Menu principale

Login

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Contatore visite

SmartSection is developed by The SmartFactory (http://www.smartfactory.ca), a division of INBOX Solutions (http://inboxinternational.com)
Rubriche > PREGHIERE > NOVENA DI NATALE - 20 DICEMBRE
NOVENA DI NATALE - 20 DICEMBRE
Rubrica curata da Alba su 16/12/2010 (1478 Letto)


   NOVENA DI NATALE

20 dicembre



G - Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen



Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti noi. Amen



Nella notte del mondo, nella notte del cuore, siamo pellegrini, Signore, come Magi venuti da oriente, guidati dalla stella, alla ricerca di Colui, che solo, dà senso alla vita e alla storia. Giunti alla Tua presenza, presenza tenerissima di un Bambino, essi han fatto l’unica cosa degna dell’incontro con la Verità in persona: Ti hanno adorato. L’esempio dei santi Magi, rappresentanti dei cercatori della verità, ispiri il nostro incontro con Te che vieni a visitarci, ci renda pronti a vivere l’esistenza come esodo, sproni sempre il nostro cammino verso Te, Luce vera che viene dall’alto.




                   



I MAGIG - PRIMO MOMENTO: IL DONO DELLA MIRRA

L 1 - Quanta sofferenza, quante paure stringono il mondo, e quante domande crescono nel cuore degli uomini.Visitati dal dolore, se non T’invochiamo Signore corriamo verso le braccia di quella disperazione, che attanaglia chi si lascia sedurre dalla sfiducia.Guerre e ingiustizia, fame e pestilenze, omicidi ed orrori. Dura è la sofferenza, amara è la morte, amara come mirra, quella mirra offerta al Bambino nato a Betlemme per dare risposta alle implorazioni del mondo. 



Silenzio orante 



G - Signore Dio nostro, custode della casa di Israele, ci hai donato la speranza nel Tuo Figlio Gesù, nato nell’umiltà a Betlemme, dove ricevette in dono la Mirra, quale segno profetico di futura  sofferenza e sepoltura, ascolta, Ti preghiamo, il grido dell’umanità che cerca senso e risposte ai suoi tanti perché.Illuminaci con quella stessa luce che brillò e guidò il cammino dei santi Magi verso il Figlio del Dio Altissimo. 



CANTO



L 2 – ORAZIONE



Tu hai voluto, o Padre, che all’annunzio dell’angelo la Vergine Immacolata concepisse il tuo Verbo eterno, e avvolta dalla luce dello Spirito Santo divenisse tempio della nuova alleanza:fa’ che aderiamo umilmente al tuo volere, come la Vergine si affidò alla Tua Parola.Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen 



G - SECONDO  MOMENTO: IL DONO DELL’ORO I MAGI

L 3 - Oro ricevette il Figlio di Dio, anche se nato umile nella famiglia umana.Oro della regalità e segno della guida, oro della responsabilità e dell’impegno nel governo delle cose di questo mondo.E’ in questo segno che vogliamo presentarti, Signore, tutti coloro che da laici impegnati nel mondo pongono se stessi a servizio degli altri. 



Silenzio orante 



G - Signore Dio, guida della casa di Israele, nostro re e legislatore, artefice di ogni cosa e  dispensatore di ogni bene, sorreggi l’impegno di quanti chiami alla costruzione della città degli uomini, con la guida e il sostegno della tua Parola, affinché i passi di tutti giungano all’incontro con il Cristo Redentore del mondo.



L 4 - Dal Vangelo secondo Matteo



Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. 



L 5 - Dall’Esortazione apostolica Christifideles laici



Come diceva Paolo VI, la Chiesa «ha un'autentica dimensione secolare, inerente alla sua intima natura e missione, la cui radice affonda nel mistero del Verbo Incarnato, e che è realizzata in forme diverse per i suoi membri». La Chiesa, infatti, vive nel mondo anche se non è del mondo ed è mandata a continuare l'opera redentrice di Gesù Cristo, la quale «mentre per natura sua ha come fine la salvezza degli uomini, abbraccia pure la instaurazione di tutto l'ordine temporale». Certamente tutti i membri della Chiesa sono partecipi della sua dimensione secolare; ma lo sono in forme diverse. In particolare la partecipazione dei fedeli laici ha una sua modalità di attuazione e di funzione che, secondo il Concilio, è loro «propria e peculiare»: tale modalità viene designata con l'espressione «indole secolare». In realtà il Concilio descrive la condizione secolare dei fedeli laici indicandola, anzitutto, come il luogo nel quale viene loro rivolta la chiamata di Dio: «Ivi sono da Dio chiamati». Si tratta di un «luogo» presentato in termini dinamici: i fedeli laici «vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli gli impieghi e gli affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta». Essi sono persone che vivono la vita normale nel mondo, studiano, lavorano, stabiliscono rapporti amicali, sociali, professionali, culturali, ecc. Il Concilio considera la loro condizione non semplicemente come un dato esteriore e ambientale, bensì come una realtà destinata a trovare in Gesù Cristo la pienezza del suo significato. Anzi afferma che «lo stesso Verbo incarnato volle essere partecipe della convivenza umana. Santificò le relazioni umane, innanzitutto quelle familiari, dalle quali traggono origine i rapporti sociali, volontariamente sottomettendosi alle leggi della sua patria. Volle condurre la vita di un lavoratore del suo tempo e della sua regione». 



L 6 – RIFLESSIONE



Come e più della società civile, la Chiesa è costituita da tanti membri ognuno dei quali ha il suo compito e la sua funzione. Ad ognuno il Signore elargisce i suoi doni, in modo che possa compiere il servizio per cui è stato chiamato. Ciò che spetta a noi è l’adesione a Cristo, la fedeltà al nostro compito e la fiducia di avere da Dio tutto l’appoggio e il sostegno per adempiere correttamente il nostro dovere. Il Signore è così buono che rimane nascosto e fa apparire merito nostro quello che riusciamo a fare. E’ un po’ come tante mamme e tanti papà fanno con i propri bambini piccoli per incoraggiarli. Gesù si è fatto uomo per condividere con noi la nostra natura umana e per fornirla di una forza addirittura divina. Mettiamo tutto il nostro impegno! Sentiamo la grandezza di poter collaborare con Nostro Signore per la diffusione del Regno di Dio su questa Terra e per la salvezza eterna nostra e dei fratelli, soprattutto di quelli che il Signore ci affida. Teniamoci lontani dal peccato, che erige un muro tra noi e Dio e tra noi e i fratelli e che rende inefficace il nostro operare in campo spirituale!!!



 G - TERZO  MOMENTO: IL DONO DELL’INCENSO  I MAGI



A te Signore della storia, Principe della pace, Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, scettro della casa di Israele, splendore della luce eterna, speranza e salvezza dei popoli, Tu Verità che tiene fede alle promesse antiche, accogli il profumo dell’incenso attraverso il quale Ti adoriamo e Ti  riconosciamo nostro Dio e Signore e concedi ai fedeli laici, che vivono la loro quotidiana esperienza al servizio della comunità umana, di spandere il tuo soave profumo tra i fratelli e di portare nelle realtà terrestri l’autentico Spirito del Cristo, per l’edificazione del Regno.  Amen



 (Antifona “O”)



L 7 - O Sapienza che esci dalla bocca dell’Altissimo, ti estendi ai confini del mondo, e tutto disponi con soavità e con forza: vieni, insegnaci la via della saggezza.



G - Affrettati, non tardare Signore del mondo, Tu che conduci la storia al suo compimento, nel regno di pace infinita: concedici di volgere fiduciosi lo sguardo a Te e di desiderare con ardore la venuta del Tuo Figlio. Egli è con Te e lo Spirito Santo il Benedetto nei secoli dei secoli.  Amen 



G - X Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.   Amen  



CANTO FINALE


Naviga negli articoli
Precedente articolo NOVENA DI NATALE - 22 DICEMBRE NOVENA DI NATALE - 19 DICEMBRE prossimo articolo

Dalle Rubriche

Power point

Dalla Galleria foto

RITROVAMENTO DI GESU': QUINTO MISTERO DELLA GIOIA
 VISITAZIONE: SECONDO  MISTERO DELLA GIOIA
UOVO DI PASQUA
GESU' NELL'ORTO DEGLI ULIVI
LAVANDA DEI PIEDI

Cerca nel Sito