo: sono i poveri di spirito, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i cuori puri. E l'Antico Testamento chiama "beati" coloro che si rifugiano in Dio, che si affidano a lui, Gesù ci dice chi sono, per eccellenza, quelli che sono attesi da Dio, per essere consolati e protetti. Sono gli afflitti, gli assetati di giustizia e di legge, i perseguitati, i martiri! Noi siamo dei veri adoratori? Siamo i veri figli di Dio?

PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 6/6/2020 6:40:00 (20 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA


PRIMA SETTIMANA DI GIUGNO 2020


Questa domenica festeggiamo la Santissima Trinità ed ecco un testo molto serio estratto dal dialogo tra Gesù e Nicodemo. Gesù annuncia come Dio Padre abbia tanto amato il mondo da dare il suo unico figlio, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna. Che mistero d'amore grande! Solo passo dopo passo vi si può entrare. Il Padre ha inviato il Figlio, che ha accolto con tutto se stesso questo disegno d'amore, donandosi per noi. E ci ha donato lo Spirito, che ci fa sperimentare l'amore di Dio in noi, rendendoci capaci di donarci a nostra volta. Gesù ha pagato con la vita il prezzo del nostro riscatto. In Gesù Dio ci ha dato tutto. Chi crede non è condannato. Ma chi non crede è già stato condannato, dice Gesù. A quanta e quale bellezza rinuncia: all'inabitazione dello Spirito Santo nel cuore, al balsamo della sua misericordia, alla grazia dei sacramenti, al respiro dell'anima nella preghiera, alla forza vitale del suo amore che rende capaci di amare, alla luce potente della sua Parola. In questo giorno, ringraziamo il Signore per averci aperto gli occhi della mente e del cuore. E preghiamo perché tanti possano incontrarlo e scoprire che con Gesù si è più felici. Sappiamo infatti che chi accoglie Lui viene innestato nella Trinità, reso partecipe della sua stessa vita divina.



IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 5 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 5/6/2020 6:40:00 (15 letture)


VENERDI', 5 GIUGNO 2020


 La folla ascolta volentieri Gesù perché parla della Parola di Dio. Non si addentra nelle questioni teologiche raffinate e incomprensibili. Lo ascolta volentieri perché la conosce e la interpreta con intelligenza. Non pone la Parola a servizio delle sue opinioni ma la accoglie con onestà e si fa mettere in discussione. Lo ascolta volentieri perché si interroga, ragiona, interloquisce. Non parla per assoluti, non sa tutto lui, non si appella all'autorità per far accettare le sue opinioni. Un monaco, San Bonifacio, viene mandato e si affretta ad annunciare la Buona Novella; un contemplativo viene trasformato in uomo d'azione, incaricato di fondare la Chiesa. Ciò che Gregorio Magno aveva fatto mandando Agostino in Inghilterra, Gregorio il lo ripete mandando Bonifacio in Germania. Il cristiano deve imparare a unire azione e contemplazione. Le invasioni barbariche hanno disgregato totalmente l'impero romano; l'eresia ariana ha fatto vacillare la fede. Diventa urgente ridare nuova vita alle Chiese, metterle in comunione fra loro e con Roma. Sarà l'opera di Bonifacio come missionario del Vangelo. In ogni epoca la Chiesa può vivere soltanto accogliendo lo Spirito che le comunica il suo slancio missionario.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 4 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 4/6/2020 6:20:00 (20 letture)


GIOVEDI', 4 GIUGNO 2020


«Egli è l'unico e non v'è altro all'infuori di Lui: amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutte le forze, e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici» Interessante l'interrogativo che uno scriba pone a Gesù. Ed è per noi una conferma la risposta del Signore che con forte ed esplicita risposta, mette a fuoco quello che è il nucleo della fede ebrea e di quella cristiana. L'unicità di Dio, proclamata in un tempo in cui c'erano più idoli che verità da vivere, è una delle tante conferme che Gesù non venne per rivoluzionare ciò che Dio aveva rivelato a Mosè e ai Profeti, ma piuttosto per dare compimento. Il compimento fu la sua stessa vita coronata con una morte in croce espressione d'amore infinito e dalla risurrezione: vittoria su ogni morte, anche sulla nostra. Quello poi che fa luce qui è la sintesi stupenda che, se vogliamo renderla in parola, la vediamo coincidere con il nome stesso di Dio, che è AMORE. E l'amore di Dio  in lingua ebraica significa grembo materno, grembo che dà la vita. Amare implica spesso anche sacrifici, ma essi perdono pesantezza perché ciò che conta è l'essenza dell'amore stesso che è dono, vita stessa donata all'Infinito e dall'Infinito Iddio continuamente ricevuta. È un dono dello Spirito che ci permette di essere lieti pure nelle situazioni difficili e di agire responsabilmente anche nei momenti oscuri.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 3 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 3/6/2020 6:40:00 (20 letture)



MERCOLEDI', 3 GIUGNO 2020



"Disse Gesù: "Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe"? Non è Dio dei morti, ma dei viventi!". Tra gli Israeliti, soprattutto la setta dei Sadducei, riteneva impossibile e assurda la Risurrezione dai morti. Gesù non teme di renderli consapevoli dell'affermazione contraria, che è proprio il trionfo della vita sulla morte. Il Signore si rifà a un passo dell'Antico Testamento dov'è rivelata l'Alleanza che Dio strinse con Abramo, promettendo al nostro Padre nella Fede di mantenere questo patto tanto salutare anche con i suoi discendenti: Isacco, Giacobbe e, ovviamente, quelli che sarebbero venuti poi. Ecco dunque la chiarezza del vero: se Abramo fosse morto per sempre non sarebbe stato una vera e propria presa in giro la promessa che Dio gli aveva fatto di essere per sempre il suo Salvatore? Quanto poi al modo della Risurrezione dei corpi Gesù dice che saranno simili agli Angeli ed escludendo le relazioni coniugali Gesù non slitta nell'assurdo ma nel mistero, sottolineando così che la Risurrezione dai morti sfugge alla capacità della mente umana che non è illimitata. Ma quell'affermazione centrale: "Non è un Dio dei morti ma dei viventi" è come lo squillo d'una musica arcana dove anche quel che è tenebroso, in ciò che rimane mistero, a un certo punto si trasforma in luce, in certezza e consolazione. 


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