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IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 18 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 18/8/2021 6:10:00 (26 letture)


MERCOLEDI', 18 AGOSTO 2021



Gesù disse ai suoi discepoli una parabola. Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno. Verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro di andare anche loro nella vigna. Verso mezzogiorno, e verso le tre, fece altrettanto. Verso le cinque, ne vide altri e disse loro: di andare nella vigna. Quando fu sera, il padrone disse al suo fattore di chiamare i lavoratori e dare loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più, ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo che gli ultimi avevano lavorato un'ora soltanto e li aveva trattati come loro, che avevano sopportato il peso della giornata e il caldo, ma il padrone disse che non faceva loro torto, perché ricevevano quello che avevano concordato. Il padrone aveva voluto avere con sé quegli operai alla fine della giornata per dar loro dignità e per aiutarli a portare il pane a casa. E gli operai della prima ora, invece, ne facevano una questione di ingiustizia. Noi, operai della prima ora, rallegriamoci e stupiamoci per la straordinaria generosità di Dio!



IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 17 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 17/8/2021 4:30:00 (18 letture)


MARTEDI', 17 AGOSTO 2021


Gesù disse ai suoi discepoli che difficilmente un ricco potrà entrare nel regno dei cieli. E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. I discepoli rimasero molto stupiti e si chiedevano chi potesse essere salvato. Gesù disse loro che questo era impossibile agli uomini, ma a Dio tutto era possibile. Allora Pietro gli chiese cosa ne sarebbe stato di loro, che avevano lasciato tutto per seguire Lui. E Gesù disse loro che quando il Figlio dell'uomo sarebbe stato seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, essi si sarebbero seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il suo nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi. Solo la grazia può attirarci a Dio e lasciare che prenda sempre più il primo posto nella nostra vita. Siccome è un dono di grazia, non possiamo attribuire a noi stessi alcun merito nella sequela. È un cammino lasciarsi unire a Dio e spogliarsi di tutto. In paradiso vedremo un vero sovvertimento di valutazioni. Si può essere persone buone sì, ma l'io può continuare in qualcosa a prevalere su Dio. Magari ciò avviene inconsapevolmente, ma una conversione sincera ci conduce verso un rinnovamento. Da tutto ciò emerge che la povertà è percepire che senza Dio non possiamo nulla, affidarci da piccoli al suo amore meraviglioso di Padre, senza giudicare nessuno. Sperimentare l'impossibilità è talora una grazia: impossibile all'uomo ma  possibile a Dio.

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 16 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 14/8/2021 9:30:00 (32 letture)


LUNEDI', 16 AGOSTO 2021


Un tale si avvicinò a Gesù e gli chiese che cosa dovesse fare di buono per avere la vita eterna. Gesù gli chiese perché lo interrogasse su ciò che è buono. Buono è uno solo. Se uno vuole entrare nella vita, osserva i comandamenti. Gli chiese di quali comandamenti egli parlasse. Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e ama il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse che aveva osservato tutte quelle cose: cosa altro gli mancava? Gli disse Gesù che se voleva essere perfetto, doveva vendere quello che possedeva e darlo ai poveri, così avrebbe avuto un tesoro nel cielo. Poi avrebbe dovuto venire da Gesù e seguirlo. Udite queste parole, il giovane se ne andò, triste, perché possedeva molte ricchezze. Questo giovane ricco porta nel suo cuore un forte desiderio di Dio e chiede a Gesù di indicargli un percorso. Che bello incontrare persone che danno spazio alla propria anima, che hanno a cuore la propria spiritualità, che non si accontentano delle cose che fanno, ma che vogliono andare oltre! E Gesù gli offre un percorso semplice e possibile. Il giovane confessa con verità di avere da tempo seguito la strada dei comandamenti. Il giovane però non è pronto a fare un salto di qualità: abbandonare tutto per seguire il Maestro.  Qui si blocca, perché non riesce a separarsi dalle sue tante ricchezze.

PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 14/8/2021 9:00:00 (66 letture)


TERZA SETTIMANA DI AGOSTO 2021


Furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli rimproverarono quelle persone. Gesù però disse di non impedire che i bambini venissero a lui, perché a chi è come loro appartiene il regno dei cieli. Dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. Nuovamente troviamo i bambini come protagonisti della pagina di Vangelo di oggi. Siamo chiamati a diventare bambini per fare esperienza di tenerezza e diventare capaci di perdonare e di vivere da perdonati. E ci vuole un cuore da bambini per imparare a stupirci delle grandi cose che Dio ha compiuto in Maria e che continua a compiere in noi. Se diventiamo bambini, se lasciamo emergere in noi la parte più autentica e spontanea della nostra anima, la capacità di sognare, di emozionarci, di credere, possiamo tranquillamente avvicinarci a Gesù e, attraverso di lui, accedere a Dio. Ci benedice il Signore, impone le sue mani su di noi, ci invita a possedere il Regno. Proprio perché i bambini, come le vedove, come i poveri contemporanei di Gesù, fanno parte delle categorie deboli della società ebraica, gli invisibili ignorati da tutti ma ben presenti nel cuore di Dio. Lasciamo emergere in noi il bambino che ci abita, che realizza il Regno intorno a sé, che sa individuare la presenza di Dio in ogni cosa.


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 13 AGOSTO 2021
Inviato da Alba il 13/8/2021 7:10:00 (19 letture)


VENERDI', 13 AGOSTO 2021


Si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero se fosse lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo. Egli rispose che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse che l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Quindi l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto. Gli domandarono perché Mosè aveva ordinato di darle l'atto di ripudio. Ed Egli rispose che era per la durezza del loro cuore che Mosè aveva permesso di ripudiare le mogli. Ma Egli dice loro che chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio. Gli dissero i suoi discepoli che se questa era la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conveniva sposarsi. Gesù disse che non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca. Nella Creazione il Signore ha pensato alla coppia come ad un'alleanza d'amore durevole. Gesù punta in alto, fa vibrare i nostri cuori rendendo possibile ciò che il nostro mondo disincantato considera utopia infantile. E Gesù apre un altro orizzonte, innovativo nel mondo ebraico: il celibato per il Regno. Non esiste solo la possibilità di sposarsi, ma anche quella di scegliere di donare la propria vita e le proprie energie a tempo pieno all'annuncio del Vangelo.


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