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IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 1 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 1/7/2020 7:10:00 (19 letture)


MERCOLEDI', 1 LUGLIO 2020


"In quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?»". Matteo aggiunge questo particolare inquietante: l'ira può davvero portarci fuori da noi stessi e diventa pericolosa perché degenera in violenza. Può succedere che alcuni fra noi abbiano a che fare con questo vizio capitale così pericoloso e inquietante. Certo, il carattere non aiuta, e ci sono persone che tendono ad accendersi per un nonnulla. Ma, lo sappiamo bene, la rabbia distrugge anzitutto chi la sperimenta. Come fare? Gesù ci offre una indicazione: spostare la nostra rabbia sulla mandria di porci e farla affogare... I bravi concittadini degli indemoniati pregano gentilmente Gesù di andarsene dopo avere distrutto un'intera mandria di porci... E' il demone dell'indifferenza, del tornaconto personale, del profitto economico a scapito della salvezza dei fratelli. Anche da questa chiusura dobbiamo liberarci.  


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 30 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 30/6/2020 5:50:00 (16 letture)


MARTEDI', 30 GIUGNO 2020


Ci sono dei momenti nella vita in cui abbiamo l'impressione di affondare. A volte a causa dei nostri sbagli, delle nostre scelte, dei nostri peccati. A volte, invece, perché travolti da eventi non previsti che ci mettono a durissima prova. Anche per la Chiesa è così: nei Vangeli, quasi sempre, l'immagine della barca si riferisce alla comunità che si trova ad attraversare il mare tempestoso della storia, travolta dalle persecuzioni del mondo ma anche dall'incoerenza dei propri membri. Allora davvero sembra che il male e la tenebra prevalgano. Il mare, nella letteratura biblica, è un luogo misterioso, abitato da mostri terribili. Ma, questo è lo stupendo messaggio del Vangelo di oggi, anche nelle situazioni più disperate il Signore ci viene incontro. Anche se sembra non intervenire, egli è presente sulla barca della nostra vita, sulla barca della Chiesa. Come Pietro e Paolo, che abbiamo celebrato ieri, come i tanti martiri uccisi dalla furia dell'imperatore romano, che celebriamo oggi, non c'è nulla che ci possa davvero allontanare da Cristo. Se ci affidiamo a lui la barca toccherà la riva, fidiamoci.


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 29 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 27/6/2020 6:50:00 (24 letture)


LUNEDI', 29 GIUGNO 2020


 Per capire l'azione e insieme la bellezza della narrazione del Vangelo, bisogna considerare il suo sfondo geografico. Cesarea di Filippo si estendeva ai piedi del monte Ermon. Una delle grotte era dedicata al dio Pan e alle ninfe. Sulla sommità di una rupe, Erode aveva fatto costruire un tempio in onore di Cesare Augusto, mentre Filippo, suo figlio, aveva ingrandito questa località dandole il nome di Cesarea. Venerare un idolo e un uomo dagli Ebrei era considerato un'opera satanica, e perciò la grotta era considerata l'ingresso del regno di Satana: l'inferno. Ci si aspettava che, un giorno o l'altro, gli abissi infernali scuotessero questa rupe e inghiottissero il tempio sacrilego. In questo luogo spaventoso, si svolse un dialogo fra Gesù, il Figlio del Dio vivente, e Simone, il figlio di Giona. Gesù parla di un'altra pietra sulla quale edificherà un altro tempio, la Chiesa di Dio. Nessuna potenza infernale potrà mai prevalere su di essa. Simone, in quanto responsabile e guardiano, ne riceve le chiavi, e così il potere di legare e di sciogliere, cioè l'autorità dell'insegnamento e il governo della Chiesa. Grazie a ciò, Simone ne è diventato la pietra visibile, che assicura alla Chiesa ordine, unità e forza. La Chiesa non potrà essere vinta né da Satana né dalla morte, poiché Cristo vive ed opera in essa. Ogni papa è il Pietro della propria epoca.







PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE GIUGNO E INIZIO LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 27/6/2020 6:20:00 (22 letture)


PAROLA DELLA SETTIMANA



 


FINE GIUGNO E INIZIO LUGLIO 2020


 "Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me.  Al centro di tutto c'è il verbo amare.
Gesù si rivolge ai suoi interlocutori affermando che: "Chi ama padre o madre, figlio o figlia più di lui non è degno di lui".
Il concetto di fondo ruota intorno all'incapacità per l'uomo di amare
in modo perfetto senza l'aiuto della grazia. A tale proposito il Vangelo
afferma: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con
tutta la tua anima e con tutta la tua mente, questo è il grande e primo
comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo
come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i
Profeti".
Secondo il pensiero cristiano nessuno può amare il proprio
fratello, i propri genitori o propri figli se prima non ama Dio, perché
come afferma l'Evangelista Giovanni "L'amore è da Dio" ed è
proprio Dio che ci partecipa, attraverso la grazia, la capacità di amare
in modo perfetto, come lui ci ha amato in Cristo.  Abbiamo
in noi il desiderio di amare, ma a causa del peccato originale non
abbiamo la capacità di amare perfettamente, l'amore è l'inabitazione
della Santissima Trinità nella vita dell'uomo, che attraverso la grazia,
per usare un termine caro alla teologia orientale, viene elevato vicino a Dio attraverso la capacità di amare come lui ama.
Ecco allora che le parole di Gesù non vogliono altro che indicare la
via più perfetta dell'amore. Abbiamo bisogno di imparare ad amare. La scuola dell'amore richiede un
esercizio ascetico costante e rigoroso. "Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà".



IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 26 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 26/6/2020 8:00:00 (25 letture)


 VENERDI', 26 GIUGNO 2020




Un lebbroso, si prostrò davanti a Gesù e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». La nostra lebbra è interiore! Si chiama orgoglio, erotismo, cupidigia! Se è così, rechiamoci da Gesù e, come i lebbrosi, inginocchiamoci davanti a lui nel Santo Sacramento e diciamogli: "Signore, se vuoi, tu puoi guarirmi". Se la nostra fede è intensa, se la nostra speranza è solida, se il nostro amore è profondo, Gesù stenderà la mano sulla nostra anima e dirà al nostro orecchio interiore: "Lo voglio, sii sanato". Noi saremo subito purificati dalla nostra lebbra interiore. Poi Gesù dirà: "Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va' a mostrarti al sacerdote. E confessati, affinché ciò serva come testimonianza della tua riconciliazione per tutta la Chiesa!".


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ANNUNCIAZIONE: PRIMO MISTERO DELLA GIOIA
VISITAZIONE: SECONDO MISTERO DELLA GIOIA
PRESENTAZIONE AL TEMPIO: QUARTO MISTERO DELLA GIOIA
RITROVAMENTO DI GESU': QUINTO MISTERO DELLA GIOIA
CRISTO E' RISORTO DAI MORTI

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