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PREGHIERE : VIA LUCIS PER IL TEMPO DI NATALE
Inviato da Alba il 31/10/2021 2:50:00 (11 letture)


VIA LUCIS PER IL TEMPO DI NATALE


G 1  -  G 2 -  G 3 - G 4 -


M 1 -  M 2 - 


L 1 -   L 2 -


R 1 -  R 2 - 


 







G 1 - Nasce Gesù


Noi annunciamo una gioia grande: ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro Salvatore, Cristo Signore: questa è la nostra gioiosa certezza. Il nostro orecchio ha sentito che la stella del mattino si è levata, per noi è nato un bambino. Di qui sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più; un fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre; un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre, una speranza che si ridesta. 


G 2 - Un bambino è nato per noi


Per riconquistare gli uomini, per sollevarli verso di sé, per parlare con loro, Dio è venuto quaggiù come un bambino. Molti fanno del Natale la festa del consumo, dello spreco, dei regali e dei lustrini, della tredicesima e del panettone. Altri soffocano Dio-Bambino impedendogli di crescere: Dio rimane bambino per tutta la loro vita: una fragile statuetta di terracotta, relegata in una scatola, che si depone nella bambagia una volta all'anno:, solo una scusa per dare un certo colore religioso alla grande baldoria del Natale pagano. Le parole che questo Bambino ha portato agli uomini non sono ascoltate.


G 3 - Venne fra la sua gente

Gesù è parte della nostra storia umana. Il senso teologico della venuta di Cristo non distrugge di per sé la cornice festosa e la poesia del Natale, ma la ridimensiona e la colloca nel giusto contesto; Gesù che nasce è la Parola di Dio che si fa come: noi, esseri umani, siamo portati forse a soffermarci di più sul bambino, tenero e fragile, che non sul suo aspetto di Verbo Incarnato. Giovanni inserisce l'Incarnazione nel piano della storia della salvezza. Come attraverso il Verbo eterno era sbocciata la prima creazione, per opera dell'Incarnazione dello Stesso Verbo avviene una nuova creazione: l'uomo accede alla condizione di figlio di Dio: il rapporto uomo-Dio che il peccato aveva interrotto è risaldato in Cristo. Divenuto figlio di Dio l'uomo è in grado di realizzare il suo compito di creatura: egli può rivolgersi a Dio e chiamarlo «padre» ed è libero perché è figlio e non servo, ed ama gli altri uomini perché fratelli.



PRIMA TAPPA


Un uomo come noi 


G 4 - In tutte le testimonianze della fede cristiana primitiva, è chiara una cosa: nell'ambito della storia si presenta un uomo come tutti noi, tale però che in tutta la sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla terribile morte in croce, oltrepassa le dimensioni dell'umano e proprio per questo ci apre una porta che fa intravedere la trascendenza dell'esistenza umana. Un uomo che compie segni straordinari e pronuncia parole che non tramontano. Egli mette in pratica l'amore come nessun altro e rivela che cosa è l'amore che salva gli uomini. Un uomo, nel quale l'eterno irrompe nel tempo; attraverso il quale gli uomini vengono a conoscere le profondità e le altezze della esistenza umana. Egli diventa speranza per gli uomini destinati alla morte, poiché morendo ci meritò la vita e ci aprì un nuovo futuro. Tutto ciò si rivela già nella sua nascita: il debole bambino che giace nella mangiatoia è il Salvatore del mondo. Questo è l'intramontabile messaggio del Natale.


M 1 - Dai Discorsi del Papa san Leone Magno

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita. Il Figlio di Dio infatti, giunta la pienezza dei tempi che l'impenetrabile disegno divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura umana, l'assunse lui stesso in modo che il diavolo, apportatore della morte, fosse vinto da quella stessa natura che prima lui aveva reso schiava. Così alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama. Essi vedono che la celeste Gerusalemme è formata da tutti i popoli del mondo. Di questa opera ineffabile dell'amore divino, di cui tanto gioiscono gli angeli nella loro altezza, quanto non deve rallegrarsi l'umanità nella sua miseria! O carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, perché nella infinita misericordia, con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi, e, mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo perché fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue mani. Deponiamo dunque l'uomo vecchio con la condotta di prima e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.



L 1 - Dal Vangelo secondo Luca

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.



L 2 -  Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio  il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita  la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo  il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.



M 2 - Nel mistero dei Verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del tuo fulgore, perché conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore delle cose invisibili.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo  il suo insegnamento


G 1 -  Nel mistero dei Verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del suo fulgore, perché conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore delle cose invisibili.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo il suo insegnamento


G 1 - Il Figlio di Dio è nato scartato per dirci che ogni scartato è figlio di Dio. È venuto al mondo come viene al mondo un bimbo, debole e fragile, perché noi possiamo accogliere con tenerezza le nostre fragilità.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo il suo insegnamento


G 1 -  La nascita di Gesù è la novità che ci permette ogni anno di rinascere dentro, di trovare in Lui la forza per affrontare ogni prova. Sì, perché la sua nascita è per noi,: per me, per te, per ciascuno.


R 1 - Gesù è nato per noi: ascoltiamo il suo insegnamento


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 



Anche con noi Dio ama fare grandi cose attraverso le nostre povertà. Ha messo tutta la nostra salvezza nella mangiatoia di una stalla e non teme le nostre povertà: lasciamo che la sua misericordia trasformi le nostre miserie.





PREGHIERE : NOVENA DI NATALE 24 DICEMBRE 2021
Inviato da Alba il 27/9/2021 21:00:00 (27 letture)


NOVENA DI NATALE  24 DICEMBRE 2021


L’esempio
dei santi Magi, rappresentanti dei cercatori della verità, ispiri il
nostro incontro con Te che vieni a visitarci, ci renda pronti a vivere
l’esistenza come esodo, sproni sempre il nostro cammino verso Te, Luce
vera che viene dall’alto.
 



G - PRIMO MOMENTO: IL DONO DELLA MIRRAI MAGI



L 1 - Quanta sofferenza, quante paure stringono il mondo, e quante domande crescono nel cuore degli uomini. Visitati
dal dolore, se non T’invochiamo Signore corriamo verso le braccia di
quella disperazione, che attanaglia chi si lascia sedurre dalla
sfiducia.
Guerre
e ingiustizia, fame e pestilenze, omicidi ed orrori. Dura è la
sofferenza, amara è la morte, amara come mirra, quella mirra offerta al
Bambino nato a Betlemme per dare risposta alle implorazioni del mondo.
 



Silenzio orante 



G - Signore
Dio nostro, custode della casa di Israele, ci hai donato la speranza
nel Tuo Figlio Gesù, nato nell’umiltà a Betlemme, dove ricevette in dono
la Mirra, quale segno profetico di futura  sofferenza e sepoltura, ascolta, Ti preghiamo, il grido dell’umanità che cerca senso e risposte ai suoi tanti perché.
Illuminaci con quella stessa luce che brillò e guidò il cammino dei santi Magi verso il Figlio del Dio Altissimo.



L 2 - ORAZIONE



Affrettati,
non tardare, Signore Gesù: la tua venuta dia conforto e speranza a
coloro che confidano nel tuo amore misericordioso.
Tu
sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, Tuo Figlio che è Dio e vive e
regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei
secoli. Amen




G - SECONDO  MOMENTO: IL DONO DELL’OROI MAGI



L 3 - Oro ricevette il Figlio di Dio, anche se nato umile nella famiglia umana. Oro della regalità e segno della guida, oro della responsabilità e dell’impegno nel governo delle cose di questo mondo. E’
in questo segno che vogliamo presentarti, Signore, tutti coloro che da
laici impegnati nel mondo pongono se stessi a servizio degli altri.
 



Silenzio orante 



G - Signore Dio, guida della casa di Israele, nostro re e legislatore, artefice di ogni cosa e  dispensatore
di ogni bene, sorreggi l’impegno di quanti chiami alla costruzione
della città degli uomini, con la guida e il sostegno della tua Parola,
affinché i passi di tutti giungano all’incontro con il Cristo Redentore
del mondo.



L 4 - Dal Vangelo secondo Luca



In
quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e
profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha
visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore
potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei
suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani
di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e
si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad
Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di
servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti
i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al
suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi
peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci
visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che
stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».
 



 L 5 - Dall’Esortazione apostolica Christifideles laici Certamente urge dovunque rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali. Ora
i fedeli laici, in forza della loro partecipazione all'ufficio
profetico di Cristo, sono pienamente coinvolti in questo compito della
Chiesa. Ad essi tocca, in particolare, testimoniare come la fede
cristiana costituisca l'unica risposta pienamente valida, più o meno
coscientemente da tutti percepita e invocata, dei problemi e delle
speranze che la vita pone ad ogni uomo e ad ogni società. Ciò sarà
possibile se i fedeli laici sapranno superare in se stessi la frattura
tra il Vangelo e la vita, ricomponendo nella loro quotidiana attività in
famiglia, sul lavoro e nella società, l'unità d'una vita che nel
Vangelo trova ispirazione e forza per realizzarsi in pienezza.




L 6 - A
tutti gli uomini contemporanei ripeto, ancora una volta, il grido
appassionato con il quale ho iniziato il mio servizio pastorale: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla
Sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi
economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di
sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo Lui
lo sa! Oggi così spesso l'uomo non sa cosa si porta dentro, nel
profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso
della sua vita su questa terra. E' invaso dal dubbio che si tramuta in
disperazione.



L 7 - Permettete, quindi - vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia -  permettete a Cristo di parlare all'uomo. Solo Lui ha parole di vita, sì! di vita eterna».
Spalancare
le porte a Cristo, accoglierlo nello spazio della propria umanità non è
affatto una minaccia per l'uomo, bensì è l'unica strada da percorrere
se si vuole riconoscere l'uomo nell'intera sua verità ed esaltarlo nei
suoi valori.
Sarà
la sintesi vitale che i fedeli laici sapranno operare tra il Vangelo e i
doveri quotidiani della vita la più splendida e convincente
testimonianza che, non la paura, ma la ricerca e l'adesione a Cristo
sono il fattore determinante perché l'uomo viva e cresca, e perché si
costituiscano nuovi modi di vivere più conformi alla dignità umana. L'uomo è amato da Dio! E'
questo il semplicissimo e sconvolgente annuncio del quale la Chiesa è
debitrice all'uomo. La parola e la vita di ciascun cristiano possono e
devono far risuonare questo annuncio: Dio ti ama, Cristo è venuto per
te, per te Cristo è «Via, Verità, Vita!»




L 8 – RIFLESSIONE



Noi
fedeli laici siamo chiamati a comprendere e a vivere praticamente una
verità fondamentale: che non c’è frattura tra la vita civile, la vita
sociale, la vita privata, il lavoro, lo studio, e la vita pubblica col
Vangelo. Chi ci ha donato la Parola è lo stesso Dio che ha creato noi
con illuminata e irraggiungibile saggezza. E Dio non può contraddire Se
stesso: non sarebbe Dio.
La
nostra vita non viene diminuita se è ispirata al Vangelo, ma anzi
proprio così trova la sua massima e migliore realizzazione, perché
risponde al disegno di Dio su di noi che non è fondato sulla
trasgressione come a noi a volte sembra la via migliore. Fidiamoci di
Dio: è Lui che ci conosce nell’intimo e ci ispira attraverso lo Spirito
Santo. E’ Lui che ci indirizza per il meglio per noi e per tutti i
fratelli sia in questa vita, che prima o poi passa, sia ancor di più per
la vita futura dove Egli desidera accoglierci in un abbraccio senza
fine.
 Rivolgiamoci
a Maria, che ha adempiuto al cento per cento il progetto di Dio nella
Sua vita, per il bene suo, ma soprattutto per donarci il Salvatore,
quindi con un’apertura di cuore che ha raggiunto ciascuno di noi , suoi
figli amati: impariamo a pregare non solo con le labbra, ma con la
partecipazione del nostro cuore, della nostra mente, della nostra
intelligenza, della nostra libertà e della nostra volontà.




(Impariamo questa preghiera che sarebbe bene recitare ogni mattina)



L 1 - Vergine Immacolata, Madre mia Maria,



io rinnovo a Te, oggi e per sempre,



la consacrazione di tutto me stesso,



perché Tu disponga di me



per il bene delle anime.



Solo Ti chiedo,



o mia Regina e Madre della Chiesa,



di cooperare fedelmente alla Tua Missione,



per l’avvento del Regno di Gesù nel mondo.



Ti offro pertanto, o Cuore Immacolato di Maria,



le preghiere, le azioni, le gioie,  le sofferenze 



e i sacrifici di questo giorno,



perché io scopra 



i doni elargiti dallo Spirito Santo



nel Sacramento della Confermazione



e li metta in opera a beneficio dei fratelli,



perché, radicato nella carità,



io diventi capace di servire con umiltà i fratelli



e perché io sia sempre disposto



a desiderare che si compia



la Volontà di Dio in me e nei fratelli. Amen



G - TERZO  MOMENTO: IL DONO DELL’INCENSO  I MAGI 






A te
Signore della storia, Principe della pace, Re delle genti, atteso da
tutte le nazioni, scettro della casa di Israele, splendore della luce
eterna, speranza e salvezza dei popoli, Tu Verità che tiene fede alle
promesse antiche, accogli il profumo dell’incenso attraverso il quale Ti
adoriamo e Ti  riconosciamo nostro Dio e Signore e concedi
ai fedeli laici, che vivono la loro quotidiana esperienza al servizio
della comunità umana, di spandere il tuo soave profumo tra i fratelli e
di portare nelle realtà terrestri l’autentico Spirito del Cristo, per
l’edificazione del Regno. Amen
  



L 2 - (Antifona del giorno)
È nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato: il potere
riposa sulle sue spalle, il suo nome sarà: messaggero di un grande
disegno.
 



G - Affrettati,
non tardare Signore del mondo, Tu che conduci la storia al suo
compimento, nel regno di pace infinita: concedici di volgere fiduciosi
lo sguardo a Te e di desiderare con ardore la venuta del Tuo Figlio.
Egli è con Te e lo Spirito Santo il Benedetto nei secoli dei secoli
. Amen 



G - Il Signore ci benedica, ci  preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen 



CANTO FINALE








 

PREGHIERE : VIA CRUCIS PER ILTEMPO DI QUARESIMA
Inviato da Alba il 14/7/2021 9:20:00 (66 letture)

Via Crucis per il Tempo di Quaresima


G 1 - La via della croce è la strada che Gesù ha percorso 2000 anni fa per portare a termine la sua missione fino al dono più grande, morire per passione, per amore nostro.

Ciascuno di noi ha la sua strada da percorrere: a volte piana e senza buche; altre volte ingombra di ostacoli, di incomprensioni da vincere e delusioni da accogliere, di desideri di pace da ristabilire... in famiglia, a scuola o nel lavoro, in parrocchia.

Rileggere la nostra vita mentre ripercorriamo la Via Crucis di Gesù ci aiuta a vedere che ogni passo di servizio è un piccolo contributo alla costruzione di quel Regno di pace, di giustizia e di verità per il quale Gesù è morto in croce ed è risorto il terzo giorno.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

R 1 - Amen

G 1 - Il Signore sia con voi.

R 1 - E con il tuo spirito

G 1 - 1^ STAZIONE: GESÙ NELL'ORTO DEGLI ULIVI



G 1 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 1 - perché con la tua Santa Croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal vangelo di Marco (Mc 14,32-36)

Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: "Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu".

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Gesù racconta che c'era un uomo ferito, a terra lungo la strada, che era stato assalito. Passarono diverse persone accanto a lui ma se ne andarono, non si fermarono. Erano persone con funzioni importanti nella società, che non avevano nel cuore l'amore per il bene comune. Non sono state capaci di perdere alcuni minuti per assistere il ferito o almeno per cercare aiuto. Uno si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato una cosa su cui in questo mondo frettoloso lesiniamo tanto: gli ha dato il proprio tempo. Sicuramente egli aveva i suoi programmi per usare quella giornata secondo i suoi bisogni, impegni o desideri. Ma è stato capace di mettere tutto da parte davanti a quel ferito, e senza conoscerlo lo ha considerato degno di ricevere il dono del suo tempo.

M 1 - Per redimere il genere umano, Gesù, il Figlio di Dio, deve consegnarsi alla Giustizia del Padre, perché così Sapienza infinita aveva voluto, come fosse l'unico e più grande peccatore mai esistito sulla Terra, espiando tutti i peccati del mondo, dal suo inizio alla sua fine, dalla Colpa di Adamo ed Eva al Giorno del Giudizio. Il Suo adorabile Corpo arriva a sudare Sangue nel Getsemani, preso da dolori indicibili che portano la Sua Anima a sperimentare una terribile e spaventosa Agonia. Con le rivelazioni private di Gesù e con gli scritti dei santi della Sua Chiesa, oggi possiamo meditare profondamente il mistero della Passione spirituale di nostro Signore Gesù Cristo avvenuta nel Getsemani e comprendere più chiaramente quanto Dio ci abbia amato e cosa sia arrivato a sostenere pur di poterci salvare dalla Dannazione, prima ancora di soffrire la Passione fisica, seppur tanto dolorosa e umiliante, iniziata con il Suo arresto e conclusa con la Sua morte in croce. Il Getsemani è un mare di indicibili dolori e di infinite amarezze per Gesù, sofferenze che non tramontano in quella notte di tormento ma durano ancora oggi, nei secoli. Come scopriremo da questi scritti importantissimi, è volontà Divina e desiderio intimo di Gesù poterci rendere partecipi della sua Passione spirituale nel Getsemani, per trovare in noi degli amici, dei fratelli pronti a dargli sollievo nella sofferenza e addolcire le Sue pene. Entriamo con il Signore nel Getsemani, facciamoGli compagnia e diamoGli conforto, pregando l'Eterno Padre come Gesù aveva chiesto di fare ai Suoi tre Apostoli più fidati in quella notte spaventosa. Le gravissime parole del Salvatore riecheggino nella nostra mente e si posino nei nostri cuori rimanendovi custodite, siano impresse nella nostra anima come il sacratissimo Volto di Gesù si degnò per noi di rimanere impresso sul velo della Veronica: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate".

R 1 - Gesù, ricordati di noi, che siamo nella prova.

G 1 - Siete sempre tutti nel mio cuore.

R 1 - Gesù, ricordati di noi, che siamo nella prova.

G 1 - Per voi ho patito, sono morto e risorto.

R 1 - Gesù, ricordati di noi, che siamo nella prova.

G 1 - Affidatevi sempre a me.



G 2 - 2^ STAZIONE: GESÙ TRADITO DA GIUDA

G 2 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 2 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal vangelo di Marco (Mc 14,43-46)

Mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta". Appena giunto, gli si avvicinò e disse: "Rabbì" e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

La parabola del buon Samaritano raccoglie uno sfondo di secoli. Poco dopo la narrazione della creazione del mondo e dell'essere umano, la Bibbia presenta la sfida delle relazioni tra di noi. Caino elimina suo fratello Abele, e risuona la domanda di Dio: «Dov'è Abele, tuo fratello?» (Gen 4,9). La risposta è la stessa che spesso diamo noi: «Sono forse io il custode di mio fratello?». Con la sua domanda, Dio mette in discussione ogni tipo di determinismo o fatalismo che pretenda di giustificare l'indifferenza come unica risposta possibile. Ci abilita, al contrario, a creare una cultura diversa, che ci orienti a superare le inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri.

M 2 - Giuda ha avuto la piena capacità di fare la sua scelta almeno fino al momento in cui "Satana entrò in lui" e l'onniscenza di Dio in nessun modo sostituì l'abilità di Giuda di fare qualsiasi scelta. Piuttosto, quel che Gesù eventualmente avrebbe scelto, Dio lo vide come una osservazione presente e Gesù rese chiaroche Giuda era responsabile per la sua scelta e l'avrebbe ritenuto responsabile per l'accaduto. "Vi dico la verità, uno di voi mi tradirà: colui che mangia con me". Nota che Gesù caratterizzò la partecipazione di Giuda come un tradimento. E riguardo la responsabilità per questo tradimento Gesù disse:" Certo il Figlio dell'uomo se ne va, com'è scritto di lui; ma guai a quell'uomo per cui il Figlio dell'uomo è tradito! Ben sarebbe per quell'uomo di non esser nato!". Satana, anche, ebbe una parte in questo, come vediamo in Giovanni e anche lui sarà responsabile per le sue opere. Dio nella sua saggezza era in grado, come sempre di manipolare anche la ribellione di satana per il beneficio dell'umanità. Satana ha aiutato Gesù ad andare sulla croce e sulla croce il peccato e la morte furono sconfitti.

R 2 - Aiutaci a non tradirti mai

G 2 - Vivete sempre nella verità

R 2 - Aiutaci a non tradirti mai

G 2 - Illuminate la vostra vita con la mia Parola

R 2 - Aiutaci a non tradirti mai

G 2 - Lasciatevi guidare dalla Santissima Trinità

G 1 - 3^ STAZIONE: GESÙ È CONDANNATO DAL SINEDRIO

G 1 -
Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 1 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal Vangelo di Marco (Mc 14.55.60-64)

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?". Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?". Gesù rispose: "Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo". Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?". Tutti sentenziarono che era reo di morte.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

In quell'incontro fraterno, che ricordo con gioia, con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, abbiamo fermamente dichiarato che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue. Queste sciagure sono frutto della deviazione dagli insegnamenti religiosi, dell'uso politico delle religioni e anche delle interpretazioni di gruppi di uomini di religione che hanno abusato - in alcune fasi della storia - dell'influenza del sentimento religioso sui cuori degli uomini [...]. Infatti Dio, l'Onnipotente, non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il suo nome venga usato per terrorizzare la gente.

M 1 - Gesù è condannato a morte

Gesù non è vittima della forza del destino; è salito sulla croce perché l'ha voluto. La sua accettazione non è rassegnazione passiva, ma è accoglimento della croce, è accettazione della volontà del Padre. Il Sinedrio era la corte di giustizia del popolo di Dio. Ora questa corte condanna il Cristo, il Figlio di Dio benedetto, e lo giudica reo di morte. L'Innocente viene condannato « perché ha bestemmiato », dichiarano i giudici e si stracciano le vesti. Ma noi dall'Evangelista sappiamo che lo hanno fatto per invidia e odio. San Giovanni dice che, in fondo, il sommo sacerdote aveva parlato a nome di Dio: solo lasciando condannare l'innocente Suo Figlio, Dio Padre poté salvare i colpevoli fratelli di Lui.

R 1 - Per noi sei morto in croce

G 1 - Ho voluto obbedire al Padre mio e Padre vostro

R 1 - Per noi sei morto in croce

G 1 - Ho patito molto, ma mi ha guidato l'amore

R 1 - Per noi sei morto in croce

G 1 - Il mio desiderio è stato quello di salvare tutti



G 2 - 4^ STAZIONE: GESÙ È RINNEGATO DA PIETRO

G 2 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 2 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal Vangelo di Marco (14,66-72)

Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: "Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù". Ma egli negò, dicendo: "Non so e non capisco che cosa dici". Poi uscì fuori verso l'ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: "Costui è uno di loro". Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: "È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo". Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco quest'uomo di cui parlate". E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: "Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai". E scoppiò in pianto.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Dobbiamo riconoscere la tentazione che ci circonda di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli. Diciamolo, siamo cresciuti in tanti aspetti ma siamo analfabeti nell'accompagnare, curare e sostenere i più fragili e deboli delle nostre società sviluppate. Ci siamo abituati a girare lo sguardo, a passare accanto, a ignorare le situazioni finché queste non ci toccano direttamente. Ogni giorno ci troviamo davanti alla scelta di essere buoni samaritani oppure viandanti indifferenti che passano a distanza. E se estendiamo lo sguardo alla totalità della nostra storia e al mondo nel suo insieme, tutti siamo o siamo stati come questi personaggi: tutti abbiamo qualcosa dell'uomo ferito, qualcosa dei briganti, qualcosa di quelli che passano a distanza e qualcosa del buon samaritano.

M 2 - Ricordiamo che poche ore prima, Gesù aveva annunciato a Pietro che lo avrebbe rinnegato tre volte quella stessa notte. Pietro aveva categoricamente rifiutato quella affermazione di Gesù. Ora Pietro si trova nel cortile. Quasi sicuramente, Gesù poteva sentire tutto quello che accadeva a Pietro. Esattamente come Gesù aveva annunciato, tre volte Pietro negava di conoscere Gesù, perfino con giuramento e con imprecazione. In altre parole, davanti a queste persone, Pietro chiedeva a Dio di farlo morire, se non fosse stato vero quello che diceva. In pratica è come se Pietro dicesse "Vi giuro nel nome di Dio che non conosco quell'uomo, Gesù, e chiedo che Dio mi faccia morire se conosco quel Gesù!" Pietro aveva paura, e questo lo ha portato a negare di conoscere Gesù. Avete notato? Appena Pietro negò di conoscere Gesù per la terza volta, Gesù si voltò e lo guardò. Pietro guardava su, e vide gli occhi di Gesù fissati su di lui. In quell'istante le parole del Cristo, che gli annunciarono che Egli Lo avrebbe rinnegato, tornarono in mente a Pietro. Il cuore dell'Apostolo fu colpito, come se fosse trafitto con una grande spada. Corse fuori, e pianse amaramente! Che grande senso di vergogna! Che dolore nel suo cuore, aveva rinnegato il suo prezioso Signore! Pietro pianse amaramente. La cosa più grande che vediamo in questo episodio è l'immensa grazia di Dio, che si manifesta quando un credente veramente si ravvede.

R 2 - Signore Gesù, donaci la forza di non rinnegarti mai.

G 2 - Confido che la salvezza che ho guadagnato per voi a caro prezzo sia sempre su di voi

R 2 - Signore Gesù, donaci la forza di non rinnegarti mai.

G 2 - Prego per voi perché sappiate approfittare del dono che vi ho fatto

R 2 - Signore Gesù, donaci la forza di non rinnegarti mai.

G 2 - Vivete secondo i comandamenti e partecipate ai Sacramenti istituiti dalla Santa Chiesa.

G 1 - 5^ STAZIONE: GESÙ GIUDICATO DA PILATO



G 1 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 1 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo.

L 1 - Dal vangelo di Marco (Mc 15,14-15)

Pilato diceva loro: "Che male ha fatto?". Ma essi gridarono più forte: "Crocifiggilo!". Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Guerre, attentati, persecuzioni per motivi razziali o religiosi, e tanti soprusi contro la dignità umana vengono giudicati in modi diversi a seconda che convengano o meno a determinati interessi, essenzialmente economici. Ciò che è vero quando conviene a un potente, cessa di esserlo quando non è nel suo interesse.

M 1 - Fu il governatore della provincia romana della Giudea . A lui competeva la facoltà di eseguire le condanne a morte. Risiedeva abitualmente a Cesare marittima, capitale politica e militare della provincia. In determinate occasioni, come le festività ebraiche, si spostava a Gerusalemme per tenere sotto controllo eventuali tumulti di popolo. La sede del prefetto a Gerusalemme non è nota con chiarezza. Sulla personalità e l'operato di Pilato le fonti evangeliche e le affermazioni di Filone convergono nel tracciarne una figura particolarmente negativa: Pilato "era per natura inflessibile e, in aggiunta alla sua arroganza, duro". Il suo operato era caratterizzato da "concussioni, violenze, rapine, brutalità, torture, esecuzioni senza processo e una crudeltà spaventosa e senza limiti".

R 1 - Pilato è convinto della innocenza di Gesù

G 1 - Egli vuole accontentare la folla

R 1 - Pilato è convinto della innocenza di Gesù

G 1 - Pilato sceglie di liberare un malfattore

R 1 - Pilato è convinto della innocenza di Gesù

G 1 - Pilato fa flagellare Gesù



G 2 - 6^ STAZIONE: GESÙ È FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE

G 2 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 2 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo.

L 1 - Dal Vangelo di Marco (Mc 15,16-18)

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!".

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Ci sono periferie che si trovano vicino a noi, nel centro di una città, o nella propria famiglia. C'è anche un aspetto dell'apertura universale dell'amore che non è geografico ma esistenziale. È la capacità quotidiana di allargare la mia cerchia, di arrivare a quelli che spontaneamente non sento parte del mio mondo di interessi, benché siano vicino a me. D'altra parte, ogni fratello o sorella sofferente, abbandonato o ignorato dalla mia società è un forestiero esistenziale, anche se è nato nello stesso Paese. Può essere un cittadino con tutte le carte in regola, però lo fanno sentire come uno straniero nella propria terra. Il razzismo è un virus che muta facilmente e invece di sparire si nasconde, ma è sempre in agguato. Tanto da alcuni regimi politici populisti quanto da posizioni economiche liberali, si sostiene che occorre evitare ad ogni costo l'arrivo di persone migranti. Al tempo stesso si argomenta che conviene limitare l'aiuto ai Paesi poveri, così che tocchino il fondo e decidano di adottare misure di austerità. Non ci si rende conto che, dietro queste affermazioni astratte difficili da sostenere, ci sono tante vite lacerate. Molti fuggono dalla guerra, da persecuzioni, da catastrofi naturali.

M 2 - Il Signore venne trascinato bruscamente vicino al corpo di guardia del pretorio, dove si trovava la colonna di marmo munita di anelli e ganci; essa era destinata esclusivamente alla flagellazione dei condannati. I carnefici, senza cessare le loro orrende imprecazioni, legarono le mani di Gesù a un grande anello fissato alla sommità della colonna dell'infamia. Così facendo, gli tesero talmente le braccia al di sopra della testa che i piedi legati fortemente alla colonna non toccavano completa mente il suolo. Due di quei bruti, assetati di sangue, iniziarono a flagellare il corpo immacolato di Gesù provocandogli i più atroci tormenti. Non mi è possibile descrivere le tremende atrocità inflitte a nostro Signore. L'orribile flagellazione durava già da tre quarti d'ora, quando uno straniero d'infima classe, parente di un cieco sanato da Gesù, si precipitò dietro la colonna con un coltello a forma di falce e gridò con voce indignata: "Fermatevi! Non colpite quest'innocente fino a farlo morire!". Approfittando dello stupore dei carnefici ebbri, lo straniero recise le corde annodate dietro la colonna e subito disparve tra la folla. L'incoronazione di spine fu eseguita nel cortile del corpo di guardia, le cui porte erano aperte; nell'interno si trovavano una cinquantina di aguzzini, servi e furfanti, i quali presero parte attiva ai martiri di Gesù. La folla si accalcava da tutti i lati, finché l'edificio fu isolato dai soldati romani. Indicibile fu il tormento di quella incoronazione: intorno al capo di Gesù venne legato un serto intrecciato di tre rami spinosi, alto due palmi, le cui punte erano rivolte verso l'interno. Nel legare posteriormente la corona al santo capo, i carnefici gliela strinsero brutalmente per fare in modo che le spine grosse un dito si conficcassero nella sua fronte e nella nuca. Poi gli infilarono una canna tra le mani legate, si posero in ginocchio davanti a lui e inscenarono l'incoronazione di un re da burla.

R 2 - Chiediamo perdono per le offese inflitte a Gesù

G 2 - Gesù ha accettato di soffrire per amore, per salvare noi.

R 2 - Chiediamo perdono per le offese inflitte a Gesù

G 2 - Gesù ci ama a tal punto da accettare tante sofferenze

R 2 - Chiediamo perdono per le offese inflitte a Gesù

G 2 - Gesù si è fatto uomo come noi tranne che nel peccato



G 1 - 7^ STAZIONE: GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE



G 1 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 1 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo.

L 1 - Dal Vangelo di Marco (Mc 15,20-21)

Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

La vera carità è capace di includere tutto questo nella sua dedizione, e se deve esprimersi nell'incontro da persona a persona, è anche in grado di giungere a un fratello e a una sorella lontani e persino ignorati, attraverso le varie risorse che le istituzioni di una società organizzata, libera e creativa sono capaci di generare. Nel caso specifico, anche il buon samaritano ha avuto bisogno che ci fosse una locanda che gli permettesse di risolvere quello che lui da solo in quel momento non era in condizione di assicurare. L'amore al prossimo è realista e non disperde niente che sia necessario per una trasformazione della storia orientata a beneficio degli ultimi.

M 1 - Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene,che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Il Cireneo è uno qualsiasi. Non ha notorietà, non è importante. E' un uomo qualunque che un giorno, passando sulla strada che abitualmente faceva mentre tornava dal lavoro, incontra Gesù.L'evangelista dice:"gli misero addosso la croce: croce: è un'espressione forte, cruda. Dice l'istante. E quest'uomo, che aveva una famiglia normale, una vita normale, un lavoro normale, si trova fianco a fianco di uno sconosciuto, per di più condannato a morte. E con Lui, a fianco di Lui sale verso la meta della morte, della fine. Poteva scappare, rifiutarsi, ma il Cireneo resta. Abitualmente il Cireneo è raffigurato in fondo alla croce, ma nella realtà doveva essere a fianco di Gesù, legato a Lui al patibolo: si saranno guardati negli OCCHI e da lontano saranno sembrati alla folla come due "che portano la stessa pena". Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce, ma guardando bene, ci chiediamo: chi porta chi? Gli occhi raccontano il mondo che uno ha dentro. Cosa avrà visto Gesù nel Cireneo? Ma soprattutto, cosa ha visto il Cireneo negli occhi di Gesù: amore, tenerezza, coraggio, consolazione. Pensiamo a quanti in questi giorni si trovano come il Cireneo, a portare la croce di altri: anche loro sono persone normali, con la loro vita, e invece intercettano la vita sofferente di altri. Sono sostegno per gli altri. Medici e infermieri raccontano di sguardi: Gesù ci guarda, e ci sostiene.

R 1 - Portiamo anche noi la croce di Gesù

G 1 - Gesù ci ha amato fino ad accettare la croce

R 1 - Portiamo anche noi la croce di Gesù

G 1 - Le sofferenze accettate da Gesù ci devono far capire quanto Egli ci ami

R 1 - Portiamo anche noi la croce di Gesù

G 1 - L'amore di Gesù per noi è sempre presente

G 2- 8^ STAZIONE GESÙ PROMETTE L SUO REGNO AL BUON LADRONE



G 2 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 2- perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal Vangelo di Luca

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno".

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". L'altro invece lo rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male". E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso".

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Il perdono non implica il dimenticare. Diciamo piuttosto che quando c'è qualcosa che in nessun modo può essere negato, relativizzato o dissimulato, tuttavia, possiamo perdonare. Quando c'è qualcosa che mai dev'essere tollerato, giustificato o scusato, tuttavia, possiamo perdonare. Quando c'è qualcosa che per nessuna ragione dobbiamo permetterci di dimenticare, tuttavia, possiamo perdonare. Il perdono libero e sincero è una grandezza che riflette l'immensità del perdono divino. Se il perdono è gratuito, allora si può perdonare anche a chi stenta a pentirsi ed è incapace di chiedere perdono.

Quanti perdonano davvero non dimenticano, ma rinunciano ad essere dominati dalla stessa forza distruttiva che ha fatto loro del male. Spezzano il circolo vizioso, frenano l'avanzare delle forze della distruzione. Decidono di non continuare a inoculare nella società l'energia della vendetta, che prima o poi finisce per ricadere ancora una volta su loro stessi.

M 2 - Scorrono i minuti dell'agonia e l'energia vitale di Gesù crocifisso si sta lentamente attenuando. Eppure egli ha ancora la forza per un ultimo atto d'amore nei confronti di uno dei due condannati alla pena capitale che gli stanno accanto in quegli istanti tragici, mentre il sole è ancora alto in cielo. Tra Cristo e quell'uomo scorre un esile dialogo, affidato a due frasi essenziali. Da un lato, c'è l'appello del malfattore, divenuto nella tradizione «il buon ladrone», il convertito nell'ora estrema della sua vita: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno!» Ecco la risposta di Gesù, brevissima, simile a un soffio: «Oggi sarai con me nel paradiso».

R 2 - Un malfattore all'ultimo momento si converte

G 2 - Gesù accetta il pentimento del ladrone

R 2 - Un malfattore all'ultimo momento si converte

G 2 - Al ladrone pentito Gesù promette il Paradiso

R 2 - Un malfattore all'ultimo momento si converte

G 2 - Chiediamo a Gesù la salvezza ed Egli ce la concederà

G 1 - 9^ STAZIONE GESU' CONSEGNA SUA MADRE E MUORE IN CROCE



G 1 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo,

R 2 - perchè con la tua santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal Vangelo di Giovanni (Gv.9,25-30)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Chiamata a incarnarsi in ogni situazione e presente attraverso i secoli in ogni luogo della terra - questo significa "cattolica" -, la Chiesa può comprendere, a partire dalla propria esperienza di grazia e di peccato, la bellezza dell'invito all'amore universale. Infatti, «tutto ciò ch'è umano ci riguarda. Dovunque i consessi dei popoli si riuniscono per stabilire i diritti e i doveri dell'uomo, noi siamo onorati, quando ce lo consentono, di assiderci fra loro». Per molti cristiani, questo cammino di fraternità ha anche una Madre, di nome Maria. Ella ha ricevuto sotto la Croce questa maternità universale e la sua attenzione è rivolta non solo a Gesù ma anche al «resto della sua discendenza» . Con la potenza del Risorto, vuole partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato delle nostre società, dove risplendano la giustizia e la pace.

M 1 - Gesù affida la madre al giovane Giovanni perché sia sicura. Una donna sola, in Oriente, in quel tempo, era in una situazione impossibile. Affida la mamma a questo giovane e al giovane dà la mamma, quindi Gesù realmente agisce da uomo con un sentimento profondamente umano. Questo mi sembra molto bello, molto importante, che prima di ogni teologia vediamo in questo la vera umanità, il vero umanesimo di Gesù. Ma naturalmente questo attua diverse dimensioni, non riguarda solo questo momento, ma concerne tutta la storia. In Giovanni Gesù affida tutti noi, tutta la Chiesa, tutti i discepoli futuri, alla madre e la madre a noi. E questo si è realizzato nel corso della storia: sempre più l'umanità e i cristiani hanno capito che la madre di Gesù è la loro madre. «Camminerò alla presenza del Signore» «La fede, se non ha le opere, è morta» «Tu sei il Cristo - Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire» Quale il senso della morte sulla croce? La domanda è doverosa e non solo per il cristiano, anche perché non sarà mai sottolineato abbastanza il paradosso della Croce che, sia per soli tre giorni, è segno di sconfitta, ma che insieme, per sempre, diviene segno di vittoria. Giovanni nel suo Vangelo scosso e sconcertato sul Calvario, ci offre la spiegazione: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita «piena». Certamente lo sguardo dovrà passare dalla Croce di Cristo a Dio che «ama il mondo»! «Padre, glorifica il Tuo nome; per questo sono giunto a quest'ora». Il dolore è un momento di verità, per rivelare alla persona ciò che essa è: per una persona di fede, sia pure con le difficoltà e refrattarietà, il dolore è invito all'Amen sempre più generoso e fedele, perché scopre che questo entra «nei progetti di salvezza di Dio» e non solo la sua ma anche di tanti altri!

R 1 - Abbiamo ricevuto Maria, la Mamma di Gesù, come Mamma nostra.

G 1 - Maria ha adottato Giovanni come suo figlio

R 1 - Abbiamo ricevuto Maria, la Mamma di Gesù, come Mamma nostra.

G 1 - Giovanni ha accolto Maria come Mamma sua e l'ha presa con sé

R 1 - Abbiamo ricevuto Maria, la Mamma di Gesù, come Mamma nostra.

G 1 - Ricordiamo sempre di avere una Santa Mamma in Cielo

G 2 - 10^ STAZIONE: GESÙ È DESPOSTO NEL SEPOLCRO



G 2 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 1 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal Vangelo di Giovanni (Gv 19,38-42)

Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in precedenza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Le maggiori preoccupazioni di un politico non dovrebbero essere quelle causate da una caduta nelle inchieste, bensì dal non trovare un'effettiva soluzione al «fenomeno dell'esclusione sociale ed economica, con le sue tristi conseguenze di tratta degli esseri umani, commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzato. È tale l'ordine di grandezza di queste situazioni e il numero di vite innocenti coinvolte, che dobbiamo evitare qualsiasi tentazione di cadere in un nominalismo declamatorio con effetto tranquillizzante sulle coscienze. Dobbiamo aver cura che le nostre istituzioni siano realmente efficaci nella lotta contro tutti questi flagelli»... Siamo ancora lontani da una globalizzazione dei diritti umani più essenziali.

M 2 - Avvolto nel lenzuolo funerario, la «sindone», il corpo crocifisso e martoriato di Gesù scivola lentamente dalle mani pietose e amorose di Giuseppe d'Arimatea nel sepolcro scavato nella roccia. Nelle ore di silenzio che seguiranno, Cristo sarà veramente come tutti gli uomini che entrano nel grembo oscuro della morte, della rigidità cadaverica, della fine. Eppure c'è già in quel crepuscolo del Venerdì Santo un fremito. L'evangelista Luca nota che «splendevano ormai le luci del sabato» dalle finestre delle case di Gerusalemme. La veglia degli Ebrei nelle loro abitazioni diventa quasi il simbolo dell'attesa delle donne e dei discepoli. E' l'attesa di un'alba diversa, quella che tra non molte ore, trascorso il sabato, apparirà davanti ai nostri occhi di discepoli di Cristo. In quell'aurora sulla strada delle tombe ci verrà incontro l'angelo e ci dirà: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui! E' risuscitato!». E sulla strada del ritorno alle nostre case sarà allora il Risorto ad accostarsi al nostro fianco, camminando con noi, varcando le nostre soglie per essere ospitato alla nostra mensa e spezzare il pane con noi.

R 2 - Avevamo sperato in Gesù, ma Egli è morto e sepolto

G 2 - Gesù ci ha tanto amato da accettare le peggiori sofferenze

R 2 - Avevamo sperato in Gesù, ma Egli è morto e sepolto

G 2 - Gesù ha accettato persino la morte, e la morte in croce

R 2 - Avevamo sperato in Gesù, ma Egli è morto e sepolto G 2 - Un angelo del Signore ci annuncia che Gesù è risorto ed è vivo

G 1 - 11^ STAZIONE: GESÙ RISORGE E SI MANIFESTA A MARIA DI MAGDALA E AI DISCEPOLI

G 1 - Ti adoriamo, o Cristo Gesù, e ti benediciamo

R 1 - perché con la tua Santa croce e la tua risurrezione hai salvato il mondo

L 1 - Dal Vangelo di Marco (Mc 16,9-15)

Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.

L 2 - Dall'Enciclica "Fratelli tutti"

Il culto a Dio, sincero e umile, «porta non alla discriminazione, all'odio e alla violenza, ma al rispetto per la sacralità della vita, al rispetto per la dignità e la libertà degli altri e all'amorevole impegno per il benessere di tutti». Le convinzioni religiose riguardo al senso sacro della vita umana ci permettono di «riconoscere i valori fondamentali della comune umanità, valori in nome dei quali si può e si deve collaborare, costruire e dialogare, perdonare e crescere, permettendo all'insieme delle diverse voci di formare un nobile e armonico canto, piuttosto che urla fanatiche di odio». Siamo chiamati ad essere veri "dialoganti", ad agire nella costruzione della pace non come intermediari, ma come autentici mediatori. Il mediatore è colui che non trattiene nulla per sé, ma si spende generosamente, fino a consumarsi, sapendo che l'unico guadagno è quello della pace.

M 1 - Maria di Magdala, dopo essere venuta a dar l'allarme raccontando «hanno portato via» il suo Signore, ritorna di nuovo al sepolcro. Vede e riconosce Gesù risorto dai morti. Vedere il segno della tomba vuota non basta da solo a fare credere nella risurrezione. Occorre l'apparizione di Gesù risorto, l'incontro con lui. Questa risurrezione di Gesù non è un ritorno alla vita precedente, ma l'inizio di una vita nuova e diversa. Perciò anche il rapporto con Gesù non può continuare come prima. Ora egli è il "Signore" e sale presso il Padre suo e Padre nostro, il suo Dio e il nostro Dio. Quando i due discepoli, immersi nelle loro meditazioni, se ne vanno via dal sepolcro, Maria di Magdala resta lì, macerata da un solo amore: Gesù. Nella sua solitudine, il pensiero di lui penetra:«hanno portato via il mio Signore e non so dove l'abbiano messo». Non è più l'informazione un po' impersonale che aveva portato agli altri; è il grido di una tenerezza umana molto pura, ma profondamente femminile. Mentre parla, indovina una presenza dietro di sé. Si volta di scatto, ma l'apparizione che vede è così soave e tranquilla che non può credere a ciò che il suo cuore le fa sperare. Resta prostrata e scambia colui che è davanti al lei per giardiniere; forse potrà dare qualche informazione su quella sparizione che la strazia. Una parola è sufficiente a mutare tutta la sua tristezza in gioia: «Maria!» Essa diventa l'appassionata e sollecita annunciatrice della risurrezione ai discepoli.

R 1 - Maria di Magdala teme che abbiano portato via il corpo di Gesù

G 1 - Infatti Maria vede il sepolcro vuoto

R 1 - Maria di Magdala teme che abbiano portato via il corpo di Gesù

G 1 - Sentendosi chiamare "Maria" ella scopre che Gesù è vivo

R 1 - Maria di Magdala temeva che avessero portato via il corpo di Gesù

G 1 - Gesù è vivo e va ad incontrare anche i discepoli

G 2 - Preghiera della pace di San Francesco

Signore, fa' di me uno strumento della tua pace:

L 1 - dov'è odio, fa' ch'io porti amore,

dov'è offesa, ch'io porti il perdono,

dov'è discordia, ch'io porti la fede,

dov'è l'errore, ch'io porti la Verità,

dov'è la disperazione, ch'io porti la speranza.

Dov'è tristezza, ch'io porti la gioia,

dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.

Maestro, fa' che io non cerchi tanto di essere compreso, quanto di comprendere.

di essere amato, quanto di amare

Poiché è dando, che si riceve;

perdonando che si è perdonati;

morendo che si risuscita a Vita Eterna. Amen.

L 2 - (Preghiera che conclude l'enciclica Fratelli tutti)

Dio nostro, Trinità d'amore,

dalla potente comunione della tua intimità divina

effondi in mezzo a noi il fiume dell'amore fraterno.

Donaci l'amore che traspariva nei gesti di Gesù,

nella sua famiglia di Nazaret e nella prima comunità cristiana.

Concedi a noi cristiani di vivere il Vangelo

e di riconoscere Cristo in ogni essere umano,

per vederlo crocifisso nelle angosce degli abbandonati

e dei dimenticati di questo mondo

e risorto in ogni fratello che si rialza in piedi.

Vieni, Spirito Santo! Mostraci la tua bellezza

riflessa in tutti i popoli della terra,

per scoprire che tutti sono importanti,

che tutti sono necessari, che sono volti differenti

della stessa umanità amata da Dio. Amen.

LETTURA DEL SANTO VANGELO DEL GIORNO

« O alto e glorioso Dio,

illumina le tenebre dei nostri cuori.

Dacci una fede retta, speranza certa,

carità perfetta e umiltà profonda.

Dacci, Signore, senno e discernimento

per compiere la tua vera e santa volontà. Amen »


Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Tutti - Amen



MUSICA



PREGHIERE : PREGHIERA QUOTIDIANA
Inviato da Alba il 10/11/2015 10:10:00 (987 letture)


NOTA



Usiamo questo sito per la PREGHIERA QUOTIDIANA, dal lunedì al venerdì compresi, iniziando alle ore 19.00 e collegandoci con SKYPE. Chi fosse interessato, può rivolgersi a  paolaitreb (nome skype), dando il proprio nome skype, per essere chiamato un po' prima dell'inizio della preghiera stessa.

Recitiamo il Santo Rosario nei giorni dal Lunedì al Giovedì, poi la Via Lucis (o la Via Crucis in Quaresima) al Venerdì.


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ANNUNCIAZIONE: PRIMO MISTERO DELLA GIOIA
PRESENTAZIONE AL TEMPIO: QUARTO MISTERO DELLA GIOIA
CATINO PER LA LAVANDA DEI PIEDI IL GIOVEDI' SANTO
IL TRASPORTO DI GESU' A SEPOLCRO
CRISTO E' RISORTO DAI MORTI

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