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PAROLA DELLA SETTIMANA : SECONDA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2023
Inviato da Alba il 8/2/2023 9:50:00 (72 letture)


SECONDA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2023


L'ideale religioso degli Ebrei devoti consisteva nell'osservare la legge, attraverso la quale si realizzava la volontà di Dio. Gesù è la pienezza della legge, perché Egli è la Parola definitiva del Padre. Ed è anche in questo senso che Gesù è la pienezza di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio: "Perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché il mondo si salvi per mezzo di Lui". Il cristiano è prima di tutto il discepolo di Gesù, non colui che adempie la legge. L'amore non è prima di tutto un sentimento diffuso per fare sempre quello di cui abbiamo voglia, ma al contrario il motore del servizio del prossimo, secondo i disegni divini. Il contrasto con i criteri che reggono il mondo attuale non potrebbe essere maggiore. Siamo confortati dalla affermazione di Cristo: "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno". Gesù di Nazareth ritorna al cuore, che è la sede dove si forma il nostro pensiero e il nostro agire. Se il cuore guarisce, anche la vita guarisce. Gesù fa una cosa semplicissima: riprende a uno a uno i precetti e ne svela il senso profondo, eliminando ciò che le tradizioni umane avevano aggiunto. Gesù vuole portare a compimento la Legge e i Profeti, le prime due grandi parti della Bibbia ebraica. Gesù invita a non trasgredire uno solo di questi minimi precetti: le beatitudini. Il di più che Gesù chiede è nella qualità del nostro modo di metterci davanti alle Sue leggi. E' sulla qualità della nostra fede che dobbiamo misurarci.  La legge è per l'uomo, non l'uomo per la legge. Quello che Gesù è venuto a donarti, in altre parole la bella notizia, non è una legge. Dio non ti obbliga, ti dona e ciò che ti comanda, prima te l'ha concesso.

PAROLA DELLA SETTIMANA : PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2023
Inviato da Alba il 1/2/2023 9:30:00 (79 letture)


PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO 2023


Gesù ci dice: voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo! Il sale e la luce sono due elementi che in ogni civiltà sono considerati tra i più utili alla vita. Quelle di Gesù sono parole che ci devono responsabilizzare e farci sentire sempre più impegnati a vivere in quello stile diverso che Gesù ci indica, perché possiamo essere testimoni credibili. Noi cristiani dobbiamo essere sale sparso tra gli uomini e luce che illumina e rallegra quanti avviciniamo. È grande la nostra responsabilità! Non siamo noi la luce: è Gesù la «luce delle nazioni», noi dobbiamo con umiltà e gratitudine ricevere questa luce e rifletterla, espanderla intorno a noi. E' Gesù Cristo il sale della sapienza, il sale che dà senso alla vita umana sulla terra.   Dobbiamo compiere le opere buone, perché la luce che viene da Cristo risplenda davanti agli uomini e il Padre sia glorificato. Non basta una religiosità puramente esteriore, dove non c'è un amore vero, autentico, operativo a guidare la nostra vita. I cristiani sono chiamati ad essere un segno di Cristo, vero sale e vera luce, e a non nascondere sotto pesanti schemi questa luce. Essere oggi sale e luce significa, quindi, vivere nella trasparenza, nella limpidezza. O noi siamo capaci di distinguerci cristianamente nella società e siamo sale, nel senso che sappiamo darle sapore, e siamo luce perché accogliamo e riflettiamo tra gli uomini la luce di Cristo, oppure siamo quel sale di cui Gesù ha detto che, avendo perso il sapore, «a null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente». Che Dio Onnipotente, per intercessione della Vergine Maria, ci aiuti, durante il nostro pellegrinaggio terreno, ad essere luce e sale della terra, affinché con le nostre opere buone possiamo rendere gloria al Padre nostro che è nei cieli.


PAROLA DELLA SETTIMANA : FINE GENNAIO E INIZIO FEBBRAIO 2023
Inviato da Alba il 28/1/2023 9:30:00 (91 letture)


FINE GENNAIO E INIZIO FEBBRAIO 2023


Dio ti ama malgrado la tua povertà, malgrado i tuoi limiti. Quando sei addolorato e ti senti povero, quando l'afflizione ti paralizza, ascolta la grande promessa di Dio: sarete consolati, sarete sfamati, vedrete Dio. Questa promessa è nel cuore della nostra fede. Tutto il lieto messaggio di Gesù si riflette nelle beatitudini come uno specchio ardente. Colui che ha accolto la buona novella nel più profondo di sé stesso e nel quale questa verità raggiunge le radici dell'esistenza, diventerà naturalmente misericordioso e indulgente nel giudizio che ha sugli altri. Sarà capace di diffondere la pace, perché egli stesso la possiederà. Molti uomini che la vita ha reso amari e chiusi, ai quali le numerose delusioni hanno fatto perdere la fede in Dio e negli uomini, forse potrebbero ricominciare a credere nella bontà di Dio e nella sua sollecitudine. La quarta domenica del tempo ordinario ci presenta le Beatitudini, chiamate anche discorso della Montagna, fatto da Gesù alle persone che lo seguivano.   Sappiamo benissimo che la vita dell'uomo sulla terra è un'ascesa verso la beatitudine del Regno dei cieli. È questa la fede dei primi cristiani. La sete di felicità che germoglia nel cuore umano può trovare la sazietà soltanto nella "beatitudine" della vita divina. Siamo consapevoli che la storia dell'umanità è un progressivo pellegrinaggio verso la felicità eterna, iniziato con la discesa di Cristo, Figlio di Dio, sulla terra. Nel messaggio delle beatitudini Egli mostra agli uomini la via della vita per guidarli a vivere il Vangelo della gioia e spalanca agli occhi dei discepoli il luminoso orizzonte della beatitudine, per attirare tutti gli uomini alle altezze della vita senza fine. La gioia pregustata nella vita del mondo conoscerà la sua pienezza nell'eternità. Gesù, col suo comportamento, manifesta un amore privilegiato verso i piccoli, i poveri, gli ammalati, i diseredati di ogni specie, a cominciare dai peccatori. Nessuno è escluso dalla sua misericordia e dal suo eterno amore. Nel messaggio delle beatitudini sembra straripare dal cuore di Cristo l'infinito amore di Dio per l'intera famiglia umana. È un inno alla vita e alla gioia che risolleva i deboli e gli abbandonati, svelando che Dio è fedele alla sua promessa.

PAROLA DELLA SETTIMANA : QUARTA SETTIMANA DI GENNAIO 2023
Inviato da Alba il 21/1/2023 9:20:00 (75 letture)


QUARTA SETTIMANA DI GENNAIO 2023


Papa Francesco ha stabilito che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione e divulgazione della Parola di Dio. L'evangelista Matteo ci dice quello che è Gesù per noi: la Luce. Tra le esperienze penose della nostra vita ci raggiunge la buona Parola: non guardiamo solo le tenebre, ma anche la Luce con cui Dio rischiara la nostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con noi le nostre pene. Possiamo contare su di Lui che è al nostro fianco, Luce nell'oscurità. Non siamo noi che diamo alla nostra vita il suo senso ultimo, ma è Lui. Egli è la vera Luce. Perché il valore della nostra vita non si basa su quello che facciamo, ma sul fatto che Dio ci guarda, si volta verso di noi, senza condizioni, qualunque sia il nostro merito. La sua Luce penetra nelle nostre tenebre più profonde e nei nostri errori. Possiamo fidarci proprio quando sentiamo i limiti della nostra vita, quando questa ci pesa e il suo senso sembra sfuggirci. Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una Luce luminosa; una Luce è apparsa a coloro che erano nel buio regno della morte! 

PAROLA DELLA SETTIMANA : TERZA SETTIMANA DI GENAIO 2023
Inviato da Alba il 14/1/2023 13:20:00 (78 letture)


TERZA SETTIMANA DI GENNAIO 2023


Nel giro di poche settimane, per la quarta volta, la liturgia ci mette davanti agli occhi Giovanni il battezzatore. Questa sua nuova apparizione, narrata da una delle prime pagine del quarto Vangelo, ci viene presentata all'inizio del "tempo ordinario". Il Dio che viene ad incontrarci nella Bibbia non regna, indifferente alla sofferenza umana, in una lontananza beata. E' un Dio che, al contrario, si prende a cuore tutta questa sofferenza. Lui la conosce. La notizia di Dio che si fa uomo in Gesù non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: "Mio Dio, perché mi hai abbandonato?". Giovanni Battista dice di Gesù: "Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo". Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria dell'uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra. Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi. È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Gesù sulla croce, Dio nel mezzo della sofferenza umana: questa notizia è per noi un'incredibile consolazione. È vicino al mio dolore, Egli mi capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo un'esistenza scomoda: impegnati per coloro che, nel nostro mondo, stanno affondando, che naufragano nell'anonimato, che sono torturati, che vengono assassinati, che muoiono di fame o deperiscono. Sono tutti tuoi fratelli e tue sorelle! È questo il cristianesimo: lo stupore di un Dio che prende l'iniziativa, che annulla le distanze, senza porre condizioni, senza chiedere nulla in cambio. Nel Vangelo di Giovanni, il cui autore era uno dei due discepoli del Battista che ha seguito il Maestro, il profeta non è un precursore ma un testimone. E' stato l'incontro con Gesù che gli ha fatto capire chi era davvero il Messia. Chi ha incontrato Dio non è più stato lo stesso. Chi Lo ha incontrato è stato una persona nuova. E poi chi ha incontrato il Dio di Gesù ama e non giudica; ama e sa perdonare; ama e non possiede. La fede nasce da un incontro, da un'esperienza, dalla vita. Il Signore non chiede più sacrifici all'uomo, ma sacrifica se stesso; non pretende la tua vita, offre la Sua. La bella notizia di questa domenica? Lui sta venendo verso di me, proprio ora. Un Amore che mi abbraccia così come sono, un'occasione per un abbraccio.

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