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IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 24 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 24/5/2022 6:20:00 (4 letture)


 



                                          MARTEDI', 24 MAGGIO 2022

Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: "È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore". Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda e più reale. Lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro. Lo Spirito Santo, che da Lui e dal Padre procederà, farà in modo che Gesù non sia più soltanto «con» noi, ma «in» noi. La vittoria del Cristo sarà nei cuori, nel trionfo riportato sulle nostre tristezze e delusioni. Vivendo secondo lo Spirito piuttosto che secondo la carne, vinciamo con la fermezza dell'animo l'infermità del corpo. Ci vorrà la mancanza definitiva di Gesù, l'azione potente dello Spirito per riattivare negli Apostoli la ricerca, la fede e la speranza. Non si può capire Cristo senza il Regno che Egli è venuto a portare. La nostra missione è inseparabile dalla costruzione del Regno: Cercate innanzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia. La nostra identificazione con Cristo e i suoi desideri implicano l'impegno a costruire, con Lui, questo Regno di amore, di giustizia e di pace per tutti. Cristo stesso vuole viverlo con noi, in tutti gli sforzi e le rinunce necessari, e anche nelle gioie e nella fecondità che ci potrà offrire. Pertanto non ci santificheremo senza consegnarci corpo e anima per dare il meglio di noi in tale impegno.


 


PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 21/5/2022 17:20:00 (7 letture)


QUARTA SETTIMANA DI MAGGIO 2022


San Giovanni attira la nostra attenzione sul fatto che noi non dobbiamo lasciarci accecare dalle parole e dobbiamo tenere conto soprattutto dello Spirito nel quale esse sono dette. Dio ci ha mandato lo Spirito Santo per insegnarci la sua volontà. Il suo Spirito ci insegna anche a penetrare il senso delle parole. Possiamo allora rivolgerci a Lui quando siamo disorientati, quando ci sentiamo deboli, quando non sappiamo più cosa fare. È un aiuto al quale possiamo ricorrere quando ci aspettano decisioni difficili da prendere. Ha detto Gesù: il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Egli parla con la sovrabbondanza di un cuore colmo d'amore, e ci parla di come l'amore possa scaturire solo da un cuore aperto all'accoglienza. L'amore è l'unica condizione per cui l'uomo possa affidarsi, riposare nella verità, decidersi ed assumere un orientamento di vita. L'amore può essere soltanto un dono, che Dio gratuitamente ci porge. Lo accogliamo, lo riconosciamo e ne godiamo. Gesù è il nostro tutto, e grazie a Lui nella nostra vita tutto è già compiuto. Il nostro proposito oggi sarà di assumere la capacità critica di discernere di quali incontri o di quali condizioni noi possiamo dire che ci donano vera gioia. Consapevoli di ciò, impareremo a vivere in sintonia con l'amore vero che abita in noi. Chi ama non sente la fatica, ma anche se la sentisse, amerebbe persino la fatica.



IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 23 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 21/5/2022 10:00:00 (10 letture)


LUNEDI', 23 MAGGIO 2022


La missione di Gesù non è tanto di ispirare i discepoli in modo tale che si sappiano difendere davanti ai tribunali, ma di preservarli quando la loro fede sarà messa alla prova. Davanti all'ostilità del mondo, i discepoli di Gesù saranno esposti allo scandalo, sentiranno la tentazione di disertare, proveranno il dubbio, lo scoraggiamento. Ed è in questo preciso momento che lo Spirito di verità interverrà: darà testimonianza di Gesù nel cuore dei suoi discepoli, li confermerà nella fede e li inviterà a rimanere fedeli nella prova.  In questo modo anch'essi "renderanno testimonianza" di Gesù."Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio." Mi piace pensare che questa parole di Gesù non si riferiscano solo al tempo terreno e che quindi siano solo per gli apostoli che stavano con lui dai primi momenti della sua vita pubblica. Vorrei immaginarmi quello "stare con me fin dal principio" come l'origine di tutte le cose; quella situazione fuori dal tempo dove il Padre genera il Figlio e dai quali procede lo Spirito. La situazione dove ad un certo punto abbiamo avuto origine anche noi. L'eternità. Poi ciascuno di noi entra nel tempo, nella realtà. Nel tempo ad un certo punto, arriva il Figlio perché la memoria del "principio" si ravvivi. Il Figlio però non rimane nel tempo; dopo poco ne esce e gli si avvicenda lo Spirito, che rimane. Questo è il nostro tempo: lo Spirito parla a noi, parla in noi e ci insegna chi siamo e chi è Dio. Lo fa perché insieme condividiamo queste certezze e in base a questa trasformiamo la nostra vita, rendendola testimonianza di amore. Signore, la fede in noi sia sempre alimentata dalla presenza dello Spirito accolto, amato, ascoltato. Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità, perché «questa infatti è volontà di Dio, la nostra santificazione». Ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo."

IL SAPERE IN PILLOLE : VENERDI', 20 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 20/5/2022 8:20:00 (11 letture)


VENERDI', 20 MAGGIO 2022


Cristo ha chiamato "amici" i suoi discepoli a lui più vicini solo alla fine della sua vita, dopo aver fatto loro conoscere tutto ciò che aveva sentito dal Padre, dopo aver rivelato la verità a coloro che Egli aveva scelto. Per provare che non esiste amore più grande del suo, Egli ha offerto la propria vita per i suoi amici. Di conseguenza, ciò che era raro nell'antichità, è comune nella Chiesa, in cui uomini e donne conoscono e vivono la verità. Tale verità unisce i cuori e gli spiriti che cercano di conoscere e di vivere quella verità, che è la nostra fede. Così nella Chiesa cattolica, come nella vera amicizia, uomini e donne provenienti dagli ambienti più diversi possono amarsi davvero, come ci ha amati Cristo. «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Gesù lascia ai suoi discepoli il massimo comandamento, da cui si riconosceranno suoi seguaci: amarsi gli uni gli altri. L'amicizia, nelle sue varie forme, è sempre stata stimata da tutti i popoli. Ciò che unisce gli amici è soprattutto la ricerca del vero, del bello, del buono. Cristo ha chiamato i suoi discepoli "amici" dopo aver condiviso la sua vita e il suo insegnamento, e ha donato loro il segno più grande sacrificandosi sulla croce. L'amicizia supera ogni barriera, anzi unisce nella concordia e nella pace. Pur provenendo da ambienti e culture diverse, i cristiani sono uniti nel cuore e nello spirito e per questo possono rispettarsi e amarsi per davvero. Gesù ha dato l'esempio più sublime di questa amicizia, donando la sua vita per salvarci, perché - come ebbe a dire lui stesso - "nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici". Signore, donaci una amicizia gratuita, che sappia vedere in tutte le persone "amici" da onorare e amare.

IL SAPERE IN PILLOLE : GIOVEDI', 19 MAGGIO 2022
Inviato da Alba il 19/5/2022 12:40:00 (10 letture)


GIOVEDI', 19 MAGGIO 2022


La gioia è il segno del vero credente, che ama Dio e che resta nell'amore di Cristo. Il cuore dell'uomo, spesso chiuso e diffidente, a volte fatica ad accettare di essere infinitamente amato da Dio, nonostante i suoi peccati e i suoi rifiuti. Accettare l'amore non meritato di Cristo, accettare il fatto che Egli ci ama di un amore eterno, significa provare una gioia senza limiti, quella gioia che si esprime nelle lacrime del pentimento e negli inni di lode e di ringraziamento. Perché questa gioia raggiunga la pienezza, l'anima deve restare nel suo amore, deve sforzarsi di fare sempre la sua volontà, essere pronta a portare la propria croce quotidiana. La gioia è la manifestazione del credente che nulla antepone all'amore di Dio e vive alla presenza di Cristo. Dio ci ha amato per primo e si è manifestato nel suo Figlio, che per noi ha sofferto ed è risorto. Per provare la gioia, il cristiano deve restare nell'amore di Dio, cercare di fare la sua volontà, sopportare le prove inevitabili della vita, senza cedere alla disperazione o allo sconforto. La gioia che ci dona il Cristo non è una manifestazione passeggera e spontanea di un sentimento, ma è una predisposizione del cuore e dell'anima che ha la sua sorgente nello Spirito Santo. Se crediamo veramente in Dio, dimoriamo nel suo amore, avvertiamo la tenerezza di sentirci compresi, considerati e amati e diffondiamo gioia attorno a noi. Attraverso la preghiera, la lettura meditata della Parola di Dio e soprattutto attraverso la carità e il servizio concreto ai bisognosi, noi cambiamo la nostra vita e la gioia diventerà una caratteristica fondamentale del nostro essere cristiani. 

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ANNUNCIAZIONE: PRIMO MISTERO DELLA GIOIA
VISITAZIONE: SECONDO MISTERO DELLA GIOIA
VISITAZIONE: SECONDO MISTERO DELLA GIOIA
NASCITA DI GESU': TERZO MISTERO DELLA GIOIA
RITROVAMENTO DI GESU': QUINTO MISTERO DELLA GIOIA

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