Menu principale

Login

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Contatore visite

« 1 ... 4 5 6 (7) 8 9 10 ... 283 »
PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI APRILE 2022
Inviato da Alba il 22/4/2022 0:00:00 (71 letture)



QUARTA SETTIMANA DI APRILE 2022



Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole di Cristo che si rivolge agli apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace". Inoltre, imploriamo il Signore di concederci "unità e pace secondo la sua volontà" e di donare "la pace ai nostri giorni". Ogni volta che apparve agli apostoli Cristo, dopo aver vinto la morte, augurò la pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero. Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la pace nell'anima inquieta dell'uomo. L'anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. La pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. Liberato dalla schiavitù del peccato, l'uomo è in pace, ha l'anima in festa, in pace. La pace regna sui cuori puri. È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi al suo popolo unico. Il suo desiderio, che è di riunire tutti gli uomini in seno ad un'unica comunità per salvarli, è già espresso nell'Antico Testamento. Gli Ebrei capirono di essere un popolo unico nella lontana notte di Pasqua in cui Dio li separò dagli Egiziani ed indicò loro la Terra promessa. La Pasqua viene per ricordare questo avvenimento alle generazioni successive: ha il sentimento di essere di nuovo condotto fuori dall'Egitto per essere salvato. Allo stesso modo, il nuovo popolo di Dio è nato il giorno di Pasqua, quando la concordia eterna fu rinnovata e suggellata dal sangue del Figlio di Dio. Questo popolo creato da Cristo è precisamente la Chiesa. Gli uomini assomigliano a piccoli universi, chiusi e segreti. Ciò nonostante, il Creatore ha dato agli uomini anche il gusto di riunirsi in gruppi, di vivere, di lavorare, di creare in comune. Dio ha voluto allo stesso tempo assicurare loro la salvezza in quanto comunità, la salvezza del suo popolo. Accettare la salvezza promessa da Dio significa nello stesso tempo integrarsi al nuovo popolo riunito da Cristo, in seno al quale tutti usano i medesimi strumenti della grazia, cioè i sacramenti, scaturiti dalla Passione di Cristo. In diversi momenti, il Nuovo Testamento designa Cristo come il volto visibile di Dio, l'immagine del Padre, il suo segno Cristo è come un sacramento che significa e trasmette l'amore del Padre. È un segno carico di significato e di forza di salvezza; in lui si trovano riuniti il perdono del Padre e la filiazione. In questo senso, Cristo appare come il primo sacramento nato dall'amore di Dio, la fonte di tutti i sacramenti. I sacramenti possono esistere solamente perché in loro Cristo stesso è presente ed agisce. Come una madre premurosa, la Chiesa si sforza di spiritualizzare tutta la vita dei suoi figli e delle sue figlie. Vivere la spiritualità, provare la pace dell'anima è tentare di dare un carattere divino al quotidiano attraverso il flusso di grazie, di sapienza, di sentimenti, di consolazione che viene da Dio. Per ottenere la salvezza, egli ci fa pervenire, in un modo o nell'altro, a raggiungere Cristo. Ci fa camminare la mano nella mano con i figli del popolo di Dio, ci dirige verso un destino comune sotto l'egida di Cristo che si occupa di noi, ci perdona, ci santifica e ci concede la pace. Ascolta, Padre, le preghiere che ti rivolgiamo nella festa di san Marco: esaudiscile secondo la tua volontà e facci testimoni del Cristo Messia e Salvatore che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 21 APRILE 2022
Inviato da Alba il 21/4/2022 15:40:00 (36 letture)


GIOVEDI', 21 APRILE 2022


I discepoli di Gesù cercano delle parole e delle immagini, già pensando alle domande che verranno poste, per esprimere il concetto della risurrezione di Gesù. L'apparizione di Gesù agli apostoli è strana e tuttavia familiare. Dice loro: "Pace a voi!". Ma essi sono colti dalla paura e pensano che si tratti di uno "spirito". Allora, egli fa toccare loro il suo corpo, e mangia davanti ai loro occhi. Siccome la fede nella morte e nella risurrezione di Gesù è il fondamento di tutta la predicazione, questa non tollera alcun dubbio. Gerusalemme, città della morte e della risurrezione, diventa la città dove gli apostoli ricevono lo Spirito promesso e, con Lui, l'onnipotenza, che fa di loro dei testimoni per tutti i popoli della terra. Il Vangelo di oggi ci parla del termine del giorno di Pasqua. Il racconto dei due discepoli di E'mmaus narra il modo in cui Gesù si è presentato a loro. Essi parlano di stupore, di paura, di turbamento, di dubbio, di incredulità e infine la gioia. Ma il sentimento che predomina in loro è la difficoltà a credere nel Risorto. Infatti, non è facile per nessuno credere nella Risurrezione. Gesù lo sa. Infatti cerca di offrire prove sempre più convincenti: il sepolcro vuoto, l'apparizione degli angeli alle donne, la sua apparizione a Maria di Magdala, l'incontro con i due discepoli di E'mmaus ed ora l'apparizione a tutti gli undici riuniti insieme. Qui Gesù mostra le mani e i piedi, si mostra come una persona viva in carne ed ossa, mangia addirittura una porzione di pesce arrostito. Gesù è veramente risorto! Non è un fantasma evanescente, un'ombra, un'apparenza inconsistente e irreale, o una proiezione della nostra fantasia. Infine il Risorto apre loro la mente per comprendere le Scritture. Ignazio di Antiochia dirà: "Io, infatti, so e credo che anche dopo la risurrezione Egli è nella carne. E quando venne da quelli che erano intorno a Pietro, disse loro: «Prendete, palpatemi e vedete che non sono un dèmone incorporeo». E subito lo toccarono e credettero.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 20 APRILE 2022
Inviato da Alba il 20/4/2022 11:00:00 (36 letture)



MERCOLEDI', 20 APRILE 2022


San Luca racconta dei due discepoli in cammino il giorno di Pasqua: lontano da Gerusalemme e dalla comunità degli altri. Essi vogliono lasciare dietro di sé il passato che li lega a Gesù, ma non possono impedirsi di parlare senza sosta del peso che hanno sul cuore: Gesù è stato condannato, è morto sulla croce; non può essere Lui il Salvatore promesso. Quei due discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Uno di loro, di nome Cleopa disse: "Noi speravamo che Egli fosse Colui che avrebbe liberato Israele". Gesù disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella gloria?". E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, Egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via e ci spiegava le Scritture"? Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme. Ed essi narrarono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane». Tutti e due, immersi in se stessi, non riconoscono Colui che li accompagna sul loro cammino di desolazione. La fede nella potenza di Dio non basta loro per superare la morte. Ed è per questo che non capiscono cosa Egli vuole dire quando fa allusione a Mosè e ai profeti. È a sera, all'ora della cena, mentre Egli loda il Signore spezzando e dividendo il pane, che i loro occhi e i loro cuori si aprono. Anche se non vedono più Gesù, sono sicuri che è rimasto là, vivo; che lo si può incontrare attraverso la parola e le cene. Con questa certezza, fanno marcia indietro per ritornare a Gerusalemme, nella comunità dei discepoli. È qui che si riuniscono e discutono sugli avvenimenti di Pasqua, sui quali si basano i principi della fede. Una delle frasi che sentono dagli altri discepoli è questa: "È risuscitato ed è apparso a Simone". Dove possiamo incontrare oggi il Signore Risorto e come possiamo riconoscerlo? È un problema che riguarda i discepoli di ogni tempo. Spesso arriviamo alla Messa domenicale con le nostre preoccupazioni, difficoltà, affanni. Allora ci accoglie la liturgia della Parola: Gesù stesso ci spiega le Scritture. Senza la sua Parola noi siamo ciechi e incapaci di riconoscerlo, anche se ci cammina a fianco come compagno di viaggio. Ma se Egli ci spiega le Scritture, i nostri cuori incominciano ad ardere e gli occhi si aprono. Gesù ci fa ricordare due parole importanti che spesso dimentichiamo: croce e gloria. È la comprensione della necessità della Croce, che a sua volta porta alla Risurrezione! Poi viene la seconda parte della Messa, la liturgia della Eucaristia. E infatti il gesto che «apre gli occhi» dei due discepoli è la frazione del pane, un gesto che riporta al Gesù terreno, alla Cena, nella quale egli spezza il pane e lo distribuisce; ma porta anche in avanti, al tempo della Chiesa, in cui i cristiani continueranno a «spezzare il pane». La frazione del pane è un gesto che svela l'identità permanente del Signore: del Gesù terreno, del Risorto e del Signore presente oggi nella Comunità. Una volta riconosciuto, il Signore sfugge al possesso e scompare. Nel racconto dei discepoli di Emmaus, san Luca fa intravedere "nello spezzare il pane" che si aprono gli occhi dei discepoli, e si rendono conto che il cuore ardeva nel petto mentre Lo ascoltavano spiegare le Scritture. In quel cuore che arde possiamo vedere la storia e la scoperta d'ogni vocazione.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 19 APRILE 2022
Inviato da Alba il 18/4/2022 19:10:00 (33 letture)


MARTEDI', 19 APRILE 2022


Il quarto evangelista racconta l'esperienza pasquale di Maria di Magdala, che ha vissuto con i discepoli il dolore della separazione e dell'esclusione quando Gesù si è ritrovato solo con le sue sofferenze e con la morte. La sera del venerdì santo, le autorità restituiscono il suo corpo morto. Giuseppe di Arimatea e Nicodemo lo portano alla tomba. Se la sua tomba e il suo corpo dovessero essere tutto quello che resta ai discepoli, potrebbero diventare il pegno del ricordo, il luogo della commemorazione e il centro di una comunità legata a una reliquia. E Maria è in lacrime vicino alla tomba. Non sente nulla dell'esultanza pasquale, né della risurrezione. Gli angeli seduti, uno al posto della testa e l'altro al posto dei piedi di Gesù, li nota appena. Essa non vede che lo spazio vuoto tra i messaggeri di Dio: "Hanno portato via il mio Signore...", ecco la sua pena. Vuole sapere dove lo hanno messo, assicurarsene, tenerlo e restare vicino a lui... Questo futuro che lei si è immaginata distrugge Maria nel momento di lasciare la tomba. È in questo momento che i suoi occhi si aprono. Che sente il timbro di quella voce familiare: che lo riconosce vivo. Egli non le parla del loro passato comune, ma del suo avvenire, che sarà anche l'avvenire dei discepoli che hanno fede. Le dice che va verso Dio, suo Padre, che è anche nostro Dio e nostro Padre. La voce nota, la voce amata: "Maria". E' il Signore, il Maestro e la donna risorge con Lui. E' pazza di gioia. Gli si prostra ai piedi e lo adora. Ormai è tesa nell'ascolto e qualunque cosa le verrà richiesta la farà "volando". Sarà missionaria del Vangelo. Oggi pregheremo così: Signore Gesù morto e risorto per noi, chiamaci per nome e chiedici quello che vuoi che noi facciamo. Maria Maddalena appare come il personaggio più accanito nella ricerca dei segni e, attraverso i segni, della presenza del Signore. Anche se è la meno illuminata, tuttavia è la più intensa nell'affetto.




IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 18 APRILE 2022
Inviato da Alba il 16/4/2022 9:40:00 (13 letture)


LUNEDI', 18 APRILE 2022


In questo primo giorno della settimana che segue la grande Festa della Risurrezione di Gesù, è la vita quotidiana della fede che comincia. Una fede che non si accorda spontaneamente alla vita passata. Perché, se quello che noi cantiamo e diciamo a Pasqua è vero, è solamente quando il Cristo risuscitato fa sapere ai suoi che Egli resta con loro e per loro fino all'ultimo giorno. I fatti di Pasqua che gli evangelisti hanno vissuto e riassunto nella loro narrazione sono una testimonianza. Testimonianza contestata nella loro epoca, come oggi. San Matteo parla di Maria di Magdala e dell'altra Maria, che incontrano un angelo al levarsi del giorno vicino alla tomba. Quando gli obbediscono e lasciano la tomba, il Cristo risuscitato va ad incontrarle. Conferma egli stesso la missione che le aspetta: "Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno". Mentre le due donne sono in cammino, le guardie si recano in città dai loro capi. Questi sanno che è inutile sigillare e sorvegliare la tomba di Gesù, perché nessuna potenza terrestre può resistere od opporsi all'opera di Dio. Pertanto, poiché non possono accettare la verità della Pasqua, danno al mondo una "spiegazione", che può trarre in inganno solo coloro che si rifiutano di incontrare il Signore. In tutta questa settimana ci accompagnano le apparizioni di Gesù, raccontate dai quattro evangelisti. Esperienze personalissime di Dio, riservate a pochissimi. Sono circa una decina di narrazioni disseminate nel Nuovo Testamento. Oggi meditiamo quella del Vangelo di Matteo: le donne erano andate al sepolcro e lo avevano trovato vuoto. Corrono a casa per raccontare il fatto e mentre sono sulla strada Gesù appare loro. Le donne stano correndo su una via che si rivela di Cristo, del risorto! Le donne si erano spaventate di quel sepolcro vuoto, ma forse in cuor loro già era nato il piacevole dubbio che quel vuoto fosse il presupposto di una novità sconcertante. Intuivano che c'era sotto una buona notizia. E l'incontro con Gesù conferma quella notizia come davvero buona. Signore, anche noi vogliamo essere testimoni della tua resurrezione e soprattutto vogliamo essere portatori della tua buona notizia, anche in una storia che deprime e toglie la vita a chi ti ama!

« 1 ... 4 5 6 (7) 8 9 10 ... 283 »

Dalle Rubriche

Power point

Dalla Galleria foto

PRESENTAZIONE AL TEMPIO: QUARTO MISTERO DELLA GIOIA
RITROVAMENTO DI GESU': QUINTO MISTERO DELLA GIOIA
UOVO DI PASQUA
DIN DON DAN AUGURI DI BUONA PASQUA!
GESU' FLAGELLATO

Cerca nel Sito