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IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 19 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 19/6/2020 7:20:00 (33 letture)


VENERDI', 19 GIUGNO 2020


Nella festività del Sacro Cuore, ricordiamo quanto nostro Signore sia "cordiale": il suo cuore dolce e umile è sensibile alle nostre difficoltà e alle nostre fatiche, alle nostre angosce e alle nostre paure. Una tale compassione da parte di un altro essere umano ci dà conforto, ma noi abbiamo bisogno di qualcosa di più. Abbiamo bisogno della redenzione, della guarigione, cioè, dalle nostre sofferenze e della trasformazione delle nostre volontà, che rimangono, come del resto le nostre risorse, molto al di qua delle esigenze poste dalla nostra esistenza. Ecco che il Vangelo ci libera, perché il cuore di Gesù, il cuore di colui che è Dio, è "sacro". Gesù, così mite e umile, afferma che la sua conoscenza del Padre è unica e che la sovranità conferitagli dal Padre è totale. Il Signore di ogni cosa, ha un cuore: è l'amore che governa il sole e gli astri. In questo senso, la festività di oggi realizza i sogni di molte culture e le speranze istintive di molte anime. Offre infatti la promessa che tutto andrà bene e che ogni cosa sarà ben governata. L'intelligenza onnipotente che creò il mondo ha la forza di un cuore che ama questo mondo.



 






IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 18 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 18/6/2020 6:20:00 (30 letture)


GIOVEDI', 18 GIUGNO 2020



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancora prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo Nome, sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiamo e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male . Amen". Pregare è essere me stesso, finito e aperto all'infinito. La preghiera non è fatta di tante parole che non comunicano niente. Pregare vuol dire dimorare in Dio. Lui sta alla porta di noi stessi e ci chiede di venire a cenare con noi. Bussa con insistenza. Sta a noi l'aprirgli perché il chiavistello è dalla nostra parte. Attende la nostra risposta come Padre e ascolta le nostre richieste, che già conosce. Addirittura ci suggerisce le parole. È il rivolgersi al Padre che ci ha insegnato Gesù. È il chiamare Dio "Padre nostro" in un coro di fratelli e sorelle che insieme si sentono figli e vincono così la fatica e, a volte, la paura del vivere. C'è Qualcuno che scruta il nostro ritorno da lontano e ci viene incontro per abbracciarci. Dal momento che è nostro Padre, deve sopportarci nonostante la gravità delle nostre offese. Deve perdonarci quando ritorniamo a lui come il figlio prodigo. Deve consolarci nella prova. Deve nutrirci, come si conviene a un Padre come lui.


IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 17 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 17/6/2020 6:20:00 (30 letture)


MERCOLEDI', 17 GIUGNO 2020


"Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la
tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle
strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico hanno già
ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non
sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina
resti segreta; e il Padre tuo che vede nel segreto, ti ricompenserà".
Ancora un appello del Maestro verso l'interiorità. Il rapporto con Lui
rifugge dallo spettacolare. Trova la sua radice nell'intimo. Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua
destra, per riflettere la gloria di Dio. Quando preghi, dimora nel tuo
cuore e ascolta il bussare di Gesù alla tua porta. Egli vuole venire a
cena con te e donarti la sorgente della vita. Nel silenzio dell'essere,
odi il Maestro interiore, che, con gemiti inenarrabili, ripete "Abbà,
Padre". È l'apice della beatitudine. La gioia dell'unione nel cuore
della Trinità. C'è in me un luogo interno, isolato dall'esterno, da dove attingo la mia
vita. Sembra buio, ma è la sorgente stessa della luce: è la mia
finestra su Dio, da cui scaturisce il mio io. Lì io sono me stesso, e Dio è più
in me di quanto non lo sia io stesso. In quel luogo segreto io sono
ciò che sono, perché davanti a Dio io attingo quanto serve per
vivere, anzi la sorgente stessa della vita.

 



IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 16 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 16/6/2020 5:30:00 (28 letture)


MARTEDI', 16 GIUGNO 2020


In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo
nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri
persecutori, perché siate figli del Padre celeste che fa sorgere il suo
sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e gli
ingiusti... Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro
celeste".
Il discorso che abbiamo meditato ieri diventa ancora più esigente. Non
basta amare il nostro prossimo, tutti quelli che ci sono vicini e in
qualche modo amici. È necessario andare oltre: amare chi ti è nemico e
cerca di farti del male. Guardare con occhio buono chi ti inganna e dice
menzogne sul tuo conto. Sopportare chi ti perseguita e discredita.  Addirittura ti viene richiesto di
pregare per chi ti odia. E il termine di confronto è altissimo, la
misura della santità è Dio stesso che fa sorgere il suo sole sopra i
malvagi e sopra i buoni. Viene pure chiamato in campo il Padre celeste,
perché se vuoi essere ritenuto suo figlio, il comandamento dell'amore è
il punto di partenza e di arrivo della tua vita. Il  sole
e la  pioggia di Dio, il suo amore e la sua misericordia sono per tutti
perché tutti riconosce come suoi figli, in attesa di qualcuno che lo
riconosca come Padre, accettando gli altri come fratelli. 



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 15 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 13/6/2020 8:30:00 (23 letture)


LUNEDI', 15 GIUGNO 2020 


Il cristiano è chiamato ad essere perfetta immagine di Gesù nel mondo, dinanzi ad ogni uomo. Cristo Signore è invisibile. Il cristiano deve essere sempre il Cristo visibile. Si parla di Cristo, si vede Cristo, ci si converte al Cristo che si vede. Se il cristiano non è la visibilità di Cristo Gesù, nessuno potrà mai credere in Lui. La fede non nasce solo dall'ascolto, nasce anche dalla visione. Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo.  Questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti, come uomini liberi. Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.  Gesù dona se stesso come esempio cui guardare, sempre da imitare. Quanto chiede lo ha fatto. Nulla chiede senza essere stato da Lui vissuto. Il Vangelo è la sua vita. Madre di Gesù, Angeli, Santi, fate i cristiani immagine viva di Cristo sofferente.





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