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IL SAPERE IN PILLOLE : MERCOLEDI', 29 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 29/9/2021 7:40:00 (57 letture)


MERCOLEDI', 29 SETTEMBRE 2021


È una grande festa, quella di oggi: la Chiesa invoca su di sé l'aiuto degli arcangeli, i puri spiriti creati da Dio che lodano la sua presenza e ci accompagnano lungo il nostro cammino. Facciamoli lavorare! Nella Bibbia la presenza degli angeli è determinante: sono essi ad aiutare Dio nel suo lavoro. Oggi ricordiamo i tre principali: Michele (Chi è come Dio?) è l'arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti, difensore degli amici di Dio, protettore del suo popolo. Gabriele (Forza di Dio) è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio, rivela a Daniele i segreti del piano di Dio, annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria. Raffaele (Dio ha guarito), anch'egli fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio; accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco. Sentiamo di essere in pericolo, attanagliati dalla tenebra? Invochiamo san Michele. Dobbiamo dare o ricevere qualche notizia o capire cosa voglia Dio dalla nostra vita? Ci sostiene san Gabriele. Abbiamo necessità di una guarigione profonda dell'anima e del corpo? Interviene Raffaele. Non abbiamo paura di invocare il loro aiuto! Noi rappresentiamo gli angeli come uomini dal viso soave e dolce, nella Scrittura invece appaiono come esseri terribili, che incutono timore, perché sono la manifestazione della potenza e della santità di Dio, che ci aiutano ad adorare degnamente. Come preghiamo nel prefazio di oggi: "Signore, Padre santo, negli spiriti beati tu ci riveli quanto sei grande e amabile al di sopra di ogni creatura". Nel Vangelo vediamo gli Angeli al servizio del Figlio dell'uomo. Gli Angeli di Dio sono dunque al servizio del Figlio dell'uomo, cioè di Gesù di Nazaret; la nostra adorazione non è rivolta agli Angeli, ma a Dio e al Figlio di Dio. Gli Angeli sono servitori di Dio che egli, nella sua immensa bontà, mette al nostro servizio e che ci aiutano ad avere un senso più profondo della sua santità e maestà e contemporaneamente un senso di grande fiducia, perché questi esseri terribili sono al nostro servizio, sono nostri amici.


IL SAPERE IN PILLOLE : MARTEDI', 28 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 28/9/2021 7:00:00 (32 letture)


MARTEDI', 28 SETTEMBRE 2021


Gesù ha deciso. La sua è una scelta dura, determinata, assoluta. Sa bene che le cose si stanno mettendo male, sa che la folla potrebbe abbandonarlo in qualunque momento, sa che a Gerusalemme il potere religioso gli è avverso per partito preso. Sa, ma non cede: sceglie di andare, sceglie di salire a Gerusalemme. È la città santa, il cuore pulsante della fede, è la città che uccide i profeti da convincere, da convertire. Ha deciso, è risoluto. Letteralmente Luca scrive che "indurì il suo volto", come i profeti. Ed è totalmente solo: la triste scena degli apostoli che invocano il fuoco dal cielo per uccidere i samaritani che li hanno rifiutati gli fa
capire quanto essi siano lontani dal capire la gravità della
situazione. Gesù indurisce il volto, si fa violenza per andare fino in
fondo alla sua missione. Noi, troppe volte, cediamo alla prima
difficoltà, lasciamo stare appena la fede diventa più esigente. La fede
richiede, in certi momenti, un grande sforzo di volontà, un grande
carattere. Ne vale la pena, e abbiamo un modello da seguire: il Signore
stesso.
Siamo nel tempo della pazienza di Dio e dobbiamo aver parte a questa pazienza: andare oltre la nostra indignazione, perché i nostri sentimenti spesso sono ambigui e, mentre è vero che vogliamo la giustizia, vogliamo nello stesso tempo che gli altri vedano che la ragione è dalla nostra parte e quale fine fanno quelli che vivono male. È facile sentir dire: "Ma si faccia giustizia, e subito Ma qui ci vuole un intervento forte!". Gesù invece ci dà la lezione della pazienza divina, senza la quale non esiste carità vera. Dobbiamo impararla, questa lezione, nelle cose grandi e in quelle piccole, per essere miti e umili di cuore come il nostro Maestro. Così susciteremo negli altri il desiderio di venire con noi, perché Dio è con noi.


PREGHIERE : NOVENA DI NATALE 24 DICEMBRE 2021
Inviato da Alba il 27/9/2021 21:00:00 (29 letture)


NOVENA DI NATALE  24 DICEMBRE 2021


L’esempio
dei santi Magi, rappresentanti dei cercatori della verità, ispiri il
nostro incontro con Te che vieni a visitarci, ci renda pronti a vivere
l’esistenza come esodo, sproni sempre il nostro cammino verso Te, Luce
vera che viene dall’alto.
 



G - PRIMO MOMENTO: IL DONO DELLA MIRRAI MAGI



L 1 - Quanta sofferenza, quante paure stringono il mondo, e quante domande crescono nel cuore degli uomini. Visitati
dal dolore, se non T’invochiamo Signore corriamo verso le braccia di
quella disperazione, che attanaglia chi si lascia sedurre dalla
sfiducia.
Guerre
e ingiustizia, fame e pestilenze, omicidi ed orrori. Dura è la
sofferenza, amara è la morte, amara come mirra, quella mirra offerta al
Bambino nato a Betlemme per dare risposta alle implorazioni del mondo.
 



Silenzio orante 



G - Signore
Dio nostro, custode della casa di Israele, ci hai donato la speranza
nel Tuo Figlio Gesù, nato nell’umiltà a Betlemme, dove ricevette in dono
la Mirra, quale segno profetico di futura  sofferenza e sepoltura, ascolta, Ti preghiamo, il grido dell’umanità che cerca senso e risposte ai suoi tanti perché.
Illuminaci con quella stessa luce che brillò e guidò il cammino dei santi Magi verso il Figlio del Dio Altissimo.



L 2 - ORAZIONE



Affrettati,
non tardare, Signore Gesù: la tua venuta dia conforto e speranza a
coloro che confidano nel tuo amore misericordioso.
Tu
sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, Tuo Figlio che è Dio e vive e
regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei
secoli. Amen




G - SECONDO  MOMENTO: IL DONO DELL’OROI MAGI



L 3 - Oro ricevette il Figlio di Dio, anche se nato umile nella famiglia umana. Oro della regalità e segno della guida, oro della responsabilità e dell’impegno nel governo delle cose di questo mondo. E’
in questo segno che vogliamo presentarti, Signore, tutti coloro che da
laici impegnati nel mondo pongono se stessi a servizio degli altri.
 



Silenzio orante 



G - Signore Dio, guida della casa di Israele, nostro re e legislatore, artefice di ogni cosa e  dispensatore
di ogni bene, sorreggi l’impegno di quanti chiami alla costruzione
della città degli uomini, con la guida e il sostegno della tua Parola,
affinché i passi di tutti giungano all’incontro con il Cristo Redentore
del mondo.



L 4 - Dal Vangelo secondo Luca



In
quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e
profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha
visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore
potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei
suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani
di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e
si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad
Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di
servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti
i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al
suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi
peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci
visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che
stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».
 



 L 5 - Dall’Esortazione apostolica Christifideles laici Certamente urge dovunque rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali. Ora
i fedeli laici, in forza della loro partecipazione all'ufficio
profetico di Cristo, sono pienamente coinvolti in questo compito della
Chiesa. Ad essi tocca, in particolare, testimoniare come la fede
cristiana costituisca l'unica risposta pienamente valida, più o meno
coscientemente da tutti percepita e invocata, dei problemi e delle
speranze che la vita pone ad ogni uomo e ad ogni società. Ciò sarà
possibile se i fedeli laici sapranno superare in se stessi la frattura
tra il Vangelo e la vita, ricomponendo nella loro quotidiana attività in
famiglia, sul lavoro e nella società, l'unità d'una vita che nel
Vangelo trova ispirazione e forza per realizzarsi in pienezza.




L 6 - A
tutti gli uomini contemporanei ripeto, ancora una volta, il grido
appassionato con il quale ho iniziato il mio servizio pastorale: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla
Sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi
economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di
sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo Lui
lo sa! Oggi così spesso l'uomo non sa cosa si porta dentro, nel
profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso
della sua vita su questa terra. E' invaso dal dubbio che si tramuta in
disperazione.



L 7 - Permettete, quindi - vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia -  permettete a Cristo di parlare all'uomo. Solo Lui ha parole di vita, sì! di vita eterna».
Spalancare
le porte a Cristo, accoglierlo nello spazio della propria umanità non è
affatto una minaccia per l'uomo, bensì è l'unica strada da percorrere
se si vuole riconoscere l'uomo nell'intera sua verità ed esaltarlo nei
suoi valori.
Sarà
la sintesi vitale che i fedeli laici sapranno operare tra il Vangelo e i
doveri quotidiani della vita la più splendida e convincente
testimonianza che, non la paura, ma la ricerca e l'adesione a Cristo
sono il fattore determinante perché l'uomo viva e cresca, e perché si
costituiscano nuovi modi di vivere più conformi alla dignità umana. L'uomo è amato da Dio! E'
questo il semplicissimo e sconvolgente annuncio del quale la Chiesa è
debitrice all'uomo. La parola e la vita di ciascun cristiano possono e
devono far risuonare questo annuncio: Dio ti ama, Cristo è venuto per
te, per te Cristo è «Via, Verità, Vita!»




L 8 – RIFLESSIONE



Noi
fedeli laici siamo chiamati a comprendere e a vivere praticamente una
verità fondamentale: che non c’è frattura tra la vita civile, la vita
sociale, la vita privata, il lavoro, lo studio, e la vita pubblica col
Vangelo. Chi ci ha donato la Parola è lo stesso Dio che ha creato noi
con illuminata e irraggiungibile saggezza. E Dio non può contraddire Se
stesso: non sarebbe Dio.
La
nostra vita non viene diminuita se è ispirata al Vangelo, ma anzi
proprio così trova la sua massima e migliore realizzazione, perché
risponde al disegno di Dio su di noi che non è fondato sulla
trasgressione come a noi a volte sembra la via migliore. Fidiamoci di
Dio: è Lui che ci conosce nell’intimo e ci ispira attraverso lo Spirito
Santo. E’ Lui che ci indirizza per il meglio per noi e per tutti i
fratelli sia in questa vita, che prima o poi passa, sia ancor di più per
la vita futura dove Egli desidera accoglierci in un abbraccio senza
fine.
 Rivolgiamoci
a Maria, che ha adempiuto al cento per cento il progetto di Dio nella
Sua vita, per il bene suo, ma soprattutto per donarci il Salvatore,
quindi con un’apertura di cuore che ha raggiunto ciascuno di noi , suoi
figli amati: impariamo a pregare non solo con le labbra, ma con la
partecipazione del nostro cuore, della nostra mente, della nostra
intelligenza, della nostra libertà e della nostra volontà.




(Impariamo questa preghiera che sarebbe bene recitare ogni mattina)



L 1 - Vergine Immacolata, Madre mia Maria,



io rinnovo a Te, oggi e per sempre,



la consacrazione di tutto me stesso,



perché Tu disponga di me



per il bene delle anime.



Solo Ti chiedo,



o mia Regina e Madre della Chiesa,



di cooperare fedelmente alla Tua Missione,



per l’avvento del Regno di Gesù nel mondo.



Ti offro pertanto, o Cuore Immacolato di Maria,



le preghiere, le azioni, le gioie,  le sofferenze 



e i sacrifici di questo giorno,



perché io scopra 



i doni elargiti dallo Spirito Santo



nel Sacramento della Confermazione



e li metta in opera a beneficio dei fratelli,



perché, radicato nella carità,



io diventi capace di servire con umiltà i fratelli



e perché io sia sempre disposto



a desiderare che si compia



la Volontà di Dio in me e nei fratelli. Amen



G - TERZO  MOMENTO: IL DONO DELL’INCENSO  I MAGI 






A te
Signore della storia, Principe della pace, Re delle genti, atteso da
tutte le nazioni, scettro della casa di Israele, splendore della luce
eterna, speranza e salvezza dei popoli, Tu Verità che tiene fede alle
promesse antiche, accogli il profumo dell’incenso attraverso il quale Ti
adoriamo e Ti  riconosciamo nostro Dio e Signore e concedi
ai fedeli laici, che vivono la loro quotidiana esperienza al servizio
della comunità umana, di spandere il tuo soave profumo tra i fratelli e
di portare nelle realtà terrestri l’autentico Spirito del Cristo, per
l’edificazione del Regno. Amen
  



L 2 - (Antifona del giorno)
È nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato: il potere
riposa sulle sue spalle, il suo nome sarà: messaggero di un grande
disegno.
 



G - Affrettati,
non tardare Signore del mondo, Tu che conduci la storia al suo
compimento, nel regno di pace infinita: concedici di volgere fiduciosi
lo sguardo a Te e di desiderare con ardore la venuta del Tuo Figlio.
Egli è con Te e lo Spirito Santo il Benedetto nei secoli dei secoli
. Amen 



G - Il Signore ci benedica, ci  preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen 



CANTO FINALE








 

IL SAPERE IN PILLOLE : LUNEDI', 27 SETTEMBRE 2021
Inviato da Alba il 25/9/2021 6:30:00 (42 letture)


 LUNEDI', 27 SETTEMBRE 2021 


Nacque una discussione tra i discepoli su chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro che chi accoglierà quel bambino nel suo nome, accoglie lui: e chi accoglie lui, accoglie il Padre che lo ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti loro, questi è grande. I discepoli di Gesù cadono in una pretesa che sa di immaturità umana e spirituale. La risposta di Gesù "brucia" ogni attesa sbagliata. Chi è il più piccolo, non a parole ma con schietta convinzione, è veramente il più grande. Qui è il capovolgimento di una mentalità mondana che anche oggi prende piede. Gesù è davvero liberatore, maestro e guida dell'uomo sulla strada della verità. Signore, aiutami a coltivare l'umiltà. Fammi capire che nel Regno di Dio quel che conta è conoscere e accettare la propria piccolezza: limite, fragilità, debolezza; poter nello stesso tempo confidare sempre nel tuo aiuto che incoraggia, sostiene, realizza in noi la vera grandezza, cioè il coraggio di scegliere sempre il bene.

PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE SETTEMBRE E INIZIO OTTOBRE 2021
Inviato da Alba il 25/9/2021 5:40:00 (49 letture)


FINE SETTEMBRE E INIZIO OTTOBRE 2021


Giovanni disse a Gesù di aver visto uno che scacciava demòni nel suo nome e voleva impedirglielo, perché non li seguiva. Ma Gesù disse di non impedirglielo, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel suo nome e subito possa parlare male di lui: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel suo nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il fuoco non si estingue. Ognuno di noi è responsabile di comportamenti buoni o di azioni cattive. Ma c'è un orizzonte uguale per tutti: la nostra morte fisica. La morte è l'unica certezza del futuro e può arrivare in qualsiasi momento. Al suo arrivo, non c'è più nulla da sperare per tutti i nostri progetti immediati. Ci sono molte persone che, quando arriva una grave malattia o si trovano di fronte alla morte imminente, si rendono conto di aver usato la loro libertà solo per soddisfare il loro egoismo e raggiungere mete puramente terrene. C'è un orizzonte che inizia qui ed ora, ma si raggiunge pienamente oltre la soglia della nostra morte: è il regno del Padre. Questo regno è una bella esperienza di comunione. Possiamo veramente sperimentare di sentire, tutti insieme, la gioia di essere figli dello stesso "Abbà" per il dono dello Spirito Santo che già abita nel tempio vivo del nostro fragile e vulnerabile corpo umano. Questa fantastica esperienza di comunione ci è stata offerta quando Gesù Cristo, l'eterno Figlio del Padre, si è fatto uomo come noi, è stato crocifisso, è morto per tutti noi e per la nostra salvezza ed è stato risuscitato per volere del Padre e ad opera dello Spirito Santo. Tutti voi che siete stati battezzati siete stati vestiti in Cristo. Se decidiamo che la meta del cammino della nostra vita sia il regno del Padre, ciò si realizza perché davanti ai nostri occhi, fuori di noi, scegliamo di avere la Parola di Dio e il nostro sguardo interiore si concentrerà solo su Cristo morto e risorto. Se scegliamo la lettura orante della parola di Dio, lo Spirito Santo in noi ci porta ad avere Gesù Cristo al centro del nostro cuore e a vivere per Cristo, con Cristo e in Cristo la nostra vita quotidiana.  Scartando la parola di Dio come oggetto principale del nostro sguardo, gettiamo lo sguardo sul denaro, sui piaceri dei nostri istinti egoistici, sulla ricerca del benessere individuale; trasformiamo in idoli il nostro lavoro, i nostri progetti, la nostra famiglia e il nostro popolo.

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