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IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 23 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 21/5/2022 10:00:00 (15 letture)


LUNEDI', 23 MAGGIO 2022


La missione di Gesù non è tanto di ispirare i discepoli in modo tale che si sappiano difendere davanti ai tribunali, ma di preservarli quando la loro fede sarà messa alla prova. Davanti all'ostilità del mondo, i discepoli di Gesù saranno esposti allo scandalo, sentiranno la tentazione di disertare, proveranno il dubbio, lo scoraggiamento. Ed è in questo preciso momento che lo Spirito di verità interverrà: darà testimonianza di Gesù nel cuore dei suoi discepoli, li confermerà nella fede e li inviterà a rimanere fedeli nella prova.  In questo modo anch'essi "renderanno testimonianza" di Gesù."Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio." Mi piace pensare che questa parole di Gesù non si riferiscano solo al tempo terreno e che quindi siano solo per gli apostoli che stavano con lui dai primi momenti della sua vita pubblica. Vorrei immaginarmi quello "stare con me fin dal principio" come l'origine di tutte le cose; quella situazione fuori dal tempo dove il Padre genera il Figlio e dai quali procede lo Spirito. La situazione dove ad un certo punto abbiamo avuto origine anche noi. L'eternità. Poi ciascuno di noi entra nel tempo, nella realtà. Nel tempo ad un certo punto, arriva il Figlio perché la memoria del "principio" si ravvivi. Il Figlio però non rimane nel tempo; dopo poco ne esce e gli si avvicenda lo Spirito, che rimane. Questo è il nostro tempo: lo Spirito parla a noi, parla in noi e ci insegna chi siamo e chi è Dio. Lo fa perché insieme condividiamo queste certezze e in base a questa trasformiamo la nostra vita, rendendola testimonianza di amore. Signore, la fede in noi sia sempre alimentata dalla presenza dello Spirito accolto, amato, ascoltato. Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità, perché «questa infatti è volontà di Dio, la nostra santificazione». Ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo."

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 20 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 20/5/2022 8:20:00 (17 letture)


VENERDI', 20 MAGGIO 2022


Cristo ha chiamato "amici" i suoi discepoli a lui più vicini solo alla fine della sua vita, dopo aver fatto loro conoscere tutto ciò che aveva sentito dal Padre, dopo aver rivelato la verità a coloro che Egli aveva scelto. Per provare che non esiste amore più grande del suo, Egli ha offerto la propria vita per i suoi amici. Di conseguenza, ciò che era raro nell'antichità, è comune nella Chiesa, in cui uomini e donne conoscono e vivono la verità. Tale verità unisce i cuori e gli spiriti che cercano di conoscere e di vivere quella verità, che è la nostra fede. Così nella Chiesa cattolica, come nella vera amicizia, uomini e donne provenienti dagli ambienti più diversi possono amarsi davvero, come ci ha amati Cristo. «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Gesù lascia ai suoi discepoli il massimo comandamento, da cui si riconosceranno suoi seguaci: amarsi gli uni gli altri. L'amicizia, nelle sue varie forme, è sempre stata stimata da tutti i popoli. Ciò che unisce gli amici è soprattutto la ricerca del vero, del bello, del buono. Cristo ha chiamato i suoi discepoli "amici" dopo aver condiviso la sua vita e il suo insegnamento, e ha donato loro il segno più grande sacrificandosi sulla croce. L'amicizia supera ogni barriera, anzi unisce nella concordia e nella pace. Pur provenendo da ambienti e culture diverse, i cristiani sono uniti nel cuore e nello spirito e per questo possono rispettarsi e amarsi per davvero. Gesù ha dato l'esempio più sublime di questa amicizia, donando la sua vita per salvarci, perché - come ebbe a dire lui stesso - "nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici". Signore, donaci una amicizia gratuita, che sappia vedere in tutte le persone "amici" da onorare e amare.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 19 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 19/5/2022 12:40:00 (16 letture)


GIOVEDI', 19 MAGGIO 2022


La gioia è il segno del vero credente, che ama Dio e che resta nell'amore di Cristo. Il cuore dell'uomo, spesso chiuso e diffidente, a volte fatica ad accettare di essere infinitamente amato da Dio, nonostante i suoi peccati e i suoi rifiuti. Accettare l'amore non meritato di Cristo, accettare il fatto che Egli ci ama di un amore eterno, significa provare una gioia senza limiti, quella gioia che si esprime nelle lacrime del pentimento e negli inni di lode e di ringraziamento. Perché questa gioia raggiunga la pienezza, l'anima deve restare nel suo amore, deve sforzarsi di fare sempre la sua volontà, essere pronta a portare la propria croce quotidiana. La gioia è la manifestazione del credente che nulla antepone all'amore di Dio e vive alla presenza di Cristo. Dio ci ha amato per primo e si è manifestato nel suo Figlio, che per noi ha sofferto ed è risorto. Per provare la gioia, il cristiano deve restare nell'amore di Dio, cercare di fare la sua volontà, sopportare le prove inevitabili della vita, senza cedere alla disperazione o allo sconforto. La gioia che ci dona il Cristo non è una manifestazione passeggera e spontanea di un sentimento, ma è una predisposizione del cuore e dell'anima che ha la sua sorgente nello Spirito Santo. Se crediamo veramente in Dio, dimoriamo nel suo amore, avvertiamo la tenerezza di sentirci compresi, considerati e amati e diffondiamo gioia attorno a noi. Attraverso la preghiera, la lettura meditata della Parola di Dio e soprattutto attraverso la carità e il servizio concreto ai bisognosi, noi cambiamo la nostra vita e la gioia diventerà una caratteristica fondamentale del nostro essere cristiani. 

IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 18 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 18/5/2022 7:40:00 (16 letture)


MERCOLEDI', 18 MAGGIO 2022


I primi cristiani, al seguito di un gruppo di pescatori della Galilea, privi di potere in quanto alle cose del mondo, ma riempiti della forza dello Spirito, "vennero, videro e vinsero". Contando solo sui propri mezzi, non potevano far nulla, ma uniti a Cristo, come i tralci alla vite, produssero frutti in abbondanza. Noi per dare frutti dobbiamo essere disposti a soffrire, per esempio andando contro le mode imperanti, rispettando i nostri principi cristiani negli affari, restando fedeli nel matrimonio, sopportando ogni tipo di discriminazione derivante dal professare pubblicamente la nostra fede. Una tale sofferenza purifica il cuore del credente e rafforza la vita di Cristo in noi. Gesù ci dice: "In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli". Occorre avere sempre nelle nostre giornate, un momento di quiete contemplativa. È un invito del Signore che insiste caldamente perché troppo spesso la nostra vita è "strangolata" dalla fretta e dall'ansia che ne segue. Signore, tu sei davvero medico e maestro. La tua Parola che è verità diventa quell'alimento che assicura la risposta giusta a tutta la nostra persona: corpo e anima. Ed è quella Verità che risponde agli interrogativi fondamentali del nostro vivere. Concedici, Signore, la grazia di conoscere la forza di questo rimanere in Te.

IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 17 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 17/5/2022 9:20:00 (12 letture)


MARTEDI', 17 MAGGIO 2022


Nel cuore di padre Kolbe regnava quella pace che Cristo aveva promesso di dare ai discepoli che, seguendo il suo esempio, sarebbero morti per la vita di altri. Padre Kolbe era in carcere ad Auschwitz in una situazione terribile. In circostanze simili, san Tommaso More pregava nella torre di Londra: la perdita dei beni temporali, degli amici, della libertà, della vita e di tutto il resto non è nulla se si guadagna Cristo. Cristo dice: "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore". Egli ci dà in dono la pace, non la pace del mondo, ma la pace dell'unione con Dio, nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Una tale pace, nata nel perdono dei peccati e nutrita dall'amore di Dio per noi, aumenta in proporzione a ciò che soffriamo per Cristo. Gesù ci dice: "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò da voi. Se mi amaste, vi rallegrereste perché io vado al Padre." E' il dono assolutamente necessario che ci viene dal suo cuore. E, se viene accolto dal nostro cuore, noi diventiamo persone che rendono più bella, più vivibile non solo la nostra vita, ma quella di chi vive con noi e attorno a noi. Signore Gesù, immergi tutti noi nel dono della tua pace, così potremo anche noi collaborare a far nuova la terra.

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