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PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI LUGLIO 2021
Inviato da Alba il 8/7/2021 16:00:00 (28 letture)


SECONDA SETTIMANA DI LUGLIO 2021


Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. Ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. Diceva loro che quando entravano in una casa dovevano rimanervi finché non fossero partiti di là. Se in qualche luogo non li avessero accolti e non li avessero ascoltati, avrebbero dovuto andarsene e scuotere la polvere sotto i loro piedi come testimonianza contro di loro. Essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. La missione profetica è tutt'altro che facile, ma diventa molto sostenibile e ricca di frutti quando ci si convince che essa non procede dalla nostra iniziativa, sia pure lodevole e mirata, ma che è sempre Dio a eleggere e a inviare i suoi emissari. Nessuno intraprende un incarico missionario senza obiettare all'inizio di non esserne all'altezza o almeno senza domandarsi se riuscirà a realizzare quanto gli viene chiesto. Dio agisce liberamente nella sua elezione e nella sua vocazione, prendendo le distanze dai nostri giudizi e dai nostri parametri di scelta. E soprattutto è lui a fornire i mezzi adeguati allo svolgimento di una determinata missione perché non lascia nessuno sprovvisto e impreparato. I discepoli di Gesù prendono sul serio il loro mandato, non possono che assumerlo dopo essersi immedesimati in esso e devono trovare solo in Dio la motivazione per perseverarvi nonostante le difficoltà. La missione del ministro non è mai fallimentare, anche quando sembra che i risultati del suo impegno tardino ad arrivare. Il suo lavoro arrecherà frutti, anche se a raccoglierli saranno altri. Ecco perché il latore di divini messaggi non deve demordere dal suo impegno, non deve scoraggiarsi e deve essere deciso a seguire la chiamata del Signore.


PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI LUGLIO 2021
Inviato da Alba il 3/7/2021 3:50:00 (26 letture)


PRIMA SETTIMANA DI LUGLIO 2021


Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e si chiedevano da dove gli venissero quelle cose e che sapienza era quella che gli era stata data. Si stupivano dei prodigi compiuti dalle sue mani. Lo conoscevano come il falegname, figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone. E le sue sorelle stavano là da loro. Tutto questo era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro che un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando. Gesù si trovava a Nazareth, il luogo dove era cresciuto. Di sabato va nella sinagoga e inizia ad insegnare. Gli abitanti di Nazareth sono tutti d'accordo: questo Gesù fa delle cose fuori dal comune, le sue parole lasciano a bocca aperta, i suoi prodigi sono portentosi, nessuno mai aveva operato cose del genere. Gesù insomma non lasciava indifferente nessun ascoltatore; dove lui passava fioriva lo stupore. Ci aspetteremmo una folla osannante. E invece non lo riconobbero come il Messia. Non riuscivano ad accettare che un profeta fosse un uomo non dotato di carismi particolari, un laico, che non aveva studiato teologia, uno della porta accanto. Gesù non si tira indietro e avanza deciso. Spiega che è difficile essere profeti a casa propria. Gesù non farà nessun miracolo qui. Purtroppo, con il tempo, prenderà coscienza che i suoi nemici sono proprio lì, tra i suoi parenti, in casa sua e si meravigliava della loro incredulità. Sono passati duemila anni e le cose non sembrano essere cambiate. Fatichiamo a passare dallo stupore alla fede.


PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE GIUGNO E INIZIO LUGLIO 2021
Inviato da Alba il 25/6/2021 15:20:00 (34 letture)


FINE GIUGNO E INIZIO LUGLIO 2021


Gesù passò in barca all'altra riva e gli si radunò attorno molta folla. Venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza di andare a guarire la figlioletta che stava morendo.Gesù andò con lui e molta folla lo seguiva. Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello, sperando di poter così essere guarita. Subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla chiedendo chi gli avesse toccato il vestito. I discepoli gli fecero notare che la folla lo strigeva da ogni parte. Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse che era la sua fede ad averla salvata. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire che sua figlia era morta. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga di non temere, ma di avere fede. Non permise a nessuno di seguirlo, fuorché Pietro, Giacomo e suo fratello Giovanni. Giunsero alla casa del capo della sinagoga e Gesù vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro che la bambina non era morta, ma dormiva. Lo deridevano, ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò nella stanza. Prese la mano della bambina e le disse di alzarsi. E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare. Il racconto evangelico di questa domenica ci narra di due donne con differenze e somiglianze, che hanno bisogno di qualcosa di importante. Non si tratta di piccole necessità, ma di esigenze di vita: una ha bisogno della guarigione, una addirittura della vita. Una può chiedere per se stessa, l'altra ha bisogno del padre. Il destinatario è sempre e solo Gesù, che non si rifiuta e si mostra accogliente davanti a queste necessità.

PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI GIUGNO 2021
Inviato da Alba il 18/6/2021 4:40:00 (31 letture)


TERZA SETTIMANA DI GIUGNO 2021


Venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero nella barca. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Lo svegliarono ed Egli, destatosi, minacciò il vento e il mare. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi chiese loro perché avessero paura. Certamente perché non avevano ancora fede. I discepoli furono presi da grande timore e si chiedevano chi fosse Gesù, che si faceva obbedire anche dal vento e dal mare. I discepoli di fronte al suo sonno tranquillo reagiscono con la mancanza di fede e la sua Parola capace di imporsi al vento e al mare li riempie di grande paura: sono passati dal panico che li ha spinti a porgli una richiesta, al grande timore che ha fatto nascere in loro il sospetto sull'identità del loro Maestro. Ma ancora non hanno la fede, sono ancora lontani dalla tranquillità che può renderli partecipi del sonno di Gesù, abbandonato all'Amore del Padre e della sua pace anche mentre infuria la tempesta!

PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI GIUGNO 2021
Inviato da Alba il 12/6/2021 10:50:00 (36 letture)


SECONDA SETTIMANA DI GIUGNO 2021


Gesù diceva alla folla che il Regno di Dio è come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura. Gesù aggiungeva che il Regno di Dio si può paragonare a un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra. Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come la potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. La condivisione del Verbo di Dio con la nostra condizione umana è rappresentata dai semi immersi nel terreno. Ma Gesù ha vissuto il mistero della sua incarnazione sapendo che questa terra della sua e nostra condizione umana limitata e mortale è impregnata dalla forza vitale e trasformatrice dell'amore divino, cioè dallo Spirito Santo. La risurrezione dal buio del sepolcro può essere paragonata alla stupefacente azione trasformatrice del terreno stesso che garantisce lo sbocciare di nuove piante, la loro crescita paziente fino al tempo della mietitura.

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ANNUNCIAZIONE: PRIMO MISTERO DELLA GIOIA
NASCITA DI GESU': TERZO MISTERO DELLA GIOIA
RITROVAMENTO DI GESU': QUINTO MISTERO DELLA GIOIA
GESU' INCORONATO DI SPINE
G ESU' RISORGE

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