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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 7 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 7/9/2021 5:50:00 (55 letture)


MARTEDI', 7 SETTEMBRE 2021


Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'erano molti suoi discepoli e molta gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. Solo il Vangelo di Marco ci indica che la scelta fu preceduta da una notte di preghiera. D'altronde nel suo Vangelo Gesù è spesso in atteggiamento di preghiera, soprattutto nei momenti cruciali della sua missione. Il Figlio di Dio passa la notte in preghiera, si consulta col Padre e sul fare del mattino sceglie quei dodici. Gesù, scegliendo proprio quei dodici intende mostrarci cosa è la Chiesa nel cuore di Dio: una comunità di uomini e donne diversi in tutto ma uniti dalla passione per il Cristo! Il Signore ci ha scelti e i nostri difetti non sono un limite insuperabile per la straordinaria opera di Dio. Impariamo a diventare Chiesa secondo il cuore di Dio, secondo il progetto del Maestro Gesù.

 


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNRDI', 6 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 4/9/2021 8:30:00 (29 letture)


LUNEDI', 6 SETTEMBRE 2021


Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano paralizzata di alzarsi e mettersi nel mezzo. Quello si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù chiese a loro se in giorno di sabato fosse lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla. E guardandoli tutti intorno, disse all'uomo di tendere la sua mano. Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. La disputa sul sabato giunse al suo apice di incomprensione e di violenza. I farisei e gli scribi erano fuori di sé. Gesù era  venuto per trasgredire le norme, anche se sapeva bene cosa viene da Dio e cosa viene dagli uomini. E certamente non voleva mettere in discussione una delle intuizioni più originali del popolo di Israele, quella del sabato come momento di memoria della libertà e della dignità dell'essere umano! Ma il messaggio che Gesù porta avanti è potente: Dio non ha gravato i credenti con norme assurde fatte per manifestare la propria divina autorità ma per renderli liberi! Molti rabbini, esattamente come fa Gesù, anteponevano il bene della persona al rispetto del sabato. È l'uomo ad essere al centro, non l'osservanza di una pur giusta regola. Dio ha donato agli uomini le regole perché essi siano più liberi.

 


PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 4/9/2021 7:40:00 (31 letture)


 



          PRIMA SETTMANA DI SETTEMBRE 2021

Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea nel territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano che aveva fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti. Per avvicinarsi a Gesù si devono fare alcuni passi, di cui il primo è di aprirsi alla solidarietà degli altri nella nostra condizione di povertà. Altri ci introducono a Gesù, ci fanno conoscere e amare Gesù all'interno di una comunità. Siamo grati che le persone solidali ci hanno aiutato a centrare la nostra vita su Gesù. Il secondo passo è di aprirsi all'azione di Gesù che ci chiama all'incontro personale con lui. Sentiamo di essere amati da Dio proprio come siamo in questa fase della nostra vita! Ma per sentire che Gesù è davvero al nostro fianco, accettiamo l'invito a stare con Lui nell'intimità della nostra preghiera, fuori dal caos del viavai delle faccende e delle relazioni quotidiane. Possiamo scegliere di vivere facendo l'opzione preferenziale per i poveri perché abbiamo già sperimentato di essere veramente amati da Dio così come siamo nell'intimità della nostra preghiera. Il terzo passo consiste nell'aprirsi all'azione di Gesù che ci dona lo Spirito Santo. La potenza divina dello Spirito Santo che agisce guidando le parole di Gesù e compiendo i suoi segni della liberazione, e che avrebbe risuscitato il corpo crocifisso di Gesù, posto sulla pietra del sepolcro, andò a toccare il corpo di quell'uomo nelle orecchie e nella lingua, là dove era necessario operare la guarigione. Il quarto passo consiste nell'aprirsi all'azione del Padre che ci restituisce alla comunione e ci manda in missione. Come quell'uomo, anche noi vogliamo uscire, vogliamo aprirci e parlare apertamente con gioia, annunciando che la pienezza della nostra vita sta nella comunione e nel rispetto reciproco, a partire dai più poveri.


 


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 3 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 3/9/2021 7:40:00 (28 letture)


VENERDI', 3 SETTEMBRE 2021


I farisei e i loro scribi dissero a Gesù che i discepoli di Giovanni digiunavano spesso e facevano preghiere e così pure i discepoli dei farisei; i suoi discepoli invece mangiavano e bevevano. Gesù chiese loro se si può far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro. Aggiunse che verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno. Disse loro anche una parabola. Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio, altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché il vecchio è più gradevole. Noi discepoli del Signore rischiamo di pensare di essere fedeli esecutori dei comandi del Maestro e di essere i protettori dell'ortodossia. Cosa vera, in teoria: il tesoro del Vangelo è così prezioso che non possiamo rovinarlo con mode e opinioni. Molto spesso ciò che difendiamo sono le nostre abitudini. Stiamo attenti: il rischio che hanno corso i contemporanei di Gesù è lo stesso che corriamo anche noi suoi discepoli. Con saggezza sappiamo costruire una pastorale che si sappia interrogare, che sappia contenere la novità del Regno. Oggi ricordiamo San Gregorio Magno che fu Papa. Fu autore nel campo della liturgia e del canto sacro, elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano. Lasciò scritti di carattere pastorale, morale e spirituale, che formarono intere generazioni cristiane specialmente nel Medio Evo.


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 2 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 2/9/2021 6:40:00 (28 letture)


GIOVEDI', 2 SETTEMBRE 2021


La folla faceva ressa attorno a Gesù per ascoltare la parola di Dio. Gesù, stando presso il lago di Genèsaret, vide due barche vicine alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì su una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Di là insegnava alle folle. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone di prendere il largo e gettare le reti per la pesca. Simone rispose che avevano faticato tutta la notte senza prendere nulla; ma sulla sua parola avrebbe gettato le reti. Presero una quantità enorme di pesci tanto che le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo di allontanarsi da lui, perché era un peccatore. Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone, si stupirono anch'essi. Gesù disse a Simone che da allora sarebbe stato pescatore di uomini. Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e seguirono Gesù.  Gesù ci raggiunge quando siamo stanchi e depressi. Ci chiede un gesto di fiducia, ci chiede di gettare le reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze, ma di avere fiducia in lui. Pietro lo fa e accade l'inaudito. Le reti si riempiono, il pesce abbonda, la barca quasi affonda. Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un segno straordinario. Si butta in ginocchio e dice di non essere degno, di non essere all'altezza e di essere un peccatore. Lasciamo fare a Dio! Egli non vuole farci superare un esame: siamo noi a porre delle condizioni, non Dio.


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