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IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 3 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 3/7/2020 4:50:00 (8 letture)


VENERDI', 3 LUGLIO 2020


 Gesù Risorto entra a porte chiuse nel Cenacolo, si mostra vivo ai suoi discepoli, li ricolma di Spirito Santo, conferisce loro il potere di perdonare i peccati, li manda come il Padre ha mandato Lui. Tommaso è però assente. Appena rientra, gli altri apostoli, gli comunicano la grande esperienza vissuta con Gesù: "Abbiamo visto il Signore!". Tommaso rifiuta la loro testimonianza. Nel cenacolo non è uno che dona testimonianza a Gesù Risorto, sono ben dieci Apostoli. Dalla Legge antica già due persone erano sufficienti. Se la loro testimonianza era concorde, la loro parola era verità. È questa la grandezza dell'amore di Gesù. Lui mai si lascia vincere dalla stoltezza dell'uomo.  Non lascia Tommaso nel suo dubbio. Permette però che per otto giorni rifletta, mediti, si apra all'accoglienza della sua verità. Ma ormai lui è risoluto. La sua fede deve fondarsi solo su di lui, mai sugli altri. Otto giorni dopo Gesù viene. Anche questa volta entra a porte chiuse e si rivolge a Tommaso, il quale già lacerato dentro dalla sua non accoglienza della testimonianza, dopo che Gesù lo invita ad accostarsi a Lui perché lo tocchi e constati di persona, subito esplode in una alta professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!". Attraverso Tommaso, Gesù ristabilisce, scrive per il futuro le regole della fede. Essa si fonda solo sulla testimonianza. Chi annunzia il Vangelo lo deve sempre predicare con il cuore di Cristo nel suo cuore, la mente di Lui nella nostra mente, la croce di Lui sulle nostre spalle. Come Cristo era la visibilità perfetta del Padre, così il missionario, l'apostolo deve essere la visibilità perfetta di Gesù Signore. Noi siamo testimoni di Cristo Gesù, non annunciatori sterili della sua Parola. È la nostra in Lui la Parola che sempre dovrà essere proferita. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci visibilità di Cristo Gesù.


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 2 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 2/7/2020 5:00:00 (10 letture)


GIOVEDI', 2 LUGLIO 2020


La novità di Gesù, tanto nelle sue parole che nei suoi gesti, non si trova nell'Antico
Testamento. Quando appare Cristo, appaiono la Verità, la Saggezza, la
Vita. È lo sposo che Israele aspetta. È il Messia. La venuta di Cristo è paragonata al vino, simbolo dell'esultanza
messianica. Gesù a Cana offre il vino migliore, la cui origine è
sconosciuta, perché Dio solo lo offre, alla sua ora, al suo momento.
Gesù è questo vino che rallegra il cuore della Chiesa; è colui che offre
il vino della salvezza; è il dono di Dio per gli uomini. Per capire Gesù, o piuttosto, per riceverlo, quello che è vecchio non
basta. Bisogna nascere di nuovo, dall'acqua e dallo Spirito. La legge di
Mosè non basta; bisogna ricevere le beatitudini. Il digiuno non basta; è
necessaria la povertà del cuore, cioè l'atteggiamento spirituale che ci
dispone a ricevere qualsiasi cosa da Dio. Cristo non è il risultato
della nostra opera, ma il dono del Padre; non è il frutto della nostra
ricerca, ma lo splendore di Dio che brilla gratuitamente sulla scena
umana. Ciò che è vecchio è passato. La nuova creazione è cominciata.
 



IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 1 LUGLIO 2020
Inviato da Alba il 1/7/2020 7:10:00 (7 letture)


MERCOLEDI', 1 LUGLIO 2020


"In quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?»". Matteo aggiunge questo particolare inquietante: l'ira può davvero portarci fuori da noi stessi e diventa pericolosa perché degenera in violenza. Può succedere che alcuni fra noi abbiano a che fare con questo vizio capitale così pericoloso e inquietante. Certo, il carattere non aiuta, e ci sono persone che tendono ad accendersi per un nonnulla. Ma, lo sappiamo bene, la rabbia distrugge anzitutto chi la sperimenta. Come fare? Gesù ci offre una indicazione: spostare la nostra rabbia sulla mandria di porci e farla affogare... I bravi concittadini degli indemoniati pregano gentilmente Gesù di andarsene dopo avere distrutto un'intera mandria di porci... E' il demone dell'indifferenza, del tornaconto personale, del profitto economico a scapito della salvezza dei fratelli. Anche da questa chiusura dobbiamo liberarci.  


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 30 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 30/6/2020 5:50:00 (6 letture)


MARTEDI', 30 GIUGNO 2020


Ci sono dei momenti nella vita in cui abbiamo l'impressione di affondare. A volte a causa dei nostri sbagli, delle nostre scelte, dei nostri peccati. A volte, invece, perché travolti da eventi non previsti che ci mettono a durissima prova. Anche per la Chiesa è così: nei Vangeli, quasi sempre, l'immagine della barca si riferisce alla comunità che si trova ad attraversare il mare tempestoso della storia, travolta dalle persecuzioni del mondo ma anche dall'incoerenza dei propri membri. Allora davvero sembra che il male e la tenebra prevalgano. Il mare, nella letteratura biblica, è un luogo misterioso, abitato da mostri terribili. Ma, questo è lo stupendo messaggio del Vangelo di oggi, anche nelle situazioni più disperate il Signore ci viene incontro. Anche se sembra non intervenire, egli è presente sulla barca della nostra vita, sulla barca della Chiesa. Come Pietro e Paolo, che abbiamo celebrato ieri, come i tanti martiri uccisi dalla furia dell'imperatore romano, che celebriamo oggi, non c'è nulla che ci possa davvero allontanare da Cristo. Se ci affidiamo a lui la barca toccherà la riva, fidiamoci.


IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 29 GIUGNO 2020
Inviato da Alba il 27/6/2020 6:50:00 (12 letture)


LUNEDI', 29 GIUGNO 2020


 Per capire l'azione e insieme la bellezza della narrazione del Vangelo, bisogna considerare il suo sfondo geografico. Cesarea di Filippo si estendeva ai piedi del monte Ermon. Una delle grotte era dedicata al dio Pan e alle ninfe. Sulla sommità di una rupe, Erode aveva fatto costruire un tempio in onore di Cesare Augusto, mentre Filippo, suo figlio, aveva ingrandito questa località dandole il nome di Cesarea. Venerare un idolo e un uomo dagli Ebrei era considerato un'opera satanica, e perciò la grotta era considerata l'ingresso del regno di Satana: l'inferno. Ci si aspettava che, un giorno o l'altro, gli abissi infernali scuotessero questa rupe e inghiottissero il tempio sacrilego. In questo luogo spaventoso, si svolse un dialogo fra Gesù, il Figlio del Dio vivente, e Simone, il figlio di Giona. Gesù parla di un'altra pietra sulla quale edificherà un altro tempio, la Chiesa di Dio. Nessuna potenza infernale potrà mai prevalere su di essa. Simone, in quanto responsabile e guardiano, ne riceve le chiavi, e così il potere di legare e di sciogliere, cioè l'autorità dell'insegnamento e il governo della Chiesa. Grazie a ciò, Simone ne è diventato la pietra visibile, che assicura alla Chiesa ordine, unità e forza. La Chiesa non potrà essere vinta né da Satana né dalla morte, poiché Cristo vive ed opera in essa. Ogni papa è il Pietro della propria epoca.







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