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Rubriche > PREGHIERE > LETTURE PER LA SETTIMANA SANTA
LETTURE PER LA SETTIMANA SANTA
Rubrica curata da Alba su 16/4/2011 (2204 Letto)


            GESU’ PREANNUNCIA LA PROPRIA MORTE

                 PASSIONE E MORTE DI GESU’



L = Lettore           (prima e seconda sera)                              

L = Lettore           (prima e seconda sera)  

M = Meditazione  
(prima e seconda sera)  

G = Gesù              
(prima e seconda sera)  

Dio Padre  (1° sera)

Farisei          (1° sera)

 
F = Folla                             (prima e seconda sera)              

Greci            (1° sera)

I = Isaia     (1° sera)

Caifa         (1° sera)

S = Sacerdoti e Anziani (prima e seconda sera)  

Centurione  (2° sera)

Soldati        (2° sera)           

T = Falso testimone  (2° sera)

Tommaso                (prima e seconda sera)  

Pilato           (2° sera)

S1 = Prima serva 
     (2° sera)

S2 = Seconda serva   (2° sera) 

D = Discepoli           (prima e seconda sera)  

Giuda                      (prima e seconda sera)  

Giovanni    
(1° sera)

P = Pietro                (prima e seconda sera)   



L - La Parola del Signore sia sempre nella nostra mente,   X (fronte)

        sulle nostre labbra                 X  (labbra)      

      
 e nel nostro cuore.                                                               X (cuore)




 Martedì,    19 aprile 2011 (dal n° 1 al n°  5) 



Mercoledì, 20 aprile 2011 (dal n° 6 al n° 10)








                                   Martedì, 19 aprile 2011




L - La Parola del Signore sia sempre nella nostra mente,   X (fronte)

        sulle nostre labbra                    X  (labbra)      

        e nel nostro cuore.                                                              X (cuore) 

      
                                1 -
RISURREZIONE DI LAZZARO

                            e   CONGIURA CONTRO GESU’

G - «Lazzaro, vieni fuori!».

L - Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario.
Gesù disse loro:

G - «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

L - Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.

Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero:


S -  «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nost
ro tempio e la nostra nazione».

L - Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro:

Caifa - «Voi non capite nulla!  Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».

L - Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione;  e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro:

F - «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

L - Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.

                               2 -
VERSO GERUSALEMME

L - Insegnava ai suoi discepoli e diceva loro:

G -  «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».

L -
Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi  di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli:

G - «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà.

Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Se uno serve me, il Padre lo onorerà.

Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome».

L - Venne allora una voce dal cielo:

Dio Padre - «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

L - Gesù disse ai discepoli:

G - «Andiamo di nuovo in Giudea!».

L -  I discepoli gli dissero:

D - «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».

L - Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli:

Tommaso - «Andiamo anche noi a morire con lui!».

                            3 -
DOMENICA DELLE PALME

            (Ricordiamo l’ultimo ingresso di Gesù a Gerusalemme)

L - Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:

F - «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!».

L - Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:

F - "Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d'asina".

L - I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte. Intanto la folla, che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli dava testimonianza. Anche per questo la folla gli era andata incontro, perché aveva udito che egli aveva compiuto questo segno. I farisei allora dissero tra loro:

Farisei - «Vedete che non ottenete nulla? Ecco: il mondo è andato dietro a lui!».                                    

                                 4 - ULTIMA PASQUA


L -
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:

Giuda - «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?».

L - Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse:

G - «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

L - Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:

F - «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!».

L - Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d'asina. I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte. Intanto la folla, che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli dava testimonianza. Anche per questo la folla gli era andata incontro, perché aveva udito che egli aveva compiuto questo segno. I farisei allora dissero tra loro:

Farisei - «Vedete che non ottenete nulla? Ecco: il mondo è andato dietro a lui!».

L - Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono:

Greci - «Signore, vogliamo vedere Gesù».

L - Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro:

G - «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome».

L -
Venne allora una voce dal cielo:

Dio Padre - «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

L - La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano:

F - «Un angelo gli ha parlato».

L - Disse Gesù:

G - «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

L - Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire. Allora la folla gli rispose:

F - «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come puoi dire che il Figlio dell'uomo deve essere innalzato? Chi è questo Figlio dell'uomo?».

L - Allora Gesù disse loro:

G - «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce».

L - Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro. Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:

I - Signore, chi ha creduto alla nostra parola?E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?

L - Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:

I - Ha reso ciechi i loro occhi e duro il loro cuore, perché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!



L - Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio. Gesù allora esclamò:

G - «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

                                      5 - E’ GIUNTA L’ORA

L - Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse:

P - «Signore, tu lavi i piedi a me?».

L -  Rispose Gesù:

G - «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo».

L - Gli disse Pietro:

P - «Tu non mi laverai i piedi in eterno!».

L - Gli rispose Gesù:

G - «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

L - Gli disse Simon Pietro:

P - «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!».

L - Soggiunse Gesù:

G - «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti».

L - Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete puri". Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro:

G - «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno.
Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

L -
Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò:

G - «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

L - I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse:

Giovanni - «Signore, chi è?».

L - Rispose Gesù:

G -  «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò».

L - E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù:

G - «Quello che vuoi fare, fallo presto».

L - Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse:

G - «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

L - Simon Pietro gli disse:

P -
«Signore, dove vai?».

L - Gli rispose Gesù:

G - «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

L - Pietro disse:

P - «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».

L - Rispose Gesù:

G - «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».

M - Se crediamo di poter fare da soli per la nostra crescita spirituale, faremo solo la magra figura di Pietro.
 X Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen





                           

                           Mercoledì, 20 aprile 2011


L - La Parola del Signore sia sempre nella nostra mente,     X (fronte)

       sulle nostre labbra                   X (labbra)        

       e nel nostro cuore.
                                                  
                             X (cuore)

                                           

                                                  6 - ULTIMA CENA

L - Gesù disse ai suoi discepoli:

G - «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere crocifisso».

L - Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del Sommo Sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però:

S - «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».

L - Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola. I discepoli, vedendo ciò, si sdegnarono e dissero:

D - «Perché questo spreco? Si poteva venderlo per molto denaro e darlo ai poveri!».

L - Ma Gesù se ne accorse e disse loro:

G - «Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto».

L - Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse:

Giuda - «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?».

L - E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.

Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:

D - «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

L - Ed egli rispose:

G - «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"».

L - I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse:

G - «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

L - Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: 

D -  «Sono forse io, Signore?».

L - Ed egli rispose:

G - «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».

L -
Giuda, il traditore, disse:

Giuda - «Rabbì, sono forse io?».

L - Gli rispose:

G - «Tu l'hai detto».

L - Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse:

G - «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo».

L - Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo:

G - «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».

       7 - PREGHIERA NELL’ORTO DEGLI ULIVI

L - Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro:

G - «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».

L - Pietro gli disse:

P - «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai».

L - Gli disse Gesù:

G - «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte».

L - Pietro gli rispose:

P - «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò».

L - Lo stesso dissero tutti i discepoli. Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli:

G - «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare».

L - E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro:

G - «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».

L - Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo:

G - "Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

L - Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro:

G - «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».

L -
Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo:

G - «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà».

L - Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro:

G - «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori.

Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».



   8 - TRADIMENTO DI GIUDA, ARRESTO E PROCESSO

L - Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo:

Giuda - «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!".

L - Subito si avvicinò a Gesù e disse:

Giuda - «Salve, Rabbì!».

L - E lo baciò.     E Gesù gli disse:

G
- «Amico, per questo sei qui!».

L - Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse:

G - «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?».

L - In quello stesso momento Gesù disse alla folla:

G - «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti».

L - Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono:

T - «Costui ha dichiarato: "Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"».

L - Il sommo sacerdote si alzò e gli disse:

S - «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?».

L - Ma Gesù taceva.
Allora il sommo sacerdote gli disse:

S - Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio. L - Gli rispose Gesù:

G - «Tu l'hai detto; anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».

L - Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo:

S -  «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?».

L - E quelli risposero:

F - «È reo di morte!».

L - Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo:

F -  «Fa' il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».

                             9 - RINNEGAMENTO DI PIETRO

L -
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse:

S1 - «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!».

L - Ma egli negò davanti a tutti dicendo:

P - «Non capisco che cosa dici».

L - Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti:

S2 - «Costui era con Gesù, il Nazareno».

L - Ma egli negò di nuovo, giurando:

P - «Non conosco quell'uomo!».

L - Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro:

F - «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!».

L - Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:

P - «Non conosco quell'uomo!».

L - E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto:

G - «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte».

L - E, uscito fuori, pianse amaramente.

                                   10 - CONDANNA DI GESU’

L - E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò:

Pilato - «Tu sei il re dei Giudei?».

L - Ed egli rispose:

G - «Tu lo dici».

L - I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo:

Pilato - «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!».

L - Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro:

Pilato - «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?».

L - Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo:

Pilato - «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?».

L - Ed essi di nuovo gridarono:

F - «Crocifiggilo!».

L - Pilato diceva loro:

Pilato - «Che male ha fatto?».

L - Ma essi gridarono più forte:

F - «Crocifiggilo!».

L - Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo:

Soldati - «Salve, re dei Giudei!».

L - E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa "Luogo del cranio", e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne presePoi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.

La scritta con il motivo della sua condanna diceva: "Il re dei Giudei".

Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra. Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo:

F - «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!».

L - Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano:

S - «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!».

L - E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce:

G - «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?».

L - che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano:

F - «Ecco, chiama Elia!».

L - Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo:

F - «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere».

L - Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

             (breve sosta di silenzio per elevare con amore e riconoscenza una lode a Dio)

L - Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse:

Centurione - «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!».

L - Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch'egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.   

M – Noi sappiamo che Gesù è risorto. E questo è più che sufficiente per assicurarci che Egli è il Figlio di Dio, venuto nel mondo per la nostra salvezza. Ci ama in modo divino e di Lui possiamo fidarci ciecamente. Ciò che ci dice è vero; Egli stesso ci dice: «Io sono la Via, la Verità e la Vita!». Chi Lo ascolta e Lo segue salverà la propria vita. Non si può seguire Gesù solo a parole: questo atteggiamento inganna noi stessi.  Troveremo la serenità di spirito anche su questa Terra, pur tra le tribolazioni, e soprattutto la felicità senza fine in Cielo!Chi sceglie di non seguire Gesù su questa Terra, non viene preso per forza in paradiso, perché Gesù rispetta la nostra libertà, pur avendo conquistato la nostra salvezza a carissimo prezzo.Buona Pasqua a tutti! Pasqua di Risurrezione! Risorgiamo anche noi con una bella Confessione Pasquale dalla nostra mediocrità e dal nostro peccato! In questo senso ci auguriamo l’un l’altro di cuore: «BUONA PASQUA!!!»

 X Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen



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