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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 24 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 24/1/2023 9:50:00 (10 letture)


MARTEDI', 24 GENNAIO 2023


San Francesco di Sales ha reso amabile la Chiesa in un tempo di lotte; è un esempio di dolcezza e ha saputo mostrare che il giogo del Signore è facile da portare e il suo carico leggero, attirando così molte anime. Ebbe da sostenere delle prove che gli insegnarono la bontà del Signore, che ci ama e che effonde il suo amore nel nostro cuore. San Francesco esultava di gioia al pensiero che tutta la legge si riassume nel comandamento dell'amore e che nell'amare non dobbiamo temere nessun eccesso. Scrisse un lungo Trattato dell'amore di Dio e anche un libro più semplice, ma delizioso: Introduzione alla vita devota. Domandiamo al Signore che ci faccia assomigliare a questo santo nella sua pazienza, dolcezza, semplicità, fiducia, che lo resero così simile a Gesù, mite e umile di cuore. Giunsero la Madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a Lui era seduta una folla, e gli dissero che sua Madre, i suoi fratelli e le sue sorelle stavano fuori e Lo cercavano. Ma Egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a Lui, disse che chi fa la volontà di Dio, costui è suo fratello, sua sorella e sua Madre. Questa risposta è un annuncio meraviglioso ed esaltante per noi che non abbiamo potuto essergli vicini fisicamente e tuttavia siamo chiamati ad essere consanguinei se percorriamo la strada del suo Vangelo. In preghiera, ringrazieremo Gesù per la chiamata ad essere familiari con Lui, che è un Dio vicino, fattosi uno di noi e nostra dimora.

PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 21/1/2023 9:20:00 (8 letture)


QUARTA SETTIMANA DI GENNAIO 2023


Papa Francesco ha stabilito che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione e divulgazione della Parola di Dio. L'evangelista Matteo ci dice quello che è Gesù per noi: la Luce. Tra le esperienze penose della nostra vita ci raggiunge la buona Parola: non guardiamo solo le tenebre, ma anche la Luce con cui Dio rischiara la nostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con noi le nostre pene. Possiamo contare su di Lui che è al nostro fianco, Luce nell'oscurità. Non siamo noi che diamo alla nostra vita il suo senso ultimo, ma è Lui. Egli è la vera Luce. Perché il valore della nostra vita non si basa su quello che facciamo, ma sul fatto che Dio ci guarda, si volta verso di noi, senza condizioni, qualunque sia il nostro merito. La sua Luce penetra nelle nostre tenebre più profonde e nei nostri errori. Possiamo fidarci proprio quando sentiamo i limiti della nostra vita, quando questa ci pesa e il suo senso sembra sfuggirci. Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una Luce luminosa; una Luce è apparsa a coloro che erano nel buio regno della morte! 

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 23 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 21/1/2023 9:00:00 (8 letture)


LUNEDI', 23 GENNAIO 2023


Il Signore ci dà oggi una lezione sull'importanza dell'unità. Il Vangelo parla della casa di Satana, però dà questo principio: "Se un regno è diviso in se stesso quel regno non può reggersi".  Così è per la Chiesa. Se non lavoriamo per l'unità, lavoriamo contro la Chiesa. La divisione dei cristiani nuoce all'evangelizzazione. Nelle terre di missione, quando i pagani vedono che ci sono diverse Chiese cristiane che non si intendono fra loro, sono portati a non accettare questa religione. Siamo fondati sull'unica pietra che il Signore ha posto per essere a base della sua Chiesa, dobbiamo sempre favorire l'unità e riconoscere ciò che è buono, ciò che viene dallo Spirito Santo anche nelle altre Chiese. Il Vaticano II ha riconosciuto che ci sono tanti tesori di grazie anche in queste Chiese. Non hanno tutta la ricchezza della grazia di Cristo, perché sono tagliate fuori dall'unità apostolica fondata su Pietro, ma hanno la Parola di Dio, i Sacramenti e delle grazie che Dio, nella sua bontà, dà a tutti gli uomini di buona volontà. Dunque anche i fratelli separati sono guidati dallo Spirito Santo nella misura in cui sono docili alla grazia di Dio. Se vediamo solo ciò che divide, le divisioni non avranno rimedio. Cristo ha offerto un unico Sacrificio sulla croce: Egli si è offerto una sola volta per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E la Messa, che è il Sacramento dell'unico sacrificio di Cristo, è il fondamento dell'unità. Quando partecipiamo all'Eucaristia dobbiamo pensarci: offriamo il sacrificio di Cristo per l'unità di tutti i credenti in lui. 


IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 20 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 20/1/2023 8:50:00 (11 letture)


VENERDI', 20 GENNAIO 2023


Dio creava cose nuove, più belle delle antiche. Così fa anche ora: "Porrò le mie leggi nelle loro menti e le imprimerò nei loro cuori". Vale a dire che gli uomini saranno intimamente d'accordo con Dio, ameranno la sua volontà, avranno desiderio di compierla, avranno anzi la stessa volontà e gli stessi desideri di Dio. "Nessuno avrà più da istruire il suo concittadino, né alcuno il proprio fratello dicendo: Conosci il Signore! Tutti infatti mi conosceranno": sarà una conoscenza personale, intima, non imposta da un insegnamento, ma detta nel cuore. È l'alleanza istituita da Gesù con il suo sacrificio, è Lui stesso che diventa nostra legge nella carità universale. Lo diciamo ad ogni Eucaristia: "Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza". C'è in più la parola "eterna", che non si trova nel Vangelo ma si trova nei profeti ed è esatta, perché questa alleanza è definitiva, perfetta; ci unisce definitivamente con Dio e ci unisce tra noi. Questa è la base e la sorgente dell'unità. Nel Vangelo odierno troviamo l'altra condizione dell'unità: l'elezione dei Dodici, l'istituzione che esprime la pluralità nell'unità, alla quale si deve aderire per essere uniti a Dio. Tutte le divisioni nella Chiesa sono dovute alla mancanza di fede e di adesione all'autorità; ma se vogliamo vivere davvero nell'unità dobbiamo avere un amore speciale per chi nella Chiesa è posto in autorità. Sono uomini deboli, imperfetti, ma costituiti da Cristo per conservare l'unità e per questo dobbiamo circondarli di affetto, di comprensione: Cristo Gesù è con loro! Chiediamo al Signore, per noi e per tutti gli uomini, la grazia di vivere uniti a Lui, nel suo Amore, osservando la legge che Egli ci ha messo nel cuore e aderendo con fede all'autorità da Lui costituita, affinché formiamo tutti un unico corpo. 


IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 19 GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 19/1/2023 17:30:00 (11 letture)


GIOVEDI', 19 GENNAIO 2023


Questo Vangelo ci fa vedere fino a che punto Gesù sia centro di unità. E' molto importante prendere coscienza della potenza di Cristo di fare unità attirando tutti gli uomini a sé, perché solo con fede viva in questa sua capacità possiamo essere anche noi apostoli e artefici di unità nell'ambiente dove viviamo, non solo, ma per la Chiesa e il mondo. San Marco ci descrive l'affollarsi della gente, così precipitoso che Gesù deve salire su una barca "perché non lo schiaccino". Egli attira la folla con la sua bontà, con la sua potenza. Accorrevano a Lui con i loro malati per averne la guarigione, ma anche con tutte le aspirazioni del loro cuore, per trovare la pace di Dio. La lettera agli Ebrei scrive di Lui: "Tale era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato ormai dai peccatori ed elevato sopra i cieli". Nel Vangelo vediamo però che Gesù si oppone con severità a che la sua grandezza venga rivelata. Perché Egli sa che la sua opera domanda il sacrificio di se stesso e che la sua dignità di Figlio di Dio può essere veramente rivelata solo attraverso la croce. Cristo ha realizzato il culto perfetto, che non è soltanto un simbolo come il culto antico, quello dei sacerdoti ebrei, che era "una copia e un'ombra delle realtà celesti"; Egli ha ricevuto un ministero più elevato, che realizza veramente il divino disegno di comunione con il sacrificio di se stesso. In ogni Messa noi ci avviciniamo a Cristo e dovremmo avvicinarci con la stessa premura impaziente della gente di Palestina e dei paesi vicini, che si precipitava da Gesù per essere guarita e trasformata nella certezza che Egli può trasformarci e fare anche di noi strumenti di unità. Cristo ha offerto un solo sacrificio una volta per tutte, ma lo mette continuamente a nostra disposizione: è il nostro Mediatore, sempre vivo per intercedere a nostro favore e viene in mezzo a noi proprio per essere nostro intercessore, per darci tutte le grazie necessarie affinché anche la nostra vita, con Lui, in Lui e per Lui, diventi offerta viva, gradita a Dio. 

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