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PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 1 OTTOBRE 2023
Inviato da Alba il 30/9/2023 4:10:00 (60 letture)


PRIMA SETTIMANA DI OTTOBRE 2023


Gesù racconta la parabola dei due figli invitati dal Padre ad andare a lavorare nella Sua vigna: il primo dei due figli, pur rispondendo No, all'invito del Padre, alla fine si ricrede e va nella vigna, mentre il secondo figlio, anche se risponde prontamente con un Sì, poi non traduce la parola nella pratica, infatti non va nella vigna. Al termine, Gesù fa commentare la parabola ai diretti interessati (farisei e scribi), che prontamente affermano, che è il primo figlio, a fare la volontà del Padre; a questo punto il Signore rivela che si stava parlando proprio di loro. Sono loro, scribi e farisei a comportarsi come il secondo figlio, cioè rispondere sì, a parole, ma senza fare niente in concreto. Le parole di Gesù mirano a mettere a nudo, quelli che credono di essere giusti e pensano che la conversione sia per gli altri; mai per loro stessi. Forse è per questo che le prostitute e i pubblicani sorpasseranno gli scribi e i farisei. I primi si sono lasciati amare da Gesù, hanno riconosciuto il loro peccato e si sono rimboccati le maniche, per cambiare stile di vita, gli altri, certi di essere giusti e perfetti, sono rimasti a crogiolarsi nella loro presunzione.


PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA , 24 SETTEMBRE 2023
Inviato da Alba il 23/9/2023 3:00:00 (65 letture)


QUARTA SETTIMANA DI SETTEMBRE 2023


Il Vangelo di questa domenica ci sembra alquanto strano! Ragionando secondo il nostro concetto di giustizia, proprio non riusciamo a capire. Vi è un padrone della vigna che, in orari differenti, manda operai a lavorare nella sua vigna. Con i primi che vanno a lavorare all'alba si accorda con loro per un denaro; poi ne manda altri dicendo: «ciò che è giusto ve lo darò». Poi esce a mezzogiorno e fa altrettanto. Poi esce verso le cinque e dice: «Perché siete qui senza far niente?... Andate anche voi nella mia vigna». Quando arriva la sera dobbiamo scoprire quanto il padrone darà agli ultimi e agli altri ai quali ha detto che avrebbe pagato il giusto. Cosa succede? Che appositamente chiama i lavoratori, iniziando dagli ultimi perché i primi li vedano: c'è una provocazione. Che cosa dicono i lavoratori che hanno lavorato tutta la giornata, pensando di ricevere di più, al vedere che il padrone dà a tutti un denaro? Mormorano contro il padrone: «Noi abbiamo sopportato il peso e il caldo». Ora, secondo la nostra logica è assurdo che dia paghe uguali; la consideriamo come un'ingiustizia perpetrata ai lavoratori della prima ora! Ma qui la parola ingiustizia non è proprio esatta. Infatti dice: «Io non ti ho fatto torto... io ho concordato per te con un denaro, sei forse invidioso?» Ecco la nostra mentalità: noi diamo se gli altri ci danno. Noi misuriamo tutto; diamo se riceviamo. L'ottica economica applicata alla fede diventa pericolosa, ci convince che possiamo ottenere dei benefici osservando determinate regole. Si elimina così l'ottica della gratuità. Per Dio, infatti, le cose funzionano secondo la grazia. Egli vuole che tutti gli uomini siano salvi. Vuole che tutti gli uomini lavorino nella sua vigna, vuole che tutti stiano nel suo amore, nella sua volontà, perché al di fuori di ciò vi è solo disperazione! Noi dovremmo essere felici che il Signore chiami gli ultimi, che questi giungano a conoscere l'amore di Dio. Dovremmo gioire invece di essere invidiosi! Chiediamo la grazia di saper gioire per ciò che di bello il Signore compie negli altri. Preghiamo perché tanti nostri fratelli e sorelle possano tornare al Signore.




PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 17 SETTEMBRE 2023
Inviato da Alba il 15/9/2023 20:10:00 (65 letture)


TERZA SETTIMANA DI SETTEMBRE 2023


Dopo la morte redentiva di Cristo l'uomo si trova in una situazione nuova: l'uomo è un perdonato.  Il Padre ormai ci vede in Cristo: figli giustificati. Il mio peccato può ancora indebolire il mio rapporto filiale con il Padre, ma non può eliminarlo. La miseria umana s'immerge nell'accoglienza purificatrice di Dio. Se questa è la novità portata da Cristo, anche il perdono umano deve adeguarsi ai parametri divini: "Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro". Se il Padre guarda l'uomo come perdonato in Cristo, io non lo posso guardare come un condannato. La comunità cristiana non pretende di essere una società di perfetti, ma vuole essere un luogo di perdono, una società di perdonati che ogni giorno gusta la gioia della benevolenza paterna e desidera renderla manifesta nel perdono reciproco.

PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA, 10 SETTEMBRE 2023
Inviato da Alba il 8/9/2023 19:50:00 (66 letture)


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Questa pagina di Vangelo è un monito a chi dirige la comunità, di non escludere nessuno, senza prima aver tentato ogni mezzo per correggerlo dal suo errore o dal suo peccato. Niente, infatti, è più delicato della correzione fraterna. La regola data da Cristo per la vita e la conduzione della comunità, è quella di tenere presente la gradualità del procedere. Ognuno deve lasciarsi guidare dalla preoccupazione di salvaguardare, con ogni cura, la dignità della persona. Il primato è dato, perciò, alla comunione. Deve essere salvata ad ogni costo, perché la comunione è tale, solo se mette in opera ogni tentativo atto a convertire. Se il fratello persiste nell'errore, non sarà il giudizio della comunità in quanto tale a condannarlo, bensì il fatto che lui stesso si autoesclude dall'assemblea dei credenti. Così avviene nella scomunica pronunciata dalla Chiesa; essa non fa altro che constatare una separazione già avvenuta nel cuore e nel comportamento di un cristiano.


PAROLA DELLA SETTIMANA : DOMENICA 3 SETTEMBRE 2023
Inviato da Alba il 3/9/2023 2:00:00 (65 letture)


PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE 2023


"Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". Pietro scopre così la vera identità di Gesù. Egli fa l'incredibile scoperta che questo carpentiere di Nazaret non è altro che il Cristo, l'unto di Israele, la realizzazione dell'attesa, lunga duemila anni, del suo popolo. Ma Pietro interpreta la missione di Gesù in termini politici. Gesù se ne rende conto e spiega che tipo di Messia sarà: andrà a Gerusalemme per soffrire, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Ciò è troppo per Pietro: nel suo spirito, l'idea di sofferenza e l'idea di Messia sono semplicemente incompatibili fra loro. Nella nostra tendenza innata a resistere a Dio, noi deformiamo la sua immagine, ci rifiutiamo di lasciare che Dio sia come vuole essere. Il nostro Dio è troppo piccolo, troppo fragile e troppo limitato, mentre il Dio di Gesù Cristo è letteralmente troppo bello per essere vero. Gesù si affretta a percorrere la via che porta a Gerusalemme per svelarcelo sulla croce. Sulla croce, infatti, Gesù rivelerà l'ultimo ritratto di Dio nel dramma della misericordia che vince il peccato, dell'amore che supera la morte e della fedeltà divina che cancella il tradimento. Chi avrebbe mai immaginato, sia pure in sogno, che Dio sarebbe intervenuto nella nostra storia in questo modo? 

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